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venerdì 25 novembre 2011

Non ci resta che piangere

Intuire perchè per la 12a giornata di campionato si sia ricorso al cosiddetto "spezzatino" è impresa decisamente ardua. Non solo si è deciso di programmare l'anticipo del venerdì, ma anche di spalmare inspiegabilmente le partite tra sabato (4 match) e domenica (5). In ogni caso, stasera a scendere in campo erano Udinese e Roma. Un  match tra due delle poche squadre che in Italia provano a fare calcio, ecco perchè in molti si aspettavano tanti gol e spettacolo. Non è andata esattamente così, alla fine il modulo speculare scelto da Guidolin, con Di Natale unica punta, ha sorriso ai friulani garantendo loro una vittoria davvero preziosa. Dall'altra parte Luis Enrique riesce a sorprenderci di nuovo con la formazione titolare: inizialmente si pensava potesse essere Perrotta l'uomo destinato a ricoprire la posizione di terzino destro, poi invece la scelta è ricaduta addirittura su Taddei. Cassetti, l'unico terzino disponibile, nemmeno menzionato e caldamente accomodato in panchina. Nel primo tempo da constatare molti sbadigli oltre a qualche naturale svarione difensivo della Roma che offre all'Udinese chances per portarsi in vantaggio. Il secondo tempo riprende il leitmotiv del primo: intenso gioco a centrocampo e solide organizzazioni difensive (soprattutto quella friulana) contro attacchi impietosamente sterili (soprattutto quello romano). Dal centrocampo in su gli uomini di Luis Enrique hanno deluso e non poco. Lamela e Pjanic hanno faticato enormemente a colmare il gap che separava Osvaldo dal resto della squadra. L'argentino è stato infatti decisamente fumoso nelle sue giocate, quanto a Pjanic, il bosniaco ha semplicemente attraversato una giornata no: palloni persi in quantità industriale e punizione battute con metodi a dir poco enigmatici. E così Osvaldo è stato lasciato a combattere contro i mulini a vento, le ottime prestazioni di Danilo e Benatia (Leonardo pare averlo già prenotato per il PSG e non sarebbe affatto una mossa sbagliata) completano il quadro e rendono praticamente impossibile la vita all'attacco giallorosso. A decidere il match ci pensa Di Natale che approfitta del regalo confezionato da Kjaer e Juan e insacca il pallone alle spalle di Stekelenburg. Isla consolida il parziale siglando a porta sguarnita il colpo del ko. Guidolin conquista così una vittoria importantissima che gli vale il primato temporaneo ma non può ritenersi eccessivamente soddisfatto del gioco espresso dai suoi: fino al gol di Di Natale i bianconeri hanno proposto un gioco scialbo e poco propositivo, nettamente differente a quello che l'anno scorso li rese l'autentica rivelazione del campionato. E così, anche stasera e anche tra squadre apparentemente spettacolari come Udinese e Roma il format di gioco propinatoci è rimasto incredibilmente noioso. Il calcio italiano non sta esattamente attraversando un momento di grazia, eppure, nonostante lo scempio (perchè un calcio così sfacciatamente teso al difensivismo è da definirsi tale) a cui assistiamo settimanalmente, c'è chi (penso a Caressa ma anche ad altri "esperti") sostiene, in virtù dei risultati europei, che il calcio italiano stia crescendo e confermandosi tra i migliori al mondo.

domenica 16 ottobre 2011

Zero Assoluto

Una giornata francamente disastrosa per il nostro calcio si chiude nel migliore dei modi: la Lazio e soprattutto Reja si riscattano dopo ben 4 derby persi di fila, prevalendo in quella che è stata una sfida davvero combattuta.  Ma andiamo con ordine, fatta eccezione per i gol di Ramirez e Acquafresca con cui il Bologna espugna il Piola di Novara, non c'è stato alcun goal nella sessione pomeridiana della settima giornata di campionato. Nessuno. Nemmeno in partite come Genoa-Lecce o Atalanta-Udinese che per gli scommettitori erano sfacciati inviti all'over. Grandi difese? No, pessimi attacchi: il problema che da qualche anno a questa parte affligge il nostro calcio. Ed è anche questo il motivo per cui le squadre che stasera si sono battute esibendosi in un match davvero spettacolare non sembravano italiane. E non lo dico per il passaporto dei giocatori in campo quanto piuttosto per il gioco estremamente propositivo e offensivo che raramente possiamo apprezzare tra i desolanti stadi di Serie A. L'ironia della sorte è che i tifosi di Roma e Lazio non amano esattamente i loro allenatori e vorrebbero sbarazzarsene al più presto: per me invece il gioco che queste due squadre esprimono è tra i migliori della Serie A. Luis Enrique, grazie al sostanzioso aiuto economico di Di Benedetto, ha messo su una squadra niente male, impreziosita da diversi talenti di livello internazionale (Pjanic, Stekelenburg, Gago). Non stiamo per ora assistendo al proverbiale tiki-taka che l'ex trequartista del Barça spera di mettere in pratica, ma col tempo (che in una piazza come Roma, ahimè non potrà mai avere) potremmo assistere ad un calcio davvero ben fatto. Dall'altra parte invece, la squadra di Reja pare adatta soprattutto per l'Europa League in virtù della tanta esperienza internazionale che sgorga dai vari Cissè, Matuzalem, Klose, Cana. E non è affatto male come squadra. Stasera ha vinto soprattutto grazie all'espulsione di Kjaer e all'infortunio di Heinze che hanno chiaramente condizionato la partita. Però gente come Cissè (palo colpito dopo una conclusione eccezionale al volo di destro), Brocchi (si è procurato il rigore tra le altre cose), Lulic (migliore in campo per distacco, il terzino bosniaco) e soprattutto Klose (bomber come pochi che decide il derby capitolino) ha giocato davvero bene. Insomma una bella partita che chiude una giornata orrenda per il calcio italiano, necessaria però per le peculiari deduzioni di "esperti" come Mauro e Sconcerti che finalmente forse si saranno accorti della preoccupante penuria offensiva del nostro calcio. Nel resto d'Europa non è stata la stessa cosa: l'altro derby della giornata, quello di Sheffield, si chiude con un bel 2-2: gli Owls raggiungono a pochi minuti dal termine il doppio vantaggio delle Blades. Sempre in Inghilterra, stesso risultato per Newcastle-Tottenham mentre l'Arsenal, pur con qualche problema, prevale sul Sunderland grazie ad un Van Persie davvero sugli scudi. In Spagna intanto, continua la favola del Levante, sempre in testa insieme al Barcellona, grazie al 3-0 rifilato al Malaga. Per chiudere: in Bundes e in Premier non c'è stato alcun 0-0 in questa giornata, in Italia ce ne sono stati ben 5, qualcosa vorrà pur dire.