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domenica 2 dicembre 2012

Stefan Savic, l'altra faccia della Fiorentina montenegrina


Esiste da poco più di 6 anni ma spesso risulta ancora un boccone indigesto ai meno pratici della geografia che ancora la considerano, erroneamente, parte del territorio serbo, o peggio, di quello jugoslavo. A Firenze però, quando si parla di Montenegro, si conosce bene l’argomento. Si sa bene che si tratta di una nazione calcisticamente molto in crescita e che sempre più talenti sta offrendo al variopinto mondo del calcio. L’hanno imparato grazie alle gesta del loro numero 8, ossia Stevan Jovetic, una delle luci più raggianti dell’opaco campionato italiano. Un altro montenegrino, Stefan Savic sta confermando quanto appreso.
Dietro i 186 cm e un fisico mastodontico che, abbinato alla bruna criniera, quasi lo rende un dio greco, si cela una personalità altrettanto possente e indomabile. Quella di un ragazzo che, a soli 20 anni, ha deciso di lasciare i Balcani per inseguire un sogno con la palla al piede, affogando ogni preoccupazione concernente la possibilità di aver fatto il passo più lungo della gamba, nelle cifre dell’oneroso contratto che gli offriva il Manchester City. Per strapparlo al Partizan, Mancini pagò ai serbi un corrispettivo vicino ai 6 milioni di sterline (circa 7 milioni d’euro) assicurandosi così le prestazioni di colui che veniva definito come uno dei giovani difensori più talentuosi del panorama europeo. E infatti, il manager di Jesi non gli ha affatto lesinato fiducia schierandolo per ben 21 volte e preferendolo spesso ai più famosi (e pagati) Lescott Kompany. L’apporto di Savic non è stato per la verità esaltante, a rovinare un rendimento tutto sommato vicino alla sufficienza sono i diversi errori commessi dal centrale montenegrino, come il goffo intervento contro il Tottenham che concesse (quasi un anno fa) il gol a Defoe e che rischiava di compromettere la partita, e il campionato per iCitizens.
Non sono mancati però i momenti lieti, il più felice è indubbiamente quello vissuto ad Ewood Park, dove il leone montenegrino ha ruggito dopo il poderoso stacco di testa che gli consentì di battere Robinson, il portiere del Blackburn Rovers. L’altro è quello del Villa Park, quando Savic vestì per l’ultima volta la maglia del Manchester City giocando il Charity Shield che la sua squadra vinse per 3-2 contro il Chelsea.
La partenza, inaspettata, per Firenze rappresenta l’inizio di un nuovo capitolo per Savic, proprio mentre il suo collega Nastasic compiva il percorso inverso ed andava ad abbracciare Mancini. La decina di milioni ottenuta oltre al cartellino di Savic ha convinto anche i più scettici tifosi della Viola circa la convenienza dell’operazione e le ultime prestazioni del montenegrino lo stanno confermando. Dopo un inizio passato più in panchina che in campo, Savic si sta ritagliando uno spazio importante nell’undici di Montella e sta facendo il possibile affinché il nome di Nastasic resti un ricordo sfiorito nelle memorie dei tifosi fiorentini. La fisicità, il vigore e la discreta padronanza tecnica fanno di lui un buonissimo difensore, che forse a Manchester ha pagato a caro prezzo l’inesperienza e l’alta propensione alle amnesie difensive. Difetti che i doriani sperano di rivedere nell’ostico confronto col rapido e sgusciante Icardi che caratterizzerà uno dei diversi mismatch della sfida del Franchi. 

