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martedì 23 ottobre 2012

Costa sui cori contro Morosini: "Tu non avresti fatto altro che riderci su.."


Andrea Costa, che fu grande amico di Piermario Morosini (così come testimonia la sua immagine del profilo suTwitter), ha commentato i cori intonati contro l'ex giocatore dell'Udinese, proprio sul social network dei cinguettii:
"Troppo rumore.. tu non avresti fatto altro che riderci su...davanti a tanta pochezza è l'unica cosa che si può fare"

domenica 16 settembre 2012

Costa sul suo infortunio: "Solo un problema di crampi"


Andrea Costa, uscito anzitempo nel match di Pescara, ha tranquillizzato i suoi tifosi circa le sue condizioni fisiche sulla propria pagina Twitter:
"io solo un problema di crampi...nulla di chè! ora si rientra...buona serata a tutti!!"

Pubblicato per TMW (SampdoriaNews)

domenica 13 maggio 2012

Castellammare, la cronaca della trasferta



Difficilmente dimenticherò la partita di ieri. Ero partito con le peggiori aspettative in termini di risultato, sicurò però che mi sarei emozionato e divertito esattamente come accadde a Nocera Inferiore, nel giorno dello sciagurato 4-2 che decise il destino di Atzori.
Partito esattamente alle 7:30 da casa, per andare prima a Buccino e poi a Salerno, in compagnia del mio amico Mario, parmense di fede, venuto unicamente per divertirsi e farmi compagnia. Da Salerno arriviamo a Torre Annunziata via treno a mezzogiorno. Qui viviamo una delle scene che han concorso a rendere la trasferta indimenticabile. Un uomo, presumibilmente insano di mente, si avvicina a noi, chiedendoci in un modo abbastanza strambo cosa saremmo andati a fare a Castellammare. Da lì, iniziamo a parlare (o meglio, inizia a parlare, era simile a una radio: tu facevi una domanda e lui non smetteva un attimo di blaterare) e ci avverte riguardo i possibili problemi a cui avremmo potuto andare incontro allo stadio, profetizzandoci addirittura la morte. Il tipo, molto strambo ma innocente nelle sue paradossali affermazioni, m'intrattiene per tutto il viaggio Torre-Castellammare (un quarto d'ora più o meno) e riesce a scrollarmi di dosso tutto l'ottimismo e il morale che avevo per l'attesa del match (non perché credessi alle sue idiozie, eh). Arrivato a Castellammare, dopo qualche incomprensione, raggiungo Dany e il suo amico Antonio, con cui parlo amabilmente di calcio fino all'entrata nel settore ospiti (ubicato aldilà di un interminabile tunnel di passaggio). Colgo l'occasione per ringraziare (di nuovo) Dany di cuore, per avermi fatto sentire a casa (di fatto il settore ospiti, fatta eccezione per il club di napoletani, era una colonia di genovesi o comunque di navigati tifosi doriani) e per avermi "guidato" in questa fantastica esperienza. "La massima goduria sarebbe vincere al 90' con gol di Icardi" dico a Dany, felice, come me, della prospettiva di vedere Maurito in campo. Ah, tanti ringraziamenti anche per avermi fatto conoscere Diego Anelli, persona umile e decisamente preparata, con cui ho avuto l'onore di commentare le vicende doriane. La partita, in realtà, tra i 5-6 minuti prima dell'inizio, e i 40 secondi dopo il fischio di Giancola, m'era sembrata un'autentico incubo per via dei paradossali forfait di Eder e Gastaldello e soprattutto del gol di Zito. "S'inizia con l'handicap" dico a Dany, che non sembra particolarmente abbattuto, sicuro, come sosteneva da giugno (credo) che a Castellammare avremmo vinto. Io, in realtà, memore dell'altra trasferta campana, temevo un'autentica imbarcata. E allora iniziano a giocare anche i nostri, gradualmente, così come i quasi 70 presenti del settore ospite iniziano man mano a riscaldare le corde vocali fino a scatenarsi del tutto nella ripresa. Il secondo tempo è quanto di meglio possa capitare a livello emotivo a un tifoso di calcio. Occasioni a raffica, emozioni contrastanti ma intense e soprattutto il prodigioso gol di Munari che stempera la tensione generale e libera del tutto le laringi dei tifosi doriani, adesso pronte a cantare e ad esaurirsi. La sciagurata (doppia) svista di Volta, il fallo abbastanza netto da rigore su Sau e l'espulsione di Pellè: il pareggio sembrava adesso un risultato da difendere e portare a casa senza troppe storie. E invece no, esce un volenteroso ma inadeguato Fornaroli e finalmente entra Icardi, che prima sfiora la rete e poi la trova, con l'analogo movimento centrale ad anticipare Molinaro e Scognamiglio. Lì esplodo totalmente, provo la massima gioia da tifoso sampdoriano della mia giovane ma intensa carriera, e urlo come non mai: davvero un momento indimenticabile. Un'autentica eiaculazione. Da lì, è bagarre totale: Luca e gli altri intonano prima un epico "o mamma mamma mamma" e poi si lasciano andare al tanto agognato (da me) Dale Doria, dove diamo davvero il meglio. Un po' di tensione, qualche signore un po' più navigato che dice di stare calmi "perché non è ancora finita", ma alla fine sì, Giancola fischia la fine e sono 3 punti per la Sampdoria. Il post-partita è unico: Volta, Foggia, Fornaroli e Icardi si avvicinano al settore ospiti, si svestono e lanciano magliette e pantaloncini. Dulcis in fundo le urla cariche di entusiasmo di Mister Iachini. Allora usciamo dallo stadio e ci dirigiamo senza troppi problemi verso la stazione, anche grazie ai simpatici consigli dei numerosi carabinieri pervenuti al Menti e alle cordiali indicazioni degli abitanti di Castellammare, gioviali e per nulla facinorosi. Torre Annunziata, poi di nuovo Salerno, quindi alle 19:20 a Caggiano, pronto a raccontare la storia ai miei amici.

