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martedì 19 giugno 2012

Da Piovaccari a Eder: la favola blucerchiata

E' andata esattamente come doveva andare. Risalire in A era il diktat imposto sin da subito dal popolo blucerchiato, l'innocente speranza con cui celare il sapore amaro lasciato da una retrocessione semplicemente apocalittica. I presupposti in effetti c'erano: il trio Sensibile-Bertani-Piovaccari rappresentava il top di quanto la scorsa stagione di B aveva offerto, e la scelta del mister, Atzori, per quanto criticata e mai pienamente accettata, sembrava potesse imprimere alla Sampdoria un trend giovanile e vincente. La proprietà ha investito tanto e oltre a Bertani e Piovaccari, sono arrivati Costa, Rispoli, Foggia, Bentivoglio, Castellini e dulcis in fundo Romero, la testimonianza più tangibile delle intenzioni societarie.


L'inizio, per la verità, è stato molto contratto, e dai pareggi iniziali, intervallati dai trionfi di Bergamo ed Empoli e dal roboante 6-0 inflitto al Gubbio, si è giunti ben presto all'interno di una fitta crisi di risultati, scaturita dalla clamorosa debacle interna contro il Torino, in un match di cui la Sampdoria aveva, per larghi tratti, dominato l'andamento. Gli esperti del settore iniziarono dunque ad aprire gli occhi e ad accorgersi che la squadra assemblata da Sensibile, per una lunga ed intricata serie di situazioni (in primis la presenza asfissiante dello zoccolo duro della Sampdoria disastrata della retrocessione) era ben lontana dall'essere una corazzata, criticando così quello stesso mercato che pochi mesi prima avevano promosso a pieni voti. Il fondo la Sampdoria l'ha toccato a fine ottobre: scendere in campo in un S.Francesco d'Assisi (di Nocera Inferiore) così scevro di tradizione calcistica sembrava essere un colpo sufficientemente grave per la storia della Sampdoria, e invece quello che si è dimostrato persino più tremendo è stato il risultato: un 4-2 che fa esaltare i tifosi nocerini e tremare la panchina di Atzori. Il tecnico di Colleferro trova acqua nel deserto con la vittoria contro il Crotone, ma la sabbia nella sua clessidra stava inesorabilmente terminando. E' la sconfitta interna contro il Vicenza che segna l'apice delle contestazioni e di una crisi di gioco e di risultati che accompagnava il cammino dalla Sampdoria da quasi un anno ormai. E' anche l'ultima partita di Atzori sulla panchina blucerchiata.


Esonerato Atzori, è Iachini a guadagnare il timone della traballante nave blucerchiata. Con il tecnico ascolano però, le cose non sembrano migliorare e il gap che divide la Sampdoria dai playoff è ancora piuttosto ampio. I tre pareggi iniziali non sembrano però preoccupare l'ex tecnico del Piacenza, che alla Sampdoria e ai suoi atterriti tifosi chiede solo una cosa: il tempo. La Sampdoria però perde a Pescara e inaugura il 2012 nel peggiore dei modi con il gol del sampdoriano Damonte che nei minuti di recupero designa la vittoria del Varese. Inizia un nuovo periodo di crisi e si ventila persino l'ipotesi di un ritorno dell'esile Atzori. Sensibile prende nota degli errori fatti in passato e li corregge mettendo in atto un totale processo di ricostruzione nel mercato di gennaio. Partono Bentivoglio, Accardi, Piovaccari e Dessena e giungono all'ombra della Lanterna oltre a Juan Antonio e Berardi, anche Pellè, Munari, Renan e, a seguito di estenuanti trattative, Eder. Ma soprattutto è partito Palombo, leader ed effigie dell’ultima decade blucerchiata, il cui impiego per ragioni tattiche e psicologiche limitava il resto della squadra.

La rimonta inizia con l'inaspettata vittoria di Padova, e prosegue anche dopo la sconfitta con il Torino, a seguito delle confortanti vittorie ottenute contro Verona ed Empoli. I playoff da utopia (a gennaio i punti dal sesto posto erano 11) diventano un obiettivo concreto a cui la Sampdoria punta con inesauribile fermezza. La squadra cambia totalmente volto: la manovra è adesso più fluida e l'estro di Juan Antonio e Foggia ben coadiuva il vigoroso centrocampo orchestrato dall'insostituibile Obiang e dagli ottimi Munari e Renan. La vera forza della Sampdoria di Iachini però, oltre ad una difesa sempre più solida ed inespugnabile, è l'attacco: Eder e Pozzi sono decisivi per la risalita della Sampdoria, ed è in particolare il cambio di marcia del brasiliano a determinare le ultime e decisive vittorie in campionato. La ciliegina sulla torta è la rete all'esordio di Mauro Icardi che permette alla Sampdoria di espugnare Castellammare di Stabia. La rimonta è compiuta, la Sampdoria si guadagna l'opportunità di giocarsi i playoff contro Sassuolo, Verona e Varese e si concede la passerella nelle ultime due uscite della regular season.


