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venerdì 21 settembre 2012

Europa League, affonda il Panathinaikos dell'ex Fornaroli

Brutta sconfitta per i greci del Panathinaikos nella prima giornata del Gruppo J di Europa League: allo Stadion Ljudski vr  di Maribor, i padroni di casa si sono imposti per 3-0. E' stato della partita anche l'ex attaccante della Sampdoria Bruno Fornaroli, entrato al 56', non riuscendo però a ribaltare l'esito del match. 

Pubblicato per TMW (SampdoriaNews)

domenica 13 maggio 2012

Castellammare, la cronaca della trasferta



Difficilmente dimenticherò la partita di ieri. Ero partito con le peggiori aspettative in termini di risultato, sicurò però che mi sarei emozionato e divertito esattamente come accadde a Nocera Inferiore, nel giorno dello sciagurato 4-2 che decise il destino di Atzori.
Partito esattamente alle 7:30 da casa, per andare prima a Buccino e poi a Salerno, in compagnia del mio amico Mario, parmense di fede, venuto unicamente per divertirsi e farmi compagnia. Da Salerno arriviamo a Torre Annunziata via treno a mezzogiorno. Qui viviamo una delle scene che han concorso a rendere la trasferta indimenticabile. Un uomo, presumibilmente insano di mente, si avvicina a noi, chiedendoci in un modo abbastanza strambo cosa saremmo andati a fare a Castellammare. Da lì, iniziamo a parlare (o meglio, inizia a parlare, era simile a una radio: tu facevi una domanda e lui non smetteva un attimo di blaterare) e ci avverte riguardo i possibili problemi a cui avremmo potuto andare incontro allo stadio, profetizzandoci addirittura la morte. Il tipo, molto strambo ma innocente nelle sue paradossali affermazioni, m'intrattiene per tutto il viaggio Torre-Castellammare (un quarto d'ora più o meno) e riesce a scrollarmi di dosso tutto l'ottimismo e il morale che avevo per l'attesa del match (non perché credessi alle sue idiozie, eh). Arrivato a Castellammare, dopo qualche incomprensione, raggiungo Dany e il suo amico Antonio, con cui parlo amabilmente di calcio fino all'entrata nel settore ospiti (ubicato aldilà di un interminabile tunnel di passaggio). Colgo l'occasione per ringraziare (di nuovo) Dany di cuore, per avermi fatto sentire a casa (di fatto il settore ospiti, fatta eccezione per il club di napoletani, era una colonia di genovesi o comunque di navigati tifosi doriani) e per avermi "guidato" in questa fantastica esperienza. "La massima goduria sarebbe vincere al 90' con gol di Icardi" dico a Dany, felice, come me, della prospettiva di vedere Maurito in campo. Ah, tanti ringraziamenti anche per avermi fatto conoscere Diego Anelli, persona umile e decisamente preparata, con cui ho avuto l'onore di commentare le vicende doriane. La partita, in realtà, tra i 5-6 minuti prima dell'inizio, e i 40 secondi dopo il fischio di Giancola, m'era sembrata un'autentico incubo per via dei paradossali forfait di Eder e Gastaldello e soprattutto del gol di Zito. "S'inizia con l'handicap" dico a Dany, che non sembra particolarmente abbattuto, sicuro, come sosteneva da giugno (credo) che a Castellammare avremmo vinto. Io, in realtà, memore dell'altra trasferta campana, temevo un'autentica imbarcata. E allora iniziano a giocare anche i nostri, gradualmente, così come i quasi 70 presenti del settore ospite iniziano man mano a riscaldare le corde vocali fino a scatenarsi del tutto nella ripresa. Il secondo tempo è quanto di meglio possa capitare a livello emotivo a un tifoso di calcio. Occasioni a raffica, emozioni contrastanti ma intense e soprattutto il prodigioso gol di Munari che stempera la tensione generale e libera del tutto le laringi dei tifosi doriani, adesso pronte a cantare e ad esaurirsi. La sciagurata (doppia) svista di Volta, il fallo abbastanza netto da rigore su Sau e l'espulsione di Pellè: il pareggio sembrava adesso un risultato da difendere e portare a casa senza troppe storie. E invece no, esce un volenteroso ma inadeguato Fornaroli e finalmente entra Icardi, che prima sfiora la rete e poi la trova, con l'analogo movimento centrale ad anticipare Molinaro e Scognamiglio. Lì esplodo totalmente, provo la massima gioia da tifoso sampdoriano della mia giovane ma intensa carriera, e urlo come non mai: davvero un momento indimenticabile. Un'autentica eiaculazione. Da lì, è bagarre totale: Luca e gli altri intonano prima un epico "o mamma mamma mamma" e poi si lasciano andare al tanto agognato (da me) Dale Doria, dove diamo davvero il meglio. Un po' di tensione, qualche signore un po' più navigato che dice di stare calmi "perché non è ancora finita", ma alla fine sì, Giancola fischia la fine e sono 3 punti per la Sampdoria. Il post-partita è unico: Volta, Foggia, Fornaroli e Icardi si avvicinano al settore ospiti, si svestono e lanciano magliette e pantaloncini. Dulcis in fundo le urla cariche di entusiasmo di Mister Iachini. Allora usciamo dallo stadio e ci dirigiamo senza troppi problemi verso la stazione, anche grazie ai simpatici consigli dei numerosi carabinieri pervenuti al Menti e alle cordiali indicazioni degli abitanti di Castellammare, gioviali e per nulla facinorosi. Torre Annunziata, poi di nuovo Salerno, quindi alle 19:20 a Caggiano, pronto a raccontare la storia ai miei amici.