sabato 12 maggio 2012

Icardi, un fantastico lieto fine

Un metro e ottanta, viso angelico, di quelli che fanno innamorare le teenager, lineamenti latini e un passaporto che alla voce “luogo di nascita” indica Rosario proprio come per Che Guevara e Messi, due che hanno avuto, seppur in modi, tempi e circostanze diametralmente opposte, un certo impatto sul mondo. Questo è più o meno Mauro Icardi, l’attaccante argentino che oggi è sulla bocca (e nel cuore) di tutti i tifosi blucerchiati. Non è troppo difficile abbinarlo alla classica figura che solitamente si pertiene al deus ex machina, la massima aspirazione di Icardi fino a pochi giorni fa sarebbe stata infatti finire in panchina, o magari, giocare qualche minuto. Il coacervo di contingenze incredibilmente paradossali lo hanno reso invece protagonista, traghettatore delle speranze di gloria dei blucerchiati. Lui, già pupillo e ora assoluto feticcio di una tifoseria che lo aveva visto dominare i suoi coetanei nel contesto della Primavera, lui, l’ultimo dell’infinita gerarchia del parco attaccanti di Iachini, ha sancito il più importante e deciso passo verso la lotteria dei Playoff.

La mens della Sampdoria d’inizio gara era tutt’altro che sana, le inaspettate assenze lastminute di Eder e Gastadello e la bruciante rete di Zito costituivano il canovaccio di uno spettacolo organizzato nel peggiore dei modi per i giocatori blucerchiati. La ripresa, nervosa prima ancora che tattica, s’è avuta gradualmente ma un effettivo cambio di marcia, i quasi 70 tifosi ospiti presenti quest’oggi al “Menti” di Castellammare di Stabia l’hanno visto solamente nella ripresa. Il gol del pareggio è scaturito dall’ennesima chirurgica soluzione da calcio piazzato di Foggia, che batte Colombi ma stampa il pallone sulla traversa consentendo però a Munari di centrare indisturbato la porta stabiese. L’espulsione di Pellè e i crescenti sforzi offensivi della formazione di Braglia avevano reso il pareggio un lusso più che un peso, eppure la Sampdoria riesce prodigiosamente a portarsi in vantaggio grazie all’ottimo taglio del neo-entrato Icardi che uncina il filtrante di Costa, anticipa Scognamiglio e batte Colombi in un colpo solo. Il finale è una lunga dolorosa agonia, stemperata dalle urla dei tifosi doriani, ininterrottamente calorosi, ma alla fine il risultato premia i blucerchiati. A due partite dalla fine il vantaggio nei confronti del Padova resta di quattro lunghezze, e i Playoff iniziano ad assumere connotazioni sempre più concrete.

