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domenica 11 novembre 2012

Newcastle, Shola Ameobi convocato dalla Nigeria


Nonostante il suo passato nell'Inghilterra Under-21, Shola Ameobi ha deciso di giocarsi le sue carte con la nazionale nigeriana, rispondendo alla prima convocazione della Nigeria a ben 31 anni. L'attaccante del Newcastle, che è partito titolare nelle ultime apparizioni dei Magpies, giocherà a Miami il 14 Novembre contro il Venezuela. Tra gli "inglesi" che prenderanno parte all'incontro ci sono anche John Obi Mikel, autentica colonna del centrocampo delle Super Eagles e Victor Moses.

giovedì 18 ottobre 2012

Newcastle, Ranger: 12 mesi per aggressione


Ha dell’incredibile la vicenda di cui è stato protagonista (poco più di un anno fa) Nile Ranger, giovane prospetto dell’Academy del Newcastle, messosi in luce l’anno scorso con la maglia dello Sheffield Wednesday. Il 21enne londinese è stato condannato per aver aggredito due poliziotti la sera del 27 agosto 2011. La pena corrisponde a 12 mesi con la condizionale più un indennizzo di 750 pounds da pagare a ognuno dei due poliziotti lesi.

domenica 6 maggio 2012

City, una mano sulla Premier

La penultima giornata di Premier League riassume alla perfezione i contenuti di un campionato assolutamente spettacolare pur nel suo complessivo abbassamento di livello rispetto alle edizioni degli anni passati. I risultati in Europa, esaltante parentesi di Di Matteo e soci esclusa, documentano infatti quello che è un fisiologico, ma non estremamente preoccupante, calo di qualità del calcio inglese, che resta però straordinariamente avvincente. Il City oggi, era all'ultimo ostacolo verso il tanto agognato titolo, aspettato ormai da 44 anni. Di fronte c'era il temibile Newcastle del sorprendente Papiss Cissè e di tutti gli altri interessanti elementi che hanno reso la squadra di Pardew un'autentica macchina da guerra. Si giocava al St James' Park (ribattezzato SportsDirect Arena per ovvie ragioni di profitti economici), e il match aveva tutta l'aria di essere una partita forse persino più ostica del Manchester Derby giocato pochi giorni prima, visti i convinti aneliti europei dei supporters di Newcastle-upon-Tyne. Le preoccupazioni dei Citizens si sono mostrate infatti più che fondate, come testimonia il nevrotico equilibrio dei primi 45 minuti di gioco. E' servita un'invenzione di Yaya Tourè, proprio il vecchio martoriato (mediaticamente) ivoriano per le sue scarse (o presunte tali) abilità balistiche, che ha battuto l'ottimo Krul con una conclusione chirurgica. A raddoppiare è stato sempre il fratello del meno alto e dotato Kolò. Inutile dire quanto positivamente influisca di quello che probabilmente è stato l'unico vero merito tattico di Mancini nella sua quasi triennale esperienza britannica, che ha avuto l'intuizione di ricamargli una posizione ad hoc per i suoi mezzi fisici e tattici, posizionandolo da trequartista atipico, ruolo che Yayà ha ricoperto con lodevole brillantezza. Il malumore dei tifosi di casa è stato addirittura alimentato del clamoroso pareggio raggiunto dal Tottenham (in 10) al Villa Park, contro i disastrati Villans (a un pericoloso ma non estremamente preoccupante +3 sulla zona retrocessione). Per i Magpies diventa dunque fondamentale espugnare il Goodison Park, e sperare nelle poco attendibili sconfitte di Tottenham (che sfida in casa il Fulham) e Arsenal (impegnato al The Hawthorns, contro il WBA). L'affollata zona-Champions non è l'unica a regalare spettacolo assoluto agli appassionati di Premier, molto agitata e convulsa è anche l'atmosfera che si respira dalle parti basse della classifica. Ne sanno qualcosa le ormai cagionevoli coronarie dei tifosi del QPR, che a un minuto dalla fine del match, già si prefiguravano l'apocalittico scenario della retrocessione, con il Bolton in vantaggio sul WBA e un match in casa ancora da sbloccare contro l'ostico Stoke City. A risolvere tutto (o quasi) sono stati Cissè e Morrison, il primo trova l'insperato gol del vantaggio a Loftus Road mentre il secondo pareggia clamorosamente al Reebok Stadium, dove il Bolton è riuscito a dilapidare un vantaggio di ben 2 reti. La classifica adesso vede dal diciottesimo posto in su: Bolton (35), Wigan (37, con una partita in meno da giocare contro un Blackburn ormai quasi matematicamente condannato alla Championship), QPR (37) e Aston Villa (38). Insomma, mettetevi comodi, chiamate gli amici e andate a comprare i pop-corn, perché c'è ancora da divertirsi...

sabato 21 gennaio 2012

A volte ritornano...

