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domenica 2 dicembre 2012

Championship: vola il Millwall, Wednesday nei guai


Un altro turno di Championship si è concluso (o meglio si concluederà domani con Blackburn-Bolton), e nuove, esaltanti, sorprese hanno scosso la molto livellata classifica del campionato cadetto inglese. A fare più rumore, in una serata in cui nessuna delle "grandi" ha vinto, Boro a parte, è indubbiamente la  quarta vittoria di fila del Millwall, un risultato in netta controtendenza con l'essenza, spettacolare ed incostante, della Championship.
Lions hanno espugnato il Molineux e battuto il Wolverhampton grazie alla rete di Keogh, che li proietta in piena zona-Playoff e a soli 6 punti dal Cardiff capolista. A proposito, i gallesi sono stati fermati sull'1-1 a Pride Park, dove Theo Robinson ha risposto alla rete dell'islandese Helguson. Un punto non necessariamente da intendersi in ottica negativa, perché ottenuto in un campo tutto sommato ostico e perché gli ospiti hanno giocato in 10 uomini per poco meno di mezz'ora per effetto dell'espulsione di Noone.
A leggere la targa del Cardiff, in seconda posizione, c'è il Crystal Palace, reduce da un tranquillo 0-0 ottenuto sul campo dell'Hull City. Ne approfitta, come già detto, il Middlesbrough che rosicchia qualche punto e s'incunea al terzo posto e a 3 punti dalla vetta dopo la convincente vittoria ottenuta per 3-0 sull'Huddersfield. Nella zona-Playoff ha invece grande peso la vittoria ottenuta dal Brighton all'Amex Arena contro il Bristol City, che proietta i Seagulls ad immediato ridosso della sesta piazza (occupata dall'Hull).
Sale anche il Watford di Gianfranco Zola, protagonista di quella che potremo definire la sorpresa di giornata: con un secco 1-4 la squadra di proprietà di Pozzo ha espugnato l'Hillsborough (in gol anche vecchie conoscenze del calcio italiano come Geijo e Forestieri) e inguaiato lo Sheffield Wednesday, che, dopo la quinta sconfitta di fila, inizia a temere seriamente la retrocessione, bloccato com'è alla penultima posizione. Inutile sottolineare come Dave Jones, manager degli Owls, rischi tantissimo l'esonero. Per un Wednesday che scende, c'è un Ipswich che sale: i Tractor Boys hanno bloccato con un secco 3-1 la risalita del Nottingham Forest, procurandosi una preziosa maschera d'ossigeno che salva momentaneamente l'Ipswich dalle sabbie mobili.

