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martedì 25 dicembre 2012

Arriva il Boxing Day: la presentazione e i pronostici dei migliori match


Per molti il Natale, il vero Natale, non è ancora arrivato. C'è gente che non ha provato piacere nel posizionare, meticolosamente a mezzanotte, il bambin Gesù al centro del presepe, o meglio, o meglio non ha provato il piacere che si conviene al gesto che simbolicamente incarna il significato del Natale. Perché? Perché la mente vaga, e pensa a tutt'altro. No, nessuna traccia di blasfemia in tutto ciò, solo una sana e insaziabile brama di football. Quel football che travolge, e di cui proprio non si può fare a meno. Un football che poco ha a che vedere con l'inedita quanto poco fruttuosa idea di far giocare le partite di Serie B proprio nel giorno di Santo Stefano. E' un football diverso, che piace proprio perché unico e così esclusivo dall'essere inspiegabilmente da molti disprezzato. Quel football domani avrà la sua piena consacrazione e il Boxing Day esalterà a livelli massimi quel coefficiente di tradizione, spettacolo e storia che caratterizza il calcio inglese.
In particolare, in Premier League scenderanno tutte e 20 le squadre, in un programma diviso in tre diverse fasce orarie (con i match delle 16:00, il consueto posticipo delle 18:30 e anche quello, inatteso, delle 20:45). In realtà, le squadre che giocheranno saranno 18: lo sciopero della Tube ci priva probabilmente del match più affascinante, ossia Arsenal-West Ham che verrà recuperata nel prossimo mese. Non per questo bisogna però disperarsi: anzi, i match interessanti saranno diversi: ecco quelli che, secondo BundesLigaPremier, meritano particolare attenzione:
SUNDERLAND-MANCHESTER CITY- Non può mancare all'appello il match dello Stadium of Light tra Sunderland e Manchester City. Un incrocio che, classifica alla mano, non dovrebbe preoccupare tanto Mancini ma che, l'anno scorso e proprio nel periodo natalizio (esattamente il giorno di Capodanno) gli giocò un brutto scherzetto. All'epoca infatti, i Black Cats furono i primi a battere i Citizens, grazie al goal allo scadere di Ji Dong-Won che chiuse la partita sull'1-0. Anche questa volta, per il City, quella alla Tyne and Wear, non sarà una gita turistica: il Sunderland, dopo un periodo poco facile, si sta rialzando e la vittoria contro il Southampton ha dimostrato ancora una volta quanto questa squadra sia brava nel difendersi e ripartire in contropiede. Ha confermato inoltre, le doti dell'implacabile Steven Fletcher, in goal anche al St.Mary's Stadium. Insomma, match da non perdere ed esito tutt'altro che scontato, anche alla luce delle difficoltà accusate nell'ultimo periodo dalla, sempre più claudicante, squadra mancuniana. Da tenere d'occhio: Yaya Tourè, McClean. Pronostico: UNDER 3,5

READING-SWANSEA- Lo Swansea, quest'anno, è uno spettacolo che nessuno dovrebbe mai perdersi. Il Madejski Stadium inoltre, è stato sin ora assoluta garanzia di goal e spettacolo: insomma, i presupposti perché Reading-Swansea sarà una partita spettacolare non mancano nemmeno da un'analisi così superficiale ed elementare. Si proliferano, addirittura, nel momento in cui si aumenta lo zoom: il Reading, bloccato a 9 punti all'ultimo posto della classifica, ha paura di scartare sotto l'albero il pacco della retrocessione ed è chiamato a una sfida quasi decisiva per cercare di rialzare la testa. Inoltre, i Royals sono ancora più agguerriti dopo il dubbio goal con cui Barry, sabato scorso, ha regalato la vittoria di Citizens e rovinato il Natale di McDermott, come lo stesso allenatore ha ammesso. Dall'altra parte, i gallesi allenati da Laudrup, dopo un solo punto guadagnato nelle ultime tre partite, vogliono tornare a vincere. I Jacks sono in grande forma, come dimostrato domenica con il pareggio maturato, seppur in modo un po' rocambolesco, contro i Red Devils. E poi, il biondo attaccante di Oviedo che sulle sue larghe spalle porta il nome di Michu è in un momento di forma semplicemente estasiante e difficilmente la sua corsa si fermerà proprio al Madejski. Da tenere d'occhio: McAnuff, Michu. Pronostico: OVER 2,5 / 1

