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sabato 8 dicembre 2012

Padova, cuore Rispoli: "Mi farò trovare sempre pronto"



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L'anno scorso aveva guidato, con cuore e determinazione, la Sampdoria verso la promozione in Serie A. Quest'anno si augura insieme ai suoi tifosi, di fare lo stesso con il Padova, che domani giocherà a Novara. Andrea Rispoli, in forza ai biancoscudati, sa che la trasferta piemontese è molto importante per il Padova: l'ha commentata per PadovaSport.it, ecco quanto riferito dal terzino cavese:
"Loro saranno ancora più concentrati, dopo gli ultimi risultati negativi. Vengono da un filotto di sconfitte, quindi dovremo affrontarli al mille per mille per riuscire a vincere. Il Novara è una buona squadra buona, che viene dalla Serie A, ma nel calcio non sempre i nomi contano. Speriamo che non inizino una serie positiva sabato, ma che aspettino ancora una settimana per riprendersi. Come giudico fin qui il mio campionato? Sono molto esigente con me stesso, posso fare meglio. Mi farò trovare sempre pronto, sia che giochi sia che non giochi"

venerdì 14 settembre 2012

Braglia su Zaza: "Una delle più forti punte da me mai allenate"


Dopo un inizio di campionato decisamente tormentato la Juve Stabia è attesa dall'ostica trasferta di Novara. Non solo su questo si è concentrata l'attenzione di Piero Braglia, mister delle vespe, che nella consueta conferenza stampa pre-partita ha espresso il proprio giudizio in merito a diversi giovani da lui allenati, tra cui Simone Zaza. Ecco cosa riporta stabiachannel.it su quanto detto riguardo l'attaccante lucano:

"Anche Zaza sta facendo bene, per me è tuttora una delle punte più forti da me mai allenate, l'anno scorso ho dovuto scegliere se mandar via lui o Raimondi perché assieme creavano troppo scompiglio. Ho rinunciato a lui per lo scarso contributo garantito nel girone di andata. Deve esser meno sfrontato, narcisista e menefreghista, se lo capirà sfonderà davvero"

domenica 9 settembre 2012

Novara, Tesser: "In attacco a Cesena ci saranno Gonzalez e Piovaccari"


Attilio Tesser, allenatore del Novara, nel corso della conferenza stampa prepartita, ha svelato la probabile formazione che schiererà per la trasferta di Cesena, nel match serale tra le due retrocesse che chiuderà il programma del week-end di Serie B.
Ecco alcune delle sue parole riportate da tuttonovara.it:
"Ho qualche dubbio di formazione: ritorna Alhassan sulla sinistra, con lui in difesa, davanti a Kosicky, ci saranno Ghirighelli, Lisuzzo e Bastrini. In mezzo Marianini, Buzzegoli, Parravicini, poi Lazzari dietro a Gonzalez e Piovaccari, anche se Mehmeti si sta giocando le sue carte".