Alla trama mancava ormai solo il lieto fine per consacrarsi come favola. Quello la Sampdoria intendeva conquistarsela sul campo, coprendo ognuno di quei centimetri di cui Al Pacino parlava nel suo antologico discorso in "Ogni Maledetta Domenica", scongiurando un Rosenberg 2 con bravura e tenacia. No, la Sampdoria proprio non voleva sgretolare l'ennesimo sogno conquistato e costruito con così tanta fatica. Nulla ha potuto il Super Sassuolo di Fulvio Pea, la squadra che insieme a Pescara e Torino ha ininterrottamente dominato la Serie B, che si è dovuto arrendere all'umiltà e all'abnegazione di una Sampdoria scintillante all'andata ed eccessivamente sofferente al ritorno. Nemmeno il solido Varese di Maran ha sbarrato la strada alla Sampdoria, e ai colpi di Rivas e De Luca, i doriani hanno reagito col cuore, quello del capitano Gastaldello, che ha vissuto nel proprio elettrocardiogramma le gioie di Palermo, la delusione europea e la desolante retrocessione. E' lui a sancire la vittoria nell'andata ed è sempre lui nel ritorno ad erigere insieme al promettente Rossini un muro che nè Granoche nè Plasmati possono abbattere. Il finale era scritto: la Sampdoria stava correndo verso la A, tenace ed inesauribile proprio come Rispoli che, al 90' dell'ultima di una serie infinita di partite raccoglie le forze per un ultimo e decisivo sforzo prima di cedere il pallone a Pozzi. L'emiliano prende palla, guarda repentinamente Bressan: i cuori blucerchiati si fermano e accumulano l'insieme di sentimenti di una storia recente eccessivamente travagliata. Pozzi tira: è gol. I cuori tornano a pulsare e colorano l'Ossola di blucerchiato. Impazzisce anche il piazzale Kennedy così come le case, i salotti e i bar in cui ogni sampdoriano foresto seguiva con attenzione l'andamento del match. La Sampdoria è in A, è giusto così, ce lo siamo meritati.