venerdì 16 novembre 2012

Non è solo calcio: l'incredibile storia che accompagna MK Dons vs Wimbledon


Il Milton Keynes Dons F.C. dirà poco alla maggior parte degli appassionati di calcio: qualcuno, bazzicando i punti scommesse e destreggiandosi tra palinsesti e classifiche, potrà sapere che milita in League One; i più informati sapranno che si tratta di un club ambizioso e che punta ad accedere ai Play-Off e quindi alla promozione in Championship. Non tutti sapranno però che questa squadra è protagonista di una delle storie più controverse e sensazionali degli ultimi anni del calcio inglese: la sua nascita (2004) è coincisa con la morte di una delle società più caratteristiche del footie inglese. Si tratta del FC Wimbledon, che, dopo il fallimento, è stata spostata da Londra a Milton Keynes e sostituita con una società priva di ogni legame storico con il Wimbledon e, di fatto, creata ex novo, cioè proprio gli MK Dons (Dons deriva proprio dal nickname tipico degli allora gialloblù londinesi). La decisione ha alimentato feroci malumori presso i tifosi del Wimbledon che, per amore della propria squadra del cuore hanno rifondato il club (nel 2002) ottenendo il marchio e i trofei appartenenti al palmares del club (in cui compare una più che dignitosa FA Cup). 
A distanza di dieci anni, le strade dei due club si sono clamorosamente incrociate: il destino ha voluto che MK Dons e Wimbledon (ora in League Two) si giocassero l'accesso al terzo turno di Fa Cup. Non c'è molto da dire, la storia in questione è semplicemente quello che ogni sceneggiatore o scrittore vorrebbe avere per le mani per ispirare il proprio film o libro. All'MK Stadium non ci saranno solo 22 giocatori: riecheggieranno dieci anni di rancore, la voglia di rivalsa e la sete di vittoria alimentatesi nei cuori di chi ha visto perire la propria squadra del cuore e nascerne un'altra sulle ceneri della stessa. E' la nemesi storica che i tifosi del Wimbledon hanno pregustato, sognato e probabilmente mai pensato di vivere realmente.
Questo però i tifosi del Wimbledon non lo ammetteranno mai. Anzi, molti di essi non andranno a vedere la partita perché non vogliono dare soldi a una società che, secondo loro, nemmeno dovrebbe esistere. Si sentono superiori, camminano a testa alta: questo match è per loro motivo di orgoglio perché sottolinea lo straordinario successo che il club ha avuto sapendo risorgere con grande efficacia e celerità (partiti dalla nona serie inglese, i Wombles hanno raggiunto la quarta in dieci anni). C'è uno straordinario carattere di stile ed originalità anche in reazioni come queste. Uno stile che sembra appartenere a tempi passati e che ci fornisce il reperto del calcio sano e genuino, un calcio che non c'è più.
Da Milton Keynes invece, si avverte un certo imbarazzo: Pete Winkelman, proprietario nonché fondatore del Milton Keynes Dons Football Club, è tornato a parlare dell'accaduto non nascondendo un pizzico di rammarico per la decisione presa: "Non sono affatto orgoglioso di come il club sia nato. E' molto difficile per me convivere con questo, la cosa ferisce personalmente me più di chiunque altro".
Winkelman è stato oggetto di critiche dei tifosi del Wimbledon ma anche di molti altri appassionati del gioco per la cinica scelta di trasferire un club dalla sua città originaria: "In realtà però molti immaginano la cosa in un modo diverso da come sia realmente avvenuta. Non sono stati i miliardari proprietari norvegesi (da cui Winkelman ha comprato l'AFC Wimbledon, ndr) a spostare il club a Milton Keynes, nè io, ma un curatore fallimentare che avrebbe liquidato il club se non fossero arrivati i soldi dovuti. E l'unico modo per ottenerli era spostare il club a Milton Keynes."
C'è tanto calcio inglese in tutto ciò. La signorilità e la pacatezza di tifosi che non vogliono spaccare il mondo, ma semplicemente affermare, con grande garbo, la superiorità della propria squadra, molto probabilmente sconvolge le idee di chi già immaginava tifo frenetico, spettacolo sugli spalti e magari qualche scontro fuori l'MK Stadium. Dimenticatevi tutto ciò, nessuno sa ciò che realmente accadrà in quell'1 dicembre. Di certo, non sarà una partita come le altre.

domenica 11 novembre 2012

Austin da impazzire, nessuno come lui nella storia del Burnley!

E' un inizio di stagione semplicemente da incorniciare per Charlie Austin. Il gioiello del Burnley ha stracciato un'altro record della società dei Clarets: è il giocatore più veloce nella storia del Burnley ad aver raggiunto la quota di 20 gol in una stagione. Al precedente detentore del record, Andy Lochhead erano servite 25 partite per arrivare a quota 20. All'ex attaccante dello Swindon Town ne sono invece bastate 17. Un traguardo speciale per Austin, raggiunto in una serata altrettanto speciale per lui. Al Turf Moor a guardare i Clarets battere 1-0 il Leeds United c'era anche suo padre, arrivato dopo un lungo viaggio da Bournemouth.