Championship: vola il Millwall, Wednesday nei guai


Un altro turno di Championship si è concluso (o meglio si concluederà domani con Blackburn-Bolton), e nuove, esaltanti, sorprese hanno scosso la molto livellata classifica del campionato cadetto inglese. A fare più rumore, in una serata in cui nessuna delle "grandi" ha vinto, Boro a parte, è indubbiamente la  quarta vittoria di fila del Millwall, un risultato in netta controtendenza con l'essenza, spettacolare ed incostante, della Championship.
Lions hanno espugnato il Molineux e battuto il Wolverhampton grazie alla rete di Keogh, che li proietta in piena zona-Playoff e a soli 6 punti dal Cardiff capolista. A proposito, i gallesi sono stati fermati sull'1-1 a Pride Park, dove Theo Robinson ha risposto alla rete dell'islandese Helguson. Un punto non necessariamente da intendersi in ottica negativa, perché ottenuto in un campo tutto sommato ostico e perché gli ospiti hanno giocato in 10 uomini per poco meno di mezz'ora per effetto dell'espulsione di Noone.
A leggere la targa del Cardiff, in seconda posizione, c'è il Crystal Palace, reduce da un tranquillo 0-0 ottenuto sul campo dell'Hull City. Ne approfitta, come già detto, il Middlesbrough che rosicchia qualche punto e s'incunea al terzo posto e a 3 punti dalla vetta dopo la convincente vittoria ottenuta per 3-0 sull'Huddersfield. Nella zona-Playoff ha invece grande peso la vittoria ottenuta dal Brighton all'Amex Arena contro il Bristol City, che proietta i Seagulls ad immediato ridosso della sesta piazza (occupata dall'Hull).
Sale anche il Watford di Gianfranco Zola, protagonista di quella che potremo definire la sorpresa di giornata: con un secco 1-4 la squadra di proprietà di Pozzo ha espugnato l'Hillsborough (in gol anche vecchie conoscenze del calcio italiano come Geijo e Forestieri) e inguaiato lo Sheffield Wednesday, che, dopo la quinta sconfitta di fila, inizia a temere seriamente la retrocessione, bloccato com'è alla penultima posizione. Inutile sottolineare come Dave Jones, manager degli Owls, rischi tantissimo l'esonero. Per un Wednesday che scende, c'è un Ipswich che sale: i Tractor Boys hanno bloccato con un secco 3-1 la risalita del Nottingham Forest, procurandosi una preziosa maschera d'ossigeno che salva momentaneamente l'Ipswich dalle sabbie mobili.

Blackburn, il primo acquisto di Berg è un talentino made in United...

Henning Berg, dal 31 ottobre il primo manager straniero della storia dei Blackburn Rovers, ha finalmente inaugurato la sua lista della spesa ufficializzando l'acquisto in prestito di Josh King, suo giovane connazionale. L'attaccante norvegese arriva dal Manchester United con ottime referenze e, nel suo curriculum, può vantare il più che dignitoso bottino di una rete in quattro presenza con la nazionale scandinava (considerando che si parla di un ragazzo di 20 anni). King resterà tra le fila dei Rovers fino a gennaio.

Pubblicato per TMW (BundesLigaPremier)

mercoledì 7 novembre 2012

Il punto sulla Championship: il Crystal Palace vola in testa, spettacolo al The Valley


Non solo la Champions ha riscaldato questo martedì autunnale ma per i più romantici e testardamente anglofili, fido compagno sarà stato lo spettacolo della Championship inglese, un campionato indeciso ed avvincente per DNA, che quest’anno sta regalando colpi di scena ancora più sorprendenti di quelli a cui tradizionalmente ci abitua.
La più grande sorpresa di giornata si è materializzata a Selhurst Park, non tanto per la vittoria del Crystal Palace sugli ultimi in classifica, l’Ipswich Town, quanto piuttosto per la convinzione e la forza con cui i ragazzi allenati da Holloway hanno trovato la vittoria giustificando con un sonoro 5-0 l’insperato primato in classifica. Una tripletta di Glenn Murray e le reti di Bolasie e Moritz hanno dunque regolato i Tractor Boys che, ultimi e a 10 punti temono seriamente la retrocessione in League One. L’avvicendamento in testa delle Eagles è frutto anche dei passi falsi di Middlesbrough e Cardiff, che hanno spianato ai londinesi la via verso il primato. Il solido Middlesbrough è stato infatti fermato sullo 0-0 dal Nottingham Forest che, dopo una pessima stagione in cui la squadra che Clough rese celebre era riuscita a salvarsi miracolosamente, ha cambiato decisamente registro e punta ai Play-Off.
Tutt’altro discorso per il Cardiff City che sembrava destinato ad ammazzare il campionato fino a qualche settimana fa ma che sta dimostrando tutti i suoi limiti caratteriali perdendo terreno e la possibilità di allungare verso le sue concorrenti. Al The Valley contro il Charlton, i gallesi stavano vincendo 2-0 prima che i padroni di casa ribaltassero il risultato portandosi sul 5-2. A nulla è servito il disperato tentativo di rimonta nel recupero con le reti dell’ex Coventry Gunnarson e di Noone che hanno confezionato il pirotecnico punteggio di 5-4.
Tra le candidate ai Play-Off, figurano indubbiamente anche il Derby County e il Burnley. Per entrambe arriva una vittoria casalinga: i Rams stendono il Barnsley mentre al Turf Moor basta una rete dello scatenato Austin a piegare il Leeds. A coprire la sesta piazza, l’ultima utile per giocarsi i Play-Off, è il Blackburn che ha sciupato una più che ghiotta occasione facendosi rimontare da Lee Novak dell’Huddersfield al 90’ sul 2-2. In questa partita è andato a segno ancora una volta Jordan Rhodes, tra i più completi e prolifici attaccanti inglesi sebbene sia solo 22enne.
Si rialza il Blackpool, che espugna l’Hillsborough battendo 2-0 lo Sheffield Wednesday. Vincono anche Brighton, Birmingham City e Hull City, mentre finisce a reti bianche la partita tra Watford e Millwall.


