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sabato 28 aprile 2012

Nuova esperienza

Da poco ho intrapreso una nuova esperienza ed è anche per questo che i miei interventi sul blog stanno diventando sempre più sporadici. Conduco la radiocronaca delle partite della Sampdoria per RadioMB, in basso il link per ascoltare la differita di Samp-Bari e utile anche per seguire live le prossime radiocronache. Ho esordito la scorsa settimana con Vicenza-Samp grazie all'ottima iniziativa organizzata dallo staff di Manicomio Blucerchiato, la più grande community sul tifo blucerchiato. Seguitemi, mi raccomando!

RADIOMB- LA RADIOCRONACA DI SAMP-BARI

sabato 17 marzo 2012

Europa Coast-to-Coast (pubblicato per Buccino Domani)

Erano in cinque, dicevano di esser partiti da Nizza, in tasca poco o niente, nelle valigie (anzi, carrelli) il necessario, ma il cuore no, quello era colmo di speranza e fiducia. E' "March To Athens" il nome della folle esperienza on-the-road che questi cinque ragazzi hanno condiviso, quasi per caso, con gli studenti del Liceo di Buccino, in una delle innumerevoli tappe che li separano da Bari e dalla tanto agognata nave verso Atene. Condividere le proprie idee ed ampliare il raggio di una risonanza in realtà piuttosto esigua è sembrata loro cosa logica, ecco perché nessuno di loro ha esitato a dire sì all'avvincente proposta di confrontarsi con coloro che rappresentano l'ago della bilancia della riuscita dei loro aneliti anarchici, i giovani. L'approccio però, non è stato dei migliori: l'impressione era quella di trovarsi di fronte cinque beoni malvestiti e maleodoranti, con poco più da offrire di una considerevole scorta di tabacco e cartine. E' bastato aprire bocca a Massimiliano per stroncare quel così fastidioso incantesimo. Un altro ne stava per iniziare: tutti sembravano ammaliati ed affascinati dal tono sognante con cui Massimiliano, un siciliano doc, illustrava le connotazioni del tanto chiacchierato movimento degli indignados. Tra gli imbarazzi iniziali e il timore di prendere la parola nel momento in cui il fatidico "adesso spazio alle domande" sentenziato da Massimiliano inaugurò il dibattito, iniziò la tanto controversa quanto interessante iniziativa che aveva mandato su tutte le furie i professori, che solo dopo serrate trattative avevano dato il placet. Cosa spinge cinque giovani a lasciare tutto, ad abiurare i piaceri e le comodità per affacciarsi a un'avventura del tutto nuova, scevra o quasi di certezze e tutta da scoprire, nel bene e nel male? E' questa la fondamentale domanda che rimbombava nei cervelli di ognuno degli alunni mentalmente coinvolti nel dibattito nonché il nocciolo su cui si è strutturato il leit motiv di quella che Massimiliano ha ribattezzato agorà. E' apparso chiaro che i cinque, per quanto determinati, non facessero esattamente del cinismo e della concretezza i cardini della propria filosofia di vita, bensì fossero interessati a toccare più la sfera morale e personale di quella squisitamente politica con il loro eccentrico modus operandi. Parlavano di decadenza dei costumi e dei valori, di una rivoluzione, tassativamente pacifica, da realizzarsi a livello sociale e morale prima ancora che politico per cancellare i dannosissimi effetti del doloroso processo politico che ha depauperato l'Europa del sistema democratico e ringalluzzito la classe bancaria. Propositi ammirevoli, così come la scelta di incanalare il proprio feng shui sostanzialmente nel sostegno morale del popolo greco e nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica europea. Una presa di posizione nobile ma troppo vaga nella sua iconoclastia per potersi esentare dal definirla "lotta contro i mulini a vento". La scelta della destinazione è però tremendamente in linea con quanto i 5 ragazzi sono abilmente riusciti a trasmettere: Atene, città politicamente ed economicamente in ginocchio nonché patria di quella cultura e di quei valori calpestati dagli interessi economici e dalla brama materialistica, è lo scenario dove il passaggio di consegne s'è realizzato idealmente. Ci arriveranno solo dopo essere approdati a Bari, dove contano di giungere a fine marzo, in un percorso scandito da una serie di tappe da raggiungere rigorosamente a piedi. Molto probabilmente non passeranno alla storia né riusciranno a contribuire concretamente per quello che in Grecia sta assumendo le proporzioni di un autentico dramma, ma hanno dato una conformazione decisa alle proprie idee dimostrando che il proprio raggio d'azione può andare aldilà delle chiacchiere da bar o delle asfittiche frasi fatte del web tipiche del terzo millennio. Gli scroscianti applausi del finale sono stati la giusta gratificazione alla notevole performance dialettica che anche ragazzi francesi e spagnoli sono riusciti straordinariamente a sostenere, esibendo un italiano tutt'altro che banale. In quegli applausi c'era anche una sincera ammirazione, un pizzico di invidia per il fascino del viaggiare e dell'agire insieme per una giusta causa, soddisfazioni che nessuna auto nuova o computer ultra-tecnologico potrebbero mai regalare.

