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sabato 8 dicembre 2012

Neve, a rischio molte partite. Non la Samp



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L'ondata di gelo in arrivo dalla Groenlandia ha portato in Italia i primi fiocchi di neve di quest'inverno: le nevicate copriranno buona parte del nord almeno fino a domenica. Diverse sono le partite a rischio: calciomercato.comindividua Inter-Napoli, Siena-Catania, Torino-Milan, Atalanta-Parma e Bologna-Lazio: insomma almeno metà delle partite in programma. Non dovrebbe esserci alcun problema per il match di lunedì tra Sampdoria ed Udinese: si prevede infatti una situazione metereologica abbastanza tranquilla per lunedì a Genova.

domenica 2 dicembre 2012

Catania-Milan, Gasparin furioso per i torti arbitrali: "Sempre sfavorite noi piccole"



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Sergio Gasparin, ds del Catania ha parlato ieri sera ai microfoni di Mediaset Premium, esprimendo il suo assoluto disappunto per le scelte arbitrali che hanno, a suo dire, chiaramente condizionato l'esito del match. Ecco quanto riporta IlVeroMilanista.it:
Sempre di mezzo le piccole squadre quando ci sono episodi sfavorevoli? E’ la regola ormai. Sia con il Milan, l’Inter e la Juve è sempre lo stesso copione. il fuorigioco di El Shaarawy è di un metro. Paghiamo troppo al di là delle nostre colpe. Ci rifaremo presto, ma abbiamo perso troppi punti per episodi sfortunati determinati dagli arbitri“.

sabato 7 aprile 2012

Quanti gol da Trieste in giù! E Gesù risorge in anticipo...

Contorto, imprevedibile, avvincente. E' il copione della trentunesima giornata di Serie A, che oggi ha dato prova di tutta la sua straordinaria bellezza, garantendo gol e spettacolo in ogni angolo della penisola, da Trieste in giù, proprio come cantava la Carrà. Eh si, perché Cellino ha concretizzato quella che inizialmente sembrava solamente un'invitante suggestione facendo sì che il Cagliari si giocasse le ultime partite casalinghe proprio nel Nereo Rocco di Trieste, storico teatro del calcio italiano che sarà atteso da un altro lungo e immeritato periodo di anonimato per via del triste fallimento della Triestina. E così nella splendida atmosfera creata da un pubblico accorso numeroso (anche da Cagliari), la formazione sarda e quella diretta dal novellino Stramaccioni hanno dato spettacolo, fronteggiandosi a viso aperto e concludendo il match sul 2-2. Non mancano i gol nemmeno nella vicina Verona, dove il Chievo evapora i sogni europei del Catania battendolo per 3-2, e si porta a una sola lunghezza dalla compagine etnea. 
Il Siena invece sembra abbandonare definitivamente la zona calda raggiungendo quota 39 e la decima posizione, dopo la convincente vittoria di Bergamo arrivata grazie ai centri di Larrondo e Destro. Provvidenziale il risultato della squadra di Sannino che si lascia dietro un confuso e pericolante marasma di squadre che temono per la propria incolumità dopo il brusco risveglio del Lecce, che ha impartito l'ennesima batosta a Luis Enrique. Anche oggi la squadra capitolina ha denotato preoccupanti lacune difensive, che hanno dato numerose opportunità agli sguscianti attaccanti salentini per valorizzare il proprio potenziale. A salire in cattedra è stato Muriel, che ha vivisezionato Heinze e compagni con giocate   incredibilmente simili a quelle del Sanchez rapido e imprendibile che l'anno scorso fece le fortune dell'Udinese. E non sarà un caso se è proprio l'Udinese a detenere il cartellino del colombiano. Non è l'unico motivo per sorridere per i (pochi) tifosi friulani, che oggi si sono goduti l'importante successo sul Parma che li porta temporaneamente al terzo posto (in attesa del big match serale tra Lazio e Napoli). Proprio per il Parma ritorna l'aberrante spettro della retrocessione: le lunghezze che dividono i ducali dal Lecce sono solo 4. Stesso discorso per il Genoa che, raggiunto in giornata da un bel gol di Mascara, rischia di capitolare proprio come fecero gli odiati cugini l'anno scorso. Leggermente più roseo è l'orizzonte della Fiorentina, che dopo il clamoroso trionfo di San Siro, sembra godere di un margine sufficiente di punti e morale per scrollarsi di dosso l'incubo-retrocessione. A consegnare i tre punti a Delio Rossi è stato proprio quell'Amauri bistrattato e preso in giro, che molti, ironizzando sul suo insolito taglio di capelli, volevano rinchiuso nel sepolcro in attesa della resurrezione. L'italo-brasiliano ha invece accorciato i tempi e s'è fatto vivo prima del previsto: manco a farlo apposta, i destinatari del suo omaggio sono proprio quei tifosi che fino a pochi mesi fa lo deridevano e che mai avrebbero pensato di poter gioire per un suo gol. Per la Juventus si presenta dunque l'insperata possibilità di scavalcare il Milan e di mangiare la colomba pasquale in vetta alla classifica. 