Potete leggerlo su Sampbook

domenica 13 maggio 2012

Castellammare, la cronaca della trasferta



Difficilmente dimenticherò la partita di ieri. Ero partito con le peggiori aspettative in termini di risultato, sicurò però che mi sarei emozionato e divertito esattamente come accadde a Nocera Inferiore, nel giorno dello sciagurato 4-2 che decise il destino di Atzori.
Partito esattamente alle 7:30 da casa, per andare prima a Buccino e poi a Salerno, in compagnia del mio amico Mario, parmense di fede, venuto unicamente per divertirsi e farmi compagnia. Da Salerno arriviamo a Torre Annunziata via treno a mezzogiorno. Qui viviamo una delle scene che han concorso a rendere la trasferta indimenticabile. Un uomo, presumibilmente insano di mente, si avvicina a noi, chiedendoci in un modo abbastanza strambo cosa saremmo andati a fare a Castellammare. Da lì, iniziamo a parlare (o meglio, inizia a parlare, era simile a una radio: tu facevi una domanda e lui non smetteva un attimo di blaterare) e ci avverte riguardo i possibili problemi a cui avremmo potuto andare incontro allo stadio, profetizzandoci addirittura la morte. Il tipo, molto strambo ma innocente nelle sue paradossali affermazioni, m'intrattiene per tutto il viaggio Torre-Castellammare (un quarto d'ora più o meno) e riesce a scrollarmi di dosso tutto l'ottimismo e il morale che avevo per l'attesa del match (non perché credessi alle sue idiozie, eh). Arrivato a Castellammare, dopo qualche incomprensione, raggiungo Dany e il suo amico Antonio, con cui parlo amabilmente di calcio fino all'entrata nel settore ospiti (ubicato aldilà di un interminabile tunnel di passaggio). Colgo l'occasione per ringraziare (di nuovo) Dany di cuore, per avermi fatto sentire a casa (di fatto il settore ospiti, fatta eccezione per il club di napoletani, era una colonia di genovesi o comunque di navigati tifosi doriani) e per avermi "guidato" in questa fantastica esperienza. "La massima goduria sarebbe vincere al 90' con gol di Icardi" dico a Dany, felice, come me, della prospettiva di vedere Maurito in campo. Ah, tanti ringraziamenti anche per avermi fatto conoscere Diego Anelli, persona umile e decisamente preparata, con cui ho avuto l'onore di commentare le vicende doriane. La partita, in realtà, tra i 5-6 minuti prima dell'inizio, e i 40 secondi dopo il fischio di Giancola, m'era sembrata un'autentico incubo per via dei paradossali forfait di Eder e Gastaldello e soprattutto del gol di Zito. "S'inizia con l'handicap" dico a Dany, che non sembra particolarmente abbattuto, sicuro, come sosteneva da giugno (credo) che a Castellammare avremmo vinto. Io, in realtà, memore dell'altra trasferta campana, temevo un'autentica imbarcata. E allora iniziano a giocare anche i nostri, gradualmente, così come i quasi 70 presenti del settore ospite iniziano man mano a riscaldare le corde vocali fino a scatenarsi del tutto nella ripresa. Il secondo tempo è quanto di meglio possa capitare a livello emotivo a un tifoso di calcio. Occasioni a raffica, emozioni contrastanti ma intense e soprattutto il prodigioso gol di Munari che stempera la tensione generale e libera del tutto le laringi dei tifosi doriani, adesso pronte a cantare e ad esaurirsi. La sciagurata (doppia) svista di Volta, il fallo abbastanza netto da rigore su Sau e l'espulsione di Pellè: il pareggio sembrava adesso un risultato da difendere e portare a casa senza troppe storie. E invece no, esce un volenteroso ma inadeguato Fornaroli e finalmente entra Icardi, che prima sfiora la rete e poi la trova, con l'analogo movimento centrale ad anticipare Molinaro e Scognamiglio. Lì esplodo totalmente, provo la massima gioia da tifoso sampdoriano della mia giovane ma intensa carriera, e urlo come non mai: davvero un momento indimenticabile. Un'autentica eiaculazione. Da lì, è bagarre totale: Luca e gli altri intonano prima un epico "o mamma mamma mamma" e poi si lasciano andare al tanto agognato (da me) Dale Doria, dove diamo davvero il meglio. Un po' di tensione, qualche signore un po' più navigato che dice di stare calmi "perché non è ancora finita", ma alla fine sì, Giancola fischia la fine e sono 3 punti per la Sampdoria. Il post-partita è unico: Volta, Foggia, Fornaroli e Icardi si avvicinano al settore ospiti, si svestono e lanciano magliette e pantaloncini. Dulcis in fundo le urla cariche di entusiasmo di Mister Iachini. Allora usciamo dallo stadio e ci dirigiamo senza troppi problemi verso la stazione, anche grazie ai simpatici consigli dei numerosi carabinieri pervenuti al Menti e alle cordiali indicazioni degli abitanti di Castellammare, gioviali e per nulla facinorosi. Torre Annunziata, poi di nuovo Salerno, quindi alle 19:20 a Caggiano, pronto a raccontare la storia ai miei amici.

domenica 13 novembre 2011

Profondo (bianco)rosso

Piovaccari, anche oggi impalpabile
Probabilmente in serata arriverà l'annuncio dell'inevitabile esonero di Atzori, ma questo non può ritenerci soddisfatti. Perchè aldilà delle sconsiderate scelte di Atzori, oggi si è avuta l'ennesima dimostrazione del fatto che sono i protagonisti sul campo ad essere scandalosamente carenti. Occhio a non fraintendere: incolpare Palombo, per quello che è successo oggi, sarebbe troppo facile per Sensibile e Garrone. Troppo facile in quanto è l'unico che gode di un minimo di appeal per poter fruttare cifre decenti alle casse blucerchiate. Il perchè l'ha dimostrato anche oggi, giocando una buonissima partita, correndo in lungo e in largo e impegnando Frison, che tra l'altro ha colto l'occasione per ricordare, ad addetti ai lavori e non, di essere un grandissimo portiere. Quindi, se in futuro assisteremo ad ulteriori proclami circa l'assoluta disponibilità a cederlo, sappiate che si tratterebbe di un mero e losco tentativo di intascare qualche soldo, perchè non vi sarebbero altre spiegazioni. E' il resto che non va, e spero che finalmente l'ingombrante quanto assurda reputazione di corazzata ammazza-campionato sia caduta nell'oblio di giornali ed esperti vari. Di questi ragazzi và piuttosto lodato lo spirito caritatevole: al Vicenza è stato permesso di espugnare Marassi dopo ben 35 anni. Sono pochi ormai i record negativi rimasti da battere. Pochi, come i tentativi verso la stregata porta di Frison dopo il gol di Martinelli. I biancorossi hanno fatto proprio di tutto (Frison escluso, naturalmente) per darci una mano, e penso al clamoroso pallone regalato da Martinelli a Piovaccari o alle numerosissime volte in cui la difesa veneta si faceva trovare scoperta. I nostri però proprio non ne volevano sapere di impegnarsi, onorando magari le vittime dell'alluvione, ricordate dal minuto di silenzio iniziale e dall'evitabile parata dei nostri a inizio partita. E' con le magliette fradice di sudore che si dimostra l'affetto. Credenziale che, tra i disastrosi undici scesi in campo oggi, soddisfa il capitano e forse anche Obiang, il quale potrebbe benissimo impartire lezioni di umiltà a gente come Piovaccari. L'ex Cittadella ha dimostrato che si può essere strafottente quanto Cristiano Ronaldo ma allo stesso tempo valoroso quanto un agnello zoppo. Sarà mortificato chi sperava di salire in A anche grazie ai suoi gol. Oggi è stato semplicemente fermo e inerme alle sollecitazioni dei nostri spettatori, che hanno dimostrato buonsenso (venendo copiosi a Marassi ricordando lo scopo benefico) oltre all'ineguagliabile passione che anche oggi grondava dagli spalti del Ferraris. Per Maccarone, invece, il copione è lo stesso da almeno 5 mesi: non ha mai dato segnali di ripresa eppure quest'estate è stato prontamente confermato da chi, invece, aveva promesso di fare piazza pulita. Per non parlare di Padalino, che oggi ha giocato in maniera penosa sbagliando una quantità di palloni persino superiore a quella che mediamente riesce a sciupare. Non basta, quindi, cacciare Atzori. Via anche Piovaccari, Maccarone, Padalino ma anche molti altri. Chiedo troppo, adesso, che siamo solo a novembre? Allora multateli, multateli tutti e fategli capire con i fatti quello che non recepiscono attraverso le parole : la Samp va meritata e onorata, non umiliata. Per chiudere, cito le parole dell'illustre Brian Clough, particolarmente calzanti: quando un manager viene esonerato, dovrebbe andarsene anche chi l'ha preso. Sensibile è avvisato.