lunedì 5 dicembre 2011

Amnesie

Le gerarchie del post-Calciopoli, per anni apparse cristallizzate e immodificabili se non dopo un lungo e tortuoso processo, iniziano clamorosamente a scricchiolare. Mai l'Inter dal 2006 era partita così male, così come mai la Juventus aveva avuto un così buono impatto al campionato (primi e imbattuti, non accadeva addirittura da 61 anni). E' evidente che quest'improvvisa mutazione dello status quo abbia alterato e non poco gli animi dei diretti interessati ma in generale tutto l'infervorato mondo del calcio italiano. A farne le spese sono in particolare i tifosi dell'Inter e tutti i detrattori della Juventus, un così brusco cambiamento li ha infatti resi particolarmente vulnerabili emotivamente e ha spianato loro la strada del delirio. Quello che sta accadendo a Milano ci mostra ancora una volta quanto scarsa sia la nostra cultura sportiva e quanto arduo sia adempiere al meglio all'insano mestiere del tifoso, tanto più per le immacolate ed ovattate realtà delle cosiddette "big". Il grande successo raccolto negli ultimi anni non sembra aver soddisfatto l'appetito dei tifosi nerazzurri, che anzi, pretendono risultati e spettacolo anche in un'annata viziata dal tormentoso problema del ricambio generazionale che ha significativamente svilito il potenziale a disposizione di Gasperini prima e di Ranieri poi. Con la cessione d'Eto'o, giusta o meno bisogna pur rispondere alle esigenze del bilancio anche in virtù del FFP (Financial Fair Play) e dell'oneroso progetto del nuovo stadio partorito da Moratti, si è chiuso quel ciclo che tante gioie e successi aveva arrecato ai tifosi interisti. Fondarne un altro e strutturarlo su misura del precedente non è il più semplice dei compiti e  richiede più di qualche giorno. La morbosa brama dei tifosi interisti non s'è placata nemmeno dinnanzi all'evidenza, e anzi ha generato sterili quanto immotivate critiche. Un esempio. A Pazzini è bastato scivolare sul dischetto del rigore e quindi spedire il pallone in curva per beccarsi critiche e attributi innominabili dai propri tifosi. Si è detto di tutto: non è abbastanza per l'Inter, Può giocare solo alla Sampdoria. E le altre classiche frasi fatte da bar a cui troppo spesso siamo abituati. Basterebbe anche solo sfogliare l'album dei ricordi per ricordare quale sia in realtà il valore di Pazzini e quanto importante sia stato il suo innesto per la squadra nerazzurra. Il gol al Lecce, quello al Bari, quello al Lille, e tanti altri ancora: gli interisti sembrano aver dimenticato tutto ciò. E inoltre la rete pullula di documenti multimediali in grado di dimostrare che anche in un periodo di difficoltà e anche dopo un così decisivo errore Pazzini resti di gran lunga il più grande attaccante attualmente presente in Italia. Nessuno ha quel senso del gol, nessuno gli è neanche lontanamente vicino per intelligenza tattica e intuito (caratteristiche fondamentali, Superpippo docet, per un attaccante), nessuno ha i suoi colpi balistici. In molti l'hanno dimenticato.
Quanto alla Juve, i successi della vecchia signora hanno rievocato insinuazioni, accuse e sfottò vari. Non desidero affatto pormi da paladino della Juventus, assolutamente. Però l'uso dei triti e ritriti epiteti di ladri e imbroglioni è onestamente inspiegabile e anzi dovrebbe soddisfare i tifosi juventini, che in questo modo acquisiscono la consapevolezza di esser tornati a rappresentare un vero e proprio spauracchio per il resto dell'Italia. Sul web impazzano moviole e foto sulle posizioni dei giocatori in occasione del rigore (inspiegabilmente concesso si, ma è chiaro che la Juventus avrebbe vinto comunque) trasformato da Vidal quasi a voler sottolineare che la situazione presentatasi sia stata la stessa di Napoli-Juve. Ovviamente nessuno ha pensato che la norma sui rigori, così come molte altre, si presta a diverse interpretazioni e non è pienamente considerata da tutti: quante volte un rigore andrebbe ripetuto? Tante. Quante volte lo si ripete effettivamente? Poche. E l'utilizzo e la considerazione di certe norme (spesso ignorate) rappresenta parte del confine che divide l'arbitro mediocre da quello discreto. Tagliavento fa chiaramente parte della seconda categoria, è di questo che si lamentano i napoletani?

