L'ondata di gelo in arrivo dalla Groenlandia ha portato in Italia i primi fiocchi di neve di quest'inverno: le nevicate copriranno buona parte del nord almeno fino a domenica. Diverse sono le partite a rischio: calciomercato.comindividua Inter-Napoli, Siena-Catania, Torino-Milan, Atalanta-Parma e Bologna-Lazio: insomma almeno metà delle partite in programma. Non dovrebbe esserci alcun problema per il match di lunedì tra Sampdoria ed Udinese: si prevede infatti una situazione metereologica abbastanza tranquilla per lunedì a Genova.
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sabato 8 dicembre 2012
Neve, a rischio molte partite. Non la Samp
giovedì 6 dicembre 2012
Samp, per Sansone si fa sul serio
Se n'è parlato nei giorni scorsi e l'ha confermato anche Alfredo Pedullà, tramite il suo sito ufficiale: Sansone al Torino è scontento e la Samp è in prima fila per cercare di strapparlo ai granata. L'attaccante potentino si aspettava di trovare più spazio nel Torino e diverse sarebbero le squadre pronte ad acquistarlo: oltre ai blucerchiati ci sono Genoa, Bologna e Sassuolo, l'unica squadra della B
mercoledì 21 dicembre 2011
Tanti gol sotto l'albero
Si è giocato anche in Premier League, in quello che è stato un mercoledì sera assolutamente appagante in quanto a spettacolo. City e United vincono senza troppi problemi contro Stoke e Fulham, mentre l'Arsenal espugna Villa Park grazie a un gol di Benayoun. Tempi duri per il Newcastle di Pardew, che perde in casa dal West Bromwich, che si conferma squadra estremamente temibile in trasferta. Altrettanto difficile è la situazione del QPR, che esce sconfitto da Loftus Road contro il Sunderland: ora Warnock inizia davvero a vacillare. Dopo il doppio vantaggio accumulato dai Black Cats, le cose sembravano essersi messe bene per Warnock quando i Rangers avevano trovato il pareggio segnando prima con Helguson e poi con Mackie. E' un gol incredibilmente fortuito di Wes Brown, che non segnava da 3 anni, a garantire altri 3 punti per Martin O'Neil, il cui impatto sulla panchina una volta occupata da Bruce è stato fin ora sorprendentemente prolifico.
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lunedì 28 novembre 2011
Juve, ma fai sul serio?
Quello che emerge dalla tredicesima giornata di campionato è un dato sempre più netto: la Juventus non è un fuoco di paglia, ma anzi è tra le più valide ed accreditate contendenti alla vittoria del campionato. La vittoria dell'Olimpico ha ulteriormente consolidato questa convinzione: la Juventus pare finalmente la squadra pronta e preparata che Marotta e Agnelli da tempo desideravano. Fuor di dubbio ormai che la squadra sia quantomeno allo stesso livello di altre potenziali outsider come Lazio, Napoli e Udinese. Questo sebbene a livello tattico continui a destare più di qualche perplessità, non essendo ancora straordinariamente fluida nelle sue manovre offensive, e questo non è necessariamente da tradursi come un'irrisoria abilità nel creare pericoli ed occasioni quanto piuttosto nell'organizzarli nel momento in cui chi si trova di fronte ha un atteggiamento particolarmente catenacciaro (Catania, Bologna e Chievo insegnano). In ogni caso la squadra di Conte guarda tutti dall'alto verso il basso ed è questo che conta di più. Non solo: è l'unica squadra ancora imbattuta. I meriti sono da suddividere equamente tra Marotta e Conte: il primo sta finalmente dimostrando che le critiche mossegli l'anno scorso erano del tutto infondate: nella condizione in cui Secco aveva lasciato la squadra non sarebbe stato bastevole investire tutto su un Dzeko o un Aguero per sbrogliare la matassa, era necessario invece, come il ds varesino ha brillantemente osservato, costruire una base nel quale inserire successivamente qualche elemento di spessore (proposto soddisfatto quest'anno con gli innesti di Vucinic e Vidal). Il secondo è stato fin ora efficacemente zelante nel sacrificare nomi eccellenti (Del Piero, Quagliarella e il desaparecido Elia) pur di soddisfare le esigenze tattiche del suo undici. Altra rinuncia: i piedi e le folgoranti qualità offensive che fecero di Vidal un autentico crack in Germania. Conte l'ha completamente riassettato: da centrocampista offensivo dallo spiccato senso del gol al più classico faticatore di centrocampo. E' anche merito di questa geniale