Il 21 gennaio raccoglie sensazioni ed opinioni diverse in Inghilterra. C'è chi ne esce soddisfatto (è il caso di QPR, Fulham, Sunderland ma anche di Brighton e Birmingham City, che ottengono vittorie importantissime), c'è chi invece, ne esce storcendo il naso, quasi disgustato (penso a Pardew che a Craven Cottage aveva pregustato i 3 punti dopo lo splendido gol di Guthrie, prima di prenderne 5 in pochi minuti). Il 21 gennaio di calcio inglese è un po' tutto questo, ma molto altro ancora. E' il giorno di vittorie sorprendenti (il trionfo del WBA al Britannia lo è), e di dure sconfitte (quella del Forrest ad Upton Park rischia di allontanare ulteriormente il Nottingham dalla Championship). E' stato però, soprattutto, il giorno di Robbie Keane, un ritorno straordinariamente decisivo per le sorti dell'Aston Villa che trionfa in un rocambolesco quanto spettacolare derby delle Midlands. L'irlandese era arrivato da Los Angeles in prestito col nobile proposto di dimostrare di avere ancora molto da dare al calcio inglese e di continuare una storia che non poteva concludersi con la clamorosa retrocessione al West Ham lo scorso anno. La splendida impressione destata da Keane in allenamento l'aveva lanciato in cima alle preferenze di McLeish, che una settimana prima gli aveva concesso dieci minuti di passerella nel pareggio contro l'Everton. Quella di oggi era la prima da titolare per l'irlandese, proprio in quel Molineux Stadium dove aveva mosso i primi passi e s'era sin da subito imposto come uno dei più grandi prospetti del panorama britannico. A distanza di ben 13 anni, Keane è ancora protagonista. E pensare che il match s'era messo bene per il Wolverhampton, quando prima con un ritrovato Kightly (finalmente a grandi livelli dopo l'infortunio che ne aveva drasticamente frenato il rendimento) e poi con Edwards aveva rimontato il gol su rigore di Darren Bent. Tutto questo era successo in un primo tempo assolutamente ineccepibile in quanto a spettacolo ed emozioni, dominato prima dai Villans e poi dai Wolves. Il pareggio la squadra di McLeish lo trova ad inizio secondo tempo, quando proprio Robbie Keane pesca il jolly trafiggendo un Hennessey non impeccabile. Il match procede estremamente ricco di emozioni, ma la tensione e un pizzico di stanchezza iniziavano ad incalzare e rendevano il pareggio un'eventualità sempre più verosimile. E' però Henry (non Thierry, ma il meno talentuoso e famoso Karl) a riscrivere il copione della partita, maltrattando vergognosamente Albrighton prima di sferrargli un duro colpo di tacco in pieno petto. L'arbitro Oliver reagisce come diversamente non poteva, e cioè sfoderando il rosso e mandando Henry sotto la doccia a riflettere sulla sciocchezza commessa. L'inferiorità numerica aveva inevitabilmente costretto il Wolverhampton a una strenua opposizione difensiva contro un Aston Villa che invece acquisiva sempre più fiducia e convinzione. I Villans trovano il gol all'84' con un tiro semplicemente fantastico di Robbie Keane, che lambisce prima la traversa e si deposita poi tra i pali difesi da un incolpevole Hennessey. Nessun esultanza, nessun accenno di gioia dal suo body language: aver soffocato una così importante soddisfazione personale per rispetto dei suoi ex tifosi sintetizza alla perfezione la grandezza di un calciatore abituato a parlare coi gol, professionale sempre e testardo nel voler zittire le voci che lo davano ormai per bollito. Che abbiano ragione o meno, c'eri mancato, Robbie.
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sabato 24 dicembre 2011