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martedì 8 novembre 2011

La Samp non decolla: un altro pareggio

L'abbraccio tra Scienza ed Atzori
L'imperativo, dopo la confortante vittoria col Crotone, scaturita comunque da un autogol e un gol in fuorigioco (ergo non così confortante), era dare continuità e cercare d'inanellare una duratura striscia positiva. A questo, dopo i tragici avvenimenti di Genova, si è aggiunta la viscerale richiesta dei tifosi di onorare le vittime e tutta la città di Genova giocando quindi con cuore e tanto spirito di abnegazione. Quello che emerge dallo scialbo 0-0 del Rigamonti, non soddisfa appieno nessuna delle prerogative prima citate.
Atzori, rispondendo alle critiche di chi dubitava della presenza del cromosoma Y nel suo DNA, ripropone stoicamente le sorprese della gara col Crotone: Palombo ancora dalla panchina,Fornaroli ancora dall'inizio e una sfilza di nomi eccellenti quali quelli di Pozzi, Costa, Piovaccari, Semioli, Bentivoglio a guardarsi la partita: chi in tribuna, chi in tv, chi magari al pub con un bel boccale di birra (penso soprattutto a Bentivoglio in questo caso). I primi 2 minuti di arrembante pressione offensiva si sono rivelati, come al solito, illusori: il Brescia ha progressivamente preso campo mettendo più volte in difficoltà quella che anche oggi si è confermata una difesa fin troppo disattenta (nonostante Feczesin, il quale ha sciupato due occasioni clamorose, ma soprattutto l'enigmatico Maccan abbiano fatto di tutto per far sembrare il contrario). Un primo tempo di rara inconsistenza tecnico-tattica, testimoniata dalle rivedibili prestazioni di Castellini (confusionario),Padalino (non alza la testa nemmeno per sbaglio), Laczko (sicuri che stesse giocando?) ma anche di Fornaroli che dopo un buon inizio ha dato prova dei motivi per cui l'anno scorso ha faticato a trovare spazio nel Nacional Montevideo, sbagliando tutti gli stop possibili e qualche passaggio elementare.
Urgono cambiamenti. Non secondo Atzori, che pare accontentarsi di un eventuale pareggio probabilmente ignorando l'obiettivo principale con cui la Sampdoria aveva inaugurato la stagione e cioè andare direttamente in Serie A vincendo quante più partite possibili. Inizia il secondo tempo, solito fuoco di paglia iniziale. Gli aneliti ai 3 punti vengono però sviliti dall'espulsione (meritata) di Soriano, ma soprattutto dal modo in cui Atzori cerca di porne rimedio: togliendo cioè Fornaroli per Palombo, abbassando quindi esponenzialmente il baricentro della squadra nonchè le possibilità di risultare pericolosi in attacco (già irrisorie). E con questo non si vuole mancare di rispetto al capitano che anzi, nonostante i consueti lanci mal calibrati, ha mostrato grande umiltà e serietà quand'è entrato, bensì si vuole constatare la mortificante abdicazione alla vittoria del nostro mister, che oggi, probabilmente con risultati meno altisonanti, ha fatto errori anche peggiori rispetto a quelli commessi in quel di Nocera Inferiore. La mentalità vincente e la voglia di portare sempre a casa il risultato sono credenziali essenziali per raggiungere gli obiettivi prefissati, ma devono innanzi tutto essere concepiti e trasmessi dall'allenatore. Gli errori del tecnico di Collepardo non si limitano infatti a questo frangente: da aggiungere alla lista anche la sostituzione che ha visto avvicendarsi in campo Dessena al posto dell'esausto Padalino. Ecco, lasciare in panchina il più talentuoso dei calciatori di cui dispone e cioè Foggia per usufruire invece del letale mix di palloni persi e posizionamenti errati incarnato da Dessena non mi sembra esattamente un affare. E in effetti, la partita si è conclusa con il più logico degli epiloghi: 0-0. Un risultato che risolleva Scienza, che veniva da ben 5 sconfitte consecutive, e che consolida la panchina di Atzori, nonostante abbia solo pareggiato e nonostante abbia commesso anche oggi errori decisamente gravi. Una prestazione deludente della Sampdoria, sottesa da scelte, ancora una volta, scellerate del proprio mister e quel che è peggio, un distacco sempre più preoccupante dalle prime due in classifica. Ecco perchè, a volte, prendere 4 gol non è così negativo e, anzi, può risultare l'unica ancora di salvezza.

