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sabato 8 dicembre 2012

Neve, a rischio molte partite. Non la Samp



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L'ondata di gelo in arrivo dalla Groenlandia ha portato in Italia i primi fiocchi di neve di quest'inverno: le nevicate copriranno buona parte del nord almeno fino a domenica. Diverse sono le partite a rischio: calciomercato.comindividua Inter-Napoli, Siena-Catania, Torino-Milan, Atalanta-Parma e Bologna-Lazio: insomma almeno metà delle partite in programma. Non dovrebbe esserci alcun problema per il match di lunedì tra Sampdoria ed Udinese: si prevede infatti una situazione metereologica abbastanza tranquilla per lunedì a Genova.

giovedì 6 dicembre 2012

Samp, per Sansone si fa sul serio



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Se n'è parlato nei giorni scorsi e l'ha confermato anche Alfredo Pedullà, tramite il suo sito ufficialeSansone al Torino è scontento e la Samp è in prima fila per cercare di strapparlo ai granata. L'attaccante potentino si aspettava di trovare più spazio nel Torino e diverse sarebbero le squadre pronte ad acquistarlo: oltre ai blucerchiati ci sono Genoa, Bologna e Sassuolo, l'unica squadra della B

martedì 19 giugno 2012

Da Piovaccari a Eder: la favola blucerchiata

E' andata esattamente come doveva andare. Risalire in A era il diktat imposto sin da subito dal popolo blucerchiato, l'innocente speranza con cui celare il sapore amaro lasciato da una retrocessione semplicemente apocalittica. I presupposti in effetti c'erano: il trio Sensibile-Bertani-Piovaccari rappresentava il top di quanto la scorsa stagione di B aveva offerto, e la scelta del mister, Atzori, per quanto criticata e mai pienamente accettata, sembrava potesse imprimere alla Sampdoria un trend giovanile e vincente. La proprietà ha investito tanto e oltre a Bertani e Piovaccari, sono arrivati Costa, Rispoli, Foggia, Bentivoglio, Castellini e dulcis in fundo Romero, la testimonianza più tangibile delle intenzioni societarie.


L'inizio, per la verità, è stato molto contratto, e dai pareggi iniziali, intervallati dai trionfi di Bergamo ed Empoli e dal roboante 6-0 inflitto al Gubbio, si è giunti ben presto all'interno di una fitta crisi di risultati, scaturita dalla clamorosa debacle interna contro il Torino, in un match di cui la Sampdoria aveva, per larghi tratti, dominato l'andamento. Gli esperti del settore iniziarono dunque ad aprire gli occhi e ad accorgersi che la squadra assemblata da Sensibile, per una lunga ed intricata serie di situazioni (in primis la presenza asfissiante dello zoccolo duro della Sampdoria disastrata della retrocessione) era ben lontana dall'essere una corazzata, criticando così quello stesso mercato che pochi mesi prima avevano promosso a pieni voti. Il fondo la Sampdoria l'ha toccato a fine ottobre: scendere in campo in un S.Francesco d'Assisi (di Nocera Inferiore) così scevro di tradizione calcistica sembrava essere un colpo sufficientemente grave per la storia della Sampdoria, e invece quello che si è dimostrato persino più tremendo è stato il risultato: un 4-2 che fa esaltare i tifosi nocerini e tremare la panchina di Atzori. Il tecnico di Colleferro trova acqua nel deserto con la vittoria contro il Crotone, ma la sabbia nella sua clessidra stava inesorabilmente terminando. E' la sconfitta interna contro il Vicenza che segna l'apice delle contestazioni e di una crisi di gioco e di risultati che accompagnava il cammino dalla Sampdoria da quasi un anno ormai. E' anche l'ultima partita di Atzori sulla panchina blucerchiata.


