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giovedì 6 dicembre 2012

Invernizzi: "Samp squadra vogliosa. I tifosi? Straordinari"



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Dopo aver parlato insieme a Da Costa e a Longoni di fronte agli studenti di terza media al Teatro Cargo di Voltri, Giovanni Invernizzi è stato raggiunto da ilpubblicista.it. Il comasco ha affrontato vari temi, esprimendo i suoi pareri sulla Sampdoria e ripercorrendo la sua carriera tra il glorioso passato da calciatore, le scelte che l'hanno portato ad allenare i giovani ed un futuro tutto da scoprire. Ecco l'intervista completa:
Giovanni come hai visto la Sampdoria a Firenze?
"L'ho vista bene, una squadra vogliosa, che corre, che tiene benissimo il campo, che ribatte colpo su colpo gli avversari e non era facile andare a giocare a Firenze".
Serviva dare continuità alle due vittorie e la Samp è riuscita a centrare l'obiettivo, quanto ha contribuito in questo l'aspetto mentale e l'aver insistito sulle scelte fatte a inizio stagione?
"Oggi abbiamo parlato con questi ragazzi delle scuole medie sul saper scegliere e penso che una delle scelte più importanti sia stata quella di dare continuità al programma tecnico, di non mettere mai in discussione l'allenatore e di mettere nelle condizioni tutti quanti di lavorare con grande serenità, il gruppo è forte e solido e lo sta dimostrando e penso che sia la cosa più importante".
Oggi qui al Teatro Cargo con i ragazzi si è parlato di scelte, tu hai deciso e l'hai raccontato prima ai ragazzi, di non giocare più e di dedicarti al calcio da un altro punto di vista, investendo le tue energie nei giovani. Come è nata questa scelta?
"La prima scelta è stata trentaquattro anni quando ho smesso di giocare a calcio, non avevo più la possibilità di fare il calciatore della Sampdoria perché erano cambiati i programmi, però mi avevano dato la possibilità di iniziare questo percorso e ho scelto, perché la mia estrazione e la mia crescita, sia da calciatore che da uomo, ha avuto una formazione importantissima nel settore giovanile, avevo fatto il settore giovanile a Como, quindi penso che tantissimo mi sia rimasto e spero di riuscire a trasmetterlo".
Oggi con i ragazzi, un domani con la prima squadra? E' qualcosa alla quale hai mai pensato?
"Assolutamente, io spero di avere la fortuna e la capacità di portare tanti altri ragazzi in prima squadra, domenica la Sampdoria in serie A è stata la squadra che ha schierato più giovani provenienti dal settore giovanile, sei se non erro, ed è un segnale importantissimo e fondamentale per tutti quanti noi".
Sono tanti i tifosi contenti di rivederti in blucerchiato, che rapporto hai con tutti i sostenitori della Samp che non ti hanno mai dimenticato?
"Ho un rapporto ottimo, bellissimo, ho sempre manifestazioni d'affetto e lo ricambio sempre con grande piacere, ho fatto parte di una delle più importanti squadre della Sampdoria e penso che nessuno me lo leverà mai, e tutti quanti me lo riconoscono quotidianamente".
Ai ragazzi prima hai portato ad esempio Vialli e Mancini, leader entrambi della Samp d'oro anche se in maniera diversa, un tuo ricordo del loro carisma.
"Prima di una partita di coppa contro il Borussia Dortmund mi ricordo che Vialli negli spogliatoi si fece due righe sotto gli occhi, tipo giocatore di football americano, ci guardo tutti e dopo essersi fatto le righe ci disse: "Ragazzi dai ora entriamo in campo e spacchiamogli...".

martedì 4 dicembre 2012

Jovetic fantastica: "Scudetto? Magari in futuro..."



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Ieri sera, ha visto dagli spalti i compagni pareggiare in casa contro la Sampdoria e, il suo connazionale, Stefan Savic (di cui SampNews24 vi aveva già parlato) segnare i suoi primi due goal in Italia. Oggi, Stevan Jovetic è tornato a parlare della Fiorentina, analizzandone la situazione:
"La forza della squadra consiste nell'unione del gruppo. Siamo molto affiatati. Mi sento di promettere ai tifosi che lotteremo per la Champions. Ci sono molte squadre attrezzate, ma noi daremo il massimo. Per parlare dello Scudetto è troppo presto, ma in futuro, con altri acquisti potremo pensare questo obiettivo. Sto bene qui, non voglio andar via, non ho altri pensieri, anche se nella vita non si sa mai".


domenica 2 dicembre 2012

Costa (ag. Ralf) elogia Montella: "Mi piace da morire: vuole sempre la vittoria"



