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lunedì 31 ottobre 2011

Il calderone della domenica

Ricavare deduzioni generali non è sempre così facile. Non aspettatevi, quindi, titoloni altisonanti nè collegamenti stilosi. Ieri, il pacchetto dei match in programma non era così abbondante, tant'è che in Inghilterra si son giocate solo 2 partite. Eppure, è bastato per far capire che Udinese e Lazio, nonostante l'assillante impegno europeo (da cui, immagino, vorranno svincolarsi al più presto), sono qualcosa di più dei semplici fuochi di paglia stagionali. Lotteranno per lo scudetto? Questo è da vedere, perchè il campionato è lungo e tortuoso e a un certo punto entrano in causa le variabili relative a infortuni e completezza della rosa. In quest'ultimo aspetto, entrambe hanno dimostrato di essere decisamente all'avanguardia, penso alla doppia amichevole (a Villareal e a Formia) che i biancocelesti giocarono a luglio contemporaneamente proponendo due formazioni  di assoluto livello, mentre per i friulani è bastevole ricordare la batosta inflitta all'Atletico Madrid in Europa League quando in campo c'erano soprattutto seconde linee. Viste le difficoltà patite sin ora dall'Inter e parzialmente dal Napoli, è verosimile che possano frequentare con assiduità i piani alti della classifica. Piani alti che difficilmente vedrà il Cesena, perdente anche a Parma ma che però si è finalmente sbarazzata di Giampaolo, un'ottima notizia per loro così come per tutto il calcio italiano. Continuo ad ignorare cosa abbia fatto di eccezionale nella sua carriera l'allenatore ex-Cagliari per meritarsi così tante opportunità nella massima serie. Scricchiola anche Di Francesco che, ieri, non riesce a battere il Novara ma che, anzi, dovrà al più presto garantire del buon olio pugliese al Sig.Romeo, il cui arbitraggio clemente nei confronti dei leccesi ha sbarrato al Novara le porte della vittoria e a uno dei miei calciatori preferiti, Meggiorini, quelle di un gol assolutamente sensazionale annullato per fuorigioco inesistente. Sannino e il Siena gioiscono nel match inaugurale ieri: un bel 4-1 inflitto al Chievo e l'ennesima dimostrazione della bravura e dell'oculatezza con cui questa squadra è stata assemblata dalla retrocessione in poi (Sensibile, prenda nota). Passiamo al Derby di Londra: ieri il Tottenham ha veementemente inserito il proprio nome nel lotto dei protagonisti per questo campionato aggiungendosi ad altre 4 (forse 5, considerando l'ottimo momento dei Gunners) squadre più o meno dello stesso livello (City a parte) che quest'anno sicuramente ci faranno divertire. Una prestazione eccezionale degli Spurs che chiudono la pratica Rangers nel primo tempo, coadiuvati da prestazioni raccapriccianti come quelle di Taarabt (non gioca da un mese e mezzo di fatto) e Barton (trasferta al Molineux a parte, ha sempre faticato con i SuperHoops fin ora). Nel secondo, un lieve black-out dei padroni di casa ha permesso al QPR di accorciare le distanze con Bothroyd. Un grandissimo gol di Bale, incontenibile (finalmente!) fissa il punteggio sul 3-1. Adebayor, impeccabile fin ora col Tottenham ha invece faticato ieri, forse è stato intimidito da Marianella? Può darsi. Intanto, Barton, a fine partita su Twitter, con estrema sportività, riempie di elogi Luka Modric, definendolo, per distacco, il miglior giocatore della lega. Un tantinello esagerato, ma non troppo.

domenica 23 ottobre 2011

Boring, boring City

Come recita uno dei tanti cori che i tifosi del City hanno intonato, fierissimi, tra gli spalti di un Old Trafford ragionevolmente gremito, il Manchester City è proprio noioso. Anche oggi, gli uomini di Mancini, chiamati a una prestigiosa quanto pericolosa prova del 9 che avrebbe stabilito le loro reali chance per questa stagione, non hanno fallito. Regolato anche lo United, sotterrato da un impietoso 1-6. Una sostanziosa pietra sopra l'ingombrante tabù che tormentava il City e i loro tifosi, da tanto, troppo, tempo. Condivido solo in parte le sviolinate fatte da Marianella e Costacurta a Mancini. Il merito va si al coach dei Citizens, ma soprattutto al portafogli dello sceicco Mansour che con il famoso one billion pounds, con cui ha completamente rinnovato squadra, strutture societarie, staff e tanto altro ancora, ha costruito una vera e propria macchina da guerra. Aldilà dei primi 10 minuti in cui lo United pareva in grado di amministrare il match, il City ha dominato in lungo e in largo la partita soprattutto grazie al necessario apporto di Balotelli che ha siglato una bella doppietta con cui comunque difficilmente stroncherà gli sfottò (naturalissimi dopo quello che Super-Mario ha combinato in settimana) che circolano intorno al suo bizzarro carattere. Una prestazione davvero di concretezza totale per Balotelli: ottime giocate, buon pressing e tanto, tanto talento là davanti. Mancini ha fatto la scelta giusta preferendolo a Dzeko, che, eppure, ha avuto modo di siglare una doppietta nell'irrisorio lasso di tempo concessogli. Scontato, ma corretto, dire che al momento il City sia la forza dominante del calcio inglese e la principale accreditata per la vittoria della Premiership. Sembra essere passata un'eternità dalla dura imbarcata subita nel Community Shield: diametralmente opposta la mentalità e la bravura tecnico-tattica mostrata quest'oggi dagli Skyblues. Così come completamente diversa è stata la stazza dello United oggi, sgretolatasi in maniera imbarazzante a metà-secondo tempo quando il City ha maestosamente ampliato le proporzioni del trionfo. La prima cosa che mi sento di criticare è la linea verde dello United, tanto elogiata in passato: è questa la prima causa dell'insolita difficoltà nel giocare un match così importante, solitamente la vera forza dei Red Devils, come d'altronde ci ricorda la fantastica tradizione di questo club. Ed in effetti le prestazioni dei vari Evans (espulso), Smalling (anche oggi ha dimostrato di essere palesemente inadeguato a giocare da terzino) e Welbeck (evanescente) sono state pessime. Forse è ancora presto per reputarli i sostituti di gente come Neville, Giggs o Scholes nella nuova dinastia che Ferguson si appresta a creare. Un'altra delle ragioni per cui il povero De Gea ha dovuto raccogliere per ben 6 volte la palla dal sacco è probabilmente l'inconsistenza del centrocampo, un problema ripresentatosi dopo il match fortunosamente pareggiato una settimana fa ad Anfield: Anderson e Fletcher hanno faticato e molto a tenere alto il baricentro della propria squadra, sovrastati dalla fisicità di Barry e Yaya Tourè. Lo status quo è stato chiaramente sconvolto da quanto avvenuto in due ore di puro spettacolo: il confronto tra questi due club che fino a poche ore fa sembrava ancora sorridere allo United, adesso si è diametralmente ribaltato. E per definire questo cambiamento non basta una mano...