Esonerato Atzori, è Iachini a guadagnare il timone della traballante nave blucerchiata. Con il tecnico ascolano però, le cose non sembrano migliorare e il gap che divide la Sampdoria dai playoff è ancora piuttosto ampio. I tre pareggi iniziali non sembrano però preoccupare l'ex tecnico del Piacenza, che alla Sampdoria e ai suoi atterriti tifosi chiede solo una cosa: il tempo. La Sampdoria però perde a Pescara e inaugura il 2012 nel peggiore dei modi con il gol del sampdoriano Damonte che nei minuti di recupero designa la vittoria del Varese. Inizia un nuovo periodo di crisi e si ventila persino l'ipotesi di un ritorno dell'esile Atzori. Sensibile prende nota degli errori fatti in passato e li corregge mettendo in atto un totale processo di ricostruzione nel mercato di gennaio. Partono Bentivoglio, Accardi, Piovaccari e Dessena e giungono all'ombra della Lanterna oltre a Juan Antonio e Berardi, anche Pellè, Munari, Renan e, a seguito di estenuanti trattative, Eder. Ma soprattutto è partito Palombo, leader ed effigie dell’ultima decade blucerchiata, il cui impiego per ragioni tattiche e psicologiche limitava il resto della squadra.

La rimonta inizia con l'inaspettata vittoria di Padova, e prosegue anche dopo la sconfitta con il Torino, a seguito delle confortanti vittorie ottenute contro Verona ed Empoli. I playoff da utopia (a gennaio i punti dal sesto posto erano 11) diventano un obiettivo concreto a cui la Sampdoria punta con inesauribile fermezza. La squadra cambia totalmente volto: la manovra è adesso più fluida e l'estro di Juan Antonio e Foggia ben coadiuva il vigoroso centrocampo orchestrato dall'insostituibile Obiang e dagli ottimi Munari e Renan. La vera forza della Sampdoria di Iachini però, oltre ad una difesa sempre più solida ed inespugnabile, è l'attacco: Eder e Pozzi sono decisivi per la risalita della Sampdoria, ed è in particolare il cambio di marcia del brasiliano a determinare le ultime e decisive vittorie in campionato. La ciliegina sulla torta è la rete all'esordio di Mauro Icardi che permette alla Sampdoria di espugnare Castellammare di Stabia. La rimonta è compiuta, la Sampdoria si guadagna l'opportunità di giocarsi i playoff contro Sassuolo, Verona e Varese e si concede la passerella nelle ultime due uscite della regular season.


Alla trama mancava ormai solo il lieto fine per consacrarsi come favola. Quello la Sampdoria intendeva conquistarsela sul campo, coprendo ognuno di quei centimetri di cui Al Pacino parlava nel suo antologico discorso in "Ogni Maledetta Domenica", scongiurando un Rosenberg 2 con bravura e tenacia. No, la Sampdoria proprio non voleva sgretolare l'ennesimo sogno conquistato e costruito con così tanta fatica. Nulla ha potuto il Super Sassuolo di Fulvio Pea, la squadra che insieme a Pescara e Torino ha ininterrottamente dominato la Serie B, che si è dovuto arrendere all'umiltà e all'abnegazione di una Sampdoria scintillante all'andata ed eccessivamente sofferente al ritorno. Nemmeno il solido Varese di Maran ha sbarrato la strada alla Sampdoria, e ai colpi di Rivas e De Luca, i doriani hanno reagito col cuore, quello del capitano Gastaldello, che ha vissuto nel proprio elettrocardiogramma le gioie di Palermo, la delusione europea e la desolante retrocessione. E' lui a sancire la vittoria nell'andata ed è sempre lui nel ritorno ad erigere insieme al promettente Rossini un muro che nè Granoche nè Plasmati possono abbattere. Il finale era scritto: la Sampdoria stava correndo verso la A, tenace ed inesauribile proprio come Rispoli che, al 90' dell'ultima di una serie infinita di partite raccoglie le forze per un ultimo e decisivo sforzo prima di cedere il pallone a Pozzi. L'emiliano prende palla, guarda repentinamente Bressan: i cuori blucerchiati si fermano e accumulano l'insieme di sentimenti di una storia recente eccessivamente travagliata. Pozzi tira: è gol. I cuori tornano a pulsare e colorano l'Ossola di blucerchiato. Impazzisce anche il piazzale Kennedy così come le case, i salotti e i bar in cui ogni sampdoriano foresto seguiva con attenzione l'andamento del match. La Sampdoria è in A, è giusto così, ce lo siamo meritati.

