Visualizzazione post con etichetta villas-boas. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta villas-boas. Mostra tutti i post

lunedì 17 settembre 2012

PUBBLICATO PER IL SITO DI PEDULLA'- Player of The Week: Harry Kane



Harry Kane
# 37


Per introdurlo basterebbe canticchiare il ritornello della nota canzone di Bob Dylan, nonché colonna sonora del capolavoro di cui Denzel Washington fu, a suo tempo, protagonista. This is the story of the Hurricane, o meglio, this is the story of Harry Kane. Nato nel 1993 a Chingford, distretto londinese, Harry Kane  è alto, biondo, posato e ha gli occhi azzurri. Il taglio di capelli lo rende più simile al figlio di papà che frequenta la scuola privata piuttosto che al bulletto da bassifondi. Sembra essersi perso nel tempo, sembra un calciatore anni '60. Il suo talento, la sua figura elegante ma spietata nello sgomitare coi difensori avversari e colpire con forza il pallone, ricordano più Charlton che Rooney. Di Rubin Carter, l'hurricane tra i pugili, Kane condivide più di una semplice assonanza, anzi, come lui l'attaccante londinese è un uragano, uno di quelli devastanti che depredano le difese avversarie.

Ne sanno qualcosa le difese della Championship inglese che all'allora diciassettenne Kane concessero ben 8 reti la scorsa stagione. Giocava nel Millwall e la tradizionalmente calorosa tifoseria dei Lions s'era letteralmente prostrata al ragazzo, divenuto idolo e trascinatore di una delle squadre più note d'Inghilterra. L'esperienza di Kane al Millwall si è però chiusa in estate, quando è ritornato alla squadra detentrice del suo cartellino, il Tottenham. Guardandolo giocare e scorrendo con l'indice verso l'esiguo elenco delle squadre in cui ha militato, paragonarlo a Sheringham appare spontaneo. E' dello stesso avviso Tim Sherwood, secondo di Villas-Boas, che ha destato una certa attenzione scomodando il più vintage dei nomi del calcio british. Proprio come Teddy, Kane è nato a Londra ed è passato dal Millwall prima di vestire la casacca degli Spurs. La gloriosa carriera di Sheringham appare inevitabilmente inarrivabile ma Kane ha dimostrato di avere un sufficiente numero di frecce nel suo arco per smentire la storia e gli scettici. Villas-Boas, che ha speso ottime parole su di lui, sembrerebbe disposto a scommettere più di un penny su Kane. Chi di certo ha scommesso molto su di lui è Chris Hughton, manager del Norwich, che al diciannovenne ha consegnato le chiavi di un attacco da rivoluzionare. Il leggendario Grant Holt è ormai lontano dai suoi anni migliori, così come Jackson non è più che un onesto comprimario, Morison per quanto molto utile alla causa di Hughton non ha la continuità del titolare. Ed ecco allora che al diciannovenne londinese potrebbero aprirsi le porte per la formazione titolare e una stagione da protagonista in Premier League. Il Carrow Road, la casa dei canaries di Norwich, Kane l'ha già assaporato entrando a partita in corso contro il West Ham. Nella manciata di minuti concessagli ha sfiorato due volte il goal e svegliato il pubblico di casa con un paio di giocate di grande eleganza e spietatezza nella conclusione. Non ha trovato il gol che lui e la sua promettente storia avrebbero meritato, ma ha donato agli addetti ai lavori (quantomeno a quelli più pigri che non l'avevano già seguito) un nome di sicuro affidamento su cui puntare. Harry Kane, the Hurricane. Curioso. Ne sentiremo parlare.

Pubblicato per il sito ufficiale di Pedullà

lunedì 21 novembre 2011

Tre cose che abbiamo imparato in questo weekend

1) La furbata della settimana
Trovare qualcosa che non sia successo nello scoppiettante match tra Wigan e Blackburn è impresa davvero improba. Lo spettacolo non si limita infatti alle espulsioni, ai calci rotanti alla Chuck Norris in pieno volto e ai rigori otto minuti oltre il tempo regolamentare: qualcosa di persino più curioso e inusuale ha rubato la ribalta ai pur strabilianti eventi prima citati. Il gol del momentaneo 2-2 di Hoilett ha infatti una dinamica assolutamente singolare. Sulla lunetta del calcio d'angolo si era inizialmente appropinquato Yakubu che sistema con la mano la sfera sul vertice alto (come è costume ormai in ogni angolo del mondo) della lunetta senza toccarla in nessun modo coi piedi. Quel furbacchione di Morten Gamst Pedersen, l'uomo che non trova differenze nel battere le punizioni di destro o di sinistro, ha dimostrato per l'ennesima volta di saperne una più del diavolo. Avvicinatosi alla bandierina, mette in movimento al pallone sino al lato corto dell'area di rigore prima di servire il canadese Hoilett che, favorito dall'ipnosi generale che aveva ragionevolmente preso i difensori di Martinez, ha messo il pallone in rete. In Italia con la Roma di Spalletti  assistemmo a qualcosa di molto simile, la sostanziale differenza rispetto ad essa è che il gol di Hoilett è assolutamente irregolare come ha ribadito la moviola confermando i sospetti di Martinez ma anche dei commentatori televisivi, sinceramente sbalorditi da quanto stava accadendo.