Potete leggerlo anche su Sampbook

venerdì 9 dicembre 2011

Quattro

Quattro. Come i pareggi della Samp alla guida di Iachini, come i voti che molti dei nostri per quanto fatto stasera meriterebbero.Nemmeno oggi è arrivata la vittoria, e anzi, solo un'improvvisa dimostrazione di carattere ha costretto la Juve Stabia a un pari, tutto sommato, immeritato. Le vespe hanno, soprattutto nel primo tempo, dominato in lungo e in largo la partita dando prova di quella fluidità, di quella sinergia tra i reparti ma soprattutto di quel lodevole spirito di abnegazione, che tanto servirebbero alla Sampdoria.
I blucerchiati non ci sono, la metamorfosi tanto agognata tarda clamorosamente ad arrivare e, a quanto pare, nemmeno Iachini è riuscito a mutare uno status quo che appare cristallizzato da più di qualche mese. L'ex mister del Brescia pare essere infatti eccessivamente legato alle esigenze tattiche del 4-3-3 ignorando certezze che speravamo fossero già abbastanza chiare: per iniziare Bertani così lontano dalla porta non è di alcuna utilità alla squadra perchè fatica tantissimo ad entrare nel vivo della manovra. E i suoi spunti sporadici nelle poche volte in cui è stato messo in condizione di giocare il tipo di calcio che preferisce, e cioè in posizione frontale rispetto alla porta, dimostrano quanto diverso sia l'apporto che potenzialmente il piemontese è in grado di garantire. Eppure anche oggi, nonostante le opache prestazioni di Reggio e Bari, Iachini ha confermato la sua scelta posizionandolo ad oltre 30 m dalla porta difesa da un ottimo Colombi. Punto n.2: nelle prime apparizioni di Iachini, il buon senso ci aveva suggerito di non criticare la scelta di schierare Dessena dall'inizio, in quanto per il mister era normale prendere in considerazione, in un così complicato periodo, il pedigree e l'esperienza piuttosto che la bravura effettiva sul rettangolo di gioco. Alla quarta panchina, ostinarsi però nel lanciare in campo Dessena s'è rivelato un assoluto abominio. L'emiliano è il vero cancro di questa squadra: protagonista silenzioso del raccapricciante scempio sampdoriano iniziato l'anno scorso che ha tristemente accompagnato i fallimenti sampdoriani senza che nessuno realmente se ne accorgesse e se ne sbarazzasse (tolto Atzori, che almeno qui c'aveva visto benissimo). Gli inadempimenti tattici dell'ex Parma appaiono limpidi: zero pressing, corsa a vuoto e ovviamente una quantità astronomica di palle perse. Resta da capire quello che Iachini vede in lui ma soprattutto il motivo per cui venga preferito al più giovane e forte Obiang, il quale è sicuramente poco adeguato per caratteristiche a comporre il terzetto di centrocampo ma resta, in virtù di un repertorio enormemente superiore, preferibile a Dessena. Aldilà della sua prestazione è l'intero meccanismo nevralgico che preoccupa e non poco. Del tutto inconsistente, il centrocampo sembra mancare di un uomo di personalità e bravura tecnica capace di ricevere e smistare palloni lubrificando la fase offensiva. No, Palombo non è quel tipo di giocatore: ormai anche a livello di cuore e personalità sembra del tutto passivo. A livello difensivo, la linea verde proposta (anche per necessità: mancava Gastaldello e per fortuna Accardi è rimasto a sedere) desta qualche perplessità: Rossini e Volta sono troppo irruenti ed inesperti per giocare fianco a fianco. Lo svizzero in realtà, tolto qualche errore, si è comportato egregiamente confermando i progressi di Reggio Calabria: buoni i mezzi tecnici oltre che i movimenti e i posizionamenti difensivi. Non si potrebbe dire lo stesso di Volta per il quale l'involuzione degli ultimi mesi assume proporzioni sempre più ampie. Costa e Rispoli troppo confusionari e di nessuno aiuto a Foggia che, come al solito ha predicato nel deserto, e Bertani. Ricapitolando, non c'è stata quella reazione proclamata alla vigilia. Solo il gol nel finale di Pozzi e qualche fischio sospetto dell'arbitro Baracani che ha ingiustamente privato la Juve Stabia di almeno un rigore, permette alla Sampdoria di uscire imbattuta da Marassi. Dietro al misero punto guadagnato in classifica si cela in realtà l'ennesima prestazione desolante che richiederebbe cambiamenti immediati di rotta. Ma, ormai, ci siamo anche stancati di dirlo.