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Quello che sta facendo VincenzoMontella alla guida della Fiorentina è sotto gli occhi di tutti, e gli elogi arrivano da ogni angolo del mondo. Anche dal Brasile, dove Allison Costa, agente del brasiliano Ralf, ha parlato ai microfoni di ViolaNews.com:
"A me in particolare piace da morire il nuovo allenatore, perché va in campo sempre per vincere. E questa mentalità insieme alle nuove idee di una persona giovane, sono una ricetta per il successo"

Il vicesindaco di Firenze sui viola: "Tutti tengono alla maglia quest'anno. Roncaglia il simbolo"



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Dario Nardella, vicesindaco di Firenze nonché assessore allo sport, ha commentato per Fiorentina.it la stagione di Facundo Roncaglia, testimonial del premio Villa Vogel, ma anche quella, straordinaria, della compagine gigliata:
"Roncaglia è un ragazzo straordinario, un temerario, e rappresenta l’emblema di questa nuova Fiorentina. La differenza tra questa e la Fiorentina dell’anno scorso sta nel fatto che quest’anno tutti entrano in campo con la voglia di dare tutto per vincere. L’anno scorso invece molti non tenevano per niente alla maglia viola. Lui è il simbolo di questa annata, che speriamo possa essere vincenti, e speriamo ci possa far godere”.

Vallesi fiducioso sul match di domenica: "Se i viola giocano come sanno non c'è storia"



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Intervistato in esclusiva da fiorentina.it, Paolo Vallesi, noto cantautore fiorentino ha commentato le vicende della squadra viola, soffermandosi anche sul match che opporrà la Fiorentina alla Sampdoria. Ecco i tratti salienti dell'intervista: 


Con la vittoria in Coppa Italia la Fiorentina porta a nove i risultati utili consecutivi mentre la squadra di Ferrara sta dando segnali di ripresa con il derby che potrebbe esser stato la svolta della stagione. Che partita si aspetta in vista di domenica?
"Una partita difficile come tutte quelle giocate fino ad oggi, che può nascondere diverse insidie. È chiaro che se la Fiorentina riesce a giocare ai livelli di quest'anno, i valori sono troppo diversi".
Fino ad oggi la Fiorentina ha dimostrato di giocare il più bel calcio d'Italia. Quale il segreto di questa squadra?
"A mio personalissimo giudizio il segreto di questa rinata Viola sta proprio nell'aver 'epurato' diversi elementi che non davano armonia ed aver creato un gruppo di persone che credono in un obiettivo. E' stata fatta una campagna acquisti fantastica e abbiamo un grande capitano come Pasqual".
Cosa ne pensa di Montella?
"Credo sia l'artefice di quello che ho specificato sopra insieme a Pradé, Macia e, naturalmente, a chi ha permesso tutto ciò: ovvero il nostro Andrea Della Valle".
Pronostici in chiave campionato. Champions League, Europa League o proviamo a guardare ancora più in alto?
"Qualsiasi cosa si possa pensare o sperare, la certezza è che quest'anno ci stanno facendo divertire molto, stiamo giocando il miglior calcio e siamo più che mai orgogliosi ed innamorati di questa squadra. L'obiettivo minimo sembra a questo punto prenotare qualche trasferta interessante in Europa il prossimo anno... le destinazioni finali le scopriremo strada facendo".

giovedì 13 settembre 2012

Chiesa pensa alla sua carriera da allenatore: "Mi piacerebbe avere la tranquillità assoluta di Eriksson"

Proprio come quella da calciatore, anche la carriera da allenatore di Enrico Chiesa inizia alla Sampdoria, precisamente agli Allievi Nazionali. Avrebbe dovuto allenare il Figline, ma il fallimento della società toscana ha rovinato i piani dell'ex attaccante di Parma e Siena. Adesso si racconta ai taccuini del Corriere Mercantile, ripercorrendo la sua carriera da calciatore e pregustando quella da allenatore:


"Quando cominciavo ad affacciarmi alla prima squadra, davanti c'erano Vialli e Mancini, lo spazio era per forza minimo. Mi formai in prestito, poi alla prima occasione da titolare giocai talmente bene che arrivò il Parma con un'offerta straordinaria. E' andata così. Ho giocato dappertutto ma era destino che da allenatore ricominciassi dove era partita la mia carriera di giocatore".

"Una volta c'erano un campo in erba e uno in terra, stop. Ora ce ne sono quattro. Ma in società ho ritrovato alcuni vecchi amici. E la serietà della famiglia Garrone, quando giocavo erano gli sponsor. Mi hanno offerto questa opportunità e io sto dando tutto per cercare di meritarla".

