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giovedì 6 dicembre 2012

Di Natale: "Muriel è fortissimo. L'Europa? Mi piacerebbe tornarci"



© www.imagephotoagency.it
Alla vigilia del match di domani sera contro il Liverpool, Antonio Di Natale ha parlato della situazione attuale dell'Udinese ma anche della simbolica eliminazione dall'Europa League che pare sancire la fine di un ciclo vincente per i friulani. Ecco quanto riporta udinese.it, il sito ufficiale della società bianconera: 
Hai l'ambizione di giocare nuovamente in Europa con la maglia bianconera?
Speriamo, quest'anno pensiamo a fare un altro tipo campionato. La vittoria di domenica ci ha dato una classifica un po' più tranquilla, ma dobbiamo pensare a lavorare. Io non so quando si arriverà di nuovo in Europa, ma mi piacerebbe rigiocarci prima di smettere”.
La Coppa Italia può essere un obiettivo fondamentale della questa stagione?
Ci teniamo tutti e il 19 incontriamo una squadra fortissima come la Fiorentina. Se riusciamo a battere loro possiamo provare ad arrivare in finale. Io ci punto molto e anche la società e il mister”.
Domenica, nonostante l'assenza di gol, hai giocato forse la miglior partita dell'anno. Ti senti al massimo della forma?
Stavo bene anche prima, ma è normale dopo un campionato difficile e un Europeo che ci sia bisogno di più tempo per stare bene. Adesso sto bene fisicamente, comincio ad avere una certa età ma cerco sempre di divertirmi”.
Quando tornerà Muriel potreste anche scambiarvi di ruolo?
Intanto speriamo che rientri presto perché secondo me è un grandissimo giocatore. La posizione in campo non è un problema e il mister lo sa, se gioco più indietro o anche in panchina non è un problema. Se i giovani stanno bene è giusto dare spazio anche a loro”.
In queste nove stagioni hai stabilito tutti i record del club, adesso hai la possibilità di entrare nella storia anche con il record di presenze europee. Sei orgoglioso?
Certo, ma come ha detto il mister domani è importante fare una bella partita. Se il mister mi darà la possibilità di fare anche un minuto per me sarà un grande un onore. Il calcio è bello anche per questo”.
Domani è prevista poca gente allo stadio, cosa ne pensi?
Domani si gioca alle 19, la gente lavora a quell'ora lavora e, inoltre, c'è anche una grande crisi. Il pubblico di Udine ha sempre fatto il massimo, speriamo possano venire sempre in tanti”. Hai già individuato il tuo erede tra i tuoi compagni? “Sono tanti quelli bravi, ma non è facile. Speriamo che qualcuno possa fare quello che ho fatto io”.

Pubblicato per SampNews24

venerdì 25 novembre 2011

Non ci resta che piangere

Intuire perchè per la 12a giornata di campionato si sia ricorso al cosiddetto "spezzatino" è impresa decisamente ardua. Non solo si è deciso di programmare l'anticipo del venerdì, ma anche di spalmare inspiegabilmente le partite tra sabato (4 match) e domenica (5). In ogni caso, stasera a scendere in campo erano Udinese e Roma. Un  match tra due delle poche squadre che in Italia provano a fare calcio, ecco perchè in molti si aspettavano tanti gol e spettacolo. Non è andata esattamente così, alla fine il modulo speculare scelto da Guidolin, con Di Natale unica punta, ha sorriso ai friulani garantendo loro una vittoria davvero preziosa. Dall'altra parte Luis Enrique riesce a sorprenderci di nuovo con la formazione titolare: inizialmente si pensava potesse essere Perrotta l'uomo destinato a ricoprire la posizione di terzino destro, poi invece la scelta è ricaduta addirittura su Taddei. Cassetti, l'unico terzino disponibile, nemmeno menzionato e caldamente accomodato in panchina. Nel primo tempo da constatare molti sbadigli oltre a qualche naturale svarione difensivo della Roma che offre all'Udinese chances per portarsi in vantaggio. Il secondo tempo riprende il leitmotiv del primo: intenso gioco a centrocampo e solide organizzazioni difensive (soprattutto quella friulana) contro attacchi impietosamente sterili (soprattutto quello romano). Dal centrocampo in su gli uomini di Luis Enrique hanno deluso e non poco. Lamela e Pjanic hanno faticato enormemente a colmare il gap che separava Osvaldo dal resto della squadra. L'argentino è stato infatti decisamente fumoso nelle sue giocate, quanto a Pjanic, il bosniaco ha semplicemente attraversato una giornata no: palloni persi in quantità industriale e punizione battute con metodi a dir poco enigmatici. E così Osvaldo è stato lasciato a combattere contro i mulini a vento, le ottime prestazioni di Danilo e Benatia (Leonardo pare averlo già prenotato per il PSG e non sarebbe affatto una mossa sbagliata) completano il quadro e rendono praticamente impossibile la vita all'attacco giallorosso. A decidere il match ci pensa Di Natale che approfitta del regalo confezionato da Kjaer e Juan e insacca il pallone alle spalle di Stekelenburg. Isla consolida il parziale siglando a porta sguarnita il colpo del ko. Guidolin conquista così una vittoria importantissima che gli vale il primato temporaneo ma non può ritenersi eccessivamente soddisfatto del gioco espresso dai suoi: fino al gol di Di Natale i bianconeri hanno proposto un gioco scialbo e poco propositivo, nettamente differente a quello che l'anno scorso li rese l'autentica rivelazione del campionato. E così, anche stasera e anche tra squadre apparentemente spettacolari come Udinese e Roma il format di gioco propinatoci è rimasto incredibilmente noioso. Il calcio italiano non sta esattamente attraversando un momento di grazia, eppure, nonostante lo scempio (perchè un calcio così sfacciatamente teso al difensivismo è da definirsi tale) a cui assistiamo settimanalmente, c'è chi (penso a Caressa ma anche ad altri "esperti") sostiene, in virtù dei risultati europei, che il calcio italiano stia crescendo e confermandosi tra i migliori al mondo.