Potete leggerlo anche su Sampbook: http://www.sampbook.com/blog/09/12/2011/quattro/
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sabato 15 ottobre 2011

Una rondine non fa primavera

E' così, una rondine non fa primavera. Perchè il sinistro al volo di Foggia non racconta al meglio la prestazione dell'esterno campano, in realtà infarcita di palle perse ed errori vari ma anche perchè il 2-1 ottenuto al Del Duca è lontano anni luce dal tipo di prestazione che una formazione come la Sampdoria dovrebbe offrire settimanalmente. Però una vittoria perlomeno è arrivata, e onestamente serviva, considerando i ritmi forsennati con cui il Torino sta guidando il campionato (ancora una vittoria per gli uomini di Ventura, questa volta a spese della Juve Stabia). Che non si cullino però Atzori e Sensibile, il primo dovrà continuare a lavorare sodo soprattutto per quanto riguarda il centrocampo, un reparto costantemente in ritardo che si tratti di aiutare i compagni in fase difensiva o di supportare l'azione offensiva. Per l'ex ds del Novara si prospetta invece una corposa mole di lavoro per il mercato di gennaio volta a completare la rosa con un terzino destro e possibilmente con un regista a centrocampo ma anche ad estirpare i rami secchi della rosa come Fiorillo, Rossini, Maccarone e quant'altro. Note positive della giornata: Romero si conferma un autentico talismano per Atzori ma anche un ottimo leader del reparto arretrato. Piovaccari segna, Fornaroli rientra fornendo una prestazione estremamente volenterosa. Insomma, qualche motivo per sorridere per Atzori c'è: ma, ripeto, c'è molto da lavorare. Aldilà di qualche sporadica fase in cui la Samp faceva il bello e il cattivo tempo, noi poveri tifosi blucerchiati abbiamo assistito alla solita prestazione fitta di lanci lunghi, palle scaraventate alla viva il parroco e abbiamo anche penato in qualche occasione, quando Sbaffo (giocatore da tenere d'occhio) e Papa Waigo (l'ombra del calciatore ammirato a Cesena qualche anno fa) facevano traballare la difesa d'Atzori. Bisogna si, mantenere la concentrazione per tutto il match e calarsi a 360° nella desolante cadetteria ma bisogna anche farlo in modo consistente, cercando di dominare la maggior parte delle partite com'è nelle corde di questa squadra. Le frecce nell'arco di Atzori dall'allarmante calo di condizione che Bertani sta accusando da qualche partita a questa parte si sono sensibilmente ridotte in fase offensiva, e per il Doria attaccare con successo, anche contro difese guidate da gente come Peccarisi, è diventato un compito fin troppo gravoso: è ancora questo il problema da risolvere. Per trovare un minimo di continuità e di fiducia è fondamentale trovare la vittoria alla prossima contro il Cittadella, squadra che quest'anno (come fa tradizionalmente da qualche stagione) pare abbia sfornato un altro potenziale bomber che risponde al nome di Maah.

