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martedì 25 dicembre 2012

Esclusiva - De Leo: "Sinisa, leader ma con umiltà, tenace come quando giocava nella Samp. Scepovic? Ragazzo squisito"


E' il personaggio del momento. La testimonianza più pura e plebea che, con il lavoro e l'impegno, sognare può avere risultati concreti. Ed i suoi lo sono eccome: il suo fitto processo di crescita professionale l'ha portato a diventare il braccio destro di Mihajlovic nella Serbia. I più informati si saranno accorti che il soggetto è Emilio De Leo, le cui gesta vennero raccontate e rese note in un coinvolgente servizio di MondoGol. L'assistente allenatore di Mihajlovic è stato contattato in esclusiva dalla redazione di SampNews24, ed è proprio lui a presentarsi, sviscerando i dubbi di chi ancora non lo conosce:

"Sono un ragazzo che con passione e tanta umiltà circa dieci anni fa si è inventato un lavoro, procedendo in modo silenzioso, ma sempre meticoloso e professionale indipendentemente dal contesto in cui mi sono trovato ad operare. Ho allenato in diverse categorie e realtà giovanili per lo più professionistiche tra le categorie giovanissimi sino alle berretti (Cavese e Nocerina), ottenendo buoni riconoscimenti individuali e successi di squadra (su tutti lo scudetto allievi professionisti di Serie C con la Cavese). Pian piano ho cominciato una serie di esperienze con allenatori e società in giro per il mondo (tra Italia, Inghilterra, Canada, Repubblica Ceca) divenendo tra l'altro autore di contributi per portali web o collaboratore tecnico per alcune trasmissioni televisive, mirando, quotidianamente, ad di approfondire ed arricchire il mio bagaglio di competenze."

Il tuo presente però si chiama Serbia. Come giudichi da un punto di vista tecnico la partnership con Mihajlovic? 

Il nostro ct è una persona diretta e leale che ha mostrato un'umiltà incredibile nel rapportarsi a me con tanta stima sin dal primo giorno. Ha grandi doti da leader e sono orgoglioso che abbia riconosciuto, scelto e valorizzato tanto le mie qualità in un contesto tanto rilevante. Il nostro lavoro è iniziato a Maggio del 2012 con tre amichevoli (contro Spagna, Francia e Svezia) finalizzate a far acquisire esperienza internazionale ad un gruppo molto giovane (la nostra nazionale ha una media di 23 anni) sta continuando con le gare di qualificazioni mondiali che riprenderanno a Marzo.
Sinisa ha avuto anche un importante passato da calciatore. Cosa ricordi delle sue gesta alla Sampdoria? 
Ricordo soprattutto la sua personalità, le sue grandi doti balistiche e la grande tenacia che da calciatore, ovunque abbia giocato ha dimostrato, e che ancor oggi rappresenta una delle sue principali peculiarità da tecnico.

La Serbia è una nazionale piena di giovani talenti, uno di questi è Stefan Scepovic, ex attaccante della Samp: dove pensi possa arrivare? 

Stefan è un ragazzo squisito con cui ho legato da subito anche perchè parla un buonissimo Italiano memore dell'esperienza alla Samp. Sta facendo molto bene quest'anno al Partizan e spero che continui così perchè lo merita tanto.

Per chiudere: da buon cavese, una battuta sul calcio campano che, classifiche alla mano, è sempre più in crescita… 

Il calcio campano è come sempre pieno di contraddizioni, da una parte il talento dei calciatori cresciuti nella nostra regione e dall'altra le improvvisazioni in termini di programmazioni responsabili e lungimiranti, il mio auspicio è che presto si possa trovare un equilibrio di cui il calcio e la nostra terra avrebbero tanto bisogno.

Per chiudere, De Leo ha voluto salutare i lettori e la redazione ("Un saluto a te ed a tutti i fruitori del vostro sito, con amicizia"), un gesto che ricambiamo al campano, ringraziandolo per la grande disponibilità.

