martedì 25 dicembre 2012

Arriva il Boxing Day: la presentazione e i pronostici dei migliori match


Per molti il Natale, il vero Natale, non è ancora arrivato. C'è gente che non ha provato piacere nel posizionare, meticolosamente a mezzanotte, il bambin Gesù al centro del presepe, o meglio, o meglio non ha provato il piacere che si conviene al gesto che simbolicamente incarna il significato del Natale. Perché? Perché la mente vaga, e pensa a tutt'altro. No, nessuna traccia di blasfemia in tutto ciò, solo una sana e insaziabile brama di football. Quel football che travolge, e di cui proprio non si può fare a meno. Un football che poco ha a che vedere con l'inedita quanto poco fruttuosa idea di far giocare le partite di Serie B proprio nel giorno di Santo Stefano. E' un football diverso, che piace proprio perché unico e così esclusivo dall'essere inspiegabilmente da molti disprezzato. Quel football domani avrà la sua piena consacrazione e il Boxing Day esalterà a livelli massimi quel coefficiente di tradizione, spettacolo e storia che caratterizza il calcio inglese.
In particolare, in Premier League scenderanno tutte e 20 le squadre, in un programma diviso in tre diverse fasce orarie (con i match delle 16:00, il consueto posticipo delle 18:30 e anche quello, inatteso, delle 20:45). In realtà, le squadre che giocheranno saranno 18: lo sciopero della Tube ci priva probabilmente del match più affascinante, ossia Arsenal-West Ham che verrà recuperata nel prossimo mese. Non per questo bisogna però disperarsi: anzi, i match interessanti saranno diversi: ecco quelli che, secondo BundesLigaPremier, meritano particolare attenzione:
SUNDERLAND-MANCHESTER CITY- Non può mancare all'appello il match dello Stadium of Light tra Sunderland e Manchester City. Un incrocio che, classifica alla mano, non dovrebbe preoccupare tanto Mancini ma che, l'anno scorso e proprio nel periodo natalizio (esattamente il giorno di Capodanno) gli giocò un brutto scherzetto. All'epoca infatti, i Black Cats furono i primi a battere i Citizens, grazie al goal allo scadere di Ji Dong-Won che chiuse la partita sull'1-0. Anche questa volta, per il City, quella alla Tyne and Wear, non sarà una gita turistica: il Sunderland, dopo un periodo poco facile, si sta rialzando e la vittoria contro il Southampton ha dimostrato ancora una volta quanto questa squadra sia brava nel difendersi e ripartire in contropiede. Ha confermato inoltre, le doti dell'implacabile Steven Fletcher, in goal anche al St.Mary's Stadium. Insomma, match da non perdere ed esito tutt'altro che scontato, anche alla luce delle difficoltà accusate nell'ultimo periodo dalla, sempre più claudicante, squadra mancuniana. Da tenere d'occhio: Yaya Tourè, McClean. Pronostico: UNDER 3,5

READING-SWANSEA- Lo Swansea, quest'anno, è uno spettacolo che nessuno dovrebbe mai perdersi. Il Madejski Stadium inoltre, è stato sin ora assoluta garanzia di goal e spettacolo: insomma, i presupposti perché Reading-Swansea sarà una partita spettacolare non mancano nemmeno da un'analisi così superficiale ed elementare. Si proliferano, addirittura, nel momento in cui si aumenta lo zoom: il Reading, bloccato a 9 punti all'ultimo posto della classifica, ha paura di scartare sotto l'albero il pacco della retrocessione ed è chiamato a una sfida quasi decisiva per cercare di rialzare la testa. Inoltre, i Royals sono ancora più agguerriti dopo il dubbio goal con cui Barry, sabato scorso, ha regalato la vittoria di Citizens e rovinato il Natale di McDermott, come lo stesso allenatore ha ammesso. Dall'altra parte, i gallesi allenati da Laudrup, dopo un solo punto guadagnato nelle ultime tre partite, vogliono tornare a vincere. I Jacks sono in grande forma, come dimostrato domenica con il pareggio maturato, seppur in modo un po' rocambolesco, contro i Red Devils. E poi, il biondo attaccante di Oviedo che sulle sue larghe spalle porta il nome di Michu è in un momento di forma semplicemente estasiante e difficilmente la sua corsa si fermerà proprio al Madejski. Da tenere d'occhio: McAnuff, Michu. Pronostico: OVER 2,5 / 1