Pubblicato per TMW (BundesLigaPremier)

mercoledì 7 novembre 2012

Il punto sulla Championship: il Crystal Palace vola in testa, spettacolo al The Valley


Non solo la Champions ha riscaldato questo martedì autunnale ma per i più romantici e testardamente anglofili, fido compagno sarà stato lo spettacolo della Championship inglese, un campionato indeciso ed avvincente per DNA, che quest’anno sta regalando colpi di scena ancora più sorprendenti di quelli a cui tradizionalmente ci abitua.
La più grande sorpresa di giornata si è materializzata a Selhurst Park, non tanto per la vittoria del Crystal Palace sugli ultimi in classifica, l’Ipswich Town, quanto piuttosto per la convinzione e la forza con cui i ragazzi allenati da Holloway hanno trovato la vittoria giustificando con un sonoro 5-0 l’insperato primato in classifica. Una tripletta di Glenn Murray e le reti di Bolasie e Moritz hanno dunque regolato i Tractor Boys che, ultimi e a 10 punti temono seriamente la retrocessione in League One. L’avvicendamento in testa delle Eagles è frutto anche dei passi falsi di Middlesbrough e Cardiff, che hanno spianato ai londinesi la via verso il primato. Il solido Middlesbrough è stato infatti fermato sullo 0-0 dal Nottingham Forest che, dopo una pessima stagione in cui la squadra che Clough rese celebre era riuscita a salvarsi miracolosamente, ha cambiato decisamente registro e punta ai Play-Off.
Tutt’altro discorso per il Cardiff City che sembrava destinato ad ammazzare il campionato fino a qualche settimana fa ma che sta dimostrando tutti i suoi limiti caratteriali perdendo terreno e la possibilità di allungare verso le sue concorrenti. Al The Valley contro il Charlton, i gallesi stavano vincendo 2-0 prima che i padroni di casa ribaltassero il risultato portandosi sul 5-2. A nulla è servito il disperato tentativo di rimonta nel recupero con le reti dell’ex Coventry Gunnarson e di Noone che hanno confezionato il pirotecnico punteggio di 5-4.
Tra le candidate ai Play-Off, figurano indubbiamente anche il Derby County e il Burnley. Per entrambe arriva una vittoria casalinga: i Rams stendono il Barnsley mentre al Turf Moor basta una rete dello scatenato Austin a piegare il Leeds. A coprire la sesta piazza, l’ultima utile per giocarsi i Play-Off, è il Blackburn che ha sciupato una più che ghiotta occasione facendosi rimontare da Lee Novak dell’Huddersfield al 90’ sul 2-2. In questa partita è andato a segno ancora una volta Jordan Rhodes, tra i più completi e prolifici attaccanti inglesi sebbene sia solo 22enne.
Si rialza il Blackpool, che espugna l’Hillsborough battendo 2-0 lo Sheffield Wednesday. Vincono anche Brighton, Birmingham City e Hull City, mentre finisce a reti bianche la partita tra Watford e Millwall.


giovedì 25 ottobre 2012

Hillsborough, entra in campo e colpisce Kirkland!

Nell’anticipo del venerdì sera della Championship, lo spettacolo orchestrato in maniera onesta ed avvincente tra Sheffield Wednesday e Leeds United è stato rovinato dalla follia di un tifoso del Leeds che ha invaso in campo e colpito al volto l’incolpevole Kirkland, mastodontico portiere degli Owls. Il deprecabile gesto è avvenuto subito dopo la splendida rete di Michael Tonge, che ha fissato il punteggio sull’1-1, dopo che Bothroyd aveva momentaneamente portato in vantaggio i padroni di casa. Sconforto e piena stigmatizzazione si evincono dalle parole dei due manager: Warnock (che allena il Leeds) si dice assolutamente imbarazzato e si augura che il tifoso in questione venga spedito in prigione, mentre Jones senza troppi fronzoli propone di vietare le trasferte ai tifosi del Leeds, la cui reputazione non è mai stata ottimale nel calcio inglese.

Pubblicato per TMW (BundesLigaPremier)

venerdì 28 ottobre 2011

When Saturday comes...consigli per gli scommettitori!

