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martedì 4 dicembre 2012

Jovetic fantastica: "Scudetto? Magari in futuro..."



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Ieri sera, ha visto dagli spalti i compagni pareggiare in casa contro la Sampdoria e, il suo connazionale, Stefan Savic (di cui SampNews24 vi aveva già parlato) segnare i suoi primi due goal in Italia. Oggi, Stevan Jovetic è tornato a parlare della Fiorentina, analizzandone la situazione:
"La forza della squadra consiste nell'unione del gruppo. Siamo molto affiatati. Mi sento di promettere ai tifosi che lotteremo per la Champions. Ci sono molte squadre attrezzate, ma noi daremo il massimo. Per parlare dello Scudetto è troppo presto, ma in futuro, con altri acquisti potremo pensare questo obiettivo. Sto bene qui, non voglio andar via, non ho altri pensieri, anche se nella vita non si sa mai".


martedì 22 novembre 2011

Vedi Napoli e poi muori

E' esattamente in linea col più celebre dei detti a cui è legata la città partenopea quello che è successo alla super-corazzata di Mancini. Il Napoli di Walter Mazzarri ha infatti messo fine a un periodo d'imbattibilità che durava ormai dal primo ottobre. Il Manchester City si era meritato a suon di risultati eclatanti (il pensiero giunge inevitabilmente al derby vinto 1-6) e di partite vinte con facilità estrema (penso a tutti gli altri match disputati in Premier) una considerazione a livello mondiale ormai. Deriva forse proprio da ciò la sufficienza con cui stasera i Citizens si sono presentati al San Paolo. Aldilà del fantastico atteggiamento del Napoli, splendidamente messo in campo da Mazzarri, è infatti questo che emerge dallo sconvolgente verdetto del San Paolo: un'arroganza inaudita che parte innanzi tutto da Mancini e dalle sue quantomeno discutibili scelte iniziali. Che gente come Zabaleta, de Jong e Dzeko sia valorosa è assolutamente assodato, ma al match di stasera, un autentico crocevia per le sorti del team in Champions, Mancini poteva e doveva presentarsi con una formazione più rodata e ragionata. Lasciare fuori Barry, Aguero e Richards, gli stessi giocatori che si erano rivelati importantissimi per l'escalation dei Citizens è parso sinceramente un azzardo. L'ostinazione di Mancini nel considerare l'impegno europeo un di più del tutto accessorio rispetto agli obiettivi stagionali è stata ulteriormente avallata dalla portata del prossimo avversario che il City affronterà in Premier League: il Liverpool. Un'occasione più che ghiotta per potersi finalmente sbizzarrire nello sfruttare tutto l'ampio organico di cui dispone il tecnico di Jesi. Intanto però scelte del genere si son rivelate del tutto deleterie al cammino dei Citizens in Champions che pare ormai segnato, a meno che lo sfiduciato e decimato Villareal non decida di spiazzare tutti e fermare sorprendentemente il Napoli. Serata da dimenticare al più presto da Mancini anche alla luce dell'acceso siparietto che l'ha visto protagonista con Kolarov: l'irriverenza del serbo mostra chiaramente che le discordie nello spogliatoio, nonostante gli ottimi risultati facciano presagire il contrario, siano tutt'altro che risolte. Quanto detto non deve però screditare l'ottimo lavoro svolto dal Napoli, che si è dimostrata per l'ennesima volta una contendente più che valida anche a livello internazionale.
Facendo zapping col telecomando ho intravisto anche un po' di tennis: clamorosa la disfatta di Nadal per opera di Federer che conferma i progressi di Parigi-Bercy concedendosi il lusso di chiudere il secondo set addirittura per 6-0. Con un punteggio simile è terminata una partita di un altro sport, quella tra le riserve del Real Madrid e il Dinamo Zagabria, finita 6-2. Un'autentica festa per le merengues che stanno vincendo tutto quanto possibile: primi in Liga e primissimi nel girone. Forse è davvero l'anno buono per Mou...
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mercoledì 19 ottobre 2011

Il Mercoledì di Champions: tra gol straordinari e portieri eccentrici...

L'assoluto protagonista della serata, in cui  c'è stato spazio per i due posticipi inglesi (lo Sheffield United espugna Preston, 4-2 per le Blades; mentre il Leicester supera il Watford grazie a Beckford e Nugent) oltre che per la seconda sessione della terza giornata di Champions League, non poteva che essere Dionisis Chiotis, leader carismatico nonchè bizzarro personaggio della compagine cipriota dell'APOEL Nicosia. Diventato autentica mascotte dell'edizione della Champions League grazie alla sua folta chioma e all'irresistibile linguaggio del corpo sfoggiato in occasione di calci d'angolo, posizionamenti di barriere e quant'altro, il portiere greco si è consacrato definitivamente grazie alla clamorosa papera che ha permesso al Porto di portarsi temporaneamente in vantaggio. Sicuramente Cattaneo e Trevisani avranno preso nota: dopo il Premio Alfa e il Premio Santin, ci sono tutte le promesse per istituire anche un Premio Chiotis a Mondo Gol. A commentare Bayer-Valencia c'era De Grandis che, tra le altre illustri occupazioni del suo curriculum vitae ha condotto proprio Mondo Gol. Ecco, forse ridere e scherzare delle disgrazie altrui è più conforme alle sue qualità di quanto non lo sia commentare una partita. Ha ripetuto fino alla noia della supremazia tecnica del Valencia sul Bayer Leverkusen, accusando quest'ultima di essere una squadra piuttosto grezza tecnicamente e forte unicamente sul piano fisico. Per fortuna i gol di Schurrle (che giocatore, ragazzi!) e Sam (che gol che ha fatto!) l'hanno zittito. Prova a tenergli testa il mitico Lucio Rizzica, che stasera non ci regala perle memorabili forse perchè i suoi interventi nel corso di Diretta Gol sono stati tutto sommato limitati, altrimenti non riuscirei a spiegarlo. Il match che ha commentato ha visto l'Olympiakos imporsi sul Borussia Dortmund, in evidente difficoltà, almeno sin qui, in Champions. Milan, Barcellona e Chelsea secondo pronostico. L'Arsenal supera in volata il Marsiglia, grazie a un gol di Ramsey. La partita più bella è nettamente stata il derby orientale giocatosi tra Shakthar Donetsk e Zenit nella fantastica atmosfera della Donbass Arena. Nonostante la netta supremazia dello Zenit, i padroni di casa, trascinati da un pubblico davvero eccezionale, riescono a portarsi per due volte in vantaggio. Lo Zenit, come più che legittimo, pareggia e porta un bel punticino nella fredda città di S.Pietroburgo.