FULHAM-SOUTHAMPTON- Al Craven Cottage si affronteranno due squadre che stanno attraversando momenti tutto sommato molto diversi. Mentre il Fulham nell'ultimo periodo è stato umiliato da un Liverpool comunque ben lontano dall'essere imbattibile ed ha riesumato gli sgangherati Queen's Park Rangers, che contro di loro hanno ottenuto la prima vittoria, il Southampton viene sì dalla sconfitta casalinga col Sunderland ma il gruppo di Adkins sembra aver finalmente trovato la giusta quadratura e fiducia. Difficile che il Fulham continui ad avere un rendimento così negativo, anche perché la classifica inizia a farsi preoccupante per i Cottagers. I Saints invece, proveranno a sorprenderli con il loro effervescente e straripante attacco, che sarà, però, povero del suo miglior interprete, ossia Adam Lallana. Non mancheranno invece, Ramirez, Rodriguez e Lambert, così come dovrebbe giocare il temibile Kacaniklic per il Fulham. Da tenere d'occhio: Ramirez, Kacaniklic. Pronostico: OVER 2,5 / 2

sabato 25 febbraio 2012

Loftus Road+Espulsione=Sconfitta

Non cambia l'equazione che tanto ha fatto penare tifosi e giocatori della squadra dei guardiani del parco della regina: anche oggi a Loftus Road, i Rangers hanno giocato per più di metà partita in dieci e sono usciti senza alcun punto in tasca. Di fronte c'era il Fulham, un avversario che non faceva troppa paura all'altisonante collettivo diretto da Hughes se non per la sciagurata sconfitta subita nel girone d'andata per 6-0. I motivi per sperare che questo West London Derby sarebbe finito diversamente rispetto al precedente erano numerosi, innanzi tutto i Rangers hanno completamente rigenerato il proprio assetto col mercato di gennaio e hanno disposto di sufficiente tempo per organizzare dignitosamente quello che sulla carta appare un gruppo dalle potenzialità ben più ambiziose di quanto non dica la classifica. Inoltre, pensare che caratterialmente la squadra avesse metabolizzato le sciagure del passato sarebbe stato più che lecito. La lezione su quanto possa essere difficile giocare con un uomo in meno sembrava infatti ormai acquisita dopo che, prima contro il Norwich e poi contro il Wolverhampton, i Rangers erano finiti in 10 e avevano gettato i 3 punti alle ortiche. E invece ci si sbagliava. A dirigersi verso gli spogliatoi anzi tempo questa volta non è stato Barton, bensì il volenteroso Diakitè, all'esordio coi Superhoops, a cui evidentemente avranno oltremodo enfatizzato la clemenza degli arbitri rispondendogli alla domanda riguardo al tipo di calcio a cui andava in contro. Ed infatti alle buone giocate in cabina di regia, il maliano ha abbinato una serie di scriteriati tackle che hanno naturalmente convinto Dowd ad estrarre due volte il cartellino giallo. Da lì in poi è stato il solito arrembante film d'avventura con i Rangers pronti a rimontare il gol siglato all'avvio da Pogrebnyak con grande abnegazione e forza di volontà ma non altrettanto fosforo e raziocinio. Solamente la scarsa convinzione di Jol che ha preferito custodire il risicato vantaggio piuttosto che punire gli Hoops sfruttando gli ampi spazi concessi ai Cottagers, ha fatto sì che la partita finisse 0-1. Non è bastata l'ennesima scintillante prestazione di Taarabt, a cui ancora una volta è mancato solo il gol per coronare concretamente la propria performance. Per il QPR si profila allora una situazione di estrema difficoltà: la classifica li vede tristemente appaiati in fondo alla terz'ultima posizione con il Blackburn. Il sogno Premier League potrebbe esser già finito.

