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sabato 24 dicembre 2011

Boxing Day- il calcio non si ferma

Nostalgia del calcio? Don't panic, gli inglesi hanno pensato anche a questo. L'attività calcistica britannica non si fermerà ma anzi s'intensificherà ulteriormente con serie di match incredibilmente ravvicinate. A quel proposto tipico dell'essenza del Natale, di rivalutare pietre miliari come l'amore, la famiglia, il focolare domestico, in Inghilterra è unita l'insaziabile brama di football, un valore che per gli inglesi segue la scia di quelli prima citati. E' quindi proprio durante il periodo natalizio che è possibile cogliere appieno la magia e la tradizione del football britannico, per quanto i petroldollari cerchino in tutti i modi di svilirle. Il cardine del fitto ciclo natalizio del calcio britannico, sia a livello passionale che per una questione di mera ricchezza del palinsesto, è inevitabilmente il Boxing Day, giorno in cui oltre a scartare i regali si è soliti, in nome di una tradizione secolare, guardare partite di calcio.
Il 26, di fatto, scenderanno in campo tutti i campionati britannici e la Premier League per l'occasione offrirà ben 7 match, con tanto di posticipo serale. Si parte da Stamford Bridge, con Chelsea-Fulham, si procederà con match non particolarmente spettacolari sulla carta (Liverpool-Blackburn, WBA-Man City e Man Utd-Wigan hanno tutta l'aria di essere partite già decise) fino all'incontro serale tra Stoke City e Aston Villa. Partite potenzialmente divertenti in realtà ci sono e sono essenzialmente due, prive però di copertura televisiva in Italia, riservata unicamente agli "esaltanti" match di Liverpool, Man Utd, Man City e Chelsea. Ma non c'è da disperarsi: saranno facilmente rintracciabili in streaming. Eccole:

SUNDERLAND-EVERTON- Il buono stato di forma mostrato dalle due squadre nelle ultime uscite sembra essere indice di una partita ricca di gol e spettacolo. Il Sunderland è parso rinsavito dopo l'avvicendamento di Martin O'Neill sulla panchina dei Black Cats: due vittorie e una partita persa col Tottenham che fa poco testo: White Hart Lane per come stanno giocando Bale e compagni è diventato qualcosa di molto simile a una fortezza. In particolare, la rocambolesca vittoria a Loftus Road offre spunti molto confortanti a O'Neill per la tenuta psicologica prima ancora che fisica e tecnica della squadra. I Toffees, invece, aspettando Donovan che sbarcherà a Liverpool il 4 gennaio, hanno trovato parzialmente il sorriso dopo il risicato successo sullo Swansea. Moyes sembra aver riottenuto la fluidità tipica del sistema di gioco che ha impiantato nel team della Merseyside, ma deve fare ancora i conti con i problemi relativi al suo attacco: l'Everton con solo 17 reti all'attivo ha il terzo peggior attacco della Premier. Nel dato ha una forte influenza l'evidente assenza di un centravanti prolifico, un problema con cui Moyes è costretto a convivere da tanto, troppo tempo. La rapidità e l'efficacia nel contropiede di giocatori come Coleman e Drenthe rende comunque la compagine diretta dal manager scozzese un osso duro anche in trasferta.


BOLTON-NEWCASTLE- Al Reebok Stadium va di scena l'affascinante incrocio tra la grande delusione e la grande sorpresa di quest'inizio di stagione: il Bolton e il Newcastle. Lo stato di forma dei due club è paradossalmente diverso dalle aspettative di qualche settimana fa: la vittoria a Blackburn ha dato un minimo di fiducia a Coyle mentre il giocattolo di Pardew inizia a scricchiolare dopo qualche sconfitta di troppo. Il successo a Ewood Park ha ridato speranza ai Wanderers, le cui possibilità di salvezza son ben lungi dall'essere compromesse. Per il Bolton restano evidenti le lacune offensive con Klasnic ma soprattutto N'Gog che stanno clamorosamente deludendo le aspettative. A Newcastle prende invece sempre più piede la convinzione corale che l'unico elemento degno del piazzamento attuale della squadra sia Demba Ba, la cui vena realizzativa non accenna a placarsi. Il Reebok Stadium potrà essere il teatro ideale per i Magpies per provare ad invertire il trend e a tornare a vincere. Il match, qualunque sia l'esito, sarà un'importante cartina al tornasole per appurare le effettive possibilità di Bolton e Newcastle di raggiungere i propri obiettivi, rispettivamente salvezza e piazzamento europeo. Lo spettacolo è assicurato.

Insomma, chi cercava una valida alternativa alla noia da facebook e divano è accontentato.



