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mercoledì 16 novembre 2011

Player Of The Week: Chris Wood



Chris Wood
# 39

Alto (191 centimetri), neozelandese: sembra l'identikit del classico rugbista degli All Blacks. Eppure Chris Wood al rugby ha preferito il calcio sin da ragazzino, forse condizionato da una famiglia che ne è particolarmente affezionata: sua sorella, Chelsey, è tra le giocatrici di maggior rilievo della nazionale femminile neozelandese di calcio. Chris non è da meno: poco più che quindicenne cominciò già a calciare i campi della massima divisione neozelandese col Waikato FC, iniziò a fare sul serio l'anno successivo, quando registrò una media gol spaventosa con i Wanderers di Hamilton. A quel punto divenne lampante che il divario tra le abilità di Chris, seppur solamente diciassettenne, e le prospettive del proprio campionato era già divenuto incolmabile. Così, i dirigenti del WBA non esitarono a metterlo sotto contratto, i gol, tantissimi, segnati nell'Academy dimostrarono che non si sbagliarono affatto. Da allora, dopo una breve parentesi nella squadra riserve, inizia a farsi largo in prima squadra: è il quinto neozelandese della storia a giocare in Premier League. Con i Baggies oltre a 21 presenze, Wood mette a segno anche un gol. Non un gol qualsiasi, ma una botta da 25 metri che lascia di sasso il portiere del Doncaster nel 3-1 al The Hawthorns a favore dei Baggies. Nella stagione seguente, dopo una manciata di partite giocate al Barnsley, fu mandato in prestito al Brighton con l'incarico di contribuire a portare i Seagulls in Championship. Non fallì: gli otto gol oltre al validissimo contributo offensivo che è in grado di garantire in virtù delle sue straordinarie doti tecniche e fisiche, furono un bottino imprescindibile per la promozione dei gabbiani del Sud nonchè l'ennesima prova del suo immenso potenziale. La domanda, anche in virtù delle fantastiche prestazioni che sta fornendo al Birmingham di Hughton, sorge spontanea: era così necessario per Hodgson arrivare a spendere una cifra quasi da record (senza il quasi se si considerano i bonus) per Shane Long quando in casa si ha un attaccante del genere? I tifosi del West Bromwich se lo staranno sicuramente chiedendo. Se da un lato possono restare stizziti guardando il rendimento del neozelandese col Birmingham City, dall'altro però possono abbozzare un sorriso pensando che da gennaio Wood tornerà alla base. Volendo fantasticare sul futuro del West Bromwich non è detto che possa pestarsi i piedi con l'irlandese Long, che è una prima punta. Al St.Andrews' Wood ha infatti mostrato una certa polivalenza adattandosi a giocare da seconda punta ma anche da esterno. E' dominante fisicamente anche in un campionato, come quello inglese, assolutamente all'avanguardia sotto questo punto di vista. Non è un centravanti di rapina, bensì preferisce svariare su tutto il fronte d'attacco usufruendo dell'estrema potenza e precisione delle sue doti balistiche. Occhio a non cadere in errori: non ha nulla a che vedere col prototipo del centravanti moderno ma anzi, per certi versi ricalca i tratti salienti degli attaccanti anni '70 e '80: grande potenza nelle gambe e un unico, fondamentale, obiettivo nella testa: fare gol. Una boccata d'aria fresca, in un calcio sempre più asfissiato dalla speculazione difensiva che sta distogliendo gli attaccanti dai loro originari adempimenti.

domenica 2 ottobre 2011

Tutti Fenomeni

E' terminata un'altra domenica di calcio, dico "terminata" perchè di ciò che accade oltre-oceano dalle parti di Buenos Aires e Sao Paulo m'interessa ben poco, quindi la mia domenica di calcio si è essenzialmente chiusa col fortunoso gol di Marchisio con cui la Juventus ha nettamente battuto il Milan in uno stadio, lo Juventus Stadium (a proposito, che gioiello!), gremito. A Londra, per cominciare, è stata frenetica giornata di football dove si son giocati ben due derby: quello del North e quello del South. Nel North-Derby in cui, da un po' di tempo a questa parte, l'Arsenal non parte favorito, non si è visto un grande calcio: il Tottenham trionfa grazie a un'ottima prestazione di Ramsey (che ha ingannato tutti vestendo la maglia dei Gunners) e a un'indecisione di Szczesny (portiere molto giovane, ma sul quale Arsène, o chi per lui, potrà lavorare) dimostrando di essere chiaramente più forte. Tempi duri per i Gunners, la cui stagione non sembra poter offrire più di una tranquilla posizione di metà classifica: un ciclo s'è concluso senza che nessun trofeo entrasse a far parte del prestigioso palmares londinese, e un altro ne sta per cominciare con premesse addirittura peggiori.
Cos'è successo a Craven Cottage? I Rangers, e il loro formidabile squadrone costruito da Tony Fernandez e il suo folto portafogli, ne prendono 6 risvegliando tutti gli attaccanti del Fulham, tra tutti Johnson, che sigla una tripletta. Che sta succedendo alla corazzata di Warnock? What's the matter with Taarabt? Il talento marocchino è palesemente di un'altra categoria sotto il profilo tecnico, ma continua a faticare e tanto tra i campi di Premier. Poco stimolato? Forse, di certo l'innesto di SWP non lo sta aiutando e anzi, non ha fruttato vantaggi alla causa di Warnock. Male anche Barton, Faurlin fa quel che può. Resto convinto però che questa squadra, presa dalla metà campo in su, può fare grandissime cose.
1-5 recita invece il punteggio al Reebok Stadium, con Villas-Boas che inizia a far faville anche in fase offensiva (non c'era Torres, coincidenza?) e s'inserisce prepotentemente alla corsa alla Premiership.
Ma è stata soprattutto la giornata dei fenomeni. La palma del fenomeno of the day va a McClaren che riesce a perdere anche questa partita. Doughty fa la scelta giusta mandandolo il più lontano possibile da Nottingham.   Nemmeno questo pare essere l'anno giusto per il Forrest per cercare questa benedetta promozione, è un autentico fallimento infatti quello inscenato da McClaren e soci, rei di aver costruito uno "squadrone" (o almeno questo è ciò che credono di aver fatto) inchiodato al quart'ultimo posto con 8 miseri punti. Si rialza invece il City di Birmingham che trova la seconda vittoria consecutiva grazie al fenomeno (lui per davvero) Wood, le cui doti da centravanti completo non si possono assolutamente discutere.
Passiamo alla partita di cartello. La Juventus, ancora senza una precisa quadratura offensiva, prevale in senso assoluto sul Milan grazie alla doppietta di Marchisio. Temo seriamente che possa esser spacciato per buono, il cosiddetto "principino" adesso. Ma, come, non lo è?!? Non esattamente, e non lo dico io, ma lo dice il fatto che con gente come lui costantemente al timone della nave Juve, il team torinese non ha raccolto che settimi posti negli ultimi anni. Se poi nascondersi nel campo, addormentarsi per minuti per poi risvegliarsi una partita ogni 5 e fare qualcosa di talmente buono da far credere alla maggior parte dei suoi tifosi di essere un grande giocatore, significa essere un fenomeno, beh, svegliatemi da quest'incubo!