sabato 19 maggio 2012

A Wembley vincono gli Hammers. E' Vaz Te l'uomo Premier

Magico, emozionante, estasiante. I playoff della Championship sono la perfetta sintesi che si potrebbe ottenere tra tre fattori fondamentali per un tifoso di calcio: emozione, passione ed atmosfera. Nemmeno quest'anno la finale di Wembley ha tradito le aspettative, e ha garantito invece uno spettacolo di assoluto livello. L'incontro tra Blackpool e West Ham, le due nobili decadute della scorsa tribolata Premier League, ha visto vittoriosi gli Hammers, che hanno fatto prevalere il maggior blasone e la maggior qualità complessiva della squadra. Dopo aver dominato per larghi tratti la Championship, salvo mollare leggermente la presa nelle battute finali, il West Ham è dunque riuscito nell'obiettivo di rientrare immediatamente nella dimensione che gli spetta per tradizione, prestigio e tifoseria: la Premier League. Il match in realtà, ha riservato delle insidie: il Blackpool di Holloway ha imbrigliato più volte i londinesi con il suo peculiare gioco spumeggiante che esalta particolarmente le qualità atletiche e tecniche dei funamboli Philipps e Ince. E' proprio il figlio del celebre Paul, il 20enne talento nativo di Stockport, ad aver momentaneamente rovinato la festa degli Hammers pareggiando il gol del vantaggio di Carlton Cole. Il secondo tempo è stato particolarmente deleterio per le coronarie dei "Martelli" presenti a Wembley (tra cui 33 tifosi italiani provenienti dal club ufficiale italiano del WHUFC): il Blackpool ha infatti sfruttato l'inerzia favorevole facendosi più volte pericoloso fino a sfiorare clamorosamente il gol con il maldestro tocco di Dobbie, il promotion-man se ce n'è uno in Inghilterra. E invece no: gli dei del calcio avevano già sancito il loro verdetto. All'86' arriva la rete di Vaz Te, il portoghese più volte decisivo per il West Ham nel corso della stagione, che fa impazzire letteralmente i tifosi degli Hammers. A nulla serve il disperato forcing finale dei Seasiders: sono gli Hammers a staccare il biglietto per la Premier League. Il West Ham si aggiunge dunque a Reading e Southampton nel trio che andrà a sostituire le retrocesse Wolverhampton, Blackburn e Bolton.