martedì 8 novembre 2011

La Samp non decolla: un altro pareggio

L'abbraccio tra Scienza ed Atzori
L'imperativo, dopo la confortante vittoria col Crotone, scaturita comunque da un autogol e un gol in fuorigioco (ergo non così confortante), era dare continuità e cercare d'inanellare una duratura striscia positiva. A questo, dopo i tragici avvenimenti di Genova, si è aggiunta la viscerale richiesta dei tifosi di onorare le vittime e tutta la città di Genova giocando quindi con cuore e tanto spirito di abnegazione. Quello che emerge dallo scialbo 0-0 del Rigamonti, non soddisfa appieno nessuna delle prerogative prima citate.
Atzori, rispondendo alle critiche di chi dubitava della presenza del cromosoma Y nel suo DNA, ripropone stoicamente le sorprese della gara col Crotone: Palombo ancora dalla panchina,Fornaroli ancora dall'inizio e una sfilza di nomi eccellenti quali quelli di Pozzi, Costa, Piovaccari, Semioli, Bentivoglio a guardarsi la partita: chi in tribuna, chi in tv, chi magari al pub con un bel boccale di birra (penso soprattutto a Bentivoglio in questo caso). I primi 2 minuti di arrembante pressione offensiva si sono rivelati, come al solito, illusori: il Brescia ha progressivamente preso campo mettendo più volte in difficoltà quella che anche oggi si è confermata una difesa fin troppo disattenta (nonostante Feczesin, il quale ha sciupato due occasioni clamorose, ma soprattutto l'enigmatico Maccan abbiano fatto di tutto per far sembrare il contrario). Un primo tempo di rara inconsistenza tecnico-tattica, testimoniata dalle rivedibili prestazioni di Castellini (confusionario),Padalino (non alza la testa nemmeno per sbaglio), Laczko (sicuri che stesse giocando?) ma anche di Fornaroli che dopo un buon inizio ha dato prova dei motivi per cui l'anno scorso ha faticato a trovare spazio nel Nacional Montevideo, sbagliando tutti gli stop possibili e qualche passaggio elementare.
Urgono cambiamenti. Non secondo Atzori, che pare accontentarsi di un eventuale pareggio probabilmente ignorando l'obiettivo principale con cui la Sampdoria aveva inaugurato la stagione e cioè andare direttamente in Serie A vincendo quante più partite possibili. Inizia il secondo tempo, solito fuoco di paglia iniziale. Gli aneliti ai 3 punti vengono però sviliti dall'espulsione (meritata) di Soriano, ma soprattutto dal modo in cui Atzori cerca di porne rimedio: togliendo cioè Fornaroli per Palombo, abbassando quindi esponenzialmente il baricentro della squadra nonchè le possibilità di risultare pericolosi in attacco (già irrisorie). E con questo non si vuole mancare di rispetto al capitano che anzi, nonostante i consueti lanci mal calibrati, ha mostrato grande umiltà e serietà quand'è entrato, bensì si vuole constatare la mortificante abdicazione alla vittoria del nostro mister, che oggi, probabilmente con risultati meno altisonanti, ha fatto errori anche peggiori rispetto a quelli commessi in quel di Nocera Inferiore. La mentalità vincente e la voglia di portare sempre a casa il risultato sono credenziali essenziali per raggiungere gli obiettivi prefissati, ma devono innanzi tutto essere concepiti e trasmessi dall'allenatore. Gli errori del tecnico di Collepardo non si limitano infatti a questo frangente: da aggiungere alla lista anche la sostituzione che ha visto avvicendarsi in campo Dessena al posto dell'esausto Padalino. Ecco, lasciare in panchina il più talentuoso dei calciatori di cui dispone e cioè Foggia per usufruire invece del letale mix di palloni persi e posizionamenti errati incarnato da Dessena non mi sembra esattamente un affare. E in effetti, la partita si è conclusa con il più logico degli epiloghi: 0-0. Un risultato che risolleva Scienza, che veniva da ben 5 sconfitte consecutive, e che consolida la panchina di Atzori, nonostante abbia solo pareggiato e nonostante abbia commesso anche oggi errori decisamente gravi. Una prestazione deludente della Sampdoria, sottesa da scelte, ancora una volta, scellerate del proprio mister e quel che è peggio, un distacco sempre più preoccupante dalle prime due in classifica. Ecco perchè, a volte, prendere 4 gol non è così negativo e, anzi, può risultare l'unica ancora di salvezza.