Boxing Day- il calcio non si ferma

Nostalgia del calcio? Don't panic, gli inglesi hanno pensato anche a questo. L'attività calcistica britannica non si fermerà ma anzi s'intensificherà ulteriormente con serie di match incredibilmente ravvicinate. A quel proposto tipico dell'essenza del Natale, di rivalutare pietre miliari come l'amore, la famiglia, il focolare domestico, in Inghilterra è unita l'insaziabile brama di football, un valore che per gli inglesi segue la scia di quelli prima citati. E' quindi proprio durante il periodo natalizio che è possibile cogliere appieno la magia e la tradizione del football britannico, per quanto i petroldollari cerchino in tutti i modi di svilirle. Il cardine del fitto ciclo natalizio del calcio britannico, sia a livello passionale che per una questione di mera ricchezza del palinsesto, è inevitabilmente il Boxing Day, giorno in cui oltre a scartare i regali si è soliti, in nome di una tradizione secolare, guardare partite di calcio.
Il 26, di fatto, scenderanno in campo tutti i campionati britannici e la Premier League per l'occasione offrirà ben 7 match, con tanto di posticipo serale. Si parte da Stamford Bridge, con Chelsea-Fulham, si procederà con match non particolarmente spettacolari sulla carta (Liverpool-Blackburn, WBA-Man City e Man Utd-Wigan hanno tutta l'aria di essere partite già decise) fino all'incontro serale tra Stoke City e Aston Villa. Partite potenzialmente divertenti in realtà ci sono e sono essenzialmente due, prive però di copertura televisiva in Italia, riservata unicamente agli "esaltanti" match di Liverpool, Man Utd, Man City e Chelsea. Ma non c'è da disperarsi: saranno facilmente rintracciabili in streaming. Eccole:

SUNDERLAND-EVERTON- Il buono stato di forma mostrato dalle due squadre nelle ultime uscite sembra essere indice di una partita ricca di gol e spettacolo. Il Sunderland è parso rinsavito dopo l'avvicendamento di Martin O'Neill sulla panchina dei Black Cats: due vittorie e una partita persa col Tottenham che fa poco testo: White Hart Lane per come stanno giocando Bale e compagni è diventato qualcosa di molto simile a una fortezza. In particolare, la rocambolesca vittoria a Loftus Road offre spunti molto confortanti a O'Neill per la tenuta psicologica prima ancora che fisica e tecnica della squadra. I Toffees, invece, aspettando Donovan che sbarcherà a Liverpool il 4 gennaio, hanno trovato parzialmente il sorriso dopo il risicato successo sullo Swansea. Moyes sembra aver riottenuto la fluidità tipica del sistema di gioco che ha impiantato nel team della Merseyside, ma deve fare ancora i conti con i problemi relativi al suo attacco: l'Everton con solo 17 reti all'attivo ha il terzo peggior attacco della Premier. Nel dato ha una forte influenza l'evidente assenza di un centravanti prolifico, un problema con cui Moyes è costretto a convivere da tanto, troppo tempo. La rapidità e l'efficacia nel contropiede di giocatori come Coleman e Drenthe rende comunque la compagine diretta dal manager scozzese un osso duro anche in trasferta.


BOLTON-NEWCASTLE- Al Reebok Stadium va di scena l'affascinante incrocio tra la grande delusione e la grande sorpresa di quest'inizio di stagione: il Bolton e il Newcastle. Lo stato di forma dei due club è paradossalmente diverso dalle aspettative di qualche settimana fa: la vittoria a Blackburn ha dato un minimo di fiducia a Coyle mentre il giocattolo di Pardew inizia a scricchiolare dopo qualche sconfitta di troppo. Il successo a Ewood Park ha ridato speranza ai Wanderers, le cui possibilità di salvezza son ben lungi dall'essere compromesse. Per il Bolton restano evidenti le lacune offensive con Klasnic ma soprattutto N'Gog che stanno clamorosamente deludendo le aspettative. A Newcastle prende invece sempre più piede la convinzione corale che l'unico elemento degno del piazzamento attuale della squadra sia Demba Ba, la cui vena realizzativa non accenna a placarsi. Il Reebok Stadium potrà essere il teatro ideale per i Magpies per provare ad invertire il trend e a tornare a vincere. Il match, qualunque sia l'esito, sarà un'importante cartina al tornasole per appurare le effettive possibilità di Bolton e Newcastle di raggiungere i propri obiettivi, rispettivamente salvezza e piazzamento europeo. Lo spettacolo è assicurato.