sabato 25 febbraio 2012

Loftus Road+Espulsione=Sconfitta

Non cambia l'equazione che tanto ha fatto penare tifosi e giocatori della squadra dei guardiani del parco della regina: anche oggi a Loftus Road, i Rangers hanno giocato per più di metà partita in dieci e sono usciti senza alcun punto in tasca. Di fronte c'era il Fulham, un avversario che non faceva troppa paura all'altisonante collettivo diretto da Hughes se non per la sciagurata sconfitta subita nel girone d'andata per 6-0. I motivi per sperare che questo West London Derby sarebbe finito diversamente rispetto al precedente erano numerosi, innanzi tutto i Rangers hanno completamente rigenerato il proprio assetto col mercato di gennaio e hanno disposto di sufficiente tempo per organizzare dignitosamente quello che sulla carta appare un gruppo dalle potenzialità ben più ambiziose di quanto non dica la classifica. Inoltre, pensare che caratterialmente la squadra avesse metabolizzato le sciagure del passato sarebbe stato più che lecito. La lezione su quanto possa essere difficile giocare con un uomo in meno sembrava infatti ormai acquisita dopo che, prima contro il Norwich e poi contro il Wolverhampton, i Rangers erano finiti in 10 e avevano gettato i 3 punti alle ortiche. E invece ci si sbagliava. A dirigersi verso gli spogliatoi anzi tempo questa volta non è stato Barton, bensì il volenteroso Diakitè, all'esordio coi Superhoops, a cui evidentemente avranno oltremodo enfatizzato la clemenza degli arbitri rispondendogli alla domanda riguardo al tipo di calcio a cui andava in contro. Ed infatti alle buone giocate in cabina di regia, il maliano ha abbinato una serie di scriteriati tackle che hanno naturalmente convinto Dowd ad estrarre due volte il cartellino giallo. Da lì in poi è stato il solito arrembante film d'avventura con i Rangers pronti a rimontare il gol siglato all'avvio da Pogrebnyak con grande abnegazione e forza di volontà ma non altrettanto fosforo e raziocinio. Solamente la scarsa convinzione di Jol che ha preferito custodire il risicato vantaggio piuttosto che punire gli Hoops sfruttando gli ampi spazi concessi ai Cottagers, ha fatto sì che la partita finisse 0-1. Non è bastata l'ennesima scintillante prestazione di Taarabt, a cui ancora una volta è mancato solo il gol per coronare concretamente la propria performance. Per il QPR si profila allora una situazione di estrema difficoltà: la classifica li vede tristemente appaiati in fondo alla terz'ultima posizione con il Blackburn. Il sogno Premier League potrebbe esser già finito.

