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domenica 2 dicembre 2012

Lecce, l'entusiasmo di Foti: "Siamo i più forti. Voglio restare qui a lungo"



© www.imagephotoagency.it
La stagione di Salvatore Foti al Lecce sta assumendo i contorni di quello che si può sicuramente definire un sogno: gli otto gol messi a segno fanno di lui uno degli uomini più importanti ed amati della compagine pugliese. Alla vigilia del match contro il FeralpiSalò, l'attaccante palermitano è intervenuto ai microfoni dinewsimedia.it, ecco un estratto dell'intervista:
A suo parere, siete la squadra piú forte del vostro girone?
"Sappiamo di essere la squadra più forte, ce lo dicono tutti, ma come abbiamo visto ultimamente se non hai l'atteggiamento giusto per tutta la gara si rischia di fare fatica con tutti. Dobbiamo trarre insegnamento da queste ultime partite in cui abbiamo sofferto un po' di più e giocare queste quattro partite come se fossero delle finali in modo tale da permetterci di passare un Natale più sereno e tranquillo”.
E il suo contratto?
Spero di prolungare il più a lungo possibile, ma sono certo che non ci saranno problemi a riguardo. E’ normale che se ne parli, io l'ho già detto in passato che la mia volontà è quella di rimanere a Lecce e non ho alcun tipo di problema con la società sul rinnovo”.

domenica 14 ottobre 2012

Lecce, Foti non si ferma più: tripletta contro l'Entella

Il Foti-show continua ed anzi diventa sempre più entusiasmante: quest'oggi il giocatore palermitano ha messo a segno una tripletta nella vittoria del Lecce per 4-2 contro i chiavaresi dellaVirtus Entella. Le tre reti (segnate al 20', 27' e 65') vanno ad aggiungersi alle altre tre messe a segno finora in campionato e lo incoronano come momentaneo miglior marcatore della Lega Pro Prima Divisione. 

Pubblicato per TMW (SampdoriaNews)

lunedì 8 ottobre 2012

Lecce, terza rete stagionale per Foti

Lo scoppiettante inizio di stagione di Salvatore Foti non accenna a placarsi, anzi: per l'attaccante nativo di Palermo arriva la terza rete in quattro presenze. L'ex attaccante della Sampdoria ha aperto le danze nella sfida tra Lecce e Como siglando al 30' la rete dello 0-1. La rete però non è bastata al Lecce per centrare la sesta vittoria in altrettante partite: i giallorossi sono andati successivamente in goal con De Rose ma sono stati rimontati sul 2-2 dalle reti di Tremolada e Cia.

Pubblicato per TMW (SampdoriaNews)

domenica 16 settembre 2012

Lecce, esordio con goal per Foti

Inizia bene l'avventura diSalvatore Foti alLecce. L'attaccante siciliano, acquistato a titolo definitivo dalla società salentina, ha spianato la strada verso il successo dei giallorossi che hanno sconfitto 2-0 il San Marino.



sabato 7 aprile 2012

Quanti gol da Trieste in giù! E Gesù risorge in anticipo...