2) Il mondo è ingiusto
A tenere banco tra giornali, trasmissioni e emittenti varie è lo straordinario gol segnato da Osvaldo, o meglio quello che avrebbe segnato se l'assistente non avesse inspiegabilmente alzato la bandierina segnalando il fuorigioco. L'italo-argentino aveva freddato Julio Sergio con una rovesciata a dir poco eccezionale. Com'è naturale, trattandosi dell'attaccante di una delle squadre dai bacini di utenza più copiosi d'Italia nonchè dell'uomo che pochi giorni prima esordiva da titolare nella Nazionale Italiana, il fatto ha avuto un riscontro sbalorditivo tra gli appassionati di questo sport. Tutti hanno sentito l'esigenza di manifestare la propria indignazione verso il guardalinee ma allo stesso tempo la propria ammirazione per l'ex centravanti dell'Espanyol. Tutto quello che non era successo poche settimane prima quando Riccardo Meggiorini, meno pagato, meno amato e (a questo punto) meno fortunato, s'era esibito in un gesto molto simile, guarda caso proprio contro il Lecce. Una rovesciata ugualmente spettacolare e annullata allo stesso modo. Ma nessuno parlò di un gol che avrebbe probabilmente cambiato la stagione, e forse addirittura la carriera all'ex Cittadella, che per il momento sta faticando a confermare tutte le belle parole dette sul suo conto in passato e a cui avrebbe dunque fatto molto comodo siglare un gol del genere. Osvaldo avrà un gol in meno nel conteggio statistico ma un sostanzioso ritorno a livello di immagine, e Meggiorini?

3) Boas non quaglia
L'esasperata filosofia del "calcio del futuro" del poco più che trentenne allenatore portoghese non si è rivelata esattamente un fattore in queste prime 12 giornate di Premier League. I punti dei blues sono 22 e il distacco dal Manchester City è ormai abissale (12 punti). Ieri è arrivata una dura lezione da King Kenny Dalglish che ha stroncato il suo vano idealismo calcistico con un football cinico e spietato. Il tecnico continua a ricordare che la fiducia di cui gode è del tutto incondizionata e che il suo è un progetto a lungo termine. Abramovich, in virtù delle ingenti somme scucite per accontentare il manager-prodigio, non sembra essere particolarmente d'accordo. Vedremo.