Insomma, chi cercava una valida alternativa alla noia da facebook e divano è accontentato.



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mercoledì 21 dicembre 2011

Tanti gol sotto l'albero

A Natale si è tutti più buoni, si sa. Ma che il recupero della prima giornata di campionato, rinviata per via del tanto discusso sciopero dei calciatori, sarebbe stato così buona in termini di gol, era cosa difficile da pronosticare per chiunque. Ventotto, addirittura, i gol siglati nelle 8 partite disputate stasera. A fare più rumore è inevitabilmente la sonora batosta incassata da Malesani a Napoli, l'1-6 subìto adesso spinge gran parte della tifoseria rossoblu a chiedere la testa dell'ex allenatore del Bologna. Altrettanto sconcertante il verdetto dell'Atleti Azzurri d'Italia che ha premiato i padroni di casa, i quali s'impongono sul Cesena con il risultato di 4-1, una scorpacciata di gol che pochi si sarebbero aspettati. Nessuno, tra i pochi e più che tranquilli tifosi del Parma presenti al Tardini stasera, avrebbe potuto invece credere che i gialloblù, avanti 3-1, non sarebbero riusciti a portare a casa i 3 punti. E invece al Tardini ecco il secondo 3-3 di fila, complici le reti di Lodi e Catellani che garantiscono a Montella un Natale quantomai sereno. A proposito di pareggi rocamboleschi, il Novara ha rimontato due reti al Palermo, grazie ai centri di Mazzarani e Rigoni, ma soprattutto all'ennesima sciocchezza di Ilicic, che con un espulsione assolutamente evitabile ha privato i rosanero del loro uomo più prezioso. Un talento esuberante, a tratti prorompente, che non riesce ad affermarsi del tutto a causa degli evidenti limiti caratteriali da cui è accompagnato. Meno rocambolesco il pareggio dell'Olimpico, dove la Lazio porta a casa un punto soprattutto grazie ai miracoli di San Bizzarri. Trova la vittoria invece l'Inter, nonostante il timore iniziale suscitato dalla rete di Muriel e dai ben 4 pali colpiti e infligge un doloroso 4-1 al Lecce, che resta il fanalino di coda della classifica. Non troppo migliore la situazione del Bologna di Pioli, che perde in casa dalla Roma. Sembrano essersi definitivamente placate le voci avverse circa il futuro di Luis Enrique, il quale riceve invece elogi dopo un'ottima performance, in cui iniziano a ravvisarsi in maniera concreta e tangibile i tratti del suo scintillante credo tattico.
Si è giocato anche in Premier League, in quello che è stato un mercoledì sera assolutamente appagante in quanto a spettacolo. City e United vincono senza troppi problemi contro Stoke e Fulham, mentre l'Arsenal espugna Villa Park grazie a un gol di Benayoun. Tempi duri per il Newcastle di Pardew, che perde in casa dal West Bromwich, che si conferma squadra estremamente temibile in trasferta. Altrettanto difficile è la situazione del QPR, che esce sconfitto da Loftus Road contro il Sunderland: ora Warnock inizia davvero a vacillare. Dopo il doppio vantaggio accumulato dai Black Cats, le cose sembravano essersi messe bene per Warnock quando i Rangers avevano trovato il pareggio segnando prima con Helguson e poi con Mackie. E' un gol incredibilmente fortuito di Wes Brown, che non segnava da 3 anni, a garantire altri 3 punti per Martin O'Neil, il cui impatto sulla panchina una volta occupata da Bruce è stato fin ora sorprendentemente prolifico.
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sabato 17 dicembre 2011

