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sabato 8 dicembre 2012

Padova, cuore Rispoli: "Mi farò trovare sempre pronto"



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L'anno scorso aveva guidato, con cuore e determinazione, la Sampdoria verso la promozione in Serie A. Quest'anno si augura insieme ai suoi tifosi, di fare lo stesso con il Padova, che domani giocherà a Novara. Andrea Rispoli, in forza ai biancoscudati, sa che la trasferta piemontese è molto importante per il Padova: l'ha commentata per PadovaSport.it, ecco quanto riferito dal terzino cavese:
"Loro saranno ancora più concentrati, dopo gli ultimi risultati negativi. Vengono da un filotto di sconfitte, quindi dovremo affrontarli al mille per mille per riuscire a vincere. Il Novara è una buona squadra buona, che viene dalla Serie A, ma nel calcio non sempre i nomi contano. Speriamo che non inizino una serie positiva sabato, ma che aspettino ancora una settimana per riprendersi. Come giudico fin qui il mio campionato? Sono molto esigente con me stesso, posso fare meglio. Mi farò trovare sempre pronto, sia che giochi sia che non giochi"

giovedì 6 dicembre 2012

Napoli, per il centrocampo si pensa a Obiang


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Il Napoli si muoverà a gennaio per rinforzare il centrocampo, lo riporta ilsussidiario.net. Mazzarrivorrebbe infatti un nuovo giocatore capace di disimpegnarsi in tutte e due le fasi di gioco ed i nomi sulla lista della spesa sono diversi. Il Napoli starebbe pensando a De Vitis, ventenne in forza al Padova, a Salamon, ungherese del Brescia, che rappresenta una delle piste più percorribili per via degli ottimi rapporti cuciti con le varie operazioni di mercato che hanno visto coinvolti Mannini, Hamsik ed El Kaddouri tra la società lombarda e quella partenopea. Ma, soprattutto il Napoli potrebbe prendere Pedro Obiang, una delle possibilità più gradite da Bigon insieme a quella, sempre genovese, che riguarda l'ex Milan Merkel

lunedì 10 settembre 2012

Grosseto, Moriero elogia Delvecchio: "Ha fatto un'ottima partita"


L'allenatore del Grosseto, Francesco Moriero, è stato intervistato da Sky Sport, al termine dell'1-1 maturato allo Stadio "Euganeo" contro il Padova. Il tecnico leccese si è soffermato anche sulle prestazioni dei nuovi arrivati: Bonanni, Delvecchio e Foglio. Ecco le parole riportate da tuttomercatoweb.com:
"Bonanni deve ancora mettere minuti nelle gambe così come Foglio, mentre Delvecchio ha fatto un'ottima partita. Tutti e tre però possono e devono crescere ancora".

martedì 19 giugno 2012

Da Piovaccari a Eder: la favola blucerchiata

E' andata esattamente come doveva andare. Risalire in A era il diktat imposto sin da subito dal popolo blucerchiato, l'innocente speranza con cui celare il sapore amaro lasciato da una retrocessione semplicemente apocalittica. I presupposti in effetti c'erano: il trio Sensibile-Bertani-Piovaccari rappresentava il top di quanto la scorsa stagione di B aveva offerto, e la scelta del mister, Atzori, per quanto criticata e mai pienamente accettata, sembrava potesse imprimere alla Sampdoria un trend giovanile e vincente. La proprietà ha investito tanto e oltre a Bertani e Piovaccari, sono arrivati Costa, Rispoli, Foggia, Bentivoglio, Castellini e dulcis in fundo Romero, la testimonianza più tangibile delle intenzioni societarie.


