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mercoledì 7 novembre 2012

Il punto sulla Championship: il Crystal Palace vola in testa, spettacolo al The Valley


Non solo la Champions ha riscaldato questo martedì autunnale ma per i più romantici e testardamente anglofili, fido compagno sarà stato lo spettacolo della Championship inglese, un campionato indeciso ed avvincente per DNA, che quest’anno sta regalando colpi di scena ancora più sorprendenti di quelli a cui tradizionalmente ci abitua.
La più grande sorpresa di giornata si è materializzata a Selhurst Park, non tanto per la vittoria del Crystal Palace sugli ultimi in classifica, l’Ipswich Town, quanto piuttosto per la convinzione e la forza con cui i ragazzi allenati da Holloway hanno trovato la vittoria giustificando con un sonoro 5-0 l’insperato primato in classifica. Una tripletta di Glenn Murray e le reti di Bolasie e Moritz hanno dunque regolato i Tractor Boys che, ultimi e a 10 punti temono seriamente la retrocessione in League One. L’avvicendamento in testa delle Eagles è frutto anche dei passi falsi di Middlesbrough e Cardiff, che hanno spianato ai londinesi la via verso il primato. Il solido Middlesbrough è stato infatti fermato sullo 0-0 dal Nottingham Forest che, dopo una pessima stagione in cui la squadra che Clough rese celebre era riuscita a salvarsi miracolosamente, ha cambiato decisamente registro e punta ai Play-Off.
Tutt’altro discorso per il Cardiff City che sembrava destinato ad ammazzare il campionato fino a qualche settimana fa ma che sta dimostrando tutti i suoi limiti caratteriali perdendo terreno e la possibilità di allungare verso le sue concorrenti. Al The Valley contro il Charlton, i gallesi stavano vincendo 2-0 prima che i padroni di casa ribaltassero il risultato portandosi sul 5-2. A nulla è servito il disperato tentativo di rimonta nel recupero con le reti dell’ex Coventry Gunnarson e di Noone che hanno confezionato il pirotecnico punteggio di 5-4.
Tra le candidate ai Play-Off, figurano indubbiamente anche il Derby County e il Burnley. Per entrambe arriva una vittoria casalinga: i Rams stendono il Barnsley mentre al Turf Moor basta una rete dello scatenato Austin a piegare il Leeds. A coprire la sesta piazza, l’ultima utile per giocarsi i Play-Off, è il Blackburn che ha sciupato una più che ghiotta occasione facendosi rimontare da Lee Novak dell’Huddersfield al 90’ sul 2-2. In questa partita è andato a segno ancora una volta Jordan Rhodes, tra i più completi e prolifici attaccanti inglesi sebbene sia solo 22enne.
Si rialza il Blackpool, che espugna l’Hillsborough battendo 2-0 lo Sheffield Wednesday. Vincono anche Brighton, Birmingham City e Hull City, mentre finisce a reti bianche la partita tra Watford e Millwall.