FULHAM-SOUTHAMPTON- Al Craven Cottage si affronteranno due squadre che stanno attraversando momenti tutto sommato molto diversi. Mentre il Fulham nell'ultimo periodo è stato umiliato da un Liverpool comunque ben lontano dall'essere imbattibile ed ha riesumato gli sgangherati Queen's Park Rangers, che contro di loro hanno ottenuto la prima vittoria, il Southampton viene sì dalla sconfitta casalinga col Sunderland ma il gruppo di Adkins sembra aver finalmente trovato la giusta quadratura e fiducia. Difficile che il Fulham continui ad avere un rendimento così negativo, anche perché la classifica inizia a farsi preoccupante per i Cottagers. I Saints invece, proveranno a sorprenderli con il loro effervescente e straripante attacco, che sarà, però, povero del suo miglior interprete, ossia Adam Lallana. Non mancheranno invece, Ramirez, Rodriguez e Lambert, così come dovrebbe giocare il temibile Kacaniklic per il Fulham. Da tenere d'occhio: Ramirez, Kacaniklic. Pronostico: OVER 2,5 / 2

Ve lo ricordate Boris Odwong?



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Sogni le stelle, nella boccia dei pesci rossi finisci. È l'hokku che probabilmente meglio descrive la vita di coloro i quali sentono di aver fallito e di aver tradito le attese. È, quindi, anche l'hokku di Boris Odwong che, guarda caso, porta proprio il nome del pesce rosso più famoso della tv. Lo statuario (192 cm x 90 kg) attaccante nativo di Roma ma di origini nigeriane pareva destinato a una carriera di alto livello e diversi erano gli addetti ai lavori che vedevano, tra le caratteristiche in comune con Balotelli, qualcosa in più della mera somiglianza fisica. 
Ha cominciato nel Savio, squadra dilettantistica romana, e poi, esploso negli Allievi d'Elite di Walter Ameli, ha iniziato a far parlar di sè. Quindi, le prime voci di mercato: il Genoa, l'Inter, il Tottenham addirittura. Alla fine, arriva la Sampdoria che gli offre la possibilità di confrontarsi con una delle migliori realtà giovanili del panorama nazionale e non solo. Tra allievi e primavera, Odwong non riesce però a lasciare il segno e così, a gennaio, si trasferisce in prestito alla Viterbese. Non gioca male, Odwong, ma il suo rendimento è troppo altalenante e il suo carattere troppo difficile: ecco perché la Sampdoria, forte anche di una rosa molto forte che, solo due stagioni prima, aveva vinto tutto e che non necessitava affatto di un talento discontinuo e problematico, decide di non rinnovare il suo contratto.
A questo punto, per Odwong, comincia l'Odissea. Il Nardò lo acquista a titolo definitivo, e gli dà, nuovamente, la possibilità di confrontarsi con la Serie D. Nemmeno in Puglia però, il talento di Odwong riesce a sbocciare: fioriscono invece i dubbi sul suo conto, ormai passati sono i tempi in cui ci si rivolgeva a lui come al "nuovo Balotelli", meno prestigiosa e accattivante è ora la sua etichetta: meteora, o peggio, bidone. E quale miglior meta allora, di Malta? Come molti giocatori che tanta fatica hanno trovato in campionati più probanti, Odwong si trasferisce nell'isola che prese il nome dalla ninfa Melite per giocare prima con il Naxxar FC (seconda divisione maltese) e poi, da gennaio 2011, con il Floriana FC (prima divisione). In otto presenze in campionato coi biancoverdi, solo una volta il mastodontico centravanti riesce a trovare la via della rete. 
A giugno, Odwong decide di rifare le valigie e diventare un globetrotter a tutti gli effetti. Si trasferisce addirittura in Moldova, a Chisinau per giocare nella prima divisione nazionale con il Rapid. L'italo-nigeriano però, proprio non riesce a trovare pace: a novembre il presidente del club annuncia di averlo sospeso insieme al capitano del club, Mark Gouffan. Victor Ostap, il presidente, motiva la decisione alludendo al suo comportamento antisportivo e alla sua mancanza di voglia. La sua carriera al club non è ancora compromessa, infatti, lo stesso Ostap ricorda che la decisione relativa alla risoluzione del suo contratto sarà presa durante le vacanze natalizie.
A questo punto, il paragone con Balotelli non sembra così campato in aria: dell'attaccante del City però, Odwong non ha preso, a quanto risulta dalla sua sgangherata carriera, l'estro tecnico, bensì il peggior aspetto possibile, ossia la presunzione e il sovversivismo.  