"Anche Lippi cominciò da qui la sua carriera? Per carità! Intanto lui giocava in difesa, ma un paragone simile è davvero improponibile. Semmai vale per ribadire il prestigio della storia di questa società, che sono felice mi abbia tenuto a battesimo sia come calciatore che come allenatore".

"Se c'è una qualità che mi piacerebbe avere, è la tranquillità assoluta di Eriksson. Nulla poteva fargli perdere la sua flemma, nemmeno se gli fosse cascato un fulmine davanti ai piedi. Ho letto che Inzaghi, anche lui da allenatore agli esordi, dice di dover molto ad Ancelotti e condivido: una persona seria e leale, direi un buono, rigoroso nei comportamenti, ma quando si incavolava diventava quasi un'altra persona. Non posso dimenticare neppure Gigi Simoni, che mi ha insegnato tanto per la cultura calcistica e statura morale. Spero di aver preso un po' da tutti, ho avuto la fortuna di lavorare con ottimi allenatori. Ora tocca a me restituire qualcosa ai miei ragazzi e spero di riuscirci".  


Pubblicato per TMW (SampdoriaNews)

sabato 7 aprile 2012

Quanti gol da Trieste in giù! E Gesù risorge in anticipo...

Contorto, imprevedibile, avvincente. E' il copione della trentunesima giornata di Serie A, che oggi ha dato prova di tutta la sua straordinaria bellezza, garantendo gol e spettacolo in ogni angolo della penisola, da Trieste in giù, proprio come cantava la Carrà. Eh si, perché Cellino ha concretizzato quella che inizialmente sembrava solamente un'invitante suggestione facendo sì che il Cagliari si giocasse le ultime partite casalinghe proprio nel Nereo Rocco di Trieste, storico teatro del calcio italiano che sarà atteso da un altro lungo e immeritato periodo di anonimato per via del triste fallimento della Triestina. E così nella splendida atmosfera creata da un pubblico accorso numeroso (anche da Cagliari), la formazione sarda e quella diretta dal novellino Stramaccioni hanno dato spettacolo, fronteggiandosi a viso aperto e concludendo il match sul 2-2. Non mancano i gol nemmeno nella vicina Verona, dove il Chievo evapora i sogni europei del Catania battendolo per 3-2, e si porta a una sola lunghezza dalla compagine etnea. 
Il Siena invece sembra abbandonare definitivamente la zona calda raggiungendo quota 39 e la decima posizione, dopo la convincente vittoria di Bergamo arrivata grazie ai centri di Larrondo e Destro. Provvidenziale il risultato della squadra di Sannino che si lascia dietro un confuso e pericolante marasma di squadre che temono per la propria incolumità dopo il brusco risveglio del Lecce, che ha impartito l'ennesima batosta a Luis Enrique. Anche oggi la squadra capitolina ha denotato preoccupanti lacune difensive, che hanno dato numerose opportunità agli sguscianti attaccanti salentini per valorizzare il proprio potenziale. A salire in cattedra è stato Muriel, che ha vivisezionato Heinze e compagni con giocate   incredibilmente simili a quelle del Sanchez rapido e imprendibile che l'anno scorso fece le fortune dell'Udinese. E non sarà un caso se è proprio l'Udinese a detenere il cartellino del colombiano. Non è l'unico motivo per sorridere per i (pochi) tifosi friulani, che oggi si sono goduti l'importante successo sul Parma che li porta temporaneamente al terzo posto (in attesa del big match serale tra Lazio e Napoli). Proprio per il Parma ritorna l'aberrante spettro della retrocessione: le lunghezze che dividono i ducali dal Lecce sono solo 4. Stesso discorso per il Genoa che, raggiunto in giornata da un bel gol di Mascara, rischia di capitolare proprio come fecero gli odiati cugini l'anno scorso. Leggermente più roseo è l'orizzonte della Fiorentina, che dopo il clamoroso trionfo di San Siro, sembra godere di un margine sufficiente di punti e morale per scrollarsi di dosso l'incubo-retrocessione. A consegnare i tre punti a Delio Rossi è stato proprio quell'Amauri bistrattato e preso in giro, che molti, ironizzando sul suo insolito taglio di capelli, volevano rinchiuso nel sepolcro in attesa della resurrezione. L'italo-brasiliano ha invece accorciato i tempi e s'è fatto vivo prima del previsto: manco a farlo apposta, i destinatari del suo omaggio sono proprio quei tifosi che fino a pochi mesi fa lo deridevano e che mai avrebbero pensato di poter gioire per un suo gol. Per la Juventus si presenta dunque l'insperata possibilità di scavalcare il Milan e di mangiare la colomba pasquale in vetta alla classifica.