sabato 22 ottobre 2011

L'ennesima minestrina

Prima di analizzare l'ennesimo pareggio interno della Samp ci terrei a spendere qualche riga sul calcio italiano in generale. Vedere un match come quello di oggi deve far scattare automaticamente una molla di sentito orgoglio patriottico in ognuno di noi italiani. Infatti, solo in Italia è possibile assistere a match del genere, e noi abbiamo solo da andarne fieri. Una squadra che si trincea nella propria metà-campo e che viene presa costantemente a pallate dall'altra squadra (che in questo caso sigla si 15 corner, ma anche il cupo risultato di 5 miseri tiri in porta) è un format di gioco che difficilmente potremmo apprezzare in altre zone del mondo, penso chessò all'Inghilterra, ma anche alla Germania, o alla Spagna: posti in cui si tende prevalentemente a giocare a calcio. In Italia, ahimè, il catenaccio è pane quotidiano. Il catenaccio è persino più fastidioso quando inscenato contro una squadra dalle evidenti difficoltà offensive. E' stato proprio questo il leitmotiv dello 0-0 tra Sampdoria e Cittadella. I veneti barricati nella propria metà-campo e i liguri che, in maniera molto affannosa, cercavano di guadagnare campo concludendo però, tutto sommato, poco. Condivido l'analisi fatta da Nucera che peraltro è molto simile a quella che feci una settimana fa: la colpa è da attribuire essenzialmente al centrocampo. Palombo e Bentivoglio anche oggi hanno vagabondato per il campo senza sostenere la fase offensiva, corredata unicamente dai lanci e dai campanili vari alzati dai quattro uomini di fascia (che hanno giocato una partita discreta). La negatività della prestazione del capitano oggi si poteva dedurre dalla riprovazione che grondava dagli stracolmi spalti del Ferraris: uno stato di forma davvero pessimo che dovrebbe assicurargli qualche panchina nelle prossime partite. Il condizionale è d'obbligo perchè mister Atzori non credo la pensi come me. A proposito, le sostituzioni dell'ex tecnico del Catania sono state abbastanza difficili da decifrare: contro una squadra che nella metà-campo avversaria avrà messo piede solo per sbaglio, inserire la terza punta avrebbe dovuto essere scontato. E invece Atzori c'ha pensato e ripensato su, fino al 37' del secondo tempo, quando finalmente si decide a far entrare Fornaroli, sostituendo però Foggia ergo l'uomo di maggior talento di cui disponiamo e che, Ascoli docet, avrebbe potuto inventare la giocata vincente. Un altro cambio sicuramente misterioso è quello concretizzatosi all'intervallo. Sostituire Piovaccari che, per quanto pachidermico, aveva creato buone occasioni con Maccarone è assolutamente inspiegabile. Manco a dirlo, anche oggi l'ex-Siena ha fornito l'ormai classica prestazione cadaverica ricordandoci che gioca essenzialmente per farci un piacere. Le tristi vicissitudini familiari, che l'attaccante aveva patito l'anno scorso, c'entravano poco con le sue prestazioni. A distanza di qualche mese, infatti, continua a giocare da attaccante di eccellenza. Liberarsi di lui è assolutamente prioritario, e spero che Sensibile sia dello stesso parere. E qualcuno mi spieghi anche il misterioso ostracismo nei confronti di Obiang che è stato sicuramente il nostro miglior centrocampista in quest'inizio di campionato: Bentivoglio lo fa rimpiangere e parecchio. Dopo oggi, direi sia l'ora di smetterla con la beneficenza e d'iniziare a vincere perchè di punti ne abbiamo già lasciati parecchi per strada. E' fondamentale vincere queste partite per risalire ed è altrettanto importante meditare sugli errori cercando di correggerli. E' solo retorica purtroppo: è ormai quasi un anno che si commettono gli stessi errori ma nessuno sembra accorgersene. Perlomeno oggi abbiamo dato un senso alla vita dei calciatori del Cittadella che potranno raccontare ai nipotini di aver giocato a Marassi e (me l'avessero profetizzato l'anno scorso, avrei risposto con una pernacchia) di esserne usciti indenni. Incredibile.