Esclusiva - De Leo: "Sinisa, leader ma con umiltà, tenace come quando giocava nella Samp. Scepovic? Ragazzo squisito"


E' il personaggio del momento. La testimonianza più pura e plebea che, con il lavoro e l'impegno, sognare può avere risultati concreti. Ed i suoi lo sono eccome: il suo fitto processo di crescita professionale l'ha portato a diventare il braccio destro di Mihajlovic nella Serbia. I più informati si saranno accorti che il soggetto è Emilio De Leo, le cui gesta vennero raccontate e rese note in un coinvolgente servizio di MondoGol. L'assistente allenatore di Mihajlovic è stato contattato in esclusiva dalla redazione di SampNews24, ed è proprio lui a presentarsi, sviscerando i dubbi di chi ancora non lo conosce:

"Sono un ragazzo che con passione e tanta umiltà circa dieci anni fa si è inventato un lavoro, procedendo in modo silenzioso, ma sempre meticoloso e professionale indipendentemente dal contesto in cui mi sono trovato ad operare. Ho allenato in diverse categorie e realtà giovanili per lo più professionistiche tra le categorie giovanissimi sino alle berretti (Cavese e Nocerina), ottenendo buoni riconoscimenti individuali e successi di squadra (su tutti lo scudetto allievi professionisti di Serie C con la Cavese). Pian piano ho cominciato una serie di esperienze con allenatori e società in giro per il mondo (tra Italia, Inghilterra, Canada, Repubblica Ceca) divenendo tra l'altro autore di contributi per portali web o collaboratore tecnico per alcune trasmissioni televisive, mirando, quotidianamente, ad di approfondire ed arricchire il mio bagaglio di competenze."

Il tuo presente però si chiama Serbia. Come giudichi da un punto di vista tecnico la partnership con Mihajlovic? 

Il nostro ct è una persona diretta e leale che ha mostrato un'umiltà incredibile nel rapportarsi a me con tanta stima sin dal primo giorno. Ha grandi doti da leader e sono orgoglioso che abbia riconosciuto, scelto e valorizzato tanto le mie qualità in un contesto tanto rilevante. Il nostro lavoro è iniziato a Maggio del 2012 con tre amichevoli (contro Spagna, Francia e Svezia) finalizzate a far acquisire esperienza internazionale ad un gruppo molto giovane (la nostra nazionale ha una media di 23 anni) sta continuando con le gare di qualificazioni mondiali che riprenderanno a Marzo.
Sinisa ha avuto anche un importante passato da calciatore. Cosa ricordi delle sue gesta alla Sampdoria? 
Ricordo soprattutto la sua personalità, le sue grandi doti balistiche e la grande tenacia che da calciatore, ovunque abbia giocato ha dimostrato, e che ancor oggi rappresenta una delle sue principali peculiarità da tecnico.

La Serbia è una nazionale piena di giovani talenti, uno di questi è Stefan Scepovic, ex attaccante della Samp: dove pensi possa arrivare? 

Stefan è un ragazzo squisito con cui ho legato da subito anche perchè parla un buonissimo Italiano memore dell'esperienza alla Samp. Sta facendo molto bene quest'anno al Partizan e spero che continui così perchè lo merita tanto.

Per chiudere: da buon cavese, una battuta sul calcio campano che, classifiche alla mano, è sempre più in crescita… 

Il calcio campano è come sempre pieno di contraddizioni, da una parte il talento dei calciatori cresciuti nella nostra regione e dall'altra le improvvisazioni in termini di programmazioni responsabili e lungimiranti, il mio auspicio è che presto si possa trovare un equilibrio di cui il calcio e la nostra terra avrebbero tanto bisogno.

Per chiudere, De Leo ha voluto salutare i lettori e la redazione ("Un saluto a te ed a tutti i fruitori del vostro sito, con amicizia"), un gesto che ricambiamo al campano, ringraziandolo per la grande disponibilità.

