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domenica 9 settembre 2012

Novara, Tesser: "In attacco a Cesena ci saranno Gonzalez e Piovaccari"


Attilio Tesser, allenatore del Novara, nel corso della conferenza stampa prepartita, ha svelato la probabile formazione che schiererà per la trasferta di Cesena, nel match serale tra le due retrocesse che chiuderà il programma del week-end di Serie B.
Ecco alcune delle sue parole riportate da tuttonovara.it:
"Ho qualche dubbio di formazione: ritorna Alhassan sulla sinistra, con lui in difesa, davanti a Kosicky, ci saranno Ghirighelli, Lisuzzo e Bastrini. In mezzo Marianini, Buzzegoli, Parravicini, poi Lazzari dietro a Gonzalez e Piovaccari, anche se Mehmeti si sta giocando le sue carte".


sabato 10 marzo 2012

Poco balsamica la Samp, ma il pareggio non è da buttare

Non è un altro scialbo 0-0. Anzi, la partita ha saputo regalare delle emozioni nonostante Romero e Pominiabbiano saputo mantenere, senza troppi problemi, il clean sheet. Ma probabilmente la partita non è valsa lo stesso l’attesa, spasmodica, con cui il pubblico doriano aveva pregustato questo match, battezzandolo, giustamente, come l’imprescindibile crocevia da cui il “sogno” Playoff doveva passare. Ed è già una gioia, indipendentemente dal risultato, commentare una partita vissuta con l’entusiasmo e le speranze di una volta.


Dopo il pareggio a reti bianche ottenuto al Braglia di Modena, la Sampdoria non pare aver ancora imboccato una strada decisiva nel bivio tra la fruibilità dell’opportunità dei Playoff e il mesto ripudio delle speranze di gloria, ma ha fatto comunque timidi passi avanti rosicchiando un punto sul Varese, clamorosamente caduto in casa contro l’Empoli. Oggi la Sampdoria ha replicato, seppur in maniera meno consistente, i progressi avuti da un po’ di tempo a questa parte, anche se puntualmente incombeva l’orrido timore di subire reti, tipico dei match di trasferta, ogni qualvolta il Sassuolo prendeva coraggio e si affacciava dalle parti di Romero. Non trascurabile è indubbiamente il peso specifico dell’assenza di Obiang che ha naturalmente privato il centrocampo del proprio leader emotivo e tattico, costretto a sorreggersi sull’inedito duo Munari-Renan, scarsamente complementare e infatti poco incisivo. L’inizio è stato sempre lo stesso: alacri e scattanti, i blucerchiati hanno però dato, ancora una volta, l’impressione di essersi giocate tutte le cartucce prematuramente, calando nettamente d’intensità col passare dei minuti. In particolare, la Samp sembrava accusare la scarsa incisione di Eder nel possesso palla e l’eccessiva discontinuità che caratterizzava le giocate di Foggia, poi sostituito da un Juan Antonio tecnicamente più laconico del solito.

Il secondo tempo inizia con la criptica sostituzione che ha portato in campo il prestante ma macchinoso Pellè al posto di un Eder che iniziava a galvanizzarsi e a spaventare Pomini. Il diktat “palla lunga e pedalare” che ha, per mesi, dominato la scena blucerchiata ha così colto la sua consacrazione con l’innesto dell’ex Cesena, il quale, pur riuscendo nella maggior parte dei casi a prevalere fisicamente e ad ottenere il pallone, faticava a ridurre i tempi delle sue giocate, finendo molto spesso col regalare palla agli avversari. L’estroso Boakye, che avrebbe pagato più di un euro per fare un gol alla Sampdoria ed entrare nelle grazie dei tifosi genoani (avendo appunto cartellino rossoblù), sfiora la rete del vantaggio, così come pochi minuti prima aveva fatto Sansone. Il finale, comunque, si tinge di blucerchiato con un arrembante ma asfittico forcing, concluso dal triplice fischio di un imperfetto Ciampi. Il pareggio non era probabilmente l’esatto epilogo con cui le migliaia di doriani pervenuti a Modena speravano finisse il match, ma conserva comunque la propria utilità in vista della sconfitta interna del Varese, che mantiene vive le speranze dei blucerchiati. Speranze che non possiamo permetterci di abbandonare, ma che anzi dobbiamo coltivare assiduamente finchè l’aritmetica lo permette.