Potete leggerlo su Sampbook

sabato 11 febbraio 2012

Pozzi affossa il tabù Marassi


L'Albinoleffe si conferma qualcosa di molto simile a un capote (il mantello rosso sventolato dai toreri) per la Sampdoria, e non solo per la divisa scarlatta esibita quest'oggi a Marassi. Anche lo scorso confronto con i bergamaschi sorrise ai blucerchiati: era il 24 settembre, e quei 3 gol messi a segno sembravano preannunciare una stagione altisonante fino alla successiva debacle col Torino, il vero collante verso la deprimente e deficitaria fase che ha drasticamente rallentato la Sampdoria. La Sampdoria scesa in campo a Marassi, pur con un complesso di effettivi radicalmente snaturato rispetto ad allora, ha effettivamente proposto argomenti tecnici molto simili a quelli che sottesero lo spumeggiante 1-3 della trasferta bergamasca e che si son mostrati un elegante antidoto al sempre più preoccupante tabù-Marassi.

Infondate le preoccupazioni di chi temeva per l'assenza di Eder: la straordinaria presenza offensiva del centrocampo ha infatti agevolato la prestazione di Bertani, mortifero nelle sue progressioni palla al piede. Nemmeno Juan Antonio ha deluso, anche se la scioccante scelta di Iachini di preferirlo al deus ex machina dell'ultima trasferta sembrava offrire validi incentivi per le critiche dei mai domi detrattori. Invece l'argentino ha garantito un'ottima prestazione, limitando le eccedenze e anzi, confermando l'interessante tecnica di base di cui gode. Insomma, non esattamente giustificata l'opinione di chi frettolosamente l'aveva definito "scarto del Brescia", forse preso dalla popolare e diffusa abitudine nel criticare a priori l'operato di Sensibile. Ha assunto un buon ritmo, partecipando attivamente alle numerose trame orchestrate nella prima frazione di gioco, prima di perdere smalto e lasciare giustamente il campo a Foggia. Fuori il più costante, dentro il più estroso: bisognerebbe abituarsi presto perchè pare essere questa l'equazione destinata a dominare le prossime uscite della Sampdoria. E l'ingresso in campo di Foggia ha infatti dato ossigeno al collettivo blucerchiato, incapace di ipotecare la vittoria. Nemmeno il folletto campano ha però permesso alla Sampdoria di andare oltre l'1-0, un ottimo Offredi e un pizzico di sfortuna hanno scongiurato le conclusioni a rete di Bertani e Pozzi. A Marassi iniziavano quindi ad aleggiare la naturale paura e il pessimismo di chi si crede ragionevolmente perseguitato dalla sfortuna ma il riflesso felino di Romero sull'insidioso tiro-cross di Regonesi e il clamoroso errore di Cocco a limite dell'area di rigore suscitano un interminabile sospiro di sollievo tra gli spettatori del Ferraris e spianano alla Samp la strada verso la vittoria. E' la mini-rissa scoppiata a fine gara l'epilogo di una gara estremamente soddisfacente per gli animi blucerchiati, più per le proporzioni tecniche che numeriche del successo, ma anche molto importante: non risica il divario verso il Varese ma mantiene saldamente la Sampdoria nel treno per la sesta piazza, in una giornata in cui tutte le pretendenti hanno portato a casa i 3 punti.

A muovere le corde vocali nel liberatorio urlo lanciato a fine gara non è solo l'emozione di una gara finalmente vittoriosa ma anche la consapevole certezza di aver trovato un degno equilibrio con le operazioni invernali. Il pressing e la verve agonistica di Munari e Renan esaudiscono non solo le unanimi richieste di più voglia, coraggio e attaccamento alla maglia, pronunciate dai tifosi ma colmano anche le evidenti lacune accusate dal reparto nevralgico. Gli elogi per il paulista ex Cluj non finiscono qui: benchè lo smalto e la freschezza tecnica siano risultati per cui l'ambientamento richiede ancora qualche tempo, le sue giocate iniziano già ad incidere positivamente come testimoniano i numerosi tentativi a rete derivati da altrettanti calci d'angolo partiti proprio dalla magia del suo sinistro. Sopra la sufficienza anche l'ungherese Laczko, che infittisce i misteri circa il suo mancato utilizzo in passato a favore dei più imprecisi Costa e Castellini. Per chiudere, da parte mia, una sincera adesione alla petizione che sta riscuotendo risultati quasi plebiscitari per vedere Icardi in prima squadra: l'argentino sta facendo faville nel Torneo di Viareggio, ed è bene approfittarne soprattutto ora che Pellè è fermo ai box per infortunio.