Anche domani, come d'altronde accade per ogni sabato (nazionali permettendo), i palinsesti saranno stracolmi di eventi. Ecco perchè un venerdì invece molto cupo sotto questo punto di vista può tornare utile per gli scommettitori per mettere a punto le proprie bollette. Provo a dare qualche umile dritta:

1) Inizierei dall'Inghilterra, ed in particolare dalla sua capitale, Londra, dove una delle sue tanti rappresentative, il Crystal Palace, ospita al Selhurst Park il Reading. I londinesi, forti di una tendenza assolutamente positiva scandita da ben 4 vittorie consecutive (tra campionato e coppa di lega) hanno ragionevolmente i favori del pronostico. Non si potrebbe dire lo stesso del Reading che, per ora, sta faticando e molto a cercare di confermare l'ottima passata stagione che li vide protagonisti a Wembley nella finale dei Playoff dove (sfortunatamente per loro) persero dai Jacks di Rodgers. Mi sentirei di puntare sui Royals: Garvan (l'ometto nella foto) & Co. stanno francamente andando oltre le più rosee aspettative e sarebbe pazzesco se riuscissero a confermarsi anche domani. Anche in virtù delle difficoltà che il Palace proverbialmente soffre quando si esibisce tra le mura amiche, giocherò senza batter ciglio il 2.

CRYSTAL PALACE-READING   2     2,50




2) Simile è il discorso da fare per Varese-Juve Stabia. I campani vantano uno stato di forma invidiabile come può testimoniare il fitto filotto di vittorie messo a segno nell'ultimo periodo e solo interrotto dalla congrua sconfitta subita all'Olimpico di Torino. Il Varese, nonostante la sconfitta a Reggio nell'ultima, sta avendo un rendimento altrettanto positivo, forte del cambio d'allenatore che ha portato nuova linfa alla squadra. Le vespe di Castellammare non hanno lo spessore tecnico-tattico per confermarsi anche in Lombardia: il Varese (mia personale opinione) ha serie chance di uscirne vincitore.

VARESE-JUVE STABIA  1   1,90




3) Restando nella cadetteria italiana, il Vicenza di Gigi Cagni ospiterà al Menti un Albinoleffe in condizioni davvero imbarazzanti. Le motivazioni e la netta superiorità tecnica fanno dei veneti gli assoluti favoriti in questo match. Non dovrebbero avere troppe difficoltà.

VICENZA-ALBINOLEFFE  1   1,90




4) Allo Stadium of Light di Sunderland si recheranno invece i Villans, freschi di una bella ripassata subita dal WBA nel derby di Birmingham. I Black Cats, dopo un avvio complicato, stanno ritrovando un buono stato di forma dopo aver trionfalmente espugnato il Reebok Stadium di Bolton. Attesissimo il ritorno di Darren Bent, che ha dichiarato di evitare ogni tipo di celebrazioni dopo eventuali gol, manifestando grande rispetto per i suoi ex-tifosi. Aldilà delle straordinarie doti realizzative del proprio numero 9, i motivi di ottimismo per i Villans si contano mestamente sulla punta delle dita. Penso possa vincere il Sunderland.

SUNDERLAND-ASTON VILLA   1   2,10




Ovviamente se dovessi incappare nuovamente in allucinanti figuracce come la scorsa volta, appenderò block-notes e penna al chiodo lasciandovi assoluta autonomia la prossima volta che deciderete di scommettere i vostri soldi.

La quota complessiva, almeno con le parsimoniose quote SNAI, non è da capogiro. Con 5 € se ne vincono più o meno 94. In ogni caso, buona fortuna!