sabato 12 novembre 2011

La magia dell'FA Cup e il prestigio di Wembley: ecco il menù del sabato

Le nazionali ci hanno privato anche in quest'occasione del momento più agognato della settimana e cioè il sabato calcistico, con il suo ricco e divertente programma che settimanalmente ci francobolla alla tv, o, per i più internauti, allo schermo del pc. Questa volta la motivazione, a gironi conclusi, riguardava gli spareggi valevoli per gli ultimi ticket rimasti per Ucraina e Polonia. Never Mind, l'infinito programma del primo turno della mai troppo celebrata FA Cup ci garantisce un valido motivo per non uscire fuori di testa. La magia di questa manifestazione è qualcosa di assolutamente unico. Anche oggi, le solite sorprese e le solite storie da raccontare che rendono l'FA Cup un'autentica vetrina per tutte quelle realtà costrette al più totale anonimato per tutto il resto della stagione ma che si giocano, con i primi turni dell'FA Cup, grandi possibilità per riempire palmares e almanacchi delle rispettive storie. Realtà come il Fleetwood Town, squadra di Conference (quinta divisione inglese), che ha avuto la meglio sui più quotati Wanderers del Wycombe. In evidenza anche lo Swindon di Di Canio (eh già, proprio quel Di Canio) che ha battuto per 4-1 l'Huddersfield, team di una divisione più avanti (terza). Ha sicuramente scritto la storia del proprio club, il Chelmsford (sesta divisione) che ha avuto la meglio sul Telford (quinta) imponendosi per 4-0. Un simpatico mix di Southern e Northern Premier League (settima serie!) ha invece deliziato gli spettatori del Testwood Stadium, i padroni di casa del Totton hanno letteralmente mortificato i malcapitati giocatori del Bradford vincendo per 8-1. Sicuramente, troveremo questo risultato tra i polverosi e scarni almanacchi dei due club: un risultato del genere non può passare inosservato soprattutto per giocatori che, come quelli delle due squadre in questione, vivono ancora il calcio secondo le sane e genuine emozioni che regala. Non è esattamente questo il caso dei profumatamente pagati giocatori scesi quest'oggi in campo a Wembley nell'affascinante confronto tra Inghilterra e Spagna. Dopo aver stoicamente vinto la battaglia riguardante il poppy sulla maglia grazie all'imprescindibile aiuto del principe William, gli inglesi hanno potuto orgogliosamente ostentare il papavero ricordando solennemente i caduti nelle varie guerre che hanno vista coinvolta l'Inghilterra nella sua storia. Questa fantastica atmosfera ha fatto da cornice a un match che, in realtà, ha procacciato sbadigli e poco altro. Lo snervante tiki taka degli spagnoli e la strenua resistenza britannica hanno costituito il tema del match almeno fino al gol di Lampard, che ha consentito all'Inghilterra di battere la Spagna, dopo tanto, troppo tempo. Saranno contenti anche un po' più a ovest, in Galles, dove Bale e compagni hanno travolto la Norvegia per 4-1, grazie alla doppietta di Vokes, un giocatore inspiegabilmente sottovalutato negli ultimi tempi. Ma la notizia della giornata, è stata decisamente meno spettacolare. Uno striscione, apparso sugli spalti del Cardiff City Stadium, ha eloquentemente espresso quella che è, su per giù, un'idea plebiscitaria da quelle parti, ossia l'assoluto rifiuto di partecipare alla rappresentanza del Regno Unito alle Olimpiadi.

martedì 11 ottobre 2011

How do you like them nipples?

Con questo triste (per serbi, belgi e portoghesi) o se preferite felice (così la pensano irlandesi, estoni e turchi) martedì d'ottobre si chiude un lasso di tempo calcisticamente parlando poco esaltante e scarno di eventi, si ritorna per fortuna alle care realtà di club che tanto ci appassionano ed emozionano. Chi si sarà emozionato e tanto sarà Trapattoni che dopo la grande delusione di Parigi 2009 (il fallo di mano di Henry gli sbarrò le porte del Sudafrica), riesce a togliersi una bella soddisfazione qualificando la selezione irlandese agli spareggi. Di certo questa sera non parlerà di arbitri: lo spagnolo Iturralde ne combina di tutti i colori, prediligendone uno in particolare però, proprio il verde. E infatti i poveri calciatori caucasici hanno di cosa lamentarsi: l'espulsione di Berezovsky, frutto di un'azione partita dal fallo di mano originario di Simon Cox e peraltro scaturita da un fallo di mano molto rocambolesco (la palla rimbalza accidentalmente sul petto del portiere armeno) effettivamente desta molti dubbi. Una nemesi storica bella e buona; almeno non sentiremo più Tardelli o Trapattoni lamentarsi durante le loro sporadiche presenze nelle varie trasmissioni sportive italiane. Sarà molto difficile lamentarsi anche per Joachim Low, la sua nazionale (così come la Spagna che oggi ha regolato con un 3-1 la Scozia, per gli highlanders segna Goodwillie) chiude il suo girone a bottino pieno. Oggi per il giovane ed inesperto Belgio (che può però contare di ottime individualità come Lukaku, Hazard e l'autore del gol Fellaini) c'è stato ben poco da fare: la Germania ha mantenuto la promessa fatta alla Turchia dando prova di grande professionalità e grande, grande forza. E' il minimo inserirla nel lotto dei favoriti di questo europeo (come accade da ormai oltre 10 anni). Deutschland Uber Alles! (o quasi, forse c'è la Spagna un gradino più in alto). Si sentiva persino da qui il dolce e soffice odore del flagrante biscotto che Danimarca (nazionale a cui riescono particolarmente bene, eh) e Portogallo stavano preparando. Purtroppo per i portoghesi però non c'è stato niente da mangiare: nessun X e Danimarca in testa al girone. Avrebbe potuto capeggiare il suo girone anche la Bosnia, raggiunta al 78' dal rigore di Samir Nasri. Sarà Paperissima probabilmente a decidere quale tra l'autogol di McAuley e quello di Aleksanyan sia il più ridicolo...nel concorso inserirei anche la snervante esultanza mostrata due volte da Cassano, questa moda del pollice in bocca mi piace ben poco, anzi. Ah, il titolo (si tratta della frase clou del film, diventata una sorta di tormentone oltre oceano) c'entra poco col contenuto ma è un necessario omaggio a "Horrible Bosses- Come ammazzare il capo e vivere felici", che consiglio a tutti voi, la classica americanata? Forse. Però almeno fa ridere.