sabato 18 febbraio 2012

Tanta sofferenza ma arriva la vittoria: il Forest si rialza

Che per il Nottingham Forest si sarebbe configurata una così serena situazione, i numerosissimi tifosi della squadra che Brian Clough rese celebre nel mondo difficilmente avrebbero potuto dirlo una settimana fa, quando anzi per il Forest sembrava prefiggersi l'Apocalisse. Sia chiaro, la vittoria di oggi non garantisce nulla ai Tricky Trees, che dovranno comunque soffrire e lottare fino alla fine per raggiungere un risultato, quello della salvezza, per cui mai avrebbero pensato di lottare in estate, convinti, piuttosto, di avere serie chance per ottenere la lungamente agognata promozione. Solo una settimana fa la matematica sembrava decisamente avversa al glorioso club delle East Midlands, con un parziale di ben 6 punti di ritardo rispetto ai Robins, oggi ufficialmente inghiottiti nella lotta per non retrocedere per effetto della dolorosa sconfitta patita a Peterborough (3-0). A cambiare le carte in tavola è stata la seconda penalizzazione in tre anni per il Portsmouth che torna in amministrazione controllata e crolla rovinosamente in classifica: i Pompeys, adesso, con 25 punti sono al terz'ultimo posto. Una dolce boccata d'aria fresca per il Forest dunque, che con il tesissimo successo sul Coventry si porta a un poco affidabile +1 dalla zona calda. In realtà Lee Camp ha corso più di un pericolo e sulle schiene dei delusi tifosi del City Ground sono corsi non pochi brividi quando il farraginoso attacco del Coventry, orchestrato dal pachidermico Platt e il fumoso Nimely, riusciva a disegnare trame interessanti. Altrettanto palpitanti saranno stati quando l'irlandese Murphy aveva prodigiosamente scongiurato i tentativi a rete della squadra di casa, intervenendo con una tale precisione da rendere ancor più vivida, per i più pessimisti tra i tifosi del Forest, la prospettiva di un disegno divino avverso. Alla fine però la considerevole tensione accumulata non solo in questa partita, ma in tutto l'arco di un campionato assai deludente, è stata polverizzata dallo scintillante coast-to-coast con cui McCleary si è portato a limite dell'area di rigore e ha trafitto magistralmente Joo Murphy. Un gol di importanza capitale per il 25enne, a cui Cotterill concede la standing-ovation più per convenienza tattica che per piacere personale, inserendo il più difensivo e roccioso Greening, un reduce del leggendario trionfo del Fulham a Craven Cottage sulla Juventus. Il gol del raddoppio è il giusto premio per Robbie Findley, sempre sgusciante e volenteroso, che non manca l'appuntamento col chirurgico lancio di Reid. E' la rete che pone la parola 'fine' sul match e probabilmente archivia la retrocessione del Coventry City che, tra l'altro, è tra le poche squadre nella zona bassa a non dover recuperare partite. Decisamente più lucente è invece l'orizzonte per il Nottingham Forest, per il quale la salvezza dev'essere un onere più che una conquista, un obbligo morale determinato dall'onorevole background di tradizioni, leggende e successi che fa dei Tricky Trees uno dei team più gloriosi del panorama calcistico britannico. Ecco perchè oggi, non me ne vogliano i (pochi) sostenitori del Coventry City, a godere e a gioire non sono stati solamente i tifosi di casa, ma tutti gli amanti e i sostenitori del calcio british, che incrociano le dita per evitare quella che sarebbe una disastrosa oltreché inaspettata retrocessione in League One.
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sabato 21 gennaio 2012

A volte ritornano...