mercoledì 21 dicembre 2011

Tanti gol sotto l'albero

A Natale si è tutti più buoni, si sa. Ma che il recupero della prima giornata di campionato, rinviata per via del tanto discusso sciopero dei calciatori, sarebbe stato così buona in termini di gol, era cosa difficile da pronosticare per chiunque. Ventotto, addirittura, i gol siglati nelle 8 partite disputate stasera. A fare più rumore è inevitabilmente la sonora batosta incassata da Malesani a Napoli, l'1-6 subìto adesso spinge gran parte della tifoseria rossoblu a chiedere la testa dell'ex allenatore del Bologna. Altrettanto sconcertante il verdetto dell'Atleti Azzurri d'Italia che ha premiato i padroni di casa, i quali s'impongono sul Cesena con il risultato di 4-1, una scorpacciata di gol che pochi si sarebbero aspettati. Nessuno, tra i pochi e più che tranquilli tifosi del Parma presenti al Tardini stasera, avrebbe potuto invece credere che i gialloblù, avanti 3-1, non sarebbero riusciti a portare a casa i 3 punti. E invece al Tardini ecco il secondo 3-3 di fila, complici le reti di Lodi e Catellani che garantiscono a Montella un Natale quantomai sereno. A proposito di pareggi rocamboleschi, il Novara ha rimontato due reti al Palermo, grazie ai centri di Mazzarani e Rigoni, ma soprattutto all'ennesima sciocchezza di Ilicic, che con un espulsione assolutamente evitabile ha privato i rosanero del loro uomo più prezioso. Un talento esuberante, a tratti prorompente, che non riesce ad affermarsi del tutto a causa degli evidenti limiti caratteriali da cui è accompagnato. Meno rocambolesco il pareggio dell'Olimpico, dove la Lazio porta a casa un punto soprattutto grazie ai miracoli di San Bizzarri. Trova la vittoria invece l'Inter, nonostante il timore iniziale suscitato dalla rete di Muriel e dai ben 4 pali colpiti e infligge un doloroso 4-1 al Lecce, che resta il fanalino di coda della classifica. Non troppo migliore la situazione del Bologna di Pioli, che perde in casa dalla Roma. Sembrano essersi definitivamente placate le voci avverse circa il futuro di Luis Enrique, il quale riceve invece elogi dopo un'ottima performance, in cui iniziano a ravvisarsi in maniera concreta e tangibile i tratti del suo scintillante credo tattico.
Si è giocato anche in Premier League, in quello che è stato un mercoledì sera assolutamente appagante in quanto a spettacolo. City e United vincono senza troppi problemi contro Stoke e Fulham, mentre l'Arsenal espugna Villa Park grazie a un gol di Benayoun. Tempi duri per il Newcastle di Pardew, che perde in casa dal West Bromwich, che si conferma squadra estremamente temibile in trasferta. Altrettanto difficile è la situazione del QPR, che esce sconfitto da Loftus Road contro il Sunderland: ora Warnock inizia davvero a vacillare. Dopo il doppio vantaggio accumulato dai Black Cats, le cose sembravano essersi messe bene per Warnock quando i Rangers avevano trovato il pareggio segnando prima con Helguson e poi con Mackie. E' un gol incredibilmente fortuito di Wes Brown, che non segnava da 3 anni, a garantire altri 3 punti per Martin O'Neil, il cui impatto sulla panchina una volta occupata da Bruce è stato fin ora sorprendentemente prolifico.
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lunedì 28 novembre 2011

Juve, ma fai sul serio?