domenica 9 ottobre 2011

Brutta Samp, Piovaccari evita il cataclisma

"Poteva andare peggio", è questo lo stato d'animo che abbonda tra i delusi supporter blucerchiati che si aspettavano comunque ben altro da quest'inizio di campionato cadetto. Battere il Sassuolo per una squadra che aspira a risalire senza alcuna difficoltà avrebbe dovuto essere pura formalità. E invece, siamo qui a commentare un pareggio (fortunoso peraltro) scaturito da un'altra brutta prestazione per la squadra di Atzori. Dopo il gol di Marchi (a proposito che gran gol che ha fatto!), indice di una netta supremazia iniziale degli emiliani, i blucerchiati non sono riusciti a rendersi pericolosi in fase offensiva ma nemmeno ad imporsi col possesso palla. Zero idee, zero movimenti (che siano senza palla, incontro al pallone e via dicendo). Troppo facile indovinare il protagonista di tale scempio: risponde infatti al nome di Daniele Dessena. Palle perse, palle sprecate, occasioni favorevolissime ma sciupate per via di incomprensibili retropassaggi. Insomma, ordinaria amministrazione per Dessena che quest'oggi ha persino avuto il placet di Atzori per mettersi ulteriormente in ridicolo entrando a far parte di una mediana a 3, con Palombo e Soriano, tutta calci e lanci al vento, che avrebbe dovuto supportare il trio offensivo guidato da Bentivoglio ma che invece non ha fatto altro che correre senza direzioni nè criteri. Atzori, come già detto, decide di inserire un altro modulo nell'ormai gravoso volume dei "moduli sperimentati da Atzori", provando un 4-3-1-2 assolutamente privo di senso. Male anche Costa, abbindolato da Ronal..ehm, Suar..ehm..ah no, era Masucci. Malissimo Bertani che ahinoi, gioca la peggior partita della stagione. Non pervenuto anche il signor Pinzani che distribuisce cartellini manco fossero caramelle, e fischia tutto quello che si poteva fischiare, risultato? Ennesima partita scialba e spezzettata, ringraziamo i cari arbitri italiani, è anche colpa loro se assistiamo ormai costantemente a questi spettacoli osceni in tutti i campi d'Italia. Dopo un primo tempo da incubo per la Samp, è tempo di cambiamenti, Atzori indovina perfettamente le sostituzioni da fare ritornando al 4-4-2, e mandando Dessena e Soriano (discreta prestazione) sotto la doccia e inserendo Semioli e Laczko, due (soprattutto l'ungherese) tra i migliori in campo. Primi 20 minuti da panico per il Sassuolo che riesce a cavarsela, trovando anche buone chance con Masucci e Sansone. Entra Piovaccari (finalmente carico e motivato) al posto di un pachidermico Pozzi, ed è proprio il pifferaio a sbrogliare la matassa grazie a un gol decisamente fortunoso. Ci sarebbe tempo per provare addirittura a vincere la partita per la Sampdoria, ma Laribi sfiora addirittura il gol del nuovo vantaggio emiliano. Finisce giustamente in pareggio l'anticipo domenicale del Ferraris. Cosa si fa? Continuare a lavorare e dare, nonostante tutto, piena fiducia ad Atzori (cambiare allenatore non migliorerà la situazione, anche perchè considerando le disponibilità economiche che Garrone favorisce alla Samp non potremmo aspettarci che un De Biasi, o peggio, addirittura un ritorno di Cavasin), aspettando i ritorni di Romero e Gastaldello. Per chiudere, un plauso a Fulvio Pea, ex mister della nostra primavera dei sogni, che oggi ha presentato a Marassi una squadra solida e ben organizzata (ma non per questo catenacciara). Una prestazione brutta per la Samp, che ha l'obbligo di migliorarsi perchè noi, e anche oggi lo splendido pubblico del Ferraris a suon di cori emozionanti l'ha dimostrato, la Serie A non la possiamo aspettare.

Calcio Pazzo