lunedì 2 gennaio 2012

Anno nuovo, stesso spettacolo

Il 2012 entra ufficialmente in scena nel calcio inglese con la prima giornata disputatasi integralmente nel nuovo anno. Il fitto ciclo natalizio non accetta pause: si gioca dunque a soli 2 giorni di distanza dai precedenti impegni del New Year's Eve, il giorno di San Silvestro, in cui la Premier League aveva regalato uno spettacolare epilogo al 2011 sportivo e anche un plateale schiaffo morale a coloro i quali imputavano al massimo campionato inglese una voragine fin troppo definita tra parte alta e bassa della classifica. Tra le prime 5 della classe, solamente Arsenal (vittorioso sul QPR) e Tottenham (che sciupa un'occasione decisamente vantaggiosa facendosi recuperare dallo Swansea e pareggiando 1-1) avevano fatto punti mentre United, City e Chelsea erano clamorosamente cadute. Insomma, le prerogative per un 2012 ugualmente roboante non mancavano affatto ed in effetti lo spettacolo è stato parte integrante di questa fase inaugurale del nuovo anno. Uno dei match più affascinanti ed importanti della giornata era inevitabilmente l'incontro del Loftus Road tra QPR e Norwich, due squadre ormai con l'acqua alla gola per via dei recenti risultati, pronte ad affrontarsi nel più classico dei "six point match" per distanziarsi dalla zona retrocessione. Warnock prende un abbaglio nel tentativo di risolvere parte dei suoi problemi e quindi di rinfoltire un parco attaccanti qualitativamente molto modesto ingaggiando niente popò di meno che Federico Macheda, attaccante particolarmente legato al dramma sportivo realizzatosi lo scorso anno a Genova con la retrocessione della Sampdoria. L'attaccante romano, che arriva in prestito dal Manchester United, è gia a disposizione e parte (per fortuna) dalla panchina. Il match è scoppiettante sin dall'avvio grazie alle fiammate di un Norwich particolarmente determinato. Sono però i Rangers a passare in vantaggio grazie a un bel destro di Barton che raccoglie un buon cross di Mackie infilando alle spalle di Ruddy. E' un premio più che meritato all'ottima intensità e alla grande qualità del Barton dei primi minuti. Ma il lato ribelle e facinoroso che è in lui proprio non accenna a placarsi e anzi si evidenzia quando Barton ingenuamente colpisce Johnson con la testa e si dirige agli spogliatoi dopo un rosso sacrosanto. A quel punto il vantaggio del QPR è sembrato un puro dato statistico: i Canaries iniziano a prendere campo e a far loro la partita chiudendo i Rangers nella propria metà-campo e alimentando le paure del Loftus Road, che oggi si aspettava, in virtù dei timidi passi avanti delle ultime uscite, una convincente vittoria che scacciasse crisi e preoccupazioni. E invece il Norwich concretizza quando al 42' Pilkington trova l'ennesimo lampo di una stagione più che brillante sorprendendo Kenny con un sinistro dai 25 metri. E' di parità il risultato dei primi 45'. La partita prosegue a ritmi infernali, con una fisicità e un equilibrio tipici del british football. Gli scontri tra Holt e A.Ferdinand rievocano scene del calcio anni '70, troppo rare nel delicato, quasi "effeminato" calcio di oggi. Il Norwich è inevitabilmente più propenso a farsi vivo nella metà-campo avversaria ma il QPR non demorde e si rende pericoloso nelle ripartenze grazie alle accelerazioni di Wright-Philipps e ai lampi di Taarabt, straordinariamente positivo e brillante nelle sue giocate e costantemente alla ricerca del primo centro stagionale, scongiurato solamente da un Ruddy maestoso sul suo chirurgico calcio di punizione. E' però il Norwich a trovare i 3 punti grazie a una pressione offensiva perpetua e concreta che coglie l'acme nel destro di Morison che scardina la muraglia eretta dall'accozzaglia di giocatori del QPR inspiegabilmente posizionati sulla linea di porta e non nelle rispettive posizioni a marcare gli avversari. Il gol del gallese si dimostra dunque letale per il QPR che non riesce a creare eccessivi pericoli alla retroguardia avversaria con un potenziale offensivo svilito da due criptiche sostituzioni che hanno mandato Macheda (avulso come sempre) e DJ Campbell in campo e Taarabt ed Helguson in panchina. I Canaries con questa vittoria raggiungono addirittura la nona posizione mentre i tempi per Warnock e i suoi Rangers sono sempre più duri, complice una postazione in classifica decisamente difficoltosa ma soprattutto un periodo particolarmente sfortunato in cui spesso e volentieri gli Hoops raccolgono meno di quanto meriterebbero. Nel bicchiere mezzo pieno di Warnock, oltre alle ottime performance individuali di Faurlin, Taarabt e Derry e a una buonissima prestazione corale della squadra, macchiata unicamente dalla sciocchezza di Barton e quindi complicata dall'inferiorità numerica, risiedono anche le sconfitte di Blackburn (perde a Ewood Park dallo Stoke City) e Wolverhampton (che perde in casa dal Chelsea, rialzatosi soprattutto grazie alle parate di Cech e al gol negli ultimi minuti di Lampard), che mantengono precariamente in piedi la sua squadra. Non mancano le sorprese sugli altri campi: l'Aston Villa inciampa in casa dopo il trionfo a Stamford Bridge mentre il Southampton in Championship perde ancora cadendo rovinosamente a Brighton. Questo risultato consente al West Ham di completare la propria rimonta e di raggiungere i Saints in testa alla classifica.
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lunedì 26 dicembre 2011