sabato 5 novembre 2011

Tutto (o quasi) secondo pronostico

Ferguson festeggia con una vittoria i 25 anni alla guida dei Red Devils
La celebrazione dei 25 anni di Manchester United di Sir Alex Ferguson è stata sicuramente protagonista incontrastata di questo sabato britannico. Il fato ha voluto che a far visita all'Old Trafford ci fosse proprio quello Steve Bruce che anni fa è stato la colonna portante della prima dinastia che il manager scozzese plasmò con lo United. I Black Cats hanno fatto quello che hanno potuto, reggendo per tutto il primo tempo tenendo stoicamente testa allo United, ma poi sono stati traditi dall'autogol, anche qui il destino c'entra qualcosa, di Wes Brown, uno dei tanti ragazzi battezzati e cresimati da Ferguson. Il punteggio finale sorride ai Red Devils che non vanno oltre l'1-0 alla luce delle strepitose parate di Westwood, che l'anno scorso si era imposto come uno dei portieri più talentuosi con il Coventry City e che si è comportato egregiamente quest'oggi in sostituzione dell'infortunato Mignolet. Da segnalare anche il preoccupante infortunio alla caviglia che ha costretto Wickham ad uscire dopo soli 5 minuti: non sembra profilarsi nulla di buono per la talentuosa punta ex Ipswich. Si è assistito a qualcosa di simile a Ewood Park ma anche all'Emirates dove gli infortuni di Cech e Olsson hanno costretto i rispettivi arbitri a concedere un numero insolitamente abbondante di minuti di recupero alla fine del primo tempo. A proposito di Ewood Park: il confronto tra Kean, ormai a un passo dall'essere definitivamente ghigliottinato e Villas-Boas, nemmeno lui in un momento felicissimo, ha offerto tanti sbadigli e poco altro. Dopo un pessimo primo tempo, il portoghese decide di iniziare ad allenare schierando finalmente una formazione in grado di valorizzare tutto il talento offensivo di cui dispone. Fuori un rivedibile Malouda, dentro Torres, l'uomo più pagato nella storia del calcio inglese. Villas-Boas pesca il jolly: la squadra appare completamente trasformata ma è ancora Lampard a togliere le castagne dal fuoco: suo il gol che vale qualcosina in più di 3 punti per Villas-Boas ma soprattutto per la fiducia di cui gode a Stamford Bridge. All'Emirates invece, dopo la premiazione come giocatore del mese di Robin Van Persie, meritatissima dopo la splendida tripletta siglata proprio ai cugini in maglia blu ma in generale dopo i fantastici numeri che raccontano il suo inizio di stagione, l'Arsenal ha vinto ma soprattutto convinto contro il WBA, alla seconda sconfitta di fila. In gol anche Mikel Arteta, finalmente un fattore per la compagine diretta da Wenger. In gol anche Agbonlahor, letteralmente rigenerato da McLeish, che aiuta i Villans a trovare la vittoria nel match casalingo contro il Norwich. Continua intanto il sogno del Newcastle: i Magpies restano al terzo posto grazie alla vittoria arrivata per 2-1 contro l'Everton nonostante i duri infortuni pervenuti a Marveaux e Cabaye e che costringeranno Pardew a reinventarsi il centrocampo per le prossime uscite. Insomma, tutto secondo pronostico. O quasi. Dopo i Canaries di Lambert anche un altra neopromossa, e cioè lo Swansea, riesce a strappare un punto all'Anfield: per Gerrard e compagni non sono ancora maturi i tempi per poter lottare per il titolo.

martedì 1 novembre 2011

Heroes

E' proprio il titolo della canzone di David Bowie che può riassumere al meglio l'essenza della giornata di calcio appena trascorsa, peraltro ricca di appuntamenti. Scendeva in campo la B, in cui bisogna registrare la straordinaria costanza di risultati del Pescara di Zeman, ormai una serissima candidata per la promozione ma anche l'infallibile cinismo del Toro, che oggi ha espugnato Reggio Calabria. A proposito di serie candidate per la promozione: il Sassuolo strapazza il Modena nel derby emiliano per 2-5. Si rialza la Samp, rivoluzionata dalle scelte di Atzori (o di Sensibile, come sostiene maliziosamente qualcuno) che batte il Crotone senza Maccarone nè Palombo ma con Soriano ed Obiang (39 anni in due) a dirigere il centrocampo. Simoni continua ad ottenere ottimi risultati alla guida tecnica del Gubbio battendo il Cittadella, resta all'imbarazzante punteggio di -1 l'Ascoli che riesce a perdere anche con l'Albinoleffe. Da Bergamo a Nicosia per constatare il sorprendente primato che l'APOEL conferma nel gruppo G, in cui è saldamente al comando dopo aver clamorosamente battuto il Porto, a serio rischio eliminazione. Continuano i problemi per il Chelsea di Villas-Boas, David Luiz si conferma un'assoluta catastrofe sbagliando un calcio di rigore e permettendo dunque ai belgi del Genk di rimanere in partita e di pareggiare con il talentuoso Vossen. Qualcuno già chiede l'esonero del tecnico portoghese, di certo fin ora ha tradito le aspettative di chi si aspettava di assistere al tanto discusso "calcio del futuro". In campo anche la Championship, in uno dei numerosissimi turni infrasettimanali in programma. I Saints festeggiano al meglio il proprio onomastico (è il giorno dei Santi), distanziando di ben 5 punti gli Hammers, i secondi classificati, dopo la vittoria contro l'esuberante Peterborough. Dicevo, era la giornata degli eroi: nel web impazzava oggi la notizia del pilota polacco, il cui prodigioso atterraggio (con un aereo senza ruote, clamoroso!) ha salvato la vita di 230 persone. Qualcosa di meno lampante ma di ugualmente significativo ha fatto invece Billy Sharp, attaccante del Doncaster, che, a pochi giorni dalla morte del figlioletto, ha trovato la forza per scendere in campo, segnare e dedicargli il gol. Straordinario.