martedì 1 novembre 2011

Heroes

E' proprio il titolo della canzone di David Bowie che può riassumere al meglio l'essenza della giornata di calcio appena trascorsa, peraltro ricca di appuntamenti. Scendeva in campo la B, in cui bisogna registrare la straordinaria costanza di risultati del Pescara di Zeman, ormai una serissima candidata per la promozione ma anche l'infallibile cinismo del Toro, che oggi ha espugnato Reggio Calabria. A proposito di serie candidate per la promozione: il Sassuolo strapazza il Modena nel derby emiliano per 2-5. Si rialza la Samp, rivoluzionata dalle scelte di Atzori (o di Sensibile, come sostiene maliziosamente qualcuno) che batte il Crotone senza Maccarone nè Palombo ma con Soriano ed Obiang (39 anni in due) a dirigere il centrocampo. Simoni continua ad ottenere ottimi risultati alla guida tecnica del Gubbio battendo il Cittadella, resta all'imbarazzante punteggio di -1 l'Ascoli che riesce a perdere anche con l'Albinoleffe. Da Bergamo a Nicosia per constatare il sorprendente primato che l'APOEL conferma nel gruppo G, in cui è saldamente al comando dopo aver clamorosamente battuto il Porto, a serio rischio eliminazione. Continuano i problemi per il Chelsea di Villas-Boas, David Luiz si conferma un'assoluta catastrofe sbagliando un calcio di rigore e permettendo dunque ai belgi del Genk di rimanere in partita e di pareggiare con il talentuoso Vossen. Qualcuno già chiede l'esonero del tecnico portoghese, di certo fin ora ha tradito le aspettative di chi si aspettava di assistere al tanto discusso "calcio del futuro". In campo anche la Championship, in uno dei numerosissimi turni infrasettimanali in programma. I Saints festeggiano al meglio il proprio onomastico (è il giorno dei Santi), distanziando di ben 5 punti gli Hammers, i secondi classificati, dopo la vittoria contro l'esuberante Peterborough. Dicevo, era la giornata degli eroi: nel web impazzava oggi la notizia del pilota polacco, il cui prodigioso atterraggio (con un aereo senza ruote, clamoroso!) ha salvato la vita di 230 persone. Qualcosa di meno lampante ma di ugualmente significativo ha fatto invece Billy Sharp, attaccante del Doncaster, che, a pochi giorni dalla morte del figlioletto, ha trovato la forza per scendere in campo, segnare e dedicargli il gol. Straordinario.