Contorto, imprevedibile, avvincente. E' il copione della trentunesima giornata di Serie A, che oggi ha dato prova di tutta la sua straordinaria bellezza, garantendo gol e spettacolo in ogni angolo della penisola, da Trieste in giù, proprio come cantava la Carrà. Eh si, perché Cellino ha concretizzato quella che inizialmente sembrava solamente un'invitante suggestione facendo sì che il Cagliari si giocasse le ultime partite casalinghe proprio nel Nereo Rocco di Trieste, storico teatro del calcio italiano che sarà atteso da un altro lungo e immeritato periodo di anonimato per via del triste fallimento della Triestina. E così nella splendida atmosfera creata da un pubblico accorso numeroso (anche da Cagliari), la formazione sarda e quella diretta dal novellino Stramaccioni hanno dato spettacolo, fronteggiandosi a viso aperto e concludendo il match sul 2-2. Non mancano i gol nemmeno nella vicina Verona, dove il Chievo evapora i sogni europei del Catania battendolo per 3-2, e si porta a una sola lunghezza dalla compagine etnea. 
Il Siena invece sembra abbandonare definitivamente la zona calda raggiungendo quota 39 e la decima posizione, dopo la convincente vittoria di Bergamo arrivata grazie ai centri di Larrondo e Destro. Provvidenziale il risultato della squadra di Sannino che si lascia dietro un confuso e pericolante marasma di squadre che temono per la propria incolumità dopo il brusco risveglio del Lecce, che ha impartito l'ennesima batosta a Luis Enrique. Anche oggi la squadra capitolina ha denotato preoccupanti lacune difensive, che hanno dato numerose opportunità agli sguscianti attaccanti salentini per valorizzare il proprio potenziale. A salire in cattedra è stato Muriel, che ha vivisezionato Heinze e compagni con giocate   incredibilmente simili a quelle del Sanchez rapido e imprendibile che l'anno scorso fece le fortune dell'Udinese. E non sarà un caso se è proprio l'Udinese a detenere il cartellino del colombiano. Non è l'unico motivo per sorridere per i (pochi) tifosi friulani, che oggi si sono goduti l'importante successo sul Parma che li porta temporaneamente al terzo posto (in attesa del big match serale tra Lazio e Napoli). Proprio per il Parma ritorna l'aberrante spettro della retrocessione: le lunghezze che dividono i ducali dal Lecce sono solo 4. Stesso discorso per il Genoa che, raggiunto in giornata da un bel gol di Mascara, rischia di capitolare proprio come fecero gli odiati cugini l'anno scorso. Leggermente più roseo è l'orizzonte della Fiorentina, che dopo il clamoroso trionfo di San Siro, sembra godere di un margine sufficiente di punti e morale per scrollarsi di dosso l'incubo-retrocessione. A consegnare i tre punti a Delio Rossi è stato proprio quell'Amauri bistrattato e preso in giro, che molti, ironizzando sul suo insolito taglio di capelli, volevano rinchiuso nel sepolcro in attesa della resurrezione. L'italo-brasiliano ha invece accorciato i tempi e s'è fatto vivo prima del previsto: manco a farlo apposta, i destinatari del suo omaggio sono proprio quei tifosi che fino a pochi mesi fa lo deridevano e che mai avrebbero pensato di poter gioire per un suo gol. Per la Juventus si presenta dunque l'insperata possibilità di scavalcare il Milan e di mangiare la colomba pasquale in vetta alla classifica. 

mercoledì 21 dicembre 2011

Tanti gol sotto l'albero

A Natale si è tutti più buoni, si sa. Ma che il recupero della prima giornata di campionato, rinviata per via del tanto discusso sciopero dei calciatori, sarebbe stato così buona in termini di gol, era cosa difficile da pronosticare per chiunque. Ventotto, addirittura, i gol siglati nelle 8 partite disputate stasera. A fare più rumore è inevitabilmente la sonora batosta incassata da Malesani a Napoli, l'1-6 subìto adesso spinge gran parte della tifoseria rossoblu a chiedere la testa dell'ex allenatore del Bologna. Altrettanto sconcertante il verdetto dell'Atleti Azzurri d'Italia che ha premiato i padroni di casa, i quali s'impongono sul Cesena con il risultato di 4-1, una scorpacciata di gol che pochi si sarebbero aspettati. Nessuno, tra i pochi e più che tranquilli tifosi del Parma presenti al Tardini stasera, avrebbe potuto invece credere che i gialloblù, avanti 3-1, non sarebbero riusciti a portare a casa i 3 punti. E invece al Tardini ecco il secondo 3-3 di fila, complici le reti di Lodi e Catellani che garantiscono a Montella un Natale quantomai sereno. A proposito di pareggi rocamboleschi, il Novara ha rimontato due reti al Palermo, grazie ai centri di Mazzarani e Rigoni, ma soprattutto all'ennesima sciocchezza di Ilicic, che con un espulsione assolutamente evitabile ha privato i rosanero del loro uomo più prezioso. Un talento esuberante, a tratti prorompente, che non riesce ad affermarsi del tutto a causa degli evidenti limiti caratteriali da cui è accompagnato. Meno rocambolesco il pareggio dell'Olimpico, dove la Lazio porta a casa un punto soprattutto grazie ai miracoli di San Bizzarri. Trova la vittoria invece l'Inter, nonostante il timore iniziale suscitato dalla rete di Muriel e dai ben 4 pali colpiti e infligge un doloroso 4-1 al Lecce, che resta il fanalino di coda della classifica. Non troppo migliore la situazione del Bologna di Pioli, che perde in casa dalla Roma. Sembrano essersi definitivamente placate le voci avverse circa il futuro di Luis Enrique, il quale riceve invece elogi dopo un'ottima performance, in cui iniziano a ravvisarsi in maniera concreta e tangibile i tratti del suo scintillante credo tattico.
Si è giocato anche in Premier League, in quello che è stato un mercoledì sera assolutamente appagante in quanto a spettacolo. City e United vincono senza troppi problemi contro Stoke e Fulham, mentre l'Arsenal espugna Villa Park grazie a un gol di Benayoun. Tempi duri per il Newcastle di Pardew, che perde in casa dal West Bromwich, che si conferma squadra estremamente temibile in trasferta. Altrettanto difficile è la situazione del QPR, che esce sconfitto da Loftus Road contro il Sunderland: ora Warnock inizia davvero a vacillare. Dopo il doppio vantaggio accumulato dai Black Cats, le cose sembravano essersi messe bene per Warnock quando i Rangers avevano trovato il pareggio segnando prima con Helguson e poi con Mackie. E' un gol incredibilmente fortuito di Wes Brown, che non segnava da 3 anni, a garantire altri 3 punti per Martin O'Neil, il cui impatto sulla panchina una volta occupata da Bruce è stato fin ora sorprendentemente prolifico.
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lunedì 5 dicembre 2011