Potete leggerlo anche su Sampbook: http://www.sampbook.com/blog/11/02/2012/pozzi-affossa-il-tabu-marassi/

mercoledì 14 dicembre 2011

Player Of The Week: Ricardo Alvarez

Ricardo Gabriel Alvarez, o più semplicemente Ricky, come lo chiamavano gli amici, nacque a Buenos Aires nel 1988. La straordinaria fantasia argentina nello scegliere soprannomi con Alvarez non è andata oltre le gesta sul campo, le fantastiche giocate dell'argentino gli hanno ragionevolmente assicurato l'epiteto di "Maravilla". Ne abbiamo sentito parlare tanto quest'estate, quando era regolarmente al centro delle maggiori trasmissioni di calciomercato in quanto prossimo a calciare i campi della nostra Serie A. Nonostante i più che convinti tentativi dell'Arsenal, opinionisti come Di Marzio ebbero effettivamente ragione: Ricky Alvarez sbarcò in Italia e più precisamente all'Inter. Venire in Italia, per un giovane, si sa, non è mai facile. Venirci dopo che la tua squadra ha staccato un assegno di quasi dieci milioni, è ancora più difficile. E così, l'esperienza italiana di Alvarez è iniziata tra gli scetticismi e le grandi aspettative di coloro che si aspettavano un rendimento fenomenale dal calciatore più pagato dall'Inter nella scorsa sessione di mercato. Lo scarso bottino raccolto in campionato argentino incentivò ulteriormente le malelingue: nel Clausura 2010 sigla una sola rete in 15 presenze con la maglia del Velez. E' naturale che in molti si siano chiesti cosa ci fosse di così prezioso nel ragazzo.
Per struttura fisica ricorda evidentemente El Flaco Pastore, molto alto (188 cm) ma non sufficientemente massiccio da poter considerare il suo fisico una reale forza del suo repertorio. Un fisico che, anzi, lo osteggia nel gioco in velocità, dove chiaramente accusa delle difficoltà. Ma Alvarez è anche questo, così longilineo da apparire macchinoso senza palla, ma straordinariamente elegante quando si muove col pallone tra i piedi. La sua caratteristica principale è indubbiamente legata al suo mancino, tra i più educati in circolazione, ma non eccessivamente ridondante nei suoi sfoggi di talento. Raramente sopra le riga, Alvarez riesce a risultare decisivo senza mai essere scontato ma nemmeno vanesio con evitabili preziosismi. Equilibrato, misurato, nel campo come nella vita, timido, riservato e poco incline alla vita da divo. Taciturno, senza la debita gestualità che i sudamericani proverbialmente abbinano all'atto sportivo. E' questo il pregio ma anche un po' il limite di Ricky Maravilla: la scarsa leadership in un campionato come quello italiano può risultare letale e, nella fattispecie ad Appiano Gentile può complicare la già impervia escalation nelle più che serrate gerarchie nerazzurre. In molti lo paragonano a Kakà, e in effetti per inclinazioni tattiche non sembrerebbe nemmeno troppo campato in aria. Il brasiliano è però più dinamico, più vivace, più eclettico (Alvarez il piede destro lo usa essenzialmente per scendere dal pullman). L'ex Velez è ancora tatticamente da plasmare, ad oggi non ha infatti ancora una precisa identità: poco rapido per giocare sulla sinistra, troppo talentuoso per essere relegato a centrocampo, poco carismatico per sostituire Sneijder da trequartista. Ranieri ultimamente gli ha ricucito un ruolo diverso: sulla destra con ampi spazi entro cui poter operare. Pare essere questa la posizione più adatta per Alvarez che, in questo modo può sfruttare la pericolosità del suo tiro e entrare nel vivo della manovra nerazzurra accentrandosi. Qualche eccellente prestazione non è bastata ad abbindolare del tutto Ranieri che, anzi, conferma la sua particolare idiosincrasia nello schierare calciatori di talento (situazione simile a quella verificatasi con Giovinco a Torino) preferendo invece giocatori più propensi alla sua rigida impostazione di gioco. Per Ricky Maravilla entrare stabilmente nella intelaiatura interista non sarà esattamente una passeggiata. Avrà bisogno di tempo per affermarsi, ma ci farà innamorare, questo è sicuro.
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martedì 1 novembre 2011