Il 21 gennaio raccoglie sensazioni ed opinioni diverse in Inghilterra. C'è chi ne esce soddisfatto (è il caso di QPR, Fulham, Sunderland ma anche di Brighton e Birmingham City, che ottengono vittorie importantissime), c'è chi invece, ne esce storcendo il naso, quasi disgustato (penso a Pardew che a Craven Cottage aveva pregustato i 3 punti dopo lo splendido gol di Guthrie, prima di prenderne 5 in pochi minuti). Il 21 gennaio di calcio inglese è un po' tutto questo, ma molto altro ancora. E' il giorno di vittorie sorprendenti (il trionfo del WBA al Britannia lo è), e di dure sconfitte (quella del Forrest ad Upton Park rischia di allontanare ulteriormente il Nottingham dalla Championship). E' stato però, soprattutto, il giorno di Robbie Keane, un ritorno straordinariamente decisivo per le sorti dell'Aston Villa che trionfa in un rocambolesco quanto spettacolare derby delle Midlands. L'irlandese era arrivato da Los Angeles in prestito col nobile proposto di dimostrare di avere ancora molto da dare al calcio inglese e di continuare una storia che non poteva concludersi con la clamorosa retrocessione al West Ham lo scorso anno. La splendida impressione destata da Keane in allenamento l'aveva lanciato in cima alle preferenze di McLeish, che una settimana prima gli aveva concesso dieci minuti di passerella nel pareggio contro l'Everton. Quella di oggi era la prima da titolare per l'irlandese, proprio in quel Molineux Stadium dove aveva mosso i primi passi e s'era sin da subito imposto come uno dei più grandi prospetti del panorama britannico. A distanza di ben 13 anni, Keane è ancora protagonista. E pensare che il match s'era messo bene per il Wolverhampton, quando prima con un ritrovato Kightly (finalmente a grandi livelli dopo l'infortunio che ne aveva drasticamente frenato il rendimento) e poi con Edwards aveva rimontato il gol su rigore di Darren Bent. Tutto questo era successo in un primo tempo assolutamente ineccepibile in quanto a spettacolo ed emozioni, dominato prima dai Villans e poi dai Wolves. Il pareggio la squadra di McLeish lo trova ad inizio secondo tempo, quando proprio Robbie Keane pesca il jolly trafiggendo un Hennessey non impeccabile. Il match procede estremamente ricco di emozioni, ma la tensione e un pizzico di stanchezza iniziavano ad incalzare e rendevano il pareggio un'eventualità sempre più verosimile. E' però Henry (non Thierry, ma il meno talentuoso e famoso Karl) a riscrivere il copione della partita, maltrattando vergognosamente Albrighton prima di sferrargli un duro colpo di tacco in pieno petto. L'arbitro Oliver reagisce come diversamente non poteva, e cioè sfoderando il rosso e mandando Henry sotto la doccia a riflettere sulla sciocchezza commessa. L'inferiorità numerica aveva inevitabilmente costretto il Wolverhampton a una strenua opposizione difensiva contro un Aston Villa che invece acquisiva sempre più fiducia e convinzione. I Villans trovano il gol all'84' con un tiro semplicemente fantastico di Robbie Keane, che lambisce prima la traversa e si deposita poi tra i pali difesi da un incolpevole Hennessey. Nessun esultanza, nessun accenno di gioia dal suo body language: aver soffocato una così importante soddisfazione personale per rispetto dei suoi ex tifosi sintetizza alla perfezione la grandezza di un calciatore abituato a parlare coi gol, professionale sempre e testardo nel voler zittire le voci che lo davano ormai per bollito. Che abbiano ragione o meno, c'eri mancato, Robbie.
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lunedì 26 dicembre 2011