Amnesie

Le gerarchie del post-Calciopoli, per anni apparse cristallizzate e immodificabili se non dopo un lungo e tortuoso processo, iniziano clamorosamente a scricchiolare. Mai l'Inter dal 2006 era partita così male, così come mai la Juventus aveva avuto un così buono impatto al campionato (primi e imbattuti, non accadeva addirittura da 61 anni). E' evidente che quest'improvvisa mutazione dello status quo abbia alterato e non poco gli animi dei diretti interessati ma in generale tutto l'infervorato mondo del calcio italiano. A farne le spese sono in particolare i tifosi dell'Inter e tutti i detrattori della Juventus, un così brusco cambiamento li ha infatti resi particolarmente vulnerabili emotivamente e ha spianato loro la strada del delirio. Quello che sta accadendo a Milano ci mostra ancora una volta quanto scarsa sia la nostra cultura sportiva e quanto arduo sia adempiere al meglio all'insano mestiere del tifoso, tanto più per le immacolate ed ovattate realtà delle cosiddette "big". Il grande successo raccolto negli ultimi anni non sembra aver soddisfatto l'appetito dei tifosi nerazzurri, che anzi, pretendono risultati e spettacolo anche in un'annata viziata dal tormentoso problema del ricambio generazionale che ha significativamente svilito il potenziale a disposizione di Gasperini prima e di Ranieri poi. Con la cessione d'Eto'o, giusta o meno bisogna pur rispondere alle esigenze del bilancio anche in virtù del FFP (Financial Fair Play) e dell'oneroso progetto del nuovo stadio partorito da Moratti, si è chiuso quel ciclo che tante gioie e successi aveva arrecato ai tifosi interisti. Fondarne un altro e strutturarlo su misura del precedente non è il più semplice dei compiti e  richiede più di qualche giorno. La morbosa brama dei tifosi interisti non s'è placata nemmeno dinnanzi all'evidenza, e anzi ha generato sterili quanto immotivate critiche. Un esempio. A Pazzini è bastato scivolare sul dischetto del rigore e quindi spedire il pallone in curva per beccarsi critiche e attributi innominabili dai propri tifosi. Si è detto di tutto: non è abbastanza per l'Inter, Può giocare solo alla Sampdoria. E le altre classiche frasi fatte da bar a cui troppo spesso siamo abituati. Basterebbe anche solo sfogliare l'album dei ricordi per ricordare quale sia in realtà il valore di Pazzini e quanto importante sia stato il suo innesto per la squadra nerazzurra. Il gol al Lecce, quello al Bari, quello al Lille, e tanti altri ancora: gli interisti sembrano aver dimenticato tutto ciò. E inoltre la rete pullula di documenti multimediali in grado di dimostrare che anche in un periodo di difficoltà e anche dopo un così decisivo errore Pazzini resti di gran lunga il più grande attaccante attualmente presente in Italia. Nessuno ha quel senso del gol, nessuno gli è neanche lontanamente vicino per intelligenza tattica e intuito (caratteristiche fondamentali, Superpippo docet, per un attaccante), nessuno ha i suoi colpi balistici. In molti l'hanno dimenticato.
Quanto alla Juve, i successi della vecchia signora hanno rievocato insinuazioni, accuse e sfottò vari. Non desidero affatto pormi da paladino della Juventus, assolutamente. Però l'uso dei triti e ritriti epiteti di ladri e imbroglioni è onestamente inspiegabile e anzi dovrebbe soddisfare i tifosi juventini, che in questo modo acquisiscono la consapevolezza di esser tornati a rappresentare un vero e proprio spauracchio per il resto dell'Italia. Sul web impazzano moviole e foto sulle posizioni dei giocatori in occasione del rigore (inspiegabilmente concesso si, ma è chiaro che la Juventus avrebbe vinto comunque) trasformato da Vidal quasi a voler sottolineare che la situazione presentatasi sia stata la stessa di Napoli-Juve. Ovviamente nessuno ha pensato che la norma sui rigori, così come molte altre, si presta a diverse interpretazioni e non è pienamente considerata da tutti: quante volte un rigore andrebbe ripetuto? Tante. Quante volte lo si ripete effettivamente? Poche. E l'utilizzo e la considerazione di certe norme (spesso ignorate) rappresenta parte del confine che divide l'arbitro mediocre da quello discreto. Tagliavento fa chiaramente parte della seconda categoria, è di questo che si lamentano i napoletani?