Eroi per un giorno

David Stockdale, oggi impenetrabile
Il copione del Boxing Day 2011 porta la firma di due insospettabili protagonisti, David Stockdale e Mark Bunn, secondi portieri rispettivamente in forza al Fulham e al Blackburn. In realtà, l'etichetta di "eroe per un giorno" è parzialmente fuorviante per Stockdale: il 26enne inglese non è nuovo a prestazioni sopra la media e le sue convocazioni nella Nazionale dei Three Lions testimoniano quanto grandi siano le sue potenzialità. Oggi, chiamato a sostituire l'infortunato Schwarzer non ha affatto deluso, anzi, se il Fulham è uscito imbattuto da Stamford Bridge deve ringraziare soprattutto il proprio portiere. Tanti gli interventi dell'ex Leicester, decisivo in almeno 4-5 situazioni. Fotografia fedele della sua prestazione è l'ottimo riflesso sul ben calibrato colpo di testa di Drogba all'87': una parata che di fatto ha anestetizzato, a livello mentale più che pratico, gli sforzi offensivi del Chelsea. Stockdale a parte, la partita odierna è stata molto complicata da gestire per il Chelsea che ha mostrato grande fatica nell'innescare Torres, molto negativo ancora una volta. Nemmeno la difesa è stata sufficientemente convincente: l'inedito duo composto da Romeu e David Luiz ha fatto meno danni del previsto ma non ha comunque compromesso le chance offensive dell'attacco di Jol, che nonostante l'inettitudine del proprio terminale (Orlando Sà), è riuscito a rendersi pericoloso in più occasioni. L'1-1 finale rinnova le preoccupazioni di Villas-Boas, diviso ormai da 11 punti dalle prime due posizioni. Stesso epilogo ha avuto il match tra Liverpool e Blackburn, sebbene fattori come i 20 punti di distacco tra le due compagini e il pessimo momento dei visitors lasciassero presagire tutt'altro tipo di esito. Ed infatti, statistiche alla mano, non c'è molto da raccontare della partita del Blackburn: allo sfortunato autogol di Adam è seguito un periodo di stucchevole catenaccio difensivo, lo stesso che Kean qualche settimana prima aveva proposto in casa del Sunderland: mentre però allo Stadium of Light il solido difensivismo dei Rovers si era sgretolato sotto i colpi di Colback e Larsson, questa volta il Blackburn riesce a rimediare un punto grazie alle straordinarie prodezze di Bunn. Per quest'ultimo l'epiteto di "eroe per un giorno" calza invece a pennello come può testimoniare il suo tutt'altro che esaltante curriculum, scandito da poche soddisfazioni personali e addirittura culminato negativamente l'anno scorso con la retrocessione con lo Sheffield United. Oggi ha avuto la sua rivincita con una prestazione impeccabile: le sue numerose parate hanno vanificato i tentativi a rete di Carroll. Il centravanti ex Newcastle oggi ha fatto timidi passi avanti ma resta comunque molto lontano dal tipo di giocatore che Dalglish credeva di aver acquistato. Decisamente meno capzioso è stato il compito del Man Utd che ha sbrigato facilmente la pratica Wigan andando in rete per ben 5 volte. Il risultato è frutto però dell'ennesima mania di protagonismo di Phil Dowd: il tarchiato direttore di gara inglese conquista i riflettori grazie all'insensata espulsione di Sammon, che si spera apra una volta per tutte gli occhi alla FA e faccia capir loro quanto grande sia il gap che divide il suo valore da quello dei match che è solito dirigere. La vittoria garantisce a Sir Alex il primato in classifica in coabitazione con i rivali cittadini del City, oggi fermati al The Hawthorns sullo 0-0. Pareggiano Sunderland ed Everton, mentre il Newcastle espugna il Reebok Stadium e Demba Ba si conferma per strapotere fisico e possibilità tecnico-balistiche uno dei migliori attaccanti della Premier League. Nelle altre divisioni inglesi pesa la vittoria del Middlesbrough a spese dell'Hull City mentre il pareggio del West Ham al St.Andrews' delinea sempre più il primato del Southampton, oggi vincente sul Crystal Palace grazie alla doppietta di Do Prado. Vince anche il Millwall sul Portsmouth, così come Reading, Blackpool e Burnley che fanno decisi passi avanti verso la zona Playoff. In League One vince l'Huddersield mentre lo Sheffield Wednesday sciupa un'altra partita facendosi raggiungere nel finale dal Walsall che capovolge il risultato nei minuti di recupero segnando prima con Gnakpa e poi con Smith.
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sabato 24 dicembre 2011

Boxing Day- il calcio non si ferma

Nostalgia del calcio? Don't panic, gli inglesi hanno pensato anche a questo. L'attività calcistica britannica non si fermerà ma anzi s'intensificherà ulteriormente con serie di match incredibilmente ravvicinate. A quel proposto tipico dell'essenza del Natale, di rivalutare pietre miliari come l'amore, la famiglia, il focolare domestico, in Inghilterra è unita l'insaziabile brama di football, un valore che per gli inglesi segue la scia di quelli prima citati. E' quindi proprio durante il periodo natalizio che è possibile cogliere appieno la magia e la tradizione del football britannico, per quanto i petroldollari cerchino in tutti i modi di svilirle. Il cardine del fitto ciclo natalizio del calcio britannico, sia a livello passionale che per una questione di mera ricchezza del palinsesto, è