sabato 18 febbraio 2012

Tanta sofferenza ma arriva la vittoria: il Forest si rialza

Che per il Nottingham Forest si sarebbe configurata una così serena situazione, i numerosissimi tifosi della squadra che Brian Clough rese celebre nel mondo difficilmente avrebbero potuto dirlo una settimana fa, quando anzi per il Forest sembrava prefiggersi l'Apocalisse. Sia chiaro, la vittoria di oggi non garantisce nulla ai Tricky Trees, che dovranno comunque soffrire e lottare fino alla fine per raggiungere un risultato, quello della salvezza, per cui mai avrebbero pensato di lottare in estate, convinti, piuttosto, di avere serie chance per ottenere la lungamente agognata promozione. Solo una settimana fa la matematica sembrava decisamente avversa al glorioso club delle East Midlands, con un parziale di ben 6 punti di ritardo rispetto ai Robins, oggi ufficialmente inghiottiti nella lotta per non retrocedere per effetto della dolorosa sconfitta patita a Peterborough (3-0). A cambiare le carte in tavola è stata la seconda penalizzazione in tre anni per il Portsmouth che torna in amministrazione controllata e crolla rovinosamente in classifica: i Pompeys, adesso, con 25 punti sono al terz'ultimo posto. Una dolce boccata d'aria fresca per il Forest dunque, che con il tesissimo successo sul Coventry si porta a un poco affidabile +1 dalla zona calda. In realtà Lee Camp ha corso più di un pericolo e sulle schiene dei delusi tifosi del City Ground sono corsi non pochi brividi quando il farraginoso attacco del Coventry, orchestrato dal pachidermico Platt e il fumoso Nimely, riusciva a disegnare trame interessanti. Altrettanto palpitanti saranno stati quando l'irlandese Murphy aveva prodigiosamente scongiurato i tentativi a rete della squadra di casa, intervenendo con una tale precisione da rendere ancor più vivida, per i più pessimisti tra i tifosi del Forest, la prospettiva di un disegno divino avverso. Alla fine però la considerevole tensione accumulata non solo in questa partita, ma in tutto l'arco di un campionato assai deludente, è stata polverizzata dallo scintillante coast-to-coast con cui McCleary si è portato a limite dell'area di rigore e ha trafitto magistralmente Joo Murphy. Un gol di importanza capitale per il 25enne, a cui Cotterill concede la standing-ovation più per convenienza tattica che per piacere personale, inserendo il più difensivo e roccioso Greening, un reduce del leggendario trionfo del Fulham a Craven Cottage sulla Juventus. Il gol del raddoppio è il giusto premio per Robbie Findley, sempre sgusciante e volenteroso, che non manca l'appuntamento col chirurgico lancio di Reid. E' la rete che pone la parola 'fine' sul match e probabilmente archivia la retrocessione del Coventry City che, tra l'altro, è tra le poche squadre nella zona bassa a non dover recuperare partite. Decisamente più lucente è invece l'orizzonte per il Nottingham Forest, per il quale la salvezza dev'essere un onere più che una conquista, un obbligo morale determinato dall'onorevole background di tradizioni, leggende e successi che fa dei Tricky Trees uno dei team più gloriosi del panorama calcistico britannico. Ecco perchè oggi, non me ne vogliano i (pochi) sostenitori del Coventry City, a godere e a gioire non sono stati solamente i tifosi di casa, ma tutti gli amanti e i sostenitori del calcio british, che incrociano le dita per evitare quella che sarebbe una disastrosa oltreché inaspettata retrocessione in League One.
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sabato 21 gennaio 2012

A volte ritornano...

Il 21 gennaio raccoglie sensazioni ed opinioni diverse in Inghilterra. C'è chi ne esce soddisfatto (è il caso di QPR, Fulham, Sunderland ma anche di Brighton e Birmingham City, che ottengono vittorie importantissime), c'è chi invece, ne esce storcendo il naso, quasi disgustato (penso a Pardew che a Craven Cottage aveva pregustato i 3 punti dopo lo splendido gol di Guthrie, prima di prenderne 5 in pochi minuti). Il 21 gennaio di calcio inglese è un po' tutto questo, ma molto altro ancora. E' il giorno di vittorie sorprendenti (il trionfo del WBA al Britannia lo è), e di dure sconfitte (quella del Forrest ad Upton Park rischia di allontanare ulteriormente il Nottingham dalla Championship). E' stato però, soprattutto, il giorno di Robbie Keane, un ritorno straordinariamente decisivo per le sorti dell'Aston Villa che trionfa in un rocambolesco quanto spettacolare derby delle Midlands. L'irlandese era arrivato da Los Angeles in prestito col nobile proposto di dimostrare di avere ancora molto da dare al calcio inglese e di continuare una storia che non poteva concludersi con la clamorosa retrocessione al West Ham lo scorso anno. La splendida impressione destata da Keane in allenamento l'aveva lanciato in cima alle preferenze di McLeish, che una settimana prima gli aveva concesso dieci minuti di passerella nel pareggio contro l'Everton. Quella di oggi era la prima da titolare per l'irlandese, proprio in quel Molineux Stadium dove aveva mosso i primi passi e s'era sin da subito imposto come uno dei più grandi prospetti del panorama britannico. A distanza di ben 13 anni, Keane è ancora protagonista. E pensare che il match s'era messo bene per il Wolverhampton, quando prima con un ritrovato Kightly (finalmente a grandi livelli dopo l'infortunio che ne aveva drasticamente frenato il rendimento) e poi con Edwards aveva rimontato il gol su rigore di Darren Bent. Tutto questo era successo in un primo tempo assolutamente ineccepibile in quanto a spettacolo ed emozioni, dominato prima dai Villans e poi dai Wolves. Il pareggio la squadra di McLeish lo trova ad inizio secondo tempo, quando proprio Robbie Keane pesca il jolly trafiggendo un Hennessey non impeccabile. Il match procede estremamente ricco di emozioni, ma la tensione e un pizzico di stanchezza iniziavano ad incalzare e rendevano il pareggio un'eventualità sempre più verosimile. E' però Henry (non Thierry, ma il meno talentuoso e famoso Karl) a riscrivere il copione della partita, maltrattando vergognosamente Albrighton prima di sferrargli un duro colpo di tacco in pieno petto. L'arbitro Oliver reagisce come diversamente non poteva, e cioè sfoderando il rosso e mandando Henry sotto la doccia a riflettere sulla sciocchezza commessa. L'inferiorità numerica aveva inevitabilmente costretto il Wolverhampton a una strenua opposizione difensiva contro un Aston Villa che invece acquisiva sempre più fiducia e convinzione. I Villans trovano il gol all'84' con un tiro semplicemente fantastico di Robbie Keane, che lambisce prima la traversa e si deposita poi tra i pali difesi da un incolpevole Hennessey. Nessun esultanza, nessun accenno di gioia dal suo body language: aver soffocato una così importante soddisfazione personale per rispetto dei suoi ex tifosi sintetizza alla perfezione la grandezza di un calciatore abituato a parlare coi gol, professionale sempre e testardo nel voler zittire le voci che lo davano ormai per bollito. Che abbiano ragione o meno, c'eri mancato, Robbie.
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sabato 19 novembre 2011