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lunedì 10 ottobre 2011

Player of The Week: Jermaine Beckford



Jermaine Beckford
# 20


Becks nacque nell'ormai lontano 1983, nell'Ealing, uno dei numerosissimi distretti londinesi da padre giamaicano e madre del Grenada, ragion per cui è eleggibile da queste due nazionali oltrechè ovviamente dall'Inghilterra, paese in cui è nato, cresciuto e vive tutt'ora. Cresce nel vivaio del Chelsea ma la sua esperienza con i Blues si chiude prematuramente: i dirigenti del club londinese rifiutano di offrirgli un contratto professionistico. Una condanna bella e buona a quella che ormai chiamo la "maledizione d'Eto'o". Il cannoniere camerunense (o camerunese, se preferite) si è infatti vendicato a suon di gol (ma tanti tanti eh) della squadra che prima l'aveva prelevato dal Camerun e che poi se l'era fatto scappare cedendolo al Maiorca, il Real Madrid, che è di gran lunga la squadra a cui ha segnato di più. Accadrà qualcosa di simile con l'attaccante centramericano. E così Beckford, che eppure non ha avuto da allora un seguito paragonabile a quello del Re Leone, si trasferisce nel Wealdstone, spostandosi di pochi km (resta a Londra) ma di tante, tantissime serie andando a finire nell'Isthmian Premier League, preceduta anche dalla Conference nel sistema gerarchico del calcio inglese. In 3 anni (in cui è compresa la prima e difficile stagione passata tra panchina e tribuna all'Uxbridge), Becks totalizza 82 presenze siglando 54 gol: una media che non può e non deve passare inosservata. Così la pensarono anche i dirigenti del Leeds United che lo misero sotto contratto assicurandosi in 3 anni la bellezza di 72 gol in 126 presenze: numeri davvero impressionanti. Ci mette poco, Beckford, ad entrare nelle grazie dei tifosi dell'Elland Road: la coppia di attacco che aveva formato con l'argentino Becchio, resta uno dei ricordi più felici dell'ultimo e tormentato decennio vissuto dal Leeds. Dopo aver sorpreso un po' tutti in Inghilterra, non solo per le statistiche del suo entusiasmante tabellino relativo alle reti totali, ma anche per il gol con cui il Leeds ha espugnato l'Old Trafford in FA Cup, Becks accetta di provare un tortuoso e rischiosissimo doppio salto (dalla League One alla Premier) trasferendosi a Liverpool sponda Everton. La gerarchia stabilita da Moyes, in quello che è un sistema consolidato ormai da anni, era chiara: Yakubu, Saha, spesso e volentieri anche Cahill, avanzato nell'inedita posizione di punta e poi il povero Beckford. Un esordio difficile il suo: tanti gol sbagliati, molti palloni malgestiti: terreno decisamente fertile per divenire il capro espiatorio delle ragionevoli preoccupazioni e malumori dei tifosi dei Toffees, delusi dal drastico ridimensionamento e dalle serie difficoltà economiche del club. E così, partono i primi fischi e le prime critiche per Beckford, che non trova esattamente un'accoglienza festante. Riuscirà a farsi apprezzare, però. Il bottino finale conseguito da Becks nella sua prima stagione in Premier League non deve essere oggetto di futili strumentalizzazioni: tra gli 8 gol segnati, non figura l'enorme contributo tattico e tutte le grandi giocate (come dribbling o anche conclusioni miracolosamente parate dai portieri avversari) che ha fornito alla causa di Moyes. Da includere anche un importantissimo gol nel derby della Merseyside, ma soprattutto un eccezionale rete, frutto di un antologico coast-to-coast, guarda caso, contro il Chelsea. Dopo esser stato a lungo corteggiato dalle Foxes di Sven Goran Eriksson, che gli offriva l'allettante prospettiva di una stagione da protagonista in Championship con uno dei team maggiormente accreditati per approdare in Premier, Moyes e Beckford capiscono che nonostante gli ottimi risultati scaturiti da questa stagione, anche alla luce delle divergenze rispetto ai tifosi del Goodison Park sarebbe meglio dividere le proprie strade. E così la trattativa va in porto solo alla fine della sessione estiva del calciomercato: il trasferimento si è concretizzato precisamente a 40 minuti dalla deadline. Il futuro appare veramente radioso per il 28enne attaccante nativo di Ealing che può finalmente dimostrare le grandi doti di cui dispone in un ambiente ideale per lui: al Leicester City avrà la giusta pressione e la giusta fiducia per confermare quanto di buono ha fatto intravedere nelle sue passate esperienze. A dispetto di un'età non più adolescenziale e di una carriera non proprio straordinaria, in un'era fatta di punte forti fisicamente che arretrano, aiutano, assistono ma che il più delle volte non adempiono al più basilare dei compiti: segnare, prende sempre più quota l'idea che Beckford possa risultare (con le dovute proporzioni... sto per paragonarlo a uno degli attaccanti più forti degli ultimi anni, Dio mi perdoni!) uno dei pochi eredi presenti al momento di David Trezeguet. Il tempo (ne resta poco) e i risultati stabiliranno quanto ridicola possa essere questa affermazione.