martedì 18 ottobre 2011

Player Of The Week: Connor Wickham



Connor Wickham
# 10

Quella dei 16 anni è generalmente un'età delle prime volte, qualcuno avrà potuto guidare la sua prima macchina, qualcun'altro magari avrà dato il suo primo bacio. La prima volta che Connor Wickham può vantare è decisamente più prestigiosa: a 16 anni (e 11 giorni per la precisione) la talentuosa punta nativa di Hereford si affacciava al mondo del grande calcio esordendo tra le fila dell'Ipswich Town in Championship, nel match perso 3-1 in casa contro il Doncaster. Così facendo, Wickham incide il suo nome nella storia del club diventando il più giovane giocatore di sempre ad esser sceso in campo con i Tractor Boys. Che il marcantonio delle West Midlands avrebbe fatto parlare di se, era chiaro già da allora. C'aveva visto lungo Roy Keane, che non ha lasciato ricordi molto felici nella ridente cittadina di Ipswich ma a cui va sicuramente riconosciuto il merito di aver lanciato uno dei più interessanti prospetti del panorama europeo. In molti in Inghilterra son disposti a scommettere più di un penny che possa eguagliare le gesta di autentici mostri sacri per il calcio britannico come Shearer o Rooney. Azzardato? In effetti al momento lo è, Connor nonostante i primati di cui è pieno il suo giovane palmares, ha ancora molto da dimostrare. Però l'attaccante vanta credenziali assolutamente insolite per un ragazzo classe '93 e che sono di buon auspicio per il suo futuro. Innanzi tutto la sfrontatezza e l'abnegazione sono i pilastri del carattere di Wickham che sa anche farsi apprezzare per l'abilità tattica e per la capacità dei suoi polmoni. Ne sa qualcosa Paul Jewell, che ne avrà probabilmente anche abusato in occasione della doppia sfida giocata contro l'Arsenal in semifinale di Carling Cup l'anno scorso. Jewell infatti, non ci pensò su due volte e reinventò un ruolo tutto nuovo per lui, affidandogli la fascia destra e costringendolo così all'improbo compito della fase difensiva, posizionando invece l'ungherese Priskin tra le grinfie di Djourou e Koscielny. La prestazione di Wickham non passò alla storia: poche le iniziative del giovane bomber, che fece però intravedere interessantissimi tratti del suo profilo calcistico: la corsa e il grande spirito di abnegazione che lo rendono a tutti gli effetti il prototipo del centravanti moderno. La grande stazza del suo fisico non lo rende di certo lento dei movimenti e, anzi gli garantisce una potenza esplosiva nei contrasti e nelle conclusioni a rete. Insomma, un attaccante plasmato appositamente per il calcio inglese, in cui potrà far valere tutte le sue notevoli qualità. Sebbene chiunque sia pronto a scommettere che s'ispiri a Wayne Rooney, un attaccante tutto sommato simile a lui, il modello di Wickham è un altro: Fernando Torres. Cresciuto a pane e You'll Never Walk Alone, Connor avrà sicuramente sofferto quando El Nino preparava armi e bagagli per partire alla volta di Londra sponda Chelsea. Tuttavia le somiglianze tra i due si contano sulla punta delle dita, lo spagnolo è decisamente più talentuoso e bravo sotto porta, mentre Wickham si occupa prevalentemente di adempiere ai compiti che tanto apprezzano gli allenatori moderni: correre, coprire, marcare ed è molto più prestante fisicamente. Però, al mastodontico centravanti ex-Ipswich non mancano le possibilità nè il tempo per rinfoltire il bagaglio delle sue qualità e definirsi totalmente come attaccante. Sul taccuino dell'attaccante figura anche l'impellenza d'imparare a coordinare meglio le movenze e a controllare in maniera più consona l'ingente mole che si porta dietro, migliorando possibilmente il colpo di testa, evidente lacuna del suo repertorio. Intanto, dopo una stagione da quasi-titolare e un'altra in cui invece ha avuto il privilegio di indossare sulle sue larghissime spalle (paragonabili a quelle di Jerome Boateng, vi giuro) la maglia numero 9 e quindi di ottenere la titolarità indiscussa, Wickham potrà farsi apprezzare in Premier League, essendosi trasferito al Sunderland. Steve Bruce è stato il più lesto ad assicurarsi le prestazioni di Wickham vincendo una concorrenza davvero agguerrita. Sarà lui a rimpiazzare Welbeck, l'attaccante di origini ghanesi che sorprese un po' tutti l'anno scorso e che adesso è tornato a pieno regime a vestire la maglia dello United. Qualcuno crede che Wickham possa avere un destino simile, e non mi sembra molto inverosimile.