Heroes

E' proprio il titolo della canzone di David Bowie che può riassumere al meglio l'essenza della giornata di calcio appena trascorsa, peraltro ricca di appuntamenti. Scendeva in campo la B, in cui bisogna registrare la straordinaria costanza di risultati del Pescara di Zeman, ormai una serissima candidata per la promozione ma anche l'infallibile cinismo del Toro, che oggi ha espugnato Reggio Calabria. A proposito di serie candidate per la promozione: il Sassuolo strapazza il Modena nel derby emiliano per 2-5. Si rialza la Samp, rivoluzionata dalle scelte di Atzori (o di Sensibile, come sostiene maliziosamente qualcuno) che batte il Crotone senza Maccarone nè Palombo ma con Soriano ed Obiang (39 anni in due) a dirigere il centrocampo. Simoni continua ad ottenere ottimi risultati alla guida tecnica del Gubbio battendo il Cittadella, resta all'imbarazzante punteggio di -1 l'Ascoli che riesce a perdere anche con l'Albinoleffe. Da Bergamo a Nicosia per constatare il sorprendente primato che l'APOEL conferma nel gruppo G, in cui è saldamente al comando dopo aver clamorosamente battuto il Porto, a serio rischio eliminazione. Continuano i problemi per il Chelsea di Villas-Boas, David Luiz si conferma un'assoluta catastrofe sbagliando un calcio di rigore e permettendo dunque ai belgi del Genk di rimanere in partita e di pareggiare con il talentuoso Vossen. Qualcuno già chiede l'esonero del tecnico portoghese, di certo fin ora ha tradito le aspettative di chi si aspettava di assistere al tanto discusso "calcio del futuro". In campo anche la Championship, in uno dei numerosissimi turni infrasettimanali in programma. I Saints festeggiano al meglio il proprio onomastico (è il giorno dei Santi), distanziando di ben 5 punti gli Hammers, i secondi classificati, dopo la vittoria contro l'esuberante Peterborough. Dicevo, era la giornata degli eroi: nel web impazzava oggi la notizia del pilota polacco, il cui prodigioso atterraggio (con un aereo senza ruote, clamoroso!) ha salvato la vita di 230 persone. Qualcosa di meno lampante ma di ugualmente significativo ha fatto invece Billy Sharp, attaccante del Doncaster, che, a pochi giorni dalla morte del figlioletto, ha trovato la forza per scendere in campo, segnare e dedicargli il gol. Straordinario.

venerdì 28 ottobre 2011

When Saturday comes...consigli per gli scommettitori!

Anche domani, come d'altronde accade per ogni sabato (nazionali permettendo), i palinsesti saranno stracolmi di eventi. Ecco perchè un venerdì invece molto cupo sotto questo punto di vista può tornare utile per gli scommettitori per mettere a punto le proprie bollette. Provo a dare qualche umile dritta:

1) Inizierei dall'Inghilterra, ed in particolare dalla sua capitale, Londra, dove una delle sue tanti rappresentative, il Crystal Palace, ospita al Selhurst Park il Reading. I londinesi, forti di una tendenza assolutamente positiva scandita da ben 4 vittorie consecutive (tra campionato e coppa di lega) hanno ragionevolmente i favori del pronostico. Non si potrebbe dire lo stesso del Reading che, per ora, sta faticando e molto a cercare di confermare l'ottima passata stagione che li vide protagonisti a Wembley nella finale dei Playoff dove (sfortunatamente per loro) persero dai Jacks di Rodgers. Mi sentirei di puntare sui Royals: Garvan (l'ometto nella foto) & Co. stanno francamente andando oltre le più rosee aspettative e sarebbe pazzesco se riuscissero a confermarsi anche domani. Anche in virtù delle difficoltà che il Palace proverbialmente soffre quando si esibisce tra le mura amiche, giocherò senza batter ciglio il 2.