lunedì 31 ottobre 2011

Il calderone della domenica

Ricavare deduzioni generali non è sempre così facile. Non aspettatevi, quindi, titoloni altisonanti nè collegamenti stilosi. Ieri, il pacchetto dei match in programma non era così abbondante, tant'è che in Inghilterra si son giocate solo 2 partite. Eppure, è bastato per far capire che Udinese e Lazio, nonostante l'assillante impegno europeo (da cui, immagino, vorranno svincolarsi al più presto), sono qualcosa di più dei semplici fuochi di paglia stagionali. Lotteranno per lo scudetto? Questo è da vedere, perchè il campionato è lungo e tortuoso e a un certo punto entrano in causa le variabili relative a infortuni e completezza della rosa. In quest'ultimo aspetto, entrambe hanno dimostrato di essere decisamente all'avanguardia, penso alla doppia amichevole (a Villareal e a Formia) che i biancocelesti giocarono a luglio contemporaneamente proponendo due formazioni  di assoluto livello, mentre per i friulani è bastevole ricordare la batosta inflitta all'Atletico Madrid in Europa League quando in campo c'erano soprattutto seconde linee. Viste le difficoltà patite sin ora dall'Inter e parzialmente dal Napoli, è verosimile che possano frequentare con assiduità i piani alti della classifica. Piani alti che difficilmente vedrà il Cesena, perdente anche a Parma ma che però si è finalmente sbarazzata di Giampaolo, un'ottima notizia per loro così come per tutto il calcio italiano. Continuo ad ignorare cosa abbia fatto di eccezionale nella sua carriera l'allenatore ex-Cagliari per meritarsi così tante opportunità nella massima serie. Scricchiola anche Di Francesco che, ieri, non riesce a battere il Novara ma che, anzi, dovrà al più presto garantire del buon olio pugliese al Sig.Romeo, il cui arbitraggio clemente nei confronti dei leccesi ha sbarrato al Novara le porte della vittoria e a uno dei miei calciatori preferiti, Meggiorini, quelle di un gol assolutamente sensazionale annullato per fuorigioco inesistente. Sannino e il Siena gioiscono nel match inaugurale ieri: un bel 4-1 inflitto al Chievo e l'ennesima dimostrazione della bravura e dell'oculatezza con cui questa squadra è stata assemblata dalla retrocessione in poi (Sensibile, prenda nota). Passiamo al Derby di Londra: ieri il Tottenham ha veementemente inserito il proprio nome nel lotto dei protagonisti per questo campionato aggiungendosi ad altre 4 (forse 5, considerando l'ottimo momento dei Gunners) squadre più o meno dello stesso livello (City a parte) che quest'anno sicuramente ci faranno divertire. Una prestazione eccezionale degli Spurs che chiudono la pratica Rangers nel primo tempo, coadiuvati da prestazioni raccapriccianti come quelle di Taarabt (non gioca da un mese e mezzo di fatto) e Barton (trasferta al Molineux a parte, ha sempre faticato con i SuperHoops fin ora). Nel secondo, un lieve black-out dei padroni di casa ha permesso al QPR di accorciare le distanze con Bothroyd. Un grandissimo gol di Bale, incontenibile (finalmente!) fissa il punteggio sul 3-1. Adebayor, impeccabile fin ora col Tottenham ha invece faticato ieri, forse è stato intimidito da Marianella? Può darsi. Intanto, Barton, a fine partita su Twitter, con estrema sportività, riempie di elogi Luka Modric, definendolo, per distacco, il miglior giocatore della lega. Un tantinello esagerato, ma non troppo.