Eroi per un giorno

David Stockdale, oggi impenetrabile
Il copione del Boxing Day 2011 porta la firma di due insospettabili protagonisti, David Stockdale e Mark Bunn, secondi portieri rispettivamente in forza al Fulham e al Blackburn. In realtà, l'etichetta di "eroe per un giorno" è parzialmente fuorviante per Stockdale: il 26enne inglese non è nuovo a prestazioni sopra la media e le sue convocazioni nella Nazionale dei Three Lions testimoniano quanto grandi siano le sue potenzialità. Oggi, chiamato a sostituire l'infortunato Schwarzer non ha affatto deluso, anzi, se il Fulham è uscito imbattuto da Stamford Bridge deve ringraziare soprattutto il proprio portiere. Tanti gli interventi dell'ex Leicester, decisivo in almeno 4-5 situazioni. Fotografia fedele della sua prestazione è l'ottimo riflesso sul ben calibrato colpo di testa di Drogba all'87': una parata che di fatto ha anestetizzato, a livello mentale più che pratico, gli sforzi offensivi del Chelsea. Stockdale a parte, la partita odierna è stata molto complicata da gestire per il Chelsea che ha mostrato grande fatica nell'innescare Torres, molto negativo ancora una volta. Nemmeno la difesa è stata sufficientemente convincente: l'inedito duo composto da Romeu e David Luiz ha fatto meno danni del previsto ma non ha comunque compromesso le chance offensive dell'attacco di Jol, che nonostante l'inettitudine del proprio terminale (Orlando Sà), è riuscito a rendersi pericoloso in più occasioni. L'1-1 finale rinnova le preoccupazioni di Villas-Boas, diviso ormai da 11 punti dalle prime due posizioni. Stesso epilogo ha avuto il match tra Liverpool e Blackburn, sebbene fattori come i 20 punti di distacco tra le due compagini e il pessimo momento dei visitors lasciassero presagire tutt'altro tipo di esito. Ed infatti, statistiche alla mano, non c'è molto da raccontare della partita del Blackburn: allo sfortunato autogol di Adam è seguito un periodo di stucchevole catenaccio difensivo, lo stesso che Kean qualche settimana prima aveva proposto in casa del Sunderland: mentre però allo Stadium of Light il solido difensivismo dei Rovers si era sgretolato sotto i colpi di Colback e Larsson, questa volta il Blackburn riesce a rimediare un punto grazie alle straordinarie prodezze di Bunn. Per quest'ultimo l'epiteto di "eroe per un giorno" calza invece a pennello come può testimoniare il suo tutt'altro che esaltante curriculum, scandito da poche soddisfazioni personali e addirittura culminato negativamente l'anno scorso con la retrocessione con lo Sheffield United. Oggi ha avuto la sua rivincita con una prestazione impeccabile: le sue numerose parate hanno vanificato i tentativi a rete di Carroll. Il centravanti ex Newcastle oggi ha fatto timidi passi avanti ma resta comunque molto lontano dal tipo di giocatore che Dalglish credeva di aver acquistato. Decisamente meno capzioso è stato il compito del Man Utd che ha sbrigato facilmente la pratica Wigan andando in rete per ben 5 volte. Il risultato è frutto però dell'ennesima mania di protagonismo di Phil Dowd: il tarchiato direttore di gara inglese conquista i riflettori grazie all'insensata espulsione di Sammon, che si spera apra una volta per tutte gli occhi alla FA e faccia capir loro quanto grande sia il gap che divide il suo valore da quello dei match che è solito dirigere. La vittoria garantisce a Sir Alex il primato in classifica in coabitazione con i rivali cittadini del City, oggi fermati al The Hawthorns sullo 0-0. Pareggiano Sunderland ed Everton, mentre il Newcastle espugna il Reebok Stadium e Demba Ba si conferma per strapotere fisico e possibilità tecnico-balistiche uno dei migliori attaccanti della Premier League. Nelle altre divisioni inglesi pesa la vittoria del Middlesbrough a spese dell'Hull City mentre il pareggio del West Ham al St.Andrews' delinea sempre più il primato del Southampton, oggi vincente sul Crystal Palace grazie alla doppietta di Do Prado. Vince anche il Millwall sul Portsmouth, così come Reading, Blackpool e Burnley che fanno decisi passi avanti verso la zona Playoff. In League One vince l'Huddersield mentre lo Sheffield Wednesday sciupa un'altra partita facendosi raggiungere nel finale dal Walsall che capovolge il risultato nei minuti di recupero segnando prima con Gnakpa e poi con Smith.
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mercoledì 21 dicembre 2011

