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domenica 13 novembre 2011

Profondo (bianco)rosso

Piovaccari, anche oggi impalpabile
Probabilmente in serata arriverà l'annuncio dell'inevitabile esonero di Atzori, ma questo non può ritenerci soddisfatti. Perchè aldilà delle sconsiderate scelte di Atzori, oggi si è avuta l'ennesima dimostrazione del fatto che sono i protagonisti sul campo ad essere scandalosamente carenti. Occhio a non fraintendere: incolpare Palombo, per quello che è successo oggi, sarebbe troppo facile per Sensibile e Garrone. Troppo facile in quanto è l'unico che gode di un minimo di appeal per poter fruttare cifre decenti alle casse blucerchiate. Il perchè l'ha dimostrato anche oggi, giocando una buonissima partita, correndo in lungo e in largo e impegnando Frison, che tra l'altro ha colto l'occasione per ricordare, ad addetti ai lavori e non, di essere un grandissimo portiere. Quindi, se in futuro assisteremo ad ulteriori proclami circa l'assoluta disponibilità a cederlo, sappiate che si tratterebbe di un mero e losco tentativo di intascare qualche soldo, perchè non vi sarebbero altre spiegazioni. E' il resto che non va, e spero che finalmente l'ingombrante quanto assurda reputazione di corazzata ammazza-campionato sia caduta nell'oblio di giornali ed esperti vari. Di questi ragazzi và piuttosto lodato lo spirito caritatevole: al Vicenza è stato permesso di espugnare Marassi dopo ben 35 anni. Sono pochi ormai i record negativi rimasti da battere. Pochi, come i tentativi verso la stregata porta di Frison dopo il gol di Martinelli. I biancorossi hanno fatto proprio di tutto (Frison escluso, naturalmente) per darci una mano, e penso al clamoroso pallone regalato da Martinelli a Piovaccari o alle numerosissime volte in cui la difesa veneta si faceva trovare scoperta. I nostri però proprio non ne volevano sapere di impegnarsi, onorando magari le vittime dell'alluvione, ricordate dal minuto di silenzio iniziale e dall'evitabile parata dei nostri a inizio partita. E' con le magliette fradice di sudore che si dimostra l'affetto. Credenziale che, tra i disastrosi undici scesi in campo oggi, soddisfa il capitano e forse anche Obiang, il quale potrebbe benissimo impartire lezioni di umiltà a gente come Piovaccari. L'ex Cittadella ha dimostrato che si può essere strafottente quanto Cristiano Ronaldo ma allo stesso tempo valoroso quanto un agnello zoppo. Sarà mortificato chi sperava di salire in A anche grazie ai suoi gol. Oggi è stato semplicemente fermo e inerme alle sollecitazioni dei nostri spettatori, che hanno dimostrato buonsenso (venendo copiosi a Marassi ricordando lo scopo benefico) oltre all'ineguagliabile passione che anche oggi grondava dagli spalti del Ferraris. Per Maccarone, invece, il copione è lo stesso da almeno 5 mesi: non ha mai dato segnali di ripresa eppure quest'estate è stato prontamente confermato da chi, invece, aveva promesso di fare piazza pulita. Per non parlare di Padalino, che oggi ha giocato in maniera penosa sbagliando una quantità di palloni persino superiore a quella che mediamente riesce a sciupare. Non basta, quindi, cacciare Atzori. Via anche Piovaccari, Maccarone, Padalino ma anche molti altri. Chiedo troppo, adesso, che siamo solo a novembre? Allora multateli, multateli tutti e fategli capire con i fatti quello che non recepiscono attraverso le parole : la Samp va meritata e onorata, non umiliata. Per chiudere, cito le parole dell'illustre Brian Clough, particolarmente calzanti: quando un manager viene esonerato, dovrebbe andarsene anche chi l'ha preso. Sensibile è avvisato.