metamorfosi se la Juve è lì dove si trova. Altra presenza chiave nello scacchiere juventino è quella di Marchisio. Il cosiddetto principino sta infatti attraversando un momento di grazia, indubbiamente il migliore della sua carriera. E finalmente sta congiungendo i suoi exploit con quella continuità che in passato non aveva mai raggiunto. Don't say cat if you have not it in the sack, Trapattoni ci insegna. La stagione è ancora molto lunga: occhio a darlo già per il nuovo Lampard, o, per i più ottimisti, il miglior centrocampista del mondo (?!?). Due mesi di ottime prestazioni non sono abbastanza per poter realmente definire il suo valore. Capitolo Chiellini: anche qui Conte ha fatto un'ottimo lavoro, mostrando quanto semplice da risolvere fosse in realtà il rebus terzino sinistro, che Marotta e Delneri avevano coraggiosamente provato a sbrigare con soggettoni come De Ceglie, Salihamidzic o addirittura, il sommo Traorè. Insomma, la Juventus è una grande squadra. Quanto possa effettivamente reggere il confronto col Milan, squadra considerata un po' da tutti sostanzialmente superiore per spessore e talento (a maggior ragione se mr. "rosicone" Tevez dovesse davvero arrivare a Milanello), ce lo dirà anche il big match di domani sera che opporrà i bianconeri al Napoli. Non esattamente ottimale l'atmosfera partenopea: nonostante il fantastico trionfo di martedì in coppa, le vicende extra-calcistiche (la moglie di Lavezzi definisce Napoli ciudad de mierda dopo la rapina a mano armata) stanno destabilizzando e non poco l'ambiente. Il match di martedì sarà un importante banco di prova anche per loro: potrà infatti stabilire se per il Napoli la porta delle prime posizioni è chiusa del tutto o se, viceversa, c'è ancora qualche spiraglio.
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venerdì 4 novembre 2011
Player of The Week: Senad Lulić
Senad Lulic
# 19
Arrivare in Italia dall'estero, soprattutto per un difensore, si sa, non è mai facile. Non la penserà così Senad Lulic, a cui è bastato qualche mese per mettersi in luce con la Lazio e per emergere come uno dei migliori prospetti del campionato. Nato nell'86 a Mostar, uno degli epicentri della guerra nell'ex-Jugoslavia, il bosniaco ha iniziato la carriera in Svizzera, dove ha militato, in ordine cronologico, nel Chur 97, Bellinzona, Grashoppers e infine tra le fila degli Young Boys. Con i gialloneri ha confermato tutte le buone qualità di cui aveva dato prova nelle sue precedenti esperienze, impressionando Tare che ha convinto Lotito a sborsare quasi 3 milioni di euro per prelevare il suo cartellino. Alla Lazio occorreva un terzino sinistro, ma le continue emergenze a centrocampo l'hanno reso praticamente un tuttofare. Come molti della scuola jugoslava, anche Lulic è un terzino che predilige la fase offensiva. Mancino di piede, il bosniaco riesce a rendersi spesso e volentieri partecipe alla fase offensiva grazie alle sue buonissime doti tecnico-tattiche, ma anche atletiche. Ottimo piede, buon tiro, discreto dribbling. Forse i laziali hanno finalmente trovato l'erede di Kolarov, dopo il fallimentare tentativo con Garrido. Il neo-laziale e il serbo che adesso gioca per Mancini non sono così dissimili: entrambi accusano qualche difficoltà nella fase difensiva. Kolarov, forte delle diverse esperienze di calcio che lo hanno aiutato a rinfoltire il suo bagaglio tecnico-tattico, è probabilmente un terzino migliore al momento, ma Lulic ha tutte le potenzialità per raggiungere quel livello anche in virtù di un confortante approccio al calcio italiano. Ha già segnato due gol nella manciata di partite che ha disputato: uno a Bologna e l'altro, bellissimo, al Sant'Elia di Cagliari. Le strabordanti capacità offensive l'hanno reso un autentico jolly per Reja: in più di un'occasione il tecnico friulano l'ha schierato come mezz'ala e "Speedy Lulic", come lo chiamavano in Svizzera, non ha tradito le aspettative. Faccio fatica a credere che si fermerà qui: i 25 gol siglati complessivamente in Svizzera ci raccontano della sua non indifferente propensione al gol. Che Reja lo schieri da terzino o da mezzala, Lulic ha tutte le carte in regola per poter risultare un fattore determinante per la stagione della Lazio. Stiano sereni i tifosi laziali, per loro c'è un motivo in più per pensare in grande e si chiama Senad Lulic.