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lunedì 21 novembre 2011

Tre cose che abbiamo imparato in questo weekend

1) La furbata della settimana
Trovare qualcosa che non sia successo nello scoppiettante match tra Wigan e Blackburn è impresa davvero improba. Lo spettacolo non si limita infatti alle espulsioni, ai calci rotanti alla Chuck Norris in pieno volto e ai rigori otto minuti oltre il tempo regolamentare: qualcosa di persino più curioso e inusuale ha rubato la ribalta ai pur strabilianti eventi prima citati. Il gol del momentaneo 2-2 di Hoilett ha infatti una dinamica assolutamente singolare. Sulla lunetta del calcio d'angolo si era inizialmente appropinquato Yakubu che sistema con la mano la sfera sul vertice alto (come è costume ormai in ogni angolo del mondo) della lunetta senza toccarla in nessun modo coi piedi. Quel furbacchione di Morten Gamst Pedersen, l'uomo che non trova differenze nel battere le punizioni di destro o di sinistro, ha dimostrato per l'ennesima volta di saperne una più del diavolo. Avvicinatosi alla bandierina, mette in movimento al pallone sino al lato corto dell'area di rigore prima di servire il canadese Hoilett che, favorito dall'ipnosi generale che aveva ragionevolmente preso i difensori di Martinez, ha messo il pallone in rete. In Italia con la Roma di Spalletti  assistemmo a qualcosa di molto simile, la sostanziale differenza rispetto ad essa è che il gol di Hoilett è assolutamente irregolare come ha ribadito la moviola confermando i sospetti di Martinez ma anche dei commentatori televisivi, sinceramente sbalorditi da quanto stava accadendo.


2) Il mondo è ingiusto
A tenere banco tra giornali, trasmissioni e emittenti varie è lo straordinario gol segnato da Osvaldo, o meglio quello che avrebbe segnato se l'assistente non avesse inspiegabilmente alzato la bandierina segnalando il fuorigioco. L'italo-argentino aveva freddato Julio Sergio con una rovesciata a dir poco eccezionale. Com'è naturale, trattandosi dell'attaccante di una delle squadre dai bacini di utenza più copiosi d'Italia nonchè dell'uomo che pochi giorni prima esordiva da titolare nella Nazionale Italiana, il fatto ha avuto un riscontro sbalorditivo tra gli appassionati di questo sport. Tutti hanno sentito l'esigenza di manifestare la propria indignazione verso il guardalinee ma allo stesso tempo la propria ammirazione per l'ex centravanti dell'Espanyol. Tutto quello che non era successo poche settimane prima quando Riccardo Meggiorini, meno pagato, meno amato e (a questo punto) meno fortunato, s'era esibito in un gesto molto simile, guarda caso proprio contro il Lecce. Una rovesciata ugualmente spettacolare e annullata allo stesso modo. Ma nessuno parlò di un gol che avrebbe probabilmente cambiato la stagione, e forse addirittura la carriera all'ex Cittadella, che per il momento sta faticando a confermare tutte le belle parole dette sul suo conto in passato e a cui avrebbe dunque fatto molto comodo siglare un gol del genere. Osvaldo avrà un gol in meno nel conteggio statistico ma un sostanzioso ritorno a livello di immagine, e Meggiorini?