L'inizio, per la verità, è stato molto contratto, e dai pareggi iniziali, intervallati dai trionfi di Bergamo ed Empoli e dal roboante 6-0 inflitto al Gubbio, si è giunti ben presto all'interno di una fitta crisi di risultati, scaturita dalla clamorosa debacle interna contro il Torino, in un match di cui la Sampdoria aveva, per larghi tratti, dominato l'andamento. Gli esperti del settore iniziarono dunque ad aprire gli occhi e ad accorgersi che la squadra assemblata da Sensibile, per una lunga ed intricata serie di situazioni (in primis la presenza asfissiante dello zoccolo duro della Sampdoria disastrata della retrocessione) era ben lontana dall'essere una corazzata, criticando così quello stesso mercato che pochi mesi prima avevano promosso a pieni voti. Il fondo la Sampdoria l'ha toccato a fine ottobre: scendere in campo in un S.Francesco d'Assisi (di Nocera Inferiore) così scevro di tradizione calcistica sembrava essere un colpo sufficientemente grave per la storia della Sampdoria, e invece quello che si è dimostrato persino più tremendo è stato il risultato: un 4-2 che fa esaltare i tifosi nocerini e tremare la panchina di Atzori. Il tecnico di Colleferro trova acqua nel deserto con la vittoria contro il Crotone, ma la sabbia nella sua clessidra stava inesorabilmente terminando. E' la sconfitta interna contro il Vicenza che segna l'apice delle contestazioni e di una crisi di gioco e di risultati che accompagnava il cammino dalla Sampdoria da quasi un anno ormai. E' anche l'ultima partita di Atzori sulla panchina blucerchiata.


Esonerato Atzori, è Iachini a guadagnare il timone della traballante nave blucerchiata. Con il tecnico ascolano però, le cose non sembrano migliorare e il gap che divide la Sampdoria dai playoff è ancora piuttosto ampio. I tre pareggi iniziali non sembrano però preoccupare l'ex tecnico del Piacenza, che alla Sampdoria e ai suoi atterriti tifosi chiede solo una cosa: il tempo. La Sampdoria però perde a Pescara e inaugura il 2012 nel peggiore dei modi con il gol del sampdoriano Damonte che nei minuti di recupero designa la vittoria del Varese. Inizia un nuovo periodo di crisi e si ventila persino l'ipotesi di un ritorno dell'esile Atzori. Sensibile prende nota degli errori fatti in passato e li corregge mettendo in atto un totale processo di ricostruzione nel mercato di gennaio. Partono Bentivoglio, Accardi, Piovaccari e Dessena e giungono all'ombra della Lanterna oltre a Juan Antonio e Berardi, anche Pellè, Munari, Renan e, a seguito di estenuanti trattative, Eder. Ma soprattutto è partito Palombo, leader ed effigie dell’ultima decade blucerchiata, il cui impiego per ragioni tattiche e psicologiche limitava il resto della squadra.

La rimonta inizia con l'inaspettata vittoria di Padova, e prosegue anche dopo la sconfitta con il Torino, a seguito delle confortanti vittorie ottenute contro Verona ed Empoli. I playoff da utopia (a gennaio i punti dal sesto posto erano 11) diventano un obiettivo concreto a cui la Sampdoria punta con inesauribile fermezza. La squadra cambia totalmente volto: la manovra è adesso più fluida e l'estro di Juan Antonio e Foggia ben coadiuva il vigoroso centrocampo orchestrato dall'insostituibile Obiang e dagli ottimi Munari e Renan. La vera forza della Sampdoria di Iachini però, oltre ad una difesa sempre più solida ed inespugnabile, è l'attacco: Eder e Pozzi sono decisivi per la risalita della Sampdoria, ed è in particolare il cambio di marcia del brasiliano a determinare le ultime e decisive vittorie in campionato. La ciliegina sulla torta è la rete all'esordio di Mauro Icardi che permette alla Sampdoria di espugnare Castellammare di Stabia. La rimonta è compiuta, la Sampdoria si guadagna l'opportunità di giocarsi i playoff contro Sassuolo, Verona e Varese e si concede la passerella nelle ultime due uscite della regular season.