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domenica 16 ottobre 2011
Zero Assoluto
Una giornata francamente disastrosa per il nostro calcio si chiude nel migliore dei modi: la Lazio e soprattutto Reja si riscattano dopo ben 4 derby persi di fila, prevalendo in quella che è stata una sfida davvero combattuta. Ma andiamo con ordine, fatta eccezione per i gol di Ramirez e Acquafresca con cui il Bologna espugna il Piola di Novara, non c'è stato alcun goal nella sessione pomeridiana della settima giornata di campionato. Nessuno. Nemmeno in partite come Genoa-Lecce o Atalanta-Udinese che per gli scommettitori erano sfacciati inviti all'over. Grandi difese? No, pessimi attacchi: il problema che da qualche anno a questa parte affligge il nostro calcio. Ed è anche questo il motivo per cui le squadre che stasera si sono battute esibendosi in un match davvero spettacolare non sembravano italiane. E non lo dico per il passaporto dei giocatori in campo quanto piuttosto per il gioco estremamente propositivo e offensivo che raramente possiamo apprezzare tra i desolanti stadi di Serie A. L'ironia della sorte è che i tifosi di Roma e Lazio non amano esattamente i loro allenatori e vorrebbero sbarazzarsene al più presto: per me invece il gioco che queste due squadre esprimono è tra i migliori della Serie A. Luis Enrique, grazie al sostanzioso aiuto economico di Di Benedetto, ha messo su una squadra niente male, impreziosita da diversi talenti di livello internazionale (Pjanic, Stekelenburg, Gago). Non stiamo per ora assistendo al proverbiale tiki-taka che l'ex trequartista del Barça spera di mettere in pratica, ma col tempo (che in una piazza come Roma, ahimè non potrà mai avere) potremmo assistere ad un calcio davvero ben fatto. Dall'altra parte invece, la squadra di Reja pare adatta soprattutto per l'Europa League in virtù della tanta esperienza internazionale che sgorga dai vari Cissè, Matuzalem, Klose, Cana. E non è affatto male come squadra. Stasera ha vinto soprattutto grazie all'espulsione di Kjaer e all'infortunio di Heinze che hanno chiaramente condizionato la partita. Però gente come Cissè (palo colpito dopo una conclusione eccezionale al volo di destro), Brocchi (si è procurato il rigore tra le altre cose), Lulic (migliore in campo per distacco, il terzino bosniaco) e soprattutto Klose (bomber come pochi che decide il derby capitolino) ha giocato davvero bene. Insomma una bella partita che chiude una giornata orrenda per il calcio italiano, necessaria però per le peculiari deduzioni di "esperti" come Mauro e Sconcerti che finalmente forse si saranno accorti della preoccupante penuria offensiva del nostro calcio. Nel resto d'Europa non è stata la stessa cosa: l'altro derby della giornata, quello di Sheffield, si chiude con un bel 2-2: gli Owls raggiungono a pochi minuti dal termine il doppio vantaggio delle Blades. Sempre in Inghilterra, stesso risultato per Newcastle-Tottenham mentre l'Arsenal, pur con qualche problema, prevale sul Sunderland grazie ad un Van Persie davvero sugli scudi. In Spagna intanto, continua la favola del Levante, sempre in testa insieme al Barcellona, grazie al 3-0 rifilato al Malaga. Per chiudere: in Bundes e in Premier non c'è stato alcun 0-0 in questa giornata, in Italia ce ne sono stati ben 5, qualcosa vorrà pur dire.
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