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domenica 6 maggio 2012
City, una mano sulla Premier
La penultima giornata di Premier League riassume alla perfezione i contenuti di un campionato assolutamente spettacolare pur nel suo complessivo abbassamento di livello rispetto alle edizioni degli anni passati. I risultati in Europa, esaltante parentesi di Di Matteo e soci esclusa, documentano infatti quello che è un fisiologico, ma non estremamente preoccupante, calo di qualità del calcio inglese, che resta però straordinariamente avvincente. Il City oggi, era all'ultimo ostacolo verso il tanto agognato titolo, aspettato ormai da 44 anni. Di fronte c'era il temibile Newcastle del sorprendente Papiss Cissè e di tutti gli altri interessanti elementi che hanno reso la squadra di Pardew un'autentica macchina da guerra. Si giocava al St James' Park (ribattezzato SportsDirect Arena per ovvie ragioni di profitti economici), e il match aveva tutta l'aria di essere una partita forse persino più ostica del Manchester Derby giocato pochi giorni prima, visti i convinti aneliti europei dei supporters di Newcastle-upon-Tyne. Le preoccupazioni dei Citizens si sono mostrate infatti più che fondate, come testimonia il nevrotico equilibrio dei primi 45 minuti di gioco. E' servita un'invenzione di Yaya Tourè, proprio il vecchio martoriato (mediaticamente) ivoriano per le sue scarse (o presunte tali) abilità balistiche, che ha battuto l'ottimo Krul con una conclusione chirurgica. A raddoppiare è stato sempre il fratello del meno alto e dotato Kolò. Inutile dire quanto positivamente influisca di quello che probabilmente è stato l'unico vero merito tattico di Mancini nella sua quasi triennale esperienza britannica, che ha avuto l'intuizione di ricamargli una posizione ad hoc per i suoi mezzi fisici e tattici, posizionandolo da trequartista atipico, ruolo che Yayà ha ricoperto con lodevole brillantezza. Il malumore dei tifosi di casa è stato addirittura alimentato del clamoroso pareggio raggiunto dal Tottenham (in 10) al Villa Park, contro i disastrati Villans (a un pericoloso ma non estremamente preoccupante +3 sulla zona retrocessione). Per i Magpies diventa dunque fondamentale espugnare il Goodison Park, e sperare nelle poco attendibili sconfitte di Tottenham (che sfida in casa il Fulham) e Arsenal (impegnato al The Hawthorns, contro il WBA). L'affollata zona-Champions non è l'unica a regalare spettacolo assoluto agli appassionati di Premier, molto agitata e convulsa è anche l'atmosfera che si respira dalle parti basse della classifica. Ne sanno qualcosa le ormai cagionevoli coronarie dei tifosi del QPR, che a un minuto dalla fine del match, già si prefiguravano l'apocalittico scenario della retrocessione, con il Bolton in vantaggio sul WBA e un match in casa ancora da sbloccare contro l'ostico Stoke City. A risolvere tutto (o quasi) sono stati Cissè e Morrison, il primo trova l'insperato gol del vantaggio a Loftus Road mentre il secondo pareggia clamorosamente al Reebok Stadium, dove il Bolton è riuscito a dilapidare un vantaggio di ben 2 reti. La classifica adesso vede dal diciottesimo posto in su: Bolton (35), Wigan (37, con una partita in meno da giocare contro un Blackburn ormai quasi matematicamente condannato alla Championship), QPR (37) e Aston Villa (38). Insomma, mettetevi comodi, chiamate gli amici e andate a comprare i pop-corn, perché c'è ancora da divertirsi...
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sabato 17 dicembre 2011
Insoliti protagonisti
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Jordan Rhodes, protagonista della giornata |
Nelle zone basse della classifica le sconfitte di Blackburn e Bolton rischiano di essere particolarmente deleterie per i rispettivi cammini in campionato. La squadra di Kean (ma quando lo cacciano?) perdendo 1-2 in casa dai Baggies di Hodgson resta penultima in classifica, mentre il Bolton colleziona l'ennesima sconfitta perdendo anche a Craven Cottage: Coyle adesso rischia seriamente per la sua panchina. Non rischia affatto invece Tony Pulis, che anzi meriterebbe un monumento dalle parti del Britannia Stadium. La straordinaria squadra che ha messo su con rara sapienza tattica e maestria nello scegliere i giusti interpreti, si conferma temibilissima anche in trasferta. Al Molineux trionfano i Potters anche grazie al clamoroso errore di Hennessey, che al primo tiro in porta dello Stoke si dimostra un portiere dalle dubbie qualità non riuscendo a respingere il calcio di punizione battuto da Huth e deviato da Doyle. A segnare la sconfitta del Wolverhampton ci pensa Crouch, ovviamente di testa, su un ottimo cross di Pennant.