Una settimana da Delio


L'ultima settimana è stata molto lunga, probabilmente la più lunga della stagione per i tifosi blucerchiati. Tutta quell'adrenalina e quell'intensità di cui la prospettiva di un campionato sostanzialmente tranquillo sembrava privarci è stata raccolta e impacchettata in sette giorni. Sette lunghi giorni, iniziati con le drammatiche news che hanno stravolto la sonnolenta routine del lunedì blucerchiato. Nessuno, probabilmente, si sarebbe aspettato un' anticipazione così perentoria di quell'apocalisse che i Maya avevano fissato per il 21 dicembre. In prima linea il sottoscritto che, solo 7 giorni fa, scriveva delle certezze che Ferrara avesse, nonostante tutto, di mangiare il panettone in tranquillità, ancora sotto l'ombra della Lanterna. Per quanto erronea, quell'opinione sembrava però decisamente fondata perché coerente con quella che è stata la proverbiale linea dirigenziale. La scelta adottata in società rappresenta, a questo punto, un autentico unicum nell'epopea garroniana: mai risposta così pronta e decisa è stata data a una situazione critica ma comunque tutto sommato risanabile. Avranno pesato, e tanto, i colossali errori che assicurarono ai blucerchiati un'inaspettata quanto cercata retrocessione nella tragica stagione di due anni fa.
E così, fuori Ferrara dentro Delio Rossi: panem et circenses, avremmo commentato qualche secolo fa. Nessun cambio avrebbe infatti raccolto tanti consensi quanto quello che ha portato il tecnico di Rimini sulla nostra panchina: troppo forte era la tentazione di vederlo e di sperimentare le doti quasi taumaturgiche da deus ex machina che costituiscono la sua eccellente reputazione.
Durante la settimana poi, l'adrenalina è cresciuta nuovamente quando ci si è resi conto che l'avversario era proprio quella Lazio che Delio Rossi aveva condotto verso il trionfo in Coppa Italia. Tanta è stata l'attenzione mediatica, tanto l'entusiasmo e la voglia di rimettersi in gioco dei ragazzi che, nei primi minuti della partita, più volte hanno costretto alle corde la Lazio. Il gruppo di Petkovic però, forte della solidità tipica dei top team e di un Marchetti sempre più fenomenale, non si è scomposto e alla prima occasione ha orchestrato la trama vincente per battere Romero. Ed è subito sera, avrebbe detto Foscolo. Da lì, infatti, la partita della Sampdoria diventa un calvario e farsi pericolosi dalle parti di Marchetti diventa un'impresa titanica, e questo prima che Petkovic erigesse il muro di Berlino con Ciani e Cavanda. La pericolosità è arrivata solo con l'ingresso di Pozzi che ha dimostrato di meritare ampiamente il posto da titolare che Maxi Lopez per troppo tempo sta lasciando vacante. D'altronde, le qualità di Icardi sembrano, considerato il contesto tecnico e il momento che, classifica alla mano, non è esattamente gioviale, insufficienti per produrre una qualche utilità per il risollevamento della squadra. Aldilà delle perplessità che, dopo l'entusiasmo del derby, iniziano a sorgere sul suo conto, il futuro dell'argentino sembra sì blu, ma non cerchiato quanto piuttosto accompagnato dallo scuro nero dell'Inter, che ha acceso i fari ed inizia a monitorare la situazione, svegliata dai capricci dell'attaccante di Rosario. Possente e indomabile, Nicola Pozzi dispone probabilmente di frecce meno brillanti ma sicuramente più ispide e funzionali per l'arco blucerchiato. Se ne sarà accorto anche Delio Rossi, emozionato solo dal tiro potente ed angolato dell'ex Empoli che per poco non beffava Marchetti.
Ah, Delio. La sua mano nella caotica e molle Sampdoria vista ieri non si vede affatto: saranno la pausa e i buoni propositi post-natalizi a donarci una squadra conforme all'immagine del suo tecnico, e solo allora potremmo riprendere, con l'abnegazione di chi conosce l'importanza del traguardo e le proprie debolezze, la scalata verso quota 40. Per ora ciò che possiamo fare è goderci l'ultimo giorno di una settimana travagliata, di quelle che, nel bene o nel male, difficilmente si dimenticano. Una settimana da Delio.

Pubblicato per SampNews24