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sabato 22 ottobre 2011

L'ennesima minestrina

Prima di analizzare l'ennesimo pareggio interno della Samp ci terrei a spendere qualche riga sul calcio italiano in generale. Vedere un match come quello di oggi deve far scattare automaticamente una molla di sentito orgoglio patriottico in ognuno di noi italiani. Infatti, solo in Italia è possibile assistere a match del genere, e noi abbiamo solo da andarne fieri. Una squadra che si trincea nella propria metà-campo e che viene presa costantemente a pallate dall'altra squadra (che in questo caso sigla si 15 corner, ma anche il cupo risultato di 5 miseri tiri in porta) è un format di gioco che difficilmente potremmo apprezzare in altre zone del mondo, penso chessò all'Inghilterra, ma anche alla Germania, o alla Spagna: posti in cui si tende prevalentemente a giocare a calcio. In Italia, ahimè, il catenaccio è pane quotidiano. Il catenaccio è persino più fastidioso quando inscenato contro una squadra dalle evidenti difficoltà offensive. E' stato proprio questo il leitmotiv dello 0-0 tra Sampdoria e Cittadella. I veneti barricati nella propria metà-campo e i liguri che, in maniera molto affannosa, cercavano di guadagnare campo concludendo però, tutto sommato, poco. Condivido l'analisi fatta da Nucera che peraltro è molto simile a quella che feci una settimana fa: la colpa è da attribuire essenzialmente al centrocampo. Palombo e Bentivoglio anche oggi hanno vagabondato per il campo senza sostenere la fase offensiva, corredata unicamente dai lanci e dai campanili vari alzati dai quattro uomini di fascia (che hanno giocato una partita discreta). La negatività della prestazione del capitano oggi si poteva dedurre dalla riprovazione che grondava dagli stracolmi spalti del Ferraris: uno stato di forma davvero pessimo che dovrebbe assicurargli qualche panchina nelle prossime partite. Il condizionale è d'obbligo perchè mister Atzori non credo la pensi come me. A proposito, le sostituzioni dell'ex tecnico del Catania sono state abbastanza difficili da decifrare: contro una squadra che nella metà-campo avversaria avrà messo piede solo per sbaglio, inserire la terza punta avrebbe dovuto essere scontato. E invece Atzori c'ha pensato e ripensato su, fino al 37' del secondo tempo, quando finalmente si decide a far entrare Fornaroli, sostituendo però Foggia ergo l'uomo di maggior talento di cui disponiamo e che, Ascoli docet, avrebbe potuto inventare la giocata vincente. Un altro cambio sicuramente misterioso è quello concretizzatosi all'intervallo. Sostituire Piovaccari che, per quanto pachidermico, aveva creato buone occasioni con Maccarone è assolutamente inspiegabile. Manco a dirlo, anche oggi l'ex-Siena ha fornito l'ormai classica prestazione cadaverica ricordandoci che gioca essenzialmente per farci un piacere. Le tristi vicissitudini familiari, che l'attaccante aveva patito l'anno scorso, c'entravano poco con le sue prestazioni. A distanza di qualche mese, infatti, continua a giocare da attaccante di eccellenza. Liberarsi di lui è assolutamente prioritario, e spero che Sensibile sia dello stesso parere. E qualcuno mi spieghi anche il misterioso ostracismo nei confronti di Obiang che è stato sicuramente il nostro miglior centrocampista in quest'inizio di campionato: Bentivoglio lo fa rimpiangere e parecchio. Dopo oggi, direi sia l'ora di smetterla con la beneficenza e d'iniziare a vincere perchè di punti ne abbiamo già lasciati parecchi per strada. E' fondamentale vincere queste partite per risalire ed è altrettanto importante meditare sugli errori cercando di correggerli. E' solo retorica purtroppo: è ormai quasi un anno che si commettono gli stessi errori ma nessuno sembra accorgersene. Perlomeno oggi abbiamo dato un senso alla vita dei calciatori del Cittadella che potranno raccontare ai nipotini di aver giocato a Marassi e (me l'avessero profetizzato l'anno scorso, avrei risposto con una pernacchia) di esserne usciti indenni. Incredibile.

sabato 15 ottobre 2011

Una rondine non fa primavera

E' così, una rondine non fa primavera. Perchè il sinistro al volo di Foggia non racconta al meglio la prestazione dell'esterno campano, in realtà infarcita di palle perse ed errori vari ma anche perchè il 2-1 ottenuto al Del Duca è lontano anni luce dal tipo di prestazione che una formazione come la Sampdoria dovrebbe offrire settimanalmente. Però una vittoria perlomeno è arrivata, e onestamente serviva, considerando i ritmi forsennati con cui il Torino sta guidando il campionato (ancora una vittoria per gli uomini di Ventura, questa volta a spese della Juve Stabia). Che non si cullino però Atzori e Sensibile, il primo dovrà continuare a lavorare sodo soprattutto per quanto riguarda il centrocampo, un reparto costantemente in ritardo che si tratti di aiutare i compagni in fase difensiva o di supportare l'azione offensiva. Per l'ex ds del Novara si prospetta invece una corposa mole di lavoro per il mercato di gennaio volta a completare la rosa con un terzino destro e possibilmente con un regista a centrocampo ma anche ad estirpare i rami secchi della rosa come Fiorillo, Rossini, Maccarone e quant'altro. Note positive della giornata: Romero si conferma un autentico talismano per Atzori ma anche un ottimo leader del reparto arretrato. Piovaccari segna, Fornaroli rientra fornendo una prestazione estremamente volenterosa. Insomma, qualche motivo per sorridere per Atzori c'è: ma, ripeto, c'è molto da lavorare. Aldilà di qualche sporadica fase in cui la Samp faceva il bello e il cattivo tempo, noi poveri tifosi blucerchiati abbiamo assistito alla solita prestazione fitta di lanci lunghi, palle scaraventate alla viva il parroco e abbiamo anche penato in qualche occasione, quando Sbaffo (giocatore da tenere d'occhio) e Papa Waigo (l'ombra del calciatore ammirato a Cesena qualche anno fa) facevano traballare la difesa d'Atzori. Bisogna si, mantenere la concentrazione per tutto il match e calarsi a 360° nella desolante cadetteria ma bisogna anche farlo in modo consistente, cercando di dominare la maggior parte delle partite com'è nelle corde di questa squadra. Le frecce nell'arco di Atzori dall'allarmante calo di condizione che Bertani sta accusando da qualche partita a questa parte si sono sensibilmente ridotte in fase offensiva, e per il Doria attaccare con successo, anche contro difese guidate da gente come Peccarisi, è diventato un compito fin troppo gravoso: è ancora questo il problema da risolvere. Per trovare un minimo di continuità e di fiducia è fondamentale trovare la vittoria alla prossima contro il Cittadella, squadra che quest'anno (come fa tradizionalmente da qualche stagione) pare abbia sfornato un altro potenziale bomber che risponde al nome di Maah.