domenica 30 ottobre 2011

Stiamo scrivendo la storia

Stiamo scrivendo la storia. Eh si, perchè prendere 4 gol a Nocera è onestamente la parte peggiore dello spettacolo raccapricciante che ci vede protagonisti da ormai quasi un anno. Prendersela con ognuno di coloro che hanno orchestrato questo autentico fallimento è il minimo. Tra questi va sicuramente preso in considerazione mister Atzori, benchè sia sicuro che la famiglia Garrone capeggi ampiamente la classifica dei più colpevoli. Oggi l’ex-tecnico del Catania si è francamente superato. Un disastro: ha riproposto Maccarone (che ovviamente nelle testate giornalistiche racimolerà la sufficienza grazie all’inutile doppietta messa a segno, ma che di fatto è stato inguardabile anche oggi), Bentivoglio, e, imperterrito, continua a schierare gente come Accardi. Il siciliano registra l’ennesima prestazione da 2 in pagella, dimostrando una volta di più di essere chiaramente un ex-calciatore. Gli starà girando ancora la testa dopo le giocate di Catania e Farias. Non esattamente i Messi e Ronaldo della situazione. Il “regista” ex-Chievo anche oggi ha passeggiato mestamente a centrocampo: incommensurabile la differenza che emerge rispetto al più giovane e talentuoso Obiang che, quando è entrato ha giocato con testa, cuore e orgoglio. A proposito di sostituzioni: al parziale di fine primo tempo che recitava 2-0, Atzori come ha reagito? In nessun modo. Fornaroli e Foti sono rimasti inspiegabilmente in panchina, con l’ex attaccante del Vicenza che è entrato solamente su risultato di 3-0 e solamente al posto di Bertani. Pazzesco. La nave sta affondando, il capitano la salva? Non proprio, anzi, lo stesso Palombo è tra i flop più clamorosi della disastrosa trasferta campana. Ieri, il centrocampo ha addirittura enfatizzato gli errori che commette praticamente ogni settimana. Dire che non c’è pressing, o inclinazione alla sinergia offensiva nel nostro centrocampo, è dire qualcosa di assolutamente lapalissiano. Ieri, però abbiamo assistito a qualcosa di, se possibile, peggiore. Ogni qualvolta Castaldo e compagni si affacciavano alla nostra metà-campo, creavano sistematicamente pericoli non indifferenti alla nostra difesa, del tutto inerte ma tradita vilmente dal proprio centrocampo, ieri, come ripeto, del tutto inesistente. Uno dei pochi a sfiorare la sufficienza è sicuramente Foggia che, perlomeno, dà prova del suo immenso bagaglio tecnico senza però concludere granchè. Ho la netta impressione che quella di ieri sia stata una delle ultime partite per Atzori: in caso di passo falso martedì, credo che per Sensibile sia inevitabile condannare definitivamente il tecnico. Che ho sempre (o quasi) difeso, ma che oggi ha mostrato molti dei suoi limiti.



Potete leggerlo anche su Sampbook.com: http://www.sampbook.com/blog/30/10/2011/stiamo-scrivendo-la-storia/

sabato 22 ottobre 2011

L'ennesima minestrina

Prima di analizzare l'ennesimo pareggio interno della Samp ci terrei a spendere qualche riga sul calcio italiano in generale. Vedere un match come quello di oggi deve far scattare automaticamente una molla di sentito orgoglio patriottico in ognuno di noi italiani. Infatti, solo in Italia è possibile assistere a match del genere, e noi abbiamo solo da andarne fieri. Una squadra che si trincea nella propria metà-campo e che viene presa costantemente a pallate dall'altra squadra (che in questo caso sigla si 15 corner, ma anche il cupo risultato di 5 miseri tiri in porta) è un format di gioco che difficilmente potremmo apprezzare in altre zone del mondo, penso chessò all'Inghilterra, ma anche alla Germania, o alla Spagna: posti in cui si tende prevalentemente a giocare a calcio. In Italia, ahimè, il catenaccio è pane quotidiano. Il catenaccio è persino più fastidioso quando inscenato contro una squadra dalle evidenti difficoltà offensive. E' stato proprio questo il leitmotiv dello 0-0 tra Sampdoria e Cittadella. I veneti barricati nella propria metà-campo e i liguri che, in maniera molto affannosa, cercavano di guadagnare campo concludendo però, tutto sommato, poco. Condivido l'analisi fatta da Nucera che peraltro è molto simile a quella che feci una settimana fa: la colpa è da attribuire essenzialmente al centrocampo. Palombo e Bentivoglio anche oggi hanno vagabondato per il campo senza sostenere la fase offensiva, corredata unicamente dai lanci e dai campanili vari alzati dai quattro uomini di fascia (che hanno giocato una partita discreta). La negatività della prestazione del capitano oggi si poteva dedurre dalla riprovazione che grondava dagli stracolmi spalti del Ferraris: uno stato di forma davvero pessimo che dovrebbe assicurargli qualche panchina nelle prossime partite. Il condizionale è d'obbligo perchè mister Atzori non credo la pensi come me. A proposito, le sostituzioni dell'ex tecnico del Catania sono state abbastanza difficili da decifrare: contro una squadra che nella metà-campo avversaria avrà messo piede solo per sbaglio, inserire la terza punta avrebbe dovuto essere scontato. E invece Atzori c'ha pensato e ripensato su, fino al 37' del secondo tempo, quando finalmente si decide a far entrare Fornaroli, sostituendo però Foggia ergo l'uomo di maggior talento di cui disponiamo e che, Ascoli docet, avrebbe potuto inventare la giocata vincente. Un altro cambio sicuramente misterioso è quello concretizzatosi all'intervallo. Sostituire Piovaccari che, per quanto pachidermico, aveva creato buone occasioni con Maccarone è assolutamente inspiegabile. Manco a dirlo, anche oggi l'ex-Siena ha fornito l'ormai classica prestazione cadaverica ricordandoci che gioca essenzialmente per farci un piacere. Le tristi vicissitudini familiari, che l'attaccante aveva patito l'anno scorso, c'entravano poco con le sue prestazioni. A distanza di qualche mese, infatti, continua a giocare da attaccante di eccellenza. Liberarsi di lui è assolutamente prioritario, e spero che Sensibile sia dello stesso parere. E qualcuno mi spieghi anche il misterioso ostracismo nei confronti di Obiang che è stato sicuramente il nostro miglior centrocampista in quest'inizio di campionato: Bentivoglio lo fa rimpiangere e parecchio. Dopo oggi, direi sia l'ora di smetterla con la beneficenza e d'iniziare a vincere perchè di punti ne abbiamo già lasciati parecchi per strada. E' fondamentale vincere queste partite per risalire ed è altrettanto importante meditare sugli errori cercando di correggerli. E' solo retorica purtroppo: è ormai quasi un anno che si commettono gli stessi errori ma nessuno sembra accorgersene. Perlomeno oggi abbiamo dato un senso alla vita dei calciatori del Cittadella che potranno raccontare ai nipotini di aver giocato a Marassi e (me l'avessero profetizzato l'anno scorso, avrei risposto con una pernacchia) di esserne usciti indenni. Incredibile.