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sabato 19 novembre 2011

Punto e a capo

Punto e a capo. E' così, perchè è cambiato l'allenatore, sono cambiati gli interpreti in campo (formazione rivoluzionata dall'ex tecnico del Brescia), ma il copione è sempre quello. Anche oggi la Samp ha mostrato evidenti lacune in fatto di carattere, personalità e voglia di vincere. Dopo il gol di Volta infatti, i blucerchiati hanno letteralmente smesso di giocare permettendo ai padroni di casa di farsi vivi in più occasioni dalle parti di Romero, coadiuvati da una difesa che in quanto a disorganizzazione oggi ha sfiorato i minimi storici.
Ai modesti De Paula, Caputo e compagnia sono state date troppe opportunità per punire la retroguardia blucerchiata, solo la sfortuna e, appunto, la stucchevole incapacità degli interpreti pugliesi avevano impedito al Bari di pareggiare la partita. La fase offensiva anche oggi, nonostante la pochezza della difesa barese, si è ancorata precariamente alle giocate dell'incostante e altalenante genio di Foggia che oggi ha fornito la solita prestazione double face: ai colpi funambolici grazie a cui potrebbe benissimo auspicare a palcoscenici più blasonati del desolante e semi-vuoto San Nicola si sono alternati troppi momenti di assoluta estraneità dal gioco. In ogni caso, per l'ennesima volta, è lui a meritarsi la coccarda del migliore dei nostri. Insomma, le condizioni per l'ennesimo successo insipido, l'ennesimo fuoco di paglia c'erano tutte, un non trascurabile aiuto è arrivato anche da Velotto, che con la severa espulsione di Kopunek, sembrava aver tagliato definitivamente le gambe ai pugliesi e proiettato la Sampdoria verso i 3 punti. Qualunque squadra con un minimo di lucidità e intelligenza avrebbe portato a casa la partita. Non la Sampdoria.
La nostra difesa, guidata enigmaticamente dall'esordiente Rossini dopo l'infortunio di Volta, ha pensato bene di stendere un bel tappeto rosso a Borghese che ha trafitto Romero siglando il gol del pareggio. L'orgogliosa quanto arrembante reazione della Samp è solo una magra consolazione: il Doria torna a Genova con un solo punto in tasca. Inutile precisare che partite condizionate in modo così favorevole in un campionato ostico e insidioso come la Bwin vanno concretizzate, ancor di più se l'obiettivo prefissato (un obiettivo rebus sic stantibus sempre meno realistico) è vincere il campionato. E' utopico pretendere, dopo pochi giorni, i risultati del lavoro di Iachini, era però naturale aspettarsi quantomeno una reazione d'orgoglio. L'unico motivo per abbozzare un sorriso è l'insperata foga agonistica dell'ultimo quarto d'ora, sperando che sia un punto di partenza.

Potete leggerlo anche su Sampbook: http://www.sampbook.com/blog/19/11/2011/punto-e-a-capo/