Quello che emerge dalla tredicesima giornata di campionato è un dato sempre più netto: la Juventus non è un fuoco di paglia, ma anzi è tra le più valide ed accreditate contendenti alla vittoria del campionato. La vittoria dell'Olimpico ha ulteriormente consolidato questa convinzione: la Juventus pare finalmente la squadra pronta e preparata che Marotta e Agnelli da tempo desideravano. Fuor di dubbio ormai che la squadra sia quantomeno allo stesso livello di altre potenziali outsider come Lazio, Napoli e Udinese. Questo sebbene a livello tattico continui a destare più di qualche perplessità, non essendo ancora straordinariamente fluida nelle sue manovre offensive, e questo non è necessariamente da tradursi come un'irrisoria abilità nel creare pericoli ed occasioni quanto piuttosto nell'organizzarli nel momento in cui chi si trova di fronte ha un atteggiamento particolarmente catenacciaro (Catania, Bologna e Chievo insegnano). In ogni caso la squadra di Conte guarda tutti dall'alto verso il basso ed è questo che conta di più. Non solo: è l'unica squadra ancora imbattuta. I meriti sono da suddividere equamente tra Marotta e Conte: il primo sta finalmente dimostrando che le critiche mossegli l'anno scorso erano del tutto infondate: nella condizione in cui Secco aveva lasciato la squadra non sarebbe stato bastevole investire tutto su un Dzeko o un Aguero per sbrogliare la matassa, era necessario invece, come il ds varesino ha brillantemente osservato, costruire una base nel quale inserire successivamente qualche elemento di spessore (proposto soddisfatto quest'anno con gli innesti di Vucinic e Vidal). Il secondo è stato fin ora efficacemente zelante nel sacrificare nomi eccellenti (Del Piero, Quagliarella e il desaparecido Elia) pur di soddisfare le esigenze tattiche del suo undici. Altra rinuncia: i piedi e le folgoranti qualità offensive che fecero di Vidal un autentico crack in Germania. Conte l'ha completamente riassettato: da centrocampista offensivo dallo spiccato senso del gol al più classico faticatore di centrocampo. E' anche merito di questa geniale metamorfosi se la Juve è lì dove si trova. Altra presenza chiave nello scacchiere juventino è quella di Marchisio. Il cosiddetto principino sta infatti attraversando un momento di grazia, indubbiamente il migliore della sua carriera. E finalmente sta congiungendo i suoi exploit con quella continuità che in passato non aveva mai raggiunto. Don't say cat if you have not it in the sack, Trapattoni ci insegna. La stagione è ancora molto lunga: occhio a darlo già per il nuovo Lampard, o, per i più ottimisti, il miglior centrocampista del mondo (?!?). Due mesi di ottime prestazioni non sono abbastanza per poter realmente definire il suo valore. Capitolo Chiellini: anche qui Conte ha fatto un'ottimo lavoro, mostrando quanto semplice da risolvere fosse in realtà il rebus terzino sinistro, che Marotta e Delneri avevano coraggiosamente provato a sbrigare con soggettoni come De Ceglie, Salihamidzic o addirittura, il sommo Traorè. Insomma, la Juventus è una grande squadra. Quanto possa effettivamente reggere il confronto col Milan, squadra considerata un po' da tutti sostanzialmente superiore per spessore e talento (a maggior ragione se mr. "rosicone" Tevez dovesse davvero arrivare a Milanello), ce lo dirà anche il big match di domani sera che opporrà i bianconeri al Napoli. Non esattamente ottimale l'atmosfera partenopea: nonostante il fantastico trionfo di martedì in coppa, le vicende extra-calcistiche (la moglie di Lavezzi definisce Napoli ciudad de mierda dopo la rapina a mano armata) stanno destabilizzando e non poco l'ambiente. Il match di martedì sarà un importante banco di prova anche per loro: potrà infatti stabilire se per il Napoli la porta delle prime posizioni è chiusa del tutto o se, viceversa, c'è ancora qualche spiraglio.
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