giovedì 20 ottobre 2011

Giù le mani dai tifosi della Samp

Che il Secolo XIX non fosse esattamente un giornale schierato dalla parte della Samp lo sapevano tutti, però con un articolo di qualche giorno fa hanno palesemente varcato il limite della obiettività. Porre l'accento sui mugugni e i fischi (che arrivati a un certo punto saranno anche giustificati, eh) di un pubblico  che riempie domenicalmente gli spalti del Ferraris mostrando un attaccamento e una passionalità assolutamente rare per la categoria, è sicuramente scorretto e indice di quella che, non sarebbe sbagliato definire, un'imbarazzante faziosità. E' questa la perla di Paolo Giampieri. Il nettare dell'articolo in sè non era affatto sbagliato ma anzi è pacifico che la squadra di Atzori debba lavorare per soddisfare il pubblico garantendo loro determinazione e magliette fradicie di sudore. Però con tutto quello di cui c'è da parlare della Sampdoria al momento, lascerei tranquilli i suoi tifosi che francamente di questa situazione non sono che le vittime sacrificali. Un'annata come quella dell'anno scorso avrebbe assicurato costanti piogge di fischi (e magari non solo...) in ogni angolo dello Stivale; il pubblico doriano si lascia andare (e peraltro nemmeno all'unanimità) solamente di fronte a prestazioni veramente deplorevoli. Alzi la mano chi sarebbe riuscito a trattenersi dal fischiare in partite come quella contro il Sassuolo o quella contro il Grosseto. Impossibile. Credo che anche il più tranquillo e Garrone-sided dei doriani sia del parere che pretendere la promozione diretta sia assolutamente il minimo dopo lo scempio orchestrato l'anno scorso dai mai troppo criticati Tosi, Garrone e Guastoni. Eppure i doriani nonostante tutto erano sempre lì, in gradinata ad ostentare orgogliosamente i loro stendardi e le effigi di quella che per loro (e per me) è l'essenziale ragione di vita. Potrei continuare a decantare per ore la straordinaria competenza e passione del pubblico blucerchiato ma a quel punto, mi accuserete (giustamente) di non essere obiettivo e farei l'errore di Paolo Giampieri, quindi preferisco citare Ludovica Mantovani che ha attribuito agli spettatori della Samp l'insolito aggettivo di "glamour". Nella manifestazione in onore del compianto Paolo Mantovani, Ludovica ha anche conferito un significativo aneddoto su suo padre: Mi portava allo stadio e mi diceva "Ludo, se succede qualcosa di brutto devi stare zitta e applaudire gli avversari". Essere sampdoriani è anche questo.