CRYSTAL PALACE-READING   2     2,50




2) Simile è il discorso da fare per Varese-Juve Stabia. I campani vantano uno stato di forma invidiabile come può testimoniare il fitto filotto di vittorie messo a segno nell'ultimo periodo e solo interrotto dalla congrua sconfitta subita all'Olimpico di Torino. Il Varese, nonostante la sconfitta a Reggio nell'ultima, sta avendo un rendimento altrettanto positivo, forte del cambio d'allenatore che ha portato nuova linfa alla squadra. Le vespe di Castellammare non hanno lo spessore tecnico-tattico per confermarsi anche in Lombardia: il Varese (mia personale opinione) ha serie chance di uscirne vincitore.

VARESE-JUVE STABIA  1   1,90




3) Restando nella cadetteria italiana, il Vicenza di Gigi Cagni ospiterà al Menti un Albinoleffe in condizioni davvero imbarazzanti. Le motivazioni e la netta superiorità tecnica fanno dei veneti gli assoluti favoriti in questo match. Non dovrebbero avere troppe difficoltà.

VICENZA-ALBINOLEFFE  1   1,90




4) Allo Stadium of Light di Sunderland si recheranno invece i Villans, freschi di una bella ripassata subita dal WBA nel derby di Birmingham. I Black Cats, dopo un avvio complicato, stanno ritrovando un buono stato di forma dopo aver trionfalmente espugnato il Reebok Stadium di Bolton. Attesissimo il ritorno di Darren Bent, che ha dichiarato di evitare ogni tipo di celebrazioni dopo eventuali gol, manifestando grande rispetto per i suoi ex-tifosi. Aldilà delle straordinarie doti realizzative del proprio numero 9, i motivi di ottimismo per i Villans si contano mestamente sulla punta delle dita. Penso possa vincere il Sunderland.

SUNDERLAND-ASTON VILLA   1   2,10




Ovviamente se dovessi incappare nuovamente in allucinanti figuracce come la scorsa volta, appenderò block-notes e penna al chiodo lasciandovi assoluta autonomia la prossima volta che deciderete di scommettere i vostri soldi.

La quota complessiva, almeno con le parsimoniose quote SNAI, non è da capogiro. Con 5 € se ne vincono più o meno 94. In ogni caso, buona fortuna!

sabato 15 ottobre 2011

Una rondine non fa primavera

E' così, una rondine non fa primavera. Perchè il sinistro al volo di Foggia non racconta al meglio la prestazione dell'esterno campano, in realtà infarcita di palle perse ed errori vari ma anche perchè il 2-1 ottenuto al Del Duca è lontano anni luce dal tipo di prestazione che una formazione come la Sampdoria dovrebbe offrire settimanalmente. Però una vittoria perlomeno è arrivata, e onestamente serviva, considerando i ritmi forsennati con cui il Torino sta guidando il campionato (ancora una vittoria per gli uomini di Ventura, questa volta a spese della Juve Stabia). Che non si cullino però Atzori e Sensibile, il primo dovrà continuare a lavorare sodo soprattutto per quanto riguarda il centrocampo, un reparto costantemente in ritardo che si tratti di aiutare i compagni in fase difensiva o di supportare l'azione offensiva. Per l'ex ds del Novara si prospetta invece una corposa mole di lavoro per il mercato di gennaio volta a completare la rosa con un terzino destro e possibilmente con un regista a centrocampo ma anche ad estirpare i rami secchi della rosa come Fiorillo, Rossini, Maccarone e quant'altro. Note positive della giornata: Romero si conferma un autentico talismano per Atzori ma anche un ottimo leader del reparto arretrato. Piovaccari segna, Fornaroli rientra fornendo una prestazione estremamente volenterosa. Insomma, qualche motivo per sorridere per Atzori c'è: ma, ripeto, c'è molto da lavorare. Aldilà di qualche sporadica fase in cui la Samp faceva il bello e il cattivo tempo, noi poveri tifosi blucerchiati abbiamo assistito alla solita prestazione fitta di lanci lunghi, palle scaraventate alla viva il parroco e abbiamo anche penato in qualche occasione, quando Sbaffo (giocatore da tenere d'occhio) e Papa Waigo (l'ombra del calciatore ammirato a Cesena qualche anno fa) facevano traballare la difesa d'Atzori. Bisogna si, mantenere la concentrazione per tutto il match e calarsi a 360° nella desolante cadetteria ma bisogna anche farlo in modo consistente, cercando di dominare la maggior parte delle partite com'è nelle corde di questa squadra. Le frecce nell'arco di Atzori dall'allarmante calo di condizione che Bertani sta accusando da qualche partita a questa parte si sono sensibilmente ridotte in fase offensiva, e per il Doria attaccare con successo, anche contro difese guidate da gente come Peccarisi, è diventato un compito fin troppo gravoso: è ancora questo il problema da risolvere. Per trovare un minimo di continuità e di fiducia è fondamentale trovare la vittoria alla prossima contro il Cittadella, squadra che quest'anno (come fa tradizionalmente da qualche stagione) pare abbia sfornato un altro potenziale bomber che risponde al nome di Maah.