sabato 15 ottobre 2011

Una rondine non fa primavera

E' così, una rondine non fa primavera. Perchè il sinistro al volo di Foggia non racconta al meglio la prestazione dell'esterno campano, in realtà infarcita di palle perse ed errori vari ma anche perchè il 2-1 ottenuto al Del Duca è lontano anni luce dal tipo di prestazione che una formazione come la Sampdoria dovrebbe offrire settimanalmente. Però una vittoria perlomeno è arrivata, e onestamente serviva, considerando i ritmi forsennati con cui il Torino sta guidando il campionato (ancora una vittoria per gli uomini di Ventura, questa volta a spese della Juve Stabia). Che non si cullino però Atzori e Sensibile, il primo dovrà continuare a lavorare sodo soprattutto per quanto riguarda il centrocampo, un reparto costantemente in ritardo che si tratti di aiutare i compagni in fase difensiva o di supportare l'azione offensiva. Per l'ex ds del Novara si prospetta invece una corposa mole di lavoro per il mercato di gennaio volta a completare la rosa con un terzino destro e possibilmente con un regista a centrocampo ma anche ad estirpare i rami secchi della rosa come Fiorillo, Rossini, Maccarone e quant'altro. Note positive della giornata: Romero si conferma un autentico talismano per Atzori ma anche un ottimo leader del reparto arretrato. Piovaccari segna, Fornaroli rientra fornendo una prestazione estremamente volenterosa. Insomma, qualche motivo per sorridere per Atzori c'è: ma, ripeto, c'è molto da lavorare. Aldilà di qualche sporadica fase in cui la Samp faceva il bello e il cattivo tempo, noi poveri tifosi blucerchiati abbiamo assistito alla solita prestazione fitta di lanci lunghi, palle scaraventate alla viva il parroco e abbiamo anche penato in qualche occasione, quando Sbaffo (giocatore da tenere d'occhio) e Papa Waigo (l'ombra del calciatore ammirato a Cesena qualche anno fa) facevano traballare la difesa d'Atzori. Bisogna si, mantenere la concentrazione per tutto il match e calarsi a 360° nella desolante cadetteria ma bisogna anche farlo in modo consistente, cercando di dominare la maggior parte delle partite com'è nelle corde di questa squadra. Le frecce nell'arco di Atzori dall'allarmante calo di condizione che Bertani sta accusando da qualche partita a questa parte si sono sensibilmente ridotte in fase offensiva, e per il Doria attaccare con successo, anche contro difese guidate da gente come Peccarisi, è diventato un compito fin troppo gravoso: è ancora questo il problema da risolvere. Per trovare un minimo di continuità e di fiducia è fondamentale trovare la vittoria alla prossima contro il Cittadella, squadra che quest'anno (come fa tradizionalmente da qualche stagione) pare abbia sfornato un altro potenziale bomber che risponde al nome di Maah.