Alla trama mancava ormai solo il lieto fine per consacrarsi come favola. Quello la Sampdoria intendeva conquistarsela sul campo, coprendo ognuno di quei centimetri di cui Al Pacino parlava nel suo antologico discorso in "Ogni Maledetta Domenica", scongiurando un Rosenberg 2 con bravura e tenacia. No, la Sampdoria proprio non voleva sgretolare l'ennesimo sogno conquistato e costruito con così tanta fatica. Nulla ha potuto il Super Sassuolo di Fulvio Pea, la squadra che insieme a Pescara e Torino ha ininterrottamente dominato la Serie B, che si è dovuto arrendere all'umiltà e all'abnegazione di una Sampdoria scintillante all'andata ed eccessivamente sofferente al ritorno. Nemmeno il solido Varese di Maran ha sbarrato la strada alla Sampdoria, e ai colpi di Rivas e De Luca, i doriani hanno reagito col cuore, quello del capitano Gastaldello, che ha vissuto nel proprio elettrocardiogramma le gioie di Palermo, la delusione europea e la desolante retrocessione. E' lui a sancire la vittoria nell'andata ed è sempre lui nel ritorno ad erigere insieme al promettente Rossini un muro che nè Granoche nè Plasmati possono abbattere. Il finale era scritto: la Sampdoria stava correndo verso la A, tenace ed inesauribile proprio come Rispoli che, al 90' dell'ultima di una serie infinita di partite raccoglie le forze per un ultimo e decisivo sforzo prima di cedere il pallone a Pozzi. L'emiliano prende palla, guarda repentinamente Bressan: i cuori blucerchiati si fermano e accumulano l'insieme di sentimenti di una storia recente eccessivamente travagliata. Pozzi tira: è gol. I cuori tornano a pulsare e colorano l'Ossola di blucerchiato. Impazzisce anche il piazzale Kennedy così come le case, i salotti e i bar in cui ogni sampdoriano foresto seguiva con attenzione l'andamento del match. La Sampdoria è in A, è giusto così, ce lo siamo meritati.

Potete leggerlo su Sampbook

sabato 12 maggio 2012

Icardi, un fantastico lieto fine

Un metro e ottanta, viso angelico, di quelli che fanno innamorare le teenager, lineamenti latini e un passaporto che alla voce “luogo di nascita” indica Rosario proprio come per Che Guevara e Messi, due che hanno avuto, seppur in modi, tempi e circostanze diametralmente opposte, un certo impatto sul mondo. Questo è più o meno Mauro Icardi, l’attaccante argentino che oggi è sulla bocca (e nel cuore) di tutti i tifosi blucerchiati. Non è troppo difficile abbinarlo alla classica figura che solitamente si pertiene al deus ex machina, la massima aspirazione di Icardi fino a pochi giorni fa sarebbe stata infatti finire in panchina, o magari, giocare qualche minuto. Il coacervo di contingenze incredibilmente paradossali lo hanno reso invece protagonista, traghettatore delle speranze di gloria dei blucerchiati. Lui, già pupillo e ora assoluto feticcio di una tifoseria che lo aveva visto dominare i suoi coetanei nel contesto della Primavera, lui, l’ultimo dell’infinita gerarchia del parco attaccanti di Iachini, ha sancito il più importante e deciso passo verso la lotteria dei Playoff.

La mens della Sampdoria d’inizio gara era tutt’altro che sana, le inaspettate assenze lastminute di Eder e Gastadello e la bruciante rete di Zito costituivano il canovaccio di uno spettacolo organizzato nel peggiore dei modi per i giocatori blucerchiati. La ripresa, nervosa prima ancora che tattica, s’è avuta gradualmente ma un effettivo cambio di marcia, i quasi 70 tifosi ospiti presenti quest’oggi al “Menti” di Castellammare di Stabia l’hanno visto solamente nella ripresa. Il gol del pareggio è scaturito dall’ennesima chirurgica soluzione da calcio piazzato di Foggia, che batte Colombi ma stampa il pallone sulla traversa consentendo però a Munari di centrare indisturbato la porta stabiese. L’espulsione di Pellè e i crescenti sforzi offensivi della formazione di Braglia avevano reso il pareggio un lusso più che un peso, eppure la Sampdoria riesce prodigiosamente a portarsi in vantaggio grazie all’ottimo taglio del neo-entrato Icardi che uncina il filtrante di Costa, anticipa Scognamiglio e batte Colombi in un colpo solo. Il finale è una lunga dolorosa agonia, stemperata dalle urla dei tifosi doriani, ininterrottamente calorosi, ma alla fine il risultato premia i blucerchiati. A due partite dalla fine il vantaggio nei confronti del Padova resta di quattro lunghezze, e i Playoff iniziano ad assumere connotazioni sempre più concrete.

Potete leggerlo anche su Sampbook