domenica 16 ottobre 2011

The Saints Are Coming

E' rassicurante la certezza con cui Nigel Adkins tornerà a Southampton: questa squadra ha tutti i mezzi per poter vincere il campionato, avendo dimostrato di essere complessivamente molto più forte della compagine diretta da Nigel Clough. I Saints hanno saputo reagire bene al rocambolesco gol di Theo Robinson del terzo minuto, su cui peraltro aleggia qualche dubbio circa la posizione di partenza dell'ex-Millwall, avendo messo costantemente sotto pressione la difesa del Derby County. Lambert e compagni hanno sopperito senza troppi grattacapi alla pesante assenza di Adam Lallana, rimpiazzato dal fido mastino Chaplow, che ha assicurato la solita prestazione di corsa e quantità in mezzo al campo. I Rams invece, galvanizzati da un'atmosfera da brividi a Pride Park, si sono presentati con la formazione tipo, fatta eccezione per la forzata assenza di Brayford, terzino ex-Crewe destinato a calciare i campi di Premier l'anno prossimo (con o senza Derby), sostituito dal pachidermico Anderson, ieri nell'inedita posizione di terzino destro. Aldilà del gol di Robinson, è stato il Southampton a fare la partita, grazie alle buone trame organizzate da Cork e Schneiderlin (migliore in campo, il classe '87 francese) e rifinite da Do Prado, discontinuo come al solito ma particolarmente brillante tra le due linee, che qualche grana hanno creato alla retroguardia guidata da Shackell e O'Brien. Il pareggio arriva, all'inizio del secondo tempo, grazie a un bel destro di Lambert che coglie impreparato Fielding. Sembrava il Southampton la squadra destinata a provare il forcing finale ma è Shackell che sfiora il gol a pochi minuti dal termine. Si gioca fino al 97', complice il duro infortunio patito da Steve Davies- la tac ha confermato che si tratta di frattura allo zigomo- ma il punteggio non cambia: è 1-1 a Pride Park. Per Clough, i soliti problemi da affrontare e possibilmente migliorare: il team è interessante, a partire dal portiere, Frank Fielding, che non attraversa un grandissimo momento ma che è stato convocato anche da Fabio Capello in passato, e impreziosito dalle giovani presenze di Hendrick, mediano irlandese che garantisce tanto pressing e O'Brien, centrale da formarsi fisicamente ma che, per spirito battagliero (qualità sbocciata dai gravi problemi patiti: l'operazione al cuore rischiava di compromettergli la carriera), può risultare un elemento importante per Nigel Clough. Continuerò a sostenere fino alla morte che a questo Derby manca un attacco naturalmente assemblato. La fisicità di S.Davies è sicuramente importante nel contesto della Championship, ma Robinson, per quanto s'impegni in fase difensiva (caratteristica che fa innamorare l'ex bomber del Nottingham Forrest nonchè figlio d'arte), è troppo grezzo tecnicamente e non ha fiuto del gol. Sulla lista della spesa quindi, una seconda punta ma soprattutto una prima punta, magari alla Rickie Lambert, che oggi ha dato prova, per l'ennesima volta, delle sue eccelse doti di bomber. O magari alla David Trezeguet, che ieri ha compiuto gli anni e che merita gli auguri da tutti gli appassionati di questo sport. Adkins, come già detto, può ritenersi soddisfatto della sua squadra, che conta di valide alternative anche dalla panchina (De Ridder ha creato diversi pericoli quand'è entrato), tra cui Schneiderlin, comprensibilmente chiuso dal capitano Hammond nell'11 titolare, che oggi ha fornito la solita brillante performance. Sugli altri campi: il Boro bloccato dai Lions in casa, spalancando ai Saints le porte del primato. Palace corsaro a Vicarage Road, idem il Peterborough che batte il Bristol City. Non c'è ancora luce in fondo al tunnel per il Nottingham, battuto anche dal Coventry City.