Da leccarsi i baffi!

Il Saturday di calcio inglese si conferma ancora una volta garanzia di spettacolo assoluto. I fuochi d'artificio arrivano in particolare dal "derby della disperazione" tra Wigan e Blackburn: al JJB Stadium finisce 3-3 dopo il pareggio in extremis (98'!) di Yakubu. Un pareggio che avrà sicuramente divertito gli spettatori neutrali ma di cui, Blackburn e Wigan, proprio non necessitavano, viste le difficoltà di classifica. Difficile è anche il campionato del Bolton: dopo il trionfo di due settimane fa sullo Stoke, il West Bromwich lo batte complicando la vita a Owen Coyle, che adesso rischia seriamente l'esonero. Everton e City come da pronostico sbrigano (i Toffees -come al solito, tra le mura amiche- hanno faticato più del previsto in verità) le pratiche Wolverhampton e Newcastle. In Championship continuano a dominare Southampton e West Ham. I Saints infliggono un 3-0 i Seagulls di Poyet, che ha impresso un atteggiamento colpevolmente rinunciatario alla squadra. Gli Hammers espugnano la Ricoh Arena, battuto il Coventry in rimonta per 2-1. Sembra essersi conclusa la favola Derby: la banda di Nigel "di-mio-padre-ho-preso-poco" Clough perde anche con l'Hull City e s'incammina ormai inesorabilmente verso l'anonimato di metà classifica. Respira aria fresca invece Cotterill: il Forrest batte in rimonta l'Ipswich grazie ai centri di Lynch e dell'ex Sheffield Wednesday Tudgay.
Tutto lo spettacolo degli altri campi e molto altro ancora in termini di atmosfera al Britannia Stadium, dove i Delap Special e gli intensi sforzi offensivi del finale non sono bastati allo Stoke City per evitare la sconfitta. Il QPR deve i suoi 3 punti soprattutto all'atteggiamento gladiatorio di Helguson, che ha chiuso la partita con due gol e un inevitabile cartellino giallo. Warnock riesce quindi a sopperire alle assenze di Bothroyd (infortunato) e Taarabt (ormai chiaramente ai margini della squadra, il PSG è ormai più di un ipotesi per lui) orchestrando un undici rapido e astuto contro la strapotenza fisica degli uomini di Pulis. Lo Stoke è invece alla quarta sconfitta di  fila: il più che collaudato sistema di Pulis inizia a scricchiolare e accusa sempre più la mancanza di alternative tattiche al gioco dei campanili e dei traversoni in cui sono riassunte tutte le loro possibilità offensive. Aldilà dei lanci e delle rimesse di Delap, i Potters hanno mostrato grande difficoltà nel creare azioni da gol giocando palla a terra: un paio di piedi buoni a centrocampo servirebbe come il pane a questa squadra. 
Breve postilla sul titolo: il riferimento ai "baffi" non è esclusivamente un elogio allo spettacolo del sabato inglese ma anche una constatazione dei numerosissimi giocatori dello Stoke che li hanno, a memoria ne ricordo almeno 8 (Whelan, Huth, Walters, Higginbottham, Fuller, Wilikinson, Shawcross, Etherington). Non si tratta di un banale brand estetico bensì di una campagna promozionale per il tumore alla prostata, ecco perchè, per tutto il mese di Novembre (ribattezzato Movember, per omaggiare l'iniziativa), vedrete i baffi su ogni singolo giocatore dello Stoke City.
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domenica 16 ottobre 2011