Tanti gol sotto l'albero

A Natale si è tutti più buoni, si sa. Ma che il recupero della prima giornata di campionato, rinviata per via del tanto discusso sciopero dei calciatori, sarebbe stato così buona in termini di gol, era cosa difficile da pronosticare per chiunque. Ventotto, addirittura, i gol siglati nelle 8 partite disputate stasera. A fare più rumore è inevitabilmente la sonora batosta incassata da Malesani a Napoli, l'1-6 subìto adesso spinge gran parte della tifoseria rossoblu a chiedere la testa dell'ex allenatore del Bologna. Altrettanto sconcertante il verdetto dell'Atleti Azzurri d'Italia che ha premiato i padroni di casa, i quali s'impongono sul Cesena con il risultato di 4-1, una scorpacciata di gol che pochi si sarebbero aspettati. Nessuno, tra i pochi e più che tranquilli tifosi del Parma presenti al Tardini stasera, avrebbe potuto invece credere che i gialloblù, avanti 3-1, non sarebbero riusciti a portare a casa i 3 punti. E invece al Tardini ecco il secondo 3-3 di fila, complici le reti di Lodi e Catellani che garantiscono a Montella un Natale quantomai sereno. A proposito di pareggi rocamboleschi, il Novara ha rimontato due reti al Palermo, grazie ai centri di Mazzarani e Rigoni, ma soprattutto all'ennesima sciocchezza di Ilicic, che con un espulsione assolutamente evitabile ha privato i rosanero del loro uomo più prezioso. Un talento esuberante, a tratti prorompente, che non riesce ad affermarsi del tutto a causa degli evidenti limiti caratteriali da cui è accompagnato. Meno rocambolesco il pareggio dell'Olimpico, dove la Lazio porta a casa un punto soprattutto grazie ai miracoli di San Bizzarri. Trova la vittoria invece l'Inter, nonostante il timore iniziale suscitato dalla rete di Muriel e dai ben 4 pali colpiti e infligge un doloroso 4-1 al Lecce, che resta il fanalino di coda della classifica. Non troppo migliore la situazione del Bologna di Pioli, che perde in casa dalla Roma. Sembrano essersi definitivamente placate le voci avverse circa il futuro di Luis Enrique, il quale riceve invece elogi dopo un'ottima performance, in cui iniziano a ravvisarsi in maniera concreta e tangibile i tratti del suo scintillante credo tattico.
Si è giocato anche in Premier League, in quello che è stato un mercoledì sera assolutamente appagante in quanto a spettacolo. City e United vincono senza troppi problemi contro Stoke e Fulham, mentre l'Arsenal espugna Villa Park grazie a un gol di Benayoun. Tempi duri per il Newcastle di Pardew, che perde in casa dal West Bromwich, che si conferma squadra estremamente temibile in trasferta. Altrettanto difficile è la situazione del QPR, che esce sconfitto da Loftus Road contro il Sunderland: ora Warnock inizia davvero a vacillare. Dopo il doppio vantaggio accumulato dai Black Cats, le cose sembravano essersi messe bene per Warnock quando i Rangers avevano trovato il pareggio segnando prima con Helguson e poi con Mackie. E' un gol incredibilmente fortuito di Wes Brown, che non segnava da 3 anni, a garantire altri 3 punti per Martin O'Neil, il cui impatto sulla panchina una volta occupata da Bruce è stato fin ora sorprendentemente prolifico.
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sabato 15 ottobre 2011