martedì 4 ottobre 2011

Per gli scommettitori...

Non è esattamente il massimo dell'entusiasmo stare lontano dal calcio per ben due settimane, ed è ancora meno simpatico scoprire che si tratta dell'evitabilissima quanto odiosa pausa dovuta alle nazionali. Certo, ci da la possibilità di assistere a interessantissimi match tra allegre compagini come il Lussemburgo, San Marino, Azerbaijan, Armenia, Far Oer (ma ce ne sarebbero almeno altre 5) che puntualmente si presenteranno in qualche campo da qualche parte per l'Europa a fare quello che sanno fare meglio: prendere valanghe di goal. La prospettiva è onestamente inquietante, ma noi malati di calcio potremmo cogliere l'occasione per andare al cinema o magari dalla nonna e prendere due piccioni con una fava. E' questo il motivo per cui l'ottava giornata di Serie B si presenta come acqua nel deserto.

Ecco qualche dritta per i match del mercoledì sera:
1) Inizierei da Torino-Grosseto, bene, il Torino è evidentemente in forma smagliante avendo sorprendentemente espugnato Genova venerdì scorso. Però, in casa ha sempre riscontrato qualche problema; mettiamo altri due ingredienti come il fatto che il Grosseto sia molto bravo a rintanarsi nella propria metà campo e a far soffrire squadre tecniche come il Torino e lo splendido stato di forma della squadra toscana ed ecco che il dolce è servito: degustate la vostra torta, che chiameremo X, e divertitevi! Per i meno temerari, si, va bene anche l'OVER 1,5.

TORINO-GROSSETO X  3,15


2) Restiamo in vetta alla classifica e passiamo al Padova che sarà all'Atleti Azzurri d'Italia per sfidare l'Albinoleffe. C'è un dislivello abnorme tra le strisce degli ultimi risultati delle due squadre: due vittorie e un pareggio per i veneti, tre sconfitte di fila per i lombardi. Eppure ho ragione di pensare che non sarà una trasferta soft per il Padova, che sarà atteso da una stuzzicante prova del nove domani sera: seria pretendente per il titolo/promozione diretta o outsider per i playoff? L'Albinoleffe dovrà invece cercare di invertire la tendenza negativa. Personalmente non me la sentirei di puntare sui bergamaschi ma credo che si andrebbe sul sicuro con un bell' OVER 2,5.

ALBINOLEFFE-PADOVA  OVER 2,5   1,83


3) Altro match interessante sembra essere Ascoli-Reggina. Nessuna delle due squadre sta attraversando un indimenticabile momento di forma, però i marchigiani hanno mostrato confortanti segni di ripresa nel divertente match di sabato scorso giocato contro il Grosseto e terminato 2-2. La Reggina invece viene da una disastrosa debacle interna per opera della Juve Stabia. Sarà una bella partita, ma mi sento di puntare sui bianconeri.

ASCOLI-REGGINA  1   2,45


4) Chiudiamo con il derby campano tra le due simpatiche matricole provinciali: Nocerina-Juve Stabia. Vedremo tanti gol e una bella partita secondo me, ecco perchè non sarebbe sbagliato puntare sull' OVER 2,5. Però quest'oggi mi sento particolarmente coraggioso e vedendo i rossoneri leggermente favoriti, credo non sia sbagliato puntare sui padroni di casa.

NOCERINA-JUVE STABIA  1  2,05

Con 5€ se ne vincono 144, bonus esclusi. Vale la pena provarci.
Good Luck!