The Saints Are Coming

E' rassicurante la certezza con cui Nigel Adkins tornerà a Southampton: questa squadra ha tutti i mezzi per poter vincere il campionato, avendo dimostrato di essere complessivamente molto più forte della compagine diretta da Nigel Clough. I Saints hanno saputo reagire bene al rocambolesco gol di Theo Robinson del terzo minuto, su cui peraltro aleggia qualche dubbio circa la posizione di partenza dell'ex-Millwall, avendo messo costantemente sotto pressione la difesa del Derby County. Lambert e compagni hanno sopperito senza troppi grattacapi alla pesante assenza di Adam Lallana, rimpiazzato dal fido mastino Chaplow, che ha assicurato la solita prestazione di corsa e quantità in mezzo al campo. I Rams invece, galvanizzati da un'atmosfera da brividi a Pride Park, si sono presentati con la formazione tipo, fatta eccezione per la forzata assenza di Brayford, terzino ex-Crewe destinato a calciare i campi di Premier l'anno prossimo (con o senza Derby), sostituito dal pachidermico Anderson, ieri nell'inedita posizione di terzino destro. Aldilà del gol di Robinson, è stato il Southampton a fare la partita, grazie alle buone trame organizzate da Cork e Schneiderlin (migliore in campo, il classe '87 francese) e rifinite da Do Prado, discontinuo come al solito ma particolarmente brillante tra le due linee, che qualche grana hanno creato alla retroguardia guidata da Shackell e O'Brien. Il pareggio arriva, all'inizio del secondo tempo, grazie a un bel destro di Lambert che coglie impreparato Fielding. Sembrava il Southampton la squadra destinata a provare il forcing finale ma è Shackell che sfiora il gol a pochi minuti dal termine. Si gioca fino al 97', complice il duro infortunio patito da Steve Davies- la tac ha confermato che si tratta di frattura allo zigomo- ma il punteggio non cambia: è 1-1 a Pride Park. Per Clough, i soliti problemi da affrontare e possibilmente migliorare: il team è interessante, a partire dal portiere, Frank Fielding, che non attraversa un grandissimo momento ma che è stato convocato anche da Fabio Capello in passato, e impreziosito dalle giovani presenze di Hendrick, mediano irlandese che garantisce tanto pressing e O'Brien, centrale da formarsi fisicamente ma che, per spirito battagliero (qualità sbocciata dai gravi problemi patiti: l'operazione al cuore rischiava di compromettergli la carriera), può risultare un elemento importante per Nigel Clough. Continuerò a sostenere fino alla morte che a questo Derby manca un attacco naturalmente assemblato. La fisicità di S.Davies è sicuramente importante nel contesto della Championship, ma Robinson, per quanto s'impegni in fase difensiva (caratteristica che fa innamorare l'ex bomber del Nottingham Forrest nonchè figlio d'arte), è troppo grezzo tecnicamente e non ha fiuto del gol. Sulla lista della spesa quindi, una seconda punta ma soprattutto una prima punta, magari alla Rickie Lambert, che oggi ha dato prova, per l'ennesima volta, delle sue eccelse doti di bomber. O magari alla David Trezeguet, che ieri ha compiuto gli anni e che merita gli auguri da tutti gli appassionati di questo sport. Adkins, come già detto, può ritenersi soddisfatto della sua squadra, che conta di valide alternative anche dalla panchina (De Ridder ha creato diversi pericoli quand'è entrato), tra cui Schneiderlin, comprensibilmente chiuso dal capitano Hammond nell'11 titolare, che oggi ha fornito la solita brillante performance. Sugli altri campi: il Boro bloccato dai Lions in casa, spalancando ai Saints le porte del primato. Palace corsaro a Vicarage Road, idem il Peterborough che batte il Bristol City. Non c'è ancora luce in fondo al tunnel per il Nottingham, battuto anche dal Coventry City.