Insoliti protagonisti

Jordan Rhodes, protagonista della giornata
In campo oggi non è scesa nessuna delle prime 5 di Premier League, eppure per gli appassionati di calcio inglese c'è stato eccome materiale per dilettarsi. Prima di narrare le vicende delle 10 squadre impegnate in Premier League quest'oggi, credo sia opportuno riservare qualche riga al match più bello della giornata, che fa capo a una realtà (quella della League One) che spesso passa colpevolmente inosservata, ma che per spettacolo offerto non varrebbe meno di campionati molto più idolatrati. Si tratta della partita tra Sheffield e Huddersfield, che per posizione di classifica, atmosfera e credo tattico dei rispettivi allenatori si preannunciava già alla vigilia più che spettacolare. Il Wednesday si presentava alla sfida con un invidiabile ruolino di marcia tra le mura amiche dell'Hillsborough (otto vittorie e due pareggi, nessuna sconfitta) mentre l'Huddersfield dopo ben 43 partite senza sconfitte, con cui aveva frantumato il precedente record del Forrest di Clough, la cui striscia d'imbattibilità contava 42 partite, aveva perso prima col Charlton e poi col Bournemouth. Pareva aver cambiato rotta la squadra di Lee Clark quando Rhodes aveva siglato una doppietta portando in vantaggio gli ospiti. Gli Owls però non sono rimasti a guardare e, prima col mastodontico Rob Jones e poi con Johnson, hanno trovato la via del gol. Il primo tempo si era concluso sul 2-2 e nessuno dei copiosi spettatori dell'Hillsborough avrebbe potuto dirsi annoiato. Non sapevano che quel primo tempo non si trattasse che di un antipasto di quello che sarebbe stato lo scoppiettante proseguo del match. Ben Marshall e la punta O'Grady portano in vantaggio gli Owls: è 4-2 e nessuno sembrava poter privare i tifosi dello Wednesday della prospettiva di una rimonta assolutamente epica. Rhodes però, non sembrava pensarla così e al 77' completa la tripletta accorciando le distanze per l'Huddersfield. Non finisce qui: Rhodes decide di entrare nella storia e segna ancora fissando il punteggio sul 4-4: questo l'epilogo di una partita assolutamente memorabile. Non si può usare lo stesso epiteto per il match del St James' Park (ufficialmente la "Sports Direct Arena" da qualche settimana; una mossa, quella del cambio di nome, che ha garantito non pochi quattrini alla proprietà dei Magpies) dove il Newcastle sfidava il Swansea per uscire da un periodo non particolarmente positivo (3 sconfitte e 1 pareggio nelle ultime 4). In realtà, anche per via delle numerose assenze tra le fila dei ragazzi guidati da Pardew, per il Newcastle s'è rivelato molto più ostico del previsto avere la meglio dello Swansea, che ha portato a casa un onesto 0-0. Era sceso in campo anche Santon, la cui prestazione di certo non passerà alla storia (come ingannevolmente avrà provato a farvi credere Roggero) però di certo potrà aiutarlo a ricucirsi un ruolo importante tra i piani di Pardew. Male invece l'altro giovane, Sammy, il fratellino del più noto e prolifico Shola Ameobi, che per quanto simpatico ha dato prova dei suoi limiti anche nello scampolo concessogli quest'oggi.
Nelle zone basse della classifica le sconfitte di Blackburn e Bolton rischiano di essere particolarmente deleterie per i rispettivi cammini in campionato. La squadra di Kean (ma quando lo cacciano?) perdendo 1-2 in casa dai Baggies di Hodgson resta penultima in classifica, mentre il Bolton colleziona l'ennesima sconfitta perdendo anche a Craven Cottage: Coyle adesso rischia seriamente per la sua panchina. Non rischia affatto invece Tony Pulis, che anzi meriterebbe un monumento dalle parti del Britannia Stadium. La straordinaria squadra che ha messo su con rara sapienza tattica e maestria nello scegliere i giusti interpreti, si conferma temibilissima anche in trasferta. Al Molineux trionfano i Potters anche grazie al clamoroso errore di Hennessey, che al primo tiro in porta dello Stoke si dimostra un portiere dalle dubbie qualità non riuscendo a respingere il calcio di punizione battuto da Huth e deviato da Doyle. A segnare la sconfitta del Wolverhampton ci pensa Crouch, ovviamente di testa, su un ottimo cross di Pennant.
Arrivati ormai in prossimità di Natale, il bilancio della squadra di Pulis è più che positivo, con un ottavo posto in campionato e un doppio incontro tutto da giocare agli ottavi in Europa League contro il Valencia. Considerando il materiale a disposizione, non proprio un pessimo risultato per Pulis. 

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domenica 27 novembre 2011

Gary Speed R.I.P.