Arrivati ormai in prossimità di Natale, il bilancio della squadra di Pulis è più che positivo, con un ottavo posto in campionato e un doppio incontro tutto da giocare agli ottavi in Europa League contro il Valencia. Considerando il materiale a disposizione, non proprio un pessimo risultato per Pulis.
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martedì 25 ottobre 2011
Player Of The Week: Junior Hoilett

Junior Hoilett
# 23
Nel calcio inglese, le fasce laterali sono ormai sempre più ignorate per via dell'incalzante fisicità che ha pervaso schemi e modi di giocare anche in Inghilterra e che incentiva esclusivamente il gioco per vie centrali. Eppure, squadre come il Blackburn Rovers continuano a proporre il mai desueto 4-4-2, con tanto di esterni offensivi, anch'essi un'assoluta rarità nel panorama britannico oggi giorno. E' in questo contesto che la forza di David Wayne Junior Hoilett, o più semplicemente Junior Hoilett, diventa assolutamente determinante. Veloce, sgusciante, funambolico nel dribbling: il canadese non è effettivamente che la copia sputata di Wright-Philipps (o se preferite, di Aaron Lennon) con qualche centimetro in più d'altezza. L'esuberanza che mostra settimanalmente sul rettangolo di gioco è solo paragonabile alla folgorante iperattività che lo rendeva un asso in qualsiasi sport da bambino. Decise, saggiamente, di proseguire esclusivamente la carriera calcistica trasferendosi in Europa. Il Blackburn lo mise sotto contratto e, dopo due anni passati a giochicchiare tra Paderborn e St.Pauli, potè finalmente usufruire delle sue prestazioni sportive, grazie al permesso di lavoro finalmente garantitogli. Poco più che debuttante, guidò i Rovers alla vittoria nel match mozzafiato di coppa giocato contro il Chelsea nel Dicembre 2009. Dopo il rocambolesco 3-3, frutto del pareggio allo scadere siglato da Paulo Ferreira, sviluppatosi tra tempi regolamentari e supplementari è stato suo il rigore decisivo che garantì la vittoria al Blackburn. Poche apparizioni, e già i media lo accostavano ai più grandi club nazionali. Spettò al Blackburn troncare queste fastidiose voci: la società del Lancashire gli offrì un generoso contratto fino al 2012, che il talentuoso funambolo canadese accettò senza battere ciglio. No, non avete letto male: la scadenza del contratto di Hoilett è proprio il giugno 2012, non essendo (ad oggi) ancora stato sottoposto a mutazioni. Quindi, potrebbe rappresentare senz'altro un elemento di assoluto interesse per le prossime sessioni di mercato. Pare che il buon vecchio Pardew ci abbia già fatto un pensierino per rinfoltire il pacchetto esterni del Newcastle. Quello che è certo è che il talento nativo dell'Ontorio non sembra esattamente riluttante all'idea di trasferirsi altrove. Tant'è che ha espresso a chiare lettere l'obbligo d'inserire una sostanziosa clausola rescissoria qualora dovesse firmare il rinnovo, in caso, appunto, di qualche chiamata illustre. La prospettiva pare tutt'altro che remota. E' solo la terza stagione, questa che si appresta a giocare con la maglia dei Rovers, ma per la squadra dell'odiato (odiatissimo) Kean rappresenta già uno dei punti di riferimento nonchè il giocatore più talentuoso insieme all'argentino Formica. Con 21 anni e un bagaglio tecnico-tattico assolutamente raro in Gran Bretagna, Hoilett può sicuramente considerarsi uno dei talenti più appetibili per i top-club inglesi e non solo, in vista del prossimo mercato.
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