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domenica 11 novembre 2012

Ag. Trezeguet: "Già l'anno scorso si parlava del Palermo, ma ci sono squadre più importanti"


Antonio Caliendo, agente di David Trezeguet, ha parlato della situazione in chiave mercato dell'attaccante nativo di Rouen in un'intervista rilasciata alla nostra redazione nazionale diTuttomercatoweb.com:
"Una punta così farebbe comodo a tante squadre, adesso vediamo l'entità dell'infortunio. Non l'ho ancora sentito". 
Nei giorni scorsi si parlava di un interessamento del Palermo per l'attaccante del River Plate, ma Caliendo sembra dare poco peso a tale ipotesi.
In Italia viene accostato al Palermo: destinazione possibile?
"Abbiamo delle squadre più importanti del Palermo".
Cioè?
"Meglio non andare oltre. Già l'anno scorso si parlava del Palermo, ma ci sono squadre più importanti".

In Italia? "Ha richieste in Francia".

domenica 16 ottobre 2011

The Saints Are Coming

E' rassicurante la certezza con cui Nigel Adkins tornerà a Southampton: questa squadra ha tutti i mezzi per poter vincere il campionato, avendo dimostrato di essere complessivamente molto più forte della compagine diretta da Nigel Clough. I Saints hanno saputo reagire bene al rocambolesco gol di Theo Robinson del terzo minuto, su cui peraltro aleggia qualche dubbio circa la posizione di partenza dell'ex-Millwall, avendo messo costantemente sotto pressione la difesa del Derby County. Lambert e compagni hanno sopperito senza troppi grattacapi alla pesante assenza di Adam Lallana, rimpiazzato dal fido mastino Chaplow, che ha assicurato la solita prestazione di corsa e quantità in mezzo al campo. I Rams invece, galvanizzati da un'atmosfera da brividi a Pride Park, si sono presentati con la formazione tipo, fatta eccezione per la forzata assenza di Brayford, terzino ex-Crewe destinato a calciare i campi di Premier l'anno prossimo (con o senza Derby), sostituito dal pachidermico Anderson, ieri nell'inedita posizione di terzino destro. Aldilà del gol di Robinson, è stato il Southampton a fare la partita, grazie alle buone trame organizzate da Cork e Schneiderlin (migliore in campo, il classe '87 francese) e rifinite da Do Prado, discontinuo come al solito ma particolarmente brillante tra le due linee, che qualche grana hanno creato alla retroguardia guidata da Shackell e O'Brien. Il pareggio arriva, all'inizio del secondo tempo, grazie a un bel destro di Lambert che coglie impreparato Fielding. Sembrava il Southampton la squadra destinata a provare il forcing finale ma è Shackell che sfiora il gol a pochi minuti dal termine. Si gioca fino al 97', complice il duro infortunio patito da Steve Davies- la tac ha confermato che si tratta di frattura allo zigomo- ma il punteggio non cambia: è 1-1 a Pride Park. Per Clough, i soliti problemi da affrontare e possibilmente migliorare: il team è interessante, a partire dal portiere, Frank Fielding, che non attraversa un grandissimo momento ma che è stato convocato anche da Fabio Capello in passato, e impreziosito dalle giovani presenze di Hendrick, mediano irlandese che garantisce tanto pressing e O'Brien, centrale da formarsi fisicamente ma che, per spirito battagliero (qualità sbocciata dai gravi problemi patiti: l'operazione al cuore rischiava di compromettergli la carriera), può risultare un elemento importante per Nigel Clough. Continuerò a sostenere fino alla morte che a questo Derby manca un attacco naturalmente assemblato. La fisicità di S.Davies è sicuramente importante nel contesto della Championship, ma Robinson, per quanto s'impegni in fase difensiva (caratteristica che fa innamorare l'ex bomber del Nottingham Forrest nonchè figlio d'arte), è troppo grezzo tecnicamente e non ha fiuto del gol. Sulla lista della spesa quindi, una seconda punta ma soprattutto una prima punta, magari alla Rickie Lambert, che oggi ha dato prova, per l'ennesima volta, delle sue eccelse doti di bomber. O magari alla David Trezeguet, che ieri ha compiuto gli anni e che merita gli auguri da tutti gli appassionati di questo sport. Adkins, come già detto, può ritenersi soddisfatto della sua squadra, che conta di valide alternative anche dalla panchina (De Ridder ha creato diversi pericoli quand'è entrato), tra cui Schneiderlin, comprensibilmente chiuso dal capitano Hammond nell'11 titolare, che oggi ha fornito la solita brillante performance. Sugli altri campi: il Boro bloccato dai Lions in casa, spalancando ai Saints le porte del primato. Palace corsaro a Vicarage Road, idem il Peterborough che batte il Bristol City. Non c'è ancora luce in fondo al tunnel per il Nottingham, battuto anche dal Coventry City.