sabato 15 ottobre 2011

Una rondine non fa primavera

E' così, una rondine non fa primavera. Perchè il sinistro al volo di Foggia non racconta al meglio la prestazione dell'esterno campano, in realtà infarcita di palle perse ed errori vari ma anche perchè il 2-1 ottenuto al Del Duca è lontano anni luce dal tipo di prestazione che una formazione come la Sampdoria dovrebbe offrire settimanalmente. Però una vittoria perlomeno è arrivata, e onestamente serviva, considerando i ritmi forsennati con cui il Torino sta guidando il campionato (ancora una vittoria per gli uomini di Ventura, questa volta a spese della Juve Stabia). Che non si cullino però Atzori e Sensibile, il primo dovrà continuare a lavorare sodo soprattutto per quanto riguarda il centrocampo, un reparto costantemente in ritardo che si tratti di aiutare i compagni in fase difensiva o di supportare l'azione offensiva. Per l'ex ds del Novara si prospetta invece una corposa mole di lavoro per il mercato di gennaio volta a completare la rosa con un terzino destro e possibilmente con un regista a centrocampo ma anche ad estirpare i rami secchi della rosa come Fiorillo, Rossini, Maccarone e quant'altro. Note positive della giornata: Romero si conferma un autentico talismano per Atzori ma anche un ottimo leader del reparto arretrato. Piovaccari segna, Fornaroli rientra fornendo una prestazione estremamente volenterosa. Insomma, qualche motivo per sorridere per Atzori c'è: ma, ripeto, c'è molto da lavorare. Aldilà di qualche sporadica fase in cui la Samp faceva il bello e il cattivo tempo, noi poveri tifosi blucerchiati abbiamo assistito alla solita prestazione fitta di lanci lunghi, palle scaraventate alla viva il parroco e abbiamo anche penato in qualche occasione, quando Sbaffo (giocatore da tenere d'occhio) e Papa Waigo (l'ombra del calciatore ammirato a Cesena qualche anno fa) facevano traballare la difesa d'Atzori. Bisogna si, mantenere la concentrazione per tutto il match e calarsi a 360° nella desolante cadetteria ma bisogna anche farlo in modo consistente, cercando di dominare la maggior parte delle partite com'è nelle corde di questa squadra. Le frecce nell'arco di Atzori dall'allarmante calo di condizione che Bertani sta accusando da qualche partita a questa parte si sono sensibilmente ridotte in fase offensiva, e per il Doria attaccare con successo, anche contro difese guidate da gente come Peccarisi, è diventato un compito fin troppo gravoso: è ancora questo il problema da risolvere. Per trovare un minimo di continuità e di fiducia è fondamentale trovare la vittoria alla prossima contro il Cittadella, squadra che quest'anno (come fa tradizionalmente da qualche stagione) pare abbia sfornato un altro potenziale bomber che risponde al nome di Maah.

mercoledì 5 ottobre 2011

The same old story

L'argomento è ovviamente la Sampdoria, squadra a cui volente o nolente sarò legato sentimentalmente per il resto della mia vita. Ed è questo il motivo per cui anche in Serie B il mio amore non si affievolisce. Nemmeno dopo il match di stasera, e vi assicuro che è un'impresa. A Bentegodi è finita 1-1, ma l'Hellas avrebbe potuto benissimo portare a casa la partita. Gli scaligeri hanno sbagliato diverse occasioni sotto porta ma dovranno sicuramente rendere un bell'omaggio, magari del buon vino veronese, a Junior Da Costa, le cui colpe in occasione del gol di Gomez sono nitide. Molti di voi si staranno chiedendo, ma stiamo parlando proprio della Sampdoria? Di quella super-megagalattica corazzata che avrebbe dovuto vincere il campionato giocando con la primavera? Si, si parla della Sampdoria. E no, non è una corazzata ma anzi molti aspetti andrebbero rivisti e possibilmente migliorati ed è per questi aspetti che credo che questo campionato sarà una vera tortura per noi sampdoriani. L'organizzazione difensiva intanto fa passi avanti, complice l'innesto di Rispoli al posto del buon Padalino (avanzato sulla linea dei centrocampisti), che per quanto simpatico e volenteroso dovrebbe imparare molto sia sulla fase difensiva che su quella offensiva. Buone le prestazioni anche di Gastaldello e Volta. Quello che non ha funzionato, come da ormai almeno un anno a questa parte, è la pericolosità della squadra in fase offensiva, quest'oggi praticamente nulla. Eppure abbiamo buoni attaccanti, no? Ma abbiamo anche gente che, come Dessena, darebbe un contributo sicuramente più utile stando seduta sulla panchina. E' proprio il centrocampista romagnolo la causa delle nostre perenni difficoltà in fase offensiva che, guarda caso, apparivano risolte prima di questa partita, quando appunto Dessena bazzicava tra tribuna e panchina e, ironia della sorte, si  son riproposte stasera quando Daniele era regolarmente al centro del campo. Perchè? Perchè non si propone in attacco, non si smarca, non corre e se corre lo fa malissimo, e perde tanti palloni. Un disastro. Capitolo Atzori: perchè il turnover? Perchè perdere punti così preziosi semplicemente per far "riposare" alcuni giocatori? Sinceramente non ritengo sia lui la causa dei nostri grattacapi, soprattutto in virtù del fatto che è stato il primo a capire finalmente che Obiang fosse un centrocampista sulla quale poter puntare; però stasera qualche errore l'ha fatto. Adesso, la delicatissima trasferta di Sassuolo che, alla luce dei pessimi stati d'animo dalle parti di Genova, potrebbe valere tantissimo per Atzori e la sua carriera sotto la Lanterna.
Ah, e mi scuso per i suggerimenti che ho dato agli scommettitori: zero le partite di cui ho indovinato il risultato. Zero come il voto che credo di meritare.