3) Boas non quaglia
L'esasperata filosofia del "calcio del futuro" del poco più che trentenne allenatore portoghese non si è rivelata esattamente un fattore in queste prime 12 giornate di Premier League. I punti dei blues sono 22 e il distacco dal Manchester City è ormai abissale (12 punti). Ieri è arrivata una dura lezione da King Kenny Dalglish che ha stroncato il suo vano idealismo calcistico con un football cinico e spietato. Il tecnico continua a ricordare che la fiducia di cui gode è del tutto incondizionata e che il suo è un progetto a lungo termine. Abramovich, in virtù delle ingenti somme scucite per accontentare il manager-prodigio, non sembra essere particolarmente d'accordo. Vedremo.

lunedì 31 ottobre 2011

Il calderone della domenica

Ricavare deduzioni generali non è sempre così facile. Non aspettatevi, quindi, titoloni altisonanti nè collegamenti stilosi. Ieri, il pacchetto dei match in programma non era così abbondante, tant'è che in Inghilterra si son giocate solo 2 partite. Eppure, è bastato per far capire che Udinese e Lazio, nonostante l'assillante impegno europeo (da cui, immagino, vorranno svincolarsi al più presto), sono qualcosa di più dei semplici fuochi di paglia stagionali. Lotteranno per lo scudetto? Questo è da vedere, perchè il campionato è lungo e tortuoso e a un certo punto entrano in causa le variabili relative a infortuni e completezza della rosa. In quest'ultimo aspetto, entrambe hanno dimostrato di essere decisamente all'avanguardia, penso alla doppia amichevole (a Villareal e a Formia) che i biancocelesti giocarono a luglio contemporaneamente proponendo due formazioni  di assoluto livello, mentre per i friulani è bastevole ricordare la batosta inflitta all'Atletico Madrid in Europa League quando in campo c'erano soprattutto seconde linee. Viste le difficoltà patite sin ora dall'Inter e parzialmente dal Napoli, è verosimile che possano frequentare con assiduità i piani alti della classifica. Piani alti che difficilmente vedrà il Cesena, perdente anche a Parma ma che però si è finalmente sbarazzata di Giampaolo, un'ottima notizia per loro così come per tutto il calcio italiano. Continuo ad ignorare cosa abbia fatto di eccezionale nella sua carriera l'allenatore ex-Cagliari per meritarsi così tante opportunità nella massima serie. Scricchiola anche Di Francesco che, ieri, non riesce a battere il Novara ma che, anzi, dovrà al più presto garantire del buon olio pugliese al Sig.Romeo, il cui arbitraggio clemente nei confronti dei leccesi ha sbarrato al Novara le porte della vittoria e a uno dei miei calciatori preferiti, Meggiorini, quelle di un gol assolutamente sensazionale annullato per fuorigioco inesistente. Sannino e il Siena gioiscono nel match inaugurale ieri: un bel 4-1 inflitto al Chievo e l'ennesima dimostrazione della bravura e dell'oculatezza con cui questa squadra è stata assemblata dalla retrocessione in poi (Sensibile, prenda nota). Passiamo al Derby di Londra: ieri il Tottenham ha veementemente inserito il proprio nome nel lotto dei protagonisti per questo campionato aggiungendosi ad altre 4 (forse 5, considerando l'ottimo momento dei Gunners) squadre più o meno dello stesso livello (City a parte) che quest'anno sicuramente ci faranno divertire. Una prestazione eccezionale degli Spurs che chiudono la pratica Rangers nel primo tempo, coadiuvati da prestazioni raccapriccianti come quelle di Taarabt (non gioca da un mese e mezzo di fatto) e Barton (trasferta al Molineux a parte, ha sempre faticato con i SuperHoops fin ora). Nel secondo, un lieve black-out dei padroni di casa ha permesso al QPR di accorciare le distanze con Bothroyd. Un grandissimo gol di Bale, incontenibile (finalmente!) fissa il punteggio sul 3-1. Adebayor, impeccabile fin ora col Tottenham ha invece faticato ieri, forse è stato intimidito da Marianella? Può darsi. Intanto, Barton, a fine partita su Twitter, con estrema sportività, riempie di elogi Luka Modric, definendolo, per distacco, il miglior giocatore della lega. Un tantinello esagerato, ma non troppo.