lunedì 10 ottobre 2011

Player of The Week: Jermaine Beckford



Jermaine Beckford
# 20


Becks nacque nell'ormai lontano 1983, nell'Ealing, uno dei numerosissimi distretti londinesi da padre giamaicano e madre del Grenada, ragion per cui è eleggibile da queste due nazionali oltrechè ovviamente dall'Inghilterra, paese in cui è nato, cresciuto e vive tutt'ora. Cresce nel vivaio del Chelsea ma la sua esperienza con i Blues si chiude prematuramente: i dirigenti del club londinese rifiutano di offrirgli un contratto professionistico. Una condanna bella e buona a quella che ormai chiamo la "maledizione d'Eto'o". Il cannoniere camerunense (o camerunese, se preferite) si è infatti vendicato a suon di gol (ma tanti tanti eh) della squadra che prima l'aveva prelevato dal Camerun e che poi se l'era fatto scappare cedendolo al Maiorca, il Real Madrid, che è di gran lunga la squadra a cui ha segnato di più. Accadrà qualcosa di simile con l'attaccante centramericano. E così Beckford, che eppure non ha avuto da allora un seguito paragonabile a quello del Re Leone, si trasferisce nel Wealdstone, spostandosi di pochi km (resta a Londra) ma di tante, tantissime serie andando a finire nell'Isthmian Premier League, preceduta anche dalla Conference nel sistema gerarchico del calcio inglese. In 3 anni (in cui è compresa la prima e difficile stagione passata tra panchina e tribuna all'Uxbridge), Becks totalizza 82 presenze siglando 54 gol: una media che non può e non deve passare inosservata. Così la pensarono anche i dirigenti del Leeds United che lo misero sotto contratto assicurandosi in 3 anni la bellezza di 72 gol in 126 presenze: numeri davvero impressionanti. Ci mette poco, Beckford, ad entrare nelle grazie dei tifosi dell'Elland Road: la coppia di attacco che aveva formato con l'argentino Becchio, resta uno dei ricordi più felici dell'ultimo e tormentato decennio vissuto dal Leeds. Dopo aver sorpreso un po' tutti in Inghilterra, non solo per le statistiche del suo entusiasmante tabellino relativo alle reti totali, ma anche per il gol con cui il Leeds ha espugnato l'Old Trafford in FA Cup, Becks accetta di provare un tortuoso e rischiosissimo doppio salto (dalla League One alla Premier) trasferendosi a Liverpool sponda Everton. La gerarchia stabilita da Moyes, in quello che è un sistema consolidato ormai da anni, era chiara: Yakubu, Saha, spesso e volentieri anche Cahill, avanzato nell'inedita posizione di punta e poi il povero Beckford. Un esordio difficile il suo: tanti gol sbagliati, molti palloni malgestiti: terreno decisamente fertile per divenire il capro espiatorio delle ragionevoli preoccupazioni e malumori dei tifosi dei Toffees, delusi dal drastico ridimensionamento e dalle serie difficoltà economiche del club. E così, partono i primi fischi e le prime critiche per Beckford, che non trova esattamente un'accoglienza festante. Riuscirà a farsi apprezzare, però. Il bottino finale conseguito da Becks nella sua prima stagione in Premier League non deve essere oggetto di futili strumentalizzazioni: tra gli 8 gol segnati, non figura l'enorme contributo tattico e tutte le grandi giocate (come dribbling o anche conclusioni miracolosamente parate dai portieri avversari) che ha fornito alla causa di Moyes. Da includere anche un importantissimo gol nel derby della Merseyside, ma soprattutto un eccezionale rete, frutto di un antologico coast-to-coast, guarda caso, contro il Chelsea. Dopo esser stato a lungo corteggiato dalle Foxes di Sven Goran Eriksson, che gli offriva l'allettante prospettiva di una stagione da protagonista in Championship con uno dei team maggiormente accreditati per approdare in Premier, Moyes e Beckford capiscono che nonostante gli ottimi risultati scaturiti da questa stagione, anche alla luce delle divergenze rispetto ai tifosi del Goodison Park sarebbe meglio dividere le proprie strade. E così la trattativa va in porto solo alla fine della sessione estiva del calciomercato: il trasferimento si è concretizzato precisamente a 40 minuti dalla deadline. Il futuro appare veramente radioso per il 28enne attaccante nativo di Ealing che può finalmente dimostrare le grandi doti di cui dispone in un ambiente ideale per lui: al Leicester City avrà la giusta pressione e la giusta fiducia per confermare quanto di buono ha fatto intravedere nelle sue passate esperienze. A dispetto di un'età non più adolescenziale e di una carriera non proprio straordinaria, in un'era fatta di punte forti fisicamente che arretrano, aiutano, assistono ma che il più delle volte non adempiono al più basilare dei compiti: segnare, prende sempre più quota l'idea che Beckford possa risultare (con le dovute proporzioni... sto per paragonarlo a uno degli attaccanti più forti degli ultimi anni, Dio mi perdoni!) uno dei pochi eredi presenti al momento di David Trezeguet. Il tempo (ne resta poco) e i risultati stabiliranno quanto ridicola possa essere questa affermazione.