sabato 8 ottobre 2011

Player of The Week: Adam Lallana


Adam Lallana
# 20

Bene, oggi parliamo, nell'ambito di quella che si spera diventi una tradizione settimanale (il Player Of The Day, appunto), di Adam Lallana. Nato nel 1988 nella cittadina di St.Albans, città del St. Albans City (i cui tifosi vengono chiamati, guarda caso, Saints), la squadra di cui Chris Pierson ha raccontato la mirabolante storia ne Il mio anno preferito, Adam si trasferì presto a Portsmouth. Iniziò a tirare i primi calci al pallone nel Bournemouth A.F.C., squadra da cui il Southampton lo prelevò quando era ancora dodicenne pagando 2.000 pound più una serie di premi futuri per ottenerlo. Non conosco il nome dello scout che ha messo a segno questo colpo, ma è chiaro che ha avuto un'intuizione geniale.
Dopo aver fatto molte delle trafila con i Saints, nel 2004-05 totalizza 14 reti e 11 assist con la squadra under-17: credenziali che gli valsero la chiamata nella nazionale under-17. Nella visita medica però i medici scoprono un'allarmante tachicardia: Adam è quindi costretto a rinunciare alla chiamata della nazionale e ad operarsi. La sua carriera pareva ormai dirigersi lungo il viale del tramonto, per fortuna la sua famiglia lo convince però a continuare a giocare. Mai fu fatta cosa più giusta: credo che i tifosi dei Saints non finiranno mai di ringraziarla. Infatti da lì, inizia un costante processo di crescita per Adam che diventa ormai un pilastro imprescindibile per la squadra di Adkins, di cui è anche il giocatore più talentuoso. Dove potrà arrivare? Il meglio per lui al momento sarebbe evitare di affrettare le cose e stare il più a lungo possibile col Southampton, squadra che tra l'altro ha tutte le carte in regola per salire in Premiership. E' lui il principale trascinatore dei Saints ed è soprattutto merito suo se il Southampton è padrone della Championship per il momento. Grande talento, buona consapevolezza tattica e tanto movimento lungo tutto il fronte d'attacco: il classico trequartista moderno, non fosse per il fatto che è abbastanza esile fisicamente (e sappiamo bene come questi siano gli anni dei vari Boateng, Yaya Tourè, Toivonen ma anche, guardando a realtà meno faraoniche, Pinardi e Delvecchio: tutti trequartisti forti soprattutto sotto il punto di vista fisico-atletico). Per i Saints è ormai un idolo da qualche anno, e l'ho potuto intuire personalmente ascoltando nel bel mezzo della Northam Stand (la curva in cui notoriamente si riuniscono i tifosi più caldi dei Saints) uno straordinario coro che fa: He plays on the left, he plays on the right..Adam Lallana makes Messi look shite. Di certo molto arguta ma probabilmente è esagerata come asserzione, anche perchè credo che nessuno dovrebbe allarmarsi se Messi non sapesse nemmeno chi sia Lallana, ma di certo rende l'idea di ciò che Lallana significa per il Southampton: un patrimonio inestimabile ma soprattutto l'uomo su cui si concentrano le speranze di una piazza di rara passionalità che spera di tornare a vivere palcoscenici più intriganti e blasonati come meriterebbe. Quello che Lallana potrebbe migliorare è la continuità nell'arco della partita, spesso si "nasconde" e si estranea dalla partita. Ma è comunque un ragazzo che sa assumersi le proprie responsabilità e caricarsi la squadra sulle spalle quando la situazione lo richiede: congrue conseguenze della tormentata storia che ha vissuto. In definitiva, si tratta indubbiamente di un giocatore dal talento nitido e dagli sterminati margini di miglioramento: farà parlare di sè, questo è sicuro. E presto se ne accorgerà anche Messi...