Da raccontare ci sarebbero diverse cose. A partire dal trionfo con cui l'Inter pare essersi definitivamente lasciata alle spalle la crisi, oppure dall'ennesima vittoria del Palermo tra le mura amiche. Ma, purtroppo, oggi c'è qualcosa di ben più grave da ricordare. Gary Speed si è tolto la vita, è stato trovato impiccato nel suo appartamento. Non ci si potrebbe credere guardando la sua apparizione ieri sera a Football Focus della BBC, dov'era parso sorridente, pacato, straordinariamente competente in materia calcistica come al solito. Addirittura Robbie Savage, suo grande amico nonchè ex compagno di squadra tra le fila del Galles, rivela, incredulo, di averlo sentito al telefono ieri sera e di averci riso e scherzato insieme parlando di calcio, ballo e donne, come sempre. Aveva 42 anni, con una gloriosa carriera da calciatore da poco conclusa e un'altra, quella da allenatore, iniziata con premesse e prospettive più che rosee. Prima centrocampista centrale nel più degno stile british, poi estroso manager pronto a rivoluzionare il volto della nazionale gallese. Pensare che un uomo così tanto apprezzato e stimato per quello che faceva potesse anche solo sfiorare un'idea del genere fa rabbrividire ma allo stesso tempo fa riflettere su quanto oscura e cupa possa essere l'esistenza anche nel più fortunato dei casi. Guardarlo sorridere, parlare di calcio e affermare fermamente il principio dell'uguaglianza anche nel calcio, in occasione della domanda su Chris Powell, il black manager del Charlton, infittisce il mistero della sua scomparsa. Penso non ci siano parole migliori di quelle di Tim Cahill per riassumere ciò che Gary Speed abbia rappresentato per il calcio inglese: "Gary Speed was the ultimate pro on and off the pitch". Uno dei pochi a non esser stati travolti dalla burrascosa ondata di soldoni e petrolieri vari che sta cancellando la reale essenza del football. Credo che parlare di calcio in momenti come questo, in giornate come questa non avrebbe alcun senso e anzi, dovrebbe far quasi vergognare.
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martedì 25 ottobre 2011

Player Of The Week: Junior Hoilett


Junior Hoilett
# 23

Nel calcio inglese, le fasce laterali sono ormai sempre più ignorate per via dell'incalzante fisicità che ha pervaso schemi e modi di giocare anche in Inghilterra e che incentiva esclusivamente il gioco per vie centrali. Eppure, squadre come il Blackburn Rovers continuano a proporre il mai desueto 4-4-2, con tanto di esterni offensivi, anch'essi un'assoluta rarità nel panorama britannico oggi giorno. E' in questo contesto che la forza di David Wayne Junior Hoilett, o più semplicemente Junior Hoilett, diventa assolutamente determinante. Veloce, sgusciante, funambolico nel dribbling: il canadese non è effettivamente che la copia sputata di Wright-Philipps (o se preferite, di Aaron Lennon) con qualche centimetro in più d'altezza. L'esuberanza che mostra settimanalmente sul rettangolo di gioco è solo paragonabile alla folgorante iperattività che lo rendeva un asso in qualsiasi sport da bambino. Decise, saggiamente, di proseguire esclusivamente la carriera calcistica trasferendosi in Europa. Il Blackburn lo mise sotto contratto e, dopo due anni passati a giochicchiare tra Paderborn e St.Pauli, potè finalmente usufruire delle sue prestazioni sportive, grazie al permesso di lavoro finalmente garantitogli. Poco più che debuttante, guidò i Rovers alla vittoria nel match mozzafiato di coppa giocato contro il Chelsea nel Dicembre 2009. Dopo il rocambolesco 3-3, frutto del pareggio allo scadere siglato da Paulo Ferreira, sviluppatosi tra tempi regolamentari e supplementari è stato suo il rigore decisivo che garantì la vittoria al Blackburn. Poche apparizioni, e già i media lo accostavano ai più grandi club nazionali. Spettò al Blackburn troncare queste fastidiose voci: la società del Lancashire gli offrì un generoso contratto fino al 2012, che il talentuoso funambolo canadese accettò senza battere ciglio. No, non avete letto male: la scadenza del contratto di Hoilett è proprio il giugno 2012, non essendo (ad oggi) ancora stato sottoposto a mutazioni. Quindi, potrebbe rappresentare senz'altro un elemento di assoluto interesse per le prossime sessioni di mercato. Pare che il buon vecchio Pardew ci abbia già fatto un pensierino per rinfoltire il pacchetto esterni del Newcastle. Quello che è certo è che il talento nativo dell'Ontorio non sembra esattamente riluttante all'idea di trasferirsi altrove. Tant'è che ha espresso a chiare lettere l'obbligo d'inserire una sostanziosa clausola rescissoria qualora dovesse firmare il rinnovo, in caso, appunto, di qualche chiamata illustre. La prospettiva pare tutt'altro che remota. E' solo la terza stagione, questa che si appresta a giocare con la maglia dei Rovers, ma per la squadra dell'odiato (odiatissimo) Kean rappresenta già uno dei punti di riferimento nonchè il giocatore più talentuoso insieme all'argentino Formica. Con 21 anni e un bagaglio tecnico-tattico assolutamente raro in Gran Bretagna, Hoilett può sicuramente considerarsi uno dei talenti più appetibili per i top-club inglesi e non solo, in vista del prossimo mercato.

