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venerdì 14 settembre 2012

Braglia su Zaza: "Una delle più forti punte da me mai allenate"


Dopo un inizio di campionato decisamente tormentato la Juve Stabia è attesa dall'ostica trasferta di Novara. Non solo su questo si è concentrata l'attenzione di Piero Braglia, mister delle vespe, che nella consueta conferenza stampa pre-partita ha espresso il proprio giudizio in merito a diversi giovani da lui allenati, tra cui Simone Zaza. Ecco cosa riporta stabiachannel.it su quanto detto riguardo l'attaccante lucano:

"Anche Zaza sta facendo bene, per me è tuttora una delle punte più forti da me mai allenate, l'anno scorso ho dovuto scegliere se mandar via lui o Raimondi perché assieme creavano troppo scompiglio. Ho rinunciato a lui per lo scarso contributo garantito nel girone di andata. Deve esser meno sfrontato, narcisista e menefreghista, se lo capirà sfonderà davvero"

venerdì 9 dicembre 2011

Quattro

Quattro. Come i pareggi della Samp alla guida di Iachini, come i voti che molti dei nostri per quanto fatto stasera meriterebbero.Nemmeno oggi è arrivata la vittoria, e anzi, solo un'improvvisa dimostrazione di carattere ha costretto la Juve Stabia a un pari, tutto sommato, immeritato. Le vespe hanno, soprattutto nel primo tempo, dominato in lungo e in largo la partita dando prova di quella fluidità, di quella sinergia tra i reparti ma soprattutto di quel lodevole spirito di abnegazione, che tanto servirebbero alla Sampdoria.
I blucerchiati non ci sono, la metamorfosi tanto agognata tarda clamorosamente ad arrivare e, a quanto pare, nemmeno Iachini è riuscito a mutare uno status quo che appare cristallizzato da più di qualche mese. L'ex mister del Brescia pare essere infatti eccessivamente legato alle esigenze tattiche del 4-3-3 ignorando certezze che speravamo fossero già abbastanza chiare: per iniziare Bertani così lontano dalla porta non è di alcuna utilità alla squadra perchè fatica tantissimo ad entrare nel vivo della manovra. E i suoi spunti sporadici nelle poche volte in cui è stato messo in condizione di giocare il tipo di calcio che preferisce, e cioè in posizione frontale rispetto alla porta, dimostrano quanto diverso sia l'apporto che potenzialmente il piemontese è in grado di garantire. Eppure anche oggi, nonostante le opache prestazioni di Reggio e Bari, Iachini ha confermato la sua scelta posizionandolo ad oltre 30 m dalla porta difesa da un ottimo Colombi. Punto n.2: nelle prime apparizioni di Iachini, il buon senso ci aveva suggerito di non criticare la scelta di schierare Dessena dall'inizio, in quanto per il mister era normale prendere in considerazione, in un così complicato periodo, il pedigree e l'esperienza piuttosto che la bravura effettiva sul rettangolo di gioco. Alla quarta panchina, ostinarsi però nel lanciare in campo Dessena s'è rivelato un assoluto abominio. L'emiliano è il vero cancro di questa squadra: protagonista silenzioso del raccapricciante scempio sampdoriano iniziato l'anno scorso che ha tristemente accompagnato i fallimenti sampdoriani senza che nessuno realmente se ne accorgesse e se ne sbarazzasse (tolto Atzori, che almeno qui c'aveva visto benissimo). Gli inadempimenti tattici dell'ex Parma appaiono limpidi: zero pressing, corsa a vuoto e ovviamente una quantità astronomica di palle perse. Resta da capire quello che Iachini vede in lui ma soprattutto il motivo per cui venga preferito al più giovane e forte Obiang, il quale è sicuramente poco adeguato per caratteristiche a comporre il terzetto di centrocampo ma resta, in virtù di un repertorio enormemente superiore, preferibile a Dessena. Aldilà della sua prestazione è l'intero meccanismo nevralgico che preoccupa e non poco. Del tutto inconsistente, il centrocampo sembra mancare di un uomo di personalità e bravura tecnica capace di ricevere e smistare palloni lubrificando la fase offensiva. No, Palombo non è quel tipo di giocatore: ormai anche a livello di cuore e personalità sembra del tutto passivo. A livello difensivo, la linea verde proposta (anche per necessità: mancava Gastaldello e per fortuna Accardi è rimasto a sedere) desta qualche perplessità: Rossini e Volta sono troppo irruenti ed inesperti per giocare fianco a fianco. Lo svizzero in realtà, tolto qualche errore, si è comportato egregiamente confermando i progressi di Reggio Calabria: buoni i mezzi tecnici oltre che i movimenti e i posizionamenti difensivi. Non si potrebbe dire lo stesso di Volta per il quale l'involuzione degli ultimi mesi assume proporzioni sempre più ampie. Costa e Rispoli troppo confusionari e di nessuno aiuto a Foggia che, come al solito ha predicato nel deserto, e Bertani. Ricapitolando, non c'è stata quella reazione proclamata alla vigilia. Solo il gol nel finale di Pozzi e qualche fischio sospetto dell'arbitro Baracani che ha ingiustamente privato la Juve Stabia di almeno un rigore, permette alla Sampdoria di uscire imbattuta da Marassi. Dietro al misero punto guadagnato in classifica si cela in realtà l'ennesima prestazione desolante che richiederebbe cambiamenti immediati di rotta. Ma, ormai, ci siamo anche stancati di dirlo.

Potete leggerlo anche su Sampbook: http://www.sampbook.com/blog/09/12/2011/quattro/
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