Sorpasso Citizens

Dopo due settimane di astinenza ci voleva proprio un bel sabato di football. E s'inizia: già dalle 13:45 con un affascinante antipasto, il più classico dei match di Premier League: Liverpool-Manchester United. Il primo tempo delude nettamente le aspettative, con Ferguson che fa coraggiosamente a meno sia di Rooney che di Nani e con Dalglish che lascia a sedere Carrol, sbloccatosi nel Merseyside Derby di due settimane fa per lasciare spazio a Gerrard, appena tornato da una snervante lungodegenza. Poca solidità a centrocampo per gli uomini di Ferguson: Fletcher e il jolly Jones non riescono a costruire gioco. Situazione simile per i Reds: Gerrard fatica inizialmente mentre Kuyt e Downing s'intestardiscono in improbabili serpentine ben controllate da Evra e Smalling (che comunque continua a non convincermi). Nel secondo tempo, assistiamo finalmente a un match degno del blasone e della storia dei due team: Gerrard su punizione e poi Hernandez fissano il punteggio sull'1-1, a nulla serve la prodezza di Henderson, sventata da De Gea nè il destraccio di Skrtel, che da posizione favorevolissima spedisce il pallone nella Kop. Il City si conferma una macchina da guerra: all'Etihad Stadium il match ha assunto le proporzioni di una simpatica merenda per gli uomini di Mancini che concedono una brusca imbarcata all'Aston Villa di McLeish (che finalmente si confronta con un top team), aperta dall'acrobazia di Balotelli e chiusa dal destro telecomandato dell'ex Milner. E' un successo che vale il sorpasso e quindi la prima posizione. Il Norwich aggancia lo Swansea a 8 punti, grazie a una doppietta di Pilkington. Il Bolton trova finalmente una vittoria, dopo uno sfortunato periodo di magra in cui ha sfidato e perso contro tutti i top team, niente da fare invece per i Rangers che a Loftus Road non vanno oltre l'1-1 contro il Blackburn. Lo Stoke City supera non senza difficoltà il Fulham di Jol grazie al gol di Walters, scaturito (guarda caso) dall'ennesima palla alta scaraventata in area di rigore. Bene anche Delap, che si dimostra bravo anche con i piedi (colpisce un palo dopo essersi brillantemente smarcato) ma soprattutto con la testa (sua l'incornata del definitivo 2-0). In Championship invece il West Ham approfitta del pareggio tra le prime due della classe (Derby e Southampton, segnano Robinson e Lambert) e si porta al secondo posto dopo un confortante 4-0 inflitto al Blackpool. Tra poco in campo il Chelsea di Villas-Boas, che può avvicinarsi allo United, l'incrocio è però pericolosissimo: a Stamford Bridge faranno visita i Toffees, avversari tradizionalmente ostici per i Blues.

lunedì 3 ottobre 2011

Le Taarabtate


Pare funzionare così nel mondo del calcio: se sei mostruosamente talentuoso è probabile che tu sia anche una testa calda. E così dopo le Cassanate, s'inizia a sentir parlare anche di Taarabtate. Non è stato un inizio di stagione facile per Taarabt che deve forse ancora integrare il suo gioco fatto di lanci, tiri pericolosi e tanti (forse troppi) dribbling all'interno del nuovissimo collettivo di cui può godere Warnock. Fatto sta che il gioiello dei guardiani del parco della regina, tanto talentuoso quanto psicologicamente complicato ha fatto parlare di sè ieri nella disastrosa parentesi dei suoi Rangers che sono usciti dal Craven Cottage con un rumoroso 6-0 inflitto dai rivali del Fulham. Una notizia addirittura più grottesca del risultato del match riguarda infatti il marocchino il quale, dopo esser stato sostituito nell'intervallo da Warnock che è una sorta di padre adottivo/psichiatra per Taarabt, ha ben pensato di dirigersi alla bus stop ancora in tenuta atletica e con tanto di scarpe da calcio per prendere il pullman che l'avrebbe portato a casa. Quello che la gente che ha saputo apprezare le deliziose giocate con cui ha trascinato il QPR in Premier League si augura è che le Taarabtate restino episodi straordinari e che le sue giocate sul campo acquisiscano col tempo una continuità tale da farlo sbocciare definitivamente.