domenica 16 ottobre 2011

Zero Assoluto

Una giornata francamente disastrosa per il nostro calcio si chiude nel migliore dei modi: la Lazio e soprattutto Reja si riscattano dopo ben 4 derby persi di fila, prevalendo in quella che è stata una sfida davvero combattuta.  Ma andiamo con ordine, fatta eccezione per i gol di Ramirez e Acquafresca con cui il Bologna espugna il Piola di Novara, non c'è stato alcun goal nella sessione pomeridiana della settima giornata di campionato. Nessuno. Nemmeno in partite come Genoa-Lecce o Atalanta-Udinese che per gli scommettitori erano sfacciati inviti all'over. Grandi difese? No, pessimi attacchi: il problema che da qualche anno a questa parte affligge il nostro calcio. Ed è anche questo il motivo per cui le squadre che stasera si sono battute esibendosi in un match davvero spettacolare non sembravano italiane. E non lo dico per il passaporto dei giocatori in campo quanto piuttosto per il gioco estremamente propositivo e offensivo che raramente possiamo apprezzare tra i desolanti stadi di Serie A. L'ironia della sorte è che i tifosi di Roma e Lazio non amano esattamente i loro allenatori e vorrebbero sbarazzarsene al più presto: per me invece il gioco che queste due squadre esprimono è tra i migliori della Serie A. Luis Enrique, grazie al sostanzioso aiuto economico di Di Benedetto, ha messo su una squadra niente male, impreziosita da diversi talenti di livello internazionale (Pjanic, Stekelenburg, Gago). Non stiamo per ora assistendo al proverbiale tiki-taka che l'ex trequartista del Barça spera di mettere in pratica, ma col tempo (che in una piazza come Roma, ahimè non potrà mai avere) potremmo assistere ad un calcio davvero ben fatto. Dall'altra parte invece, la squadra di Reja pare adatta soprattutto per l'Europa League in virtù della tanta esperienza internazionale che sgorga dai vari Cissè, Matuzalem, Klose, Cana. E non è affatto male come squadra. Stasera ha vinto soprattutto grazie all'espulsione di Kjaer e all'infortunio di Heinze che hanno chiaramente condizionato la partita. Però gente come Cissè (palo colpito dopo una conclusione eccezionale al volo di destro), Brocchi (si è procurato il rigore tra le altre cose), Lulic (migliore in campo per distacco, il terzino bosniaco) e soprattutto Klose (bomber come pochi che decide il derby capitolino) ha giocato davvero bene. Insomma una bella partita che chiude una giornata orrenda per il calcio italiano, necessaria però per le peculiari deduzioni di "esperti" come Mauro e Sconcerti che finalmente forse si saranno accorti della preoccupante penuria offensiva del nostro calcio. Nel resto d'Europa non è stata la stessa cosa: l'altro derby della giornata, quello di Sheffield, si chiude con un bel 2-2: gli Owls raggiungono a pochi minuti dal termine il doppio vantaggio delle Blades. Sempre in Inghilterra, stesso risultato per Newcastle-Tottenham mentre l'Arsenal, pur con qualche problema, prevale sul Sunderland grazie ad un Van Persie davvero sugli scudi. In Spagna intanto, continua la favola del Levante, sempre in testa insieme al Barcellona, grazie al 3-0 rifilato al Malaga. Per chiudere: in Bundes e in Premier non c'è stato alcun 0-0 in questa giornata, in Italia ce ne sono stati ben 5, qualcosa vorrà pur dire.