domenica 2 ottobre 2011

Tutti Fenomeni

E' terminata un'altra domenica di calcio, dico "terminata" perchè di ciò che accade oltre-oceano dalle parti di Buenos Aires e Sao Paulo m'interessa ben poco, quindi la mia domenica di calcio si è essenzialmente chiusa col fortunoso gol di Marchisio con cui la Juventus ha nettamente battuto il Milan in uno stadio, lo Juventus Stadium (a proposito, che gioiello!), gremito. A Londra, per cominciare, è stata frenetica giornata di football dove si son giocati ben due derby: quello del North e quello del South. Nel North-Derby in cui, da un po' di tempo a questa parte, l'Arsenal non parte favorito, non si è visto un grande calcio: il Tottenham trionfa grazie a un'ottima prestazione di Ramsey (che ha ingannato tutti vestendo la maglia dei Gunners) e a un'indecisione di Szczesny (portiere molto giovane, ma sul quale Arsène, o chi per lui, potrà lavorare) dimostrando di essere chiaramente più forte. Tempi duri per i Gunners, la cui stagione non sembra poter offrire più di una tranquilla posizione di metà classifica: un ciclo s'è concluso senza che nessun trofeo entrasse a far parte del prestigioso palmares londinese, e un altro ne sta per cominciare con premesse addirittura peggiori.
Cos'è successo a Craven Cottage? I Rangers, e il loro formidabile squadrone costruito da Tony Fernandez e il suo folto portafogli, ne prendono 6 risvegliando tutti gli attaccanti del Fulham, tra tutti Johnson, che sigla una tripletta. Che sta succedendo alla corazzata di Warnock? What's the matter with Taarabt? Il talento marocchino è palesemente di un'altra categoria sotto il profilo tecnico, ma continua a faticare e tanto tra i campi di Premier. Poco stimolato? Forse, di certo l'innesto di SWP non lo sta aiutando e anzi, non ha fruttato vantaggi alla causa di Warnock. Male anche Barton, Faurlin fa quel che può. Resto convinto però che questa squadra, presa dalla metà campo in su, può fare grandissime cose.
1-5 recita invece il punteggio al Reebok Stadium, con Villas-Boas che inizia a far faville anche in fase offensiva (non c'era Torres, coincidenza?) e s'inserisce prepotentemente alla corsa alla Premiership.
Ma è stata soprattutto la giornata dei fenomeni. La palma del fenomeno of the day va a McClaren che riesce a perdere anche questa partita. Doughty fa la scelta giusta mandandolo il più lontano possibile da Nottingham.   Nemmeno questo pare essere l'anno giusto per il Forrest per cercare questa benedetta promozione, è un autentico fallimento infatti quello inscenato da McClaren e soci, rei di aver costruito uno "squadrone" (o almeno questo è ciò che credono di aver fatto) inchiodato al quart'ultimo posto con 8 miseri punti. Si rialza invece il City di Birmingham che trova la seconda vittoria consecutiva grazie al fenomeno (lui per davvero) Wood, le cui doti da centravanti completo non si possono assolutamente discutere.
Passiamo alla partita di cartello. La Juventus, ancora senza una precisa quadratura offensiva, prevale in senso assoluto sul Milan grazie alla doppietta di Marchisio. Temo seriamente che possa esser spacciato per buono, il cosiddetto "principino" adesso. Ma, come, non lo è?!? Non esattamente, e non lo dico io, ma lo dice il fatto che con gente come lui costantemente al timone della nave Juve, il team torinese non ha raccolto che settimi posti negli ultimi anni. Se poi nascondersi nel campo, addormentarsi per minuti per poi risvegliarsi una partita ogni 5 e fare qualcosa di talmente buono da far credere alla maggior parte dei suoi tifosi di essere un grande giocatore, significa essere un fenomeno, beh, svegliatemi da quest'incubo!