domenica 12 febbraio 2012

La felicità non costa niente

Avranno sgranato gli occhi, spontaneamente sbalorditi, i soliti assidui frequentatori da bar, quando stamattina, impugnando la tazza di caffè in una mano e il foglio dei palinsesti nell'altra, assorti nello stilare la consueta scommessa domenicale, si sono imbattuti nella doppia cifra relativa alla quota della vittoria del Novara a Milano contro l'Inter. Dipende dalle agenzie, ma orientativamente il valore oscillava tra un 9,50 e un 15. Poco importa, quel che è certo è che qualunque caso si analizzi la quota era vertiginosa, ma la temeraria prospettiva di puntarci qualche euro sarà stata prontamente stroncata dalla ragione, irremovibile nella sua sicurezza del pessimo stato di forma della squadra piemontese. E in effetti i ragazzi di Mondonico venivano da un periodo tutt'altro che felice: le ultime sconfitte subite sembravano avvalorare la tesi di chi li avrebbe condannati a una retrocessione ormai ipotecata.
Ecco perché dopo il naturale stupore dell'impatto con la quota, gli scommettitori avranno convenuto consapevolmente col valore proposto dai bookmakers e vagheggiato la sensazione che quella di San Siro sarebbe stata la partita perfetta per l'Inter per risollevarsi da un periodo negativo e per il Novara per salutare definitivamente la serie A e smarrire ogni speranza di salvezza. Per fortuna però, il calcio riesce soavemente a svegliarci da questo così cupo meccanicismo smontando anche la più acquisita delle certezze. E così il fantastico tiro con cui Caracciolo guida i compagni alla vittoria diventa il capitolo più bello di un campionato troppo spesso arginato entro i limiti del pronostico ma che oggi s'è finalmente lasciato andare, travolto da un'improvvisa quanto piacevole ondata di calcio genuino. Genuino proprio come lo schema di estremo catenaccio con cui Mondonico dispone i suoi ragazzi, riuscendo a spremere il massimo da ognuno dei loro modesti repertori. Ad onor del vero, il Novara non ha avuto un atteggiamento totalmente rinunciatario ma anzi, ha saputo costruirsi interessanti opportunità, sfruttando gli esiti fallimentari delle fiacche offensive interiste. Al gol di Caracciolo è seguita una strenua difesa del reparto arretrato, che dal 56' ha concesso ben poche palle-gol allo sgangherato attacco interista. Intenso sarà stato invece il finale per gli elettrocardiogrammi dei tifosi piemontesi, che hanno temuto per le proprie sorti con la traversa colpita da Sneijder ma soprattutto allo scadere, quando Pazzini ha clamorosamente colpito Ujkani a pochi passi dalla sua porta. E' però il triplice fischio di Russo a porre fine alle loro sofferenze e a chiudere una partita di assoluta goduria per gli animi dei tifosi novaresi, delusi, sicuramente, dall'andamento della propria squadra in campionato ma anche straordinariamente gaudenti per una vittoria che rischia di non mutare il destino del Novara ma che scrive un capitolo estremamente onorevole per la storia della propria squadra. Diametralmente opposto è invece il sentimento degli sconfitti nerazzurri, più avanti in classifica, più prosperi nel loro stracolmo palmares ma anche incredibilmente decisi nel chiedere la testa di chi solo due anni fa li aveva condotti nella gloriosa impresa del triplete. Probabilmente, anche se non lo sanno, pagherebbero oro per vivere solo un attimo della sconfinata gioia dei tifosi novaresi, che non hanno Champions League nè calciatori famosi ma che godono, in un modo che nessuno dei tifosi delle cosiddette "grandi" potrebbe mai immaginare. 

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lunedì 31 ottobre 2011

Il calderone della domenica

Ricavare deduzioni generali non è sempre così facile. Non aspettatevi, quindi, titoloni altisonanti nè collegamenti stilosi. Ieri, il pacchetto dei match in programma non era così abbondante, tant'è che in Inghilterra si son giocate solo 2 partite. Eppure, è bastato per far capire che Udinese e Lazio, nonostante l'assillante impegno europeo (da cui, immagino, vorranno svincolarsi al più presto), sono qualcosa di più dei semplici fuochi di paglia stagionali. Lotteranno per lo scudetto? Questo è da vedere, perchè il campionato è lungo e tortuoso e a un certo punto entrano in causa le variabili relative a infortuni e completezza della rosa. In quest'ultimo aspetto, entrambe hanno dimostrato di essere decisamente all'avanguardia, penso alla doppia amichevole (a Villareal e a Formia) che i biancocelesti giocarono a luglio contemporaneamente proponendo due formazioni  di assoluto livello, mentre per i friulani è bastevole ricordare la batosta inflitta all'Atletico Madrid in Europa League quando in campo c'erano soprattutto seconde linee. Viste le difficoltà patite sin ora dall'Inter e parzialmente dal Napoli, è verosimile che possano frequentare con assiduità i piani alti della classifica. Piani alti che difficilmente vedrà il Cesena, perdente anche a Parma ma che però si è finalmente sbarazzata di Giampaolo, un'ottima notizia per loro così come per tutto il calcio italiano. Continuo ad ignorare cosa abbia fatto di eccezionale nella sua carriera l'allenatore ex-Cagliari per meritarsi così tante opportunità nella massima serie. Scricchiola anche Di Francesco che, ieri, non riesce a battere il Novara ma che, anzi, dovrà al più presto garantire del buon olio pugliese al Sig.Romeo, il cui arbitraggio clemente nei confronti dei leccesi ha sbarrato al Novara le porte della vittoria e a uno dei miei calciatori preferiti, Meggiorini, quelle di un gol assolutamente sensazionale annullato per fuorigioco inesistente. Sannino e il Siena gioiscono nel match inaugurale ieri: un bel 4-1 inflitto al Chievo e l'ennesima dimostrazione della bravura e dell'oculatezza con cui questa squadra è stata assemblata dalla retrocessione in poi (Sensibile, prenda nota). Passiamo al Derby di Londra: ieri il Tottenham ha veementemente inserito il proprio nome nel lotto dei protagonisti per questo campionato aggiungendosi ad altre 4 (forse 5, considerando l'ottimo momento dei Gunners) squadre più o meno dello stesso livello (City a parte) che quest'anno sicuramente ci faranno divertire. Una prestazione eccezionale degli Spurs che chiudono la pratica Rangers nel primo tempo, coadiuvati da prestazioni raccapriccianti come quelle di Taarabt (non gioca da un mese e mezzo di fatto) e Barton (trasferta al Molineux a parte, ha sempre faticato con i SuperHoops fin ora). Nel secondo, un lieve black-out dei padroni di casa ha permesso al QPR di accorciare le distanze con Bothroyd. Un grandissimo gol di Bale, incontenibile (finalmente!) fissa il punteggio sul 3-1. Adebayor, impeccabile fin ora col Tottenham ha invece faticato ieri, forse è stato intimidito da Marianella? Può darsi. Intanto, Barton, a fine partita su Twitter, con estrema sportività, riempie di elogi Luka Modric, definendolo, per distacco, il miglior giocatore della lega. Un tantinello esagerato, ma non troppo.

domenica 16 ottobre 2011

Zero Assoluto

Una giornata francamente disastrosa per il nostro calcio si chiude nel migliore dei modi: la Lazio e soprattutto Reja si riscattano dopo ben 4 derby persi di fila, prevalendo in quella che è stata una sfida davvero combattuta.  Ma andiamo con ordine, fatta eccezione per i gol di Ramirez e Acquafresca con cui il Bologna espugna il Piola di Novara, non c'è stato alcun goal nella sessione pomeridiana della settima giornata di campionato. Nessuno. Nemmeno in partite come Genoa-Lecce o Atalanta-Udinese che per gli scommettitori erano sfacciati inviti all'over. Grandi difese? No, pessimi attacchi: il problema che da qualche anno a questa parte affligge il nostro calcio. Ed è anche questo il motivo per cui le squadre che stasera si sono battute esibendosi in un match davvero spettacolare non sembravano italiane. E non lo dico per il passaporto dei giocatori in campo quanto piuttosto per il gioco estremamente propositivo e offensivo che raramente possiamo apprezzare tra i desolanti stadi di Serie A. L'ironia della sorte è che i tifosi di Roma e Lazio non amano esattamente i loro allenatori e vorrebbero sbarazzarsene al più presto: per me invece il gioco che queste due squadre esprimono è tra i migliori della Serie A. Luis Enrique, grazie al sostanzioso aiuto economico di Di Benedetto, ha messo su una squadra niente male, impreziosita da diversi talenti di livello internazionale (Pjanic, Stekelenburg, Gago). Non stiamo per ora assistendo al proverbiale tiki-taka che l'ex trequartista del Barça spera di mettere in pratica, ma col tempo (che in una piazza come Roma, ahimè non potrà mai avere) potremmo assistere ad un calcio davvero ben fatto. Dall'altra parte invece, la squadra di Reja pare adatta soprattutto per l'Europa League in virtù della tanta esperienza internazionale che sgorga dai vari Cissè, Matuzalem, Klose, Cana. E non è affatto male come squadra. Stasera ha vinto soprattutto grazie all'espulsione di Kjaer e all'infortunio di Heinze che hanno chiaramente condizionato la partita. Però gente come Cissè (palo colpito dopo una conclusione eccezionale al volo di destro), Brocchi (si è procurato il rigore tra le altre cose), Lulic (migliore in campo per distacco, il terzino bosniaco) e soprattutto Klose (bomber come pochi che decide il derby capitolino) ha giocato davvero bene. Insomma una bella partita che chiude una giornata orrenda per il calcio italiano, necessaria però per le peculiari deduzioni di "esperti" come Mauro e Sconcerti che finalmente forse si saranno accorti della preoccupante penuria offensiva del nostro calcio. Nel resto d'Europa non è stata la stessa cosa: l'altro derby della giornata, quello di Sheffield, si chiude con un bel 2-2: gli Owls raggiungono a pochi minuti dal termine il doppio vantaggio delle Blades. Sempre in Inghilterra, stesso risultato per Newcastle-Tottenham mentre l'Arsenal, pur con qualche problema, prevale sul Sunderland grazie ad un Van Persie davvero sugli scudi. In Spagna intanto, continua la favola del Levante, sempre in testa insieme al Barcellona, grazie al 3-0 rifilato al Malaga. Per chiudere: in Bundes e in Premier non c'è stato alcun 0-0 in questa giornata, in Italia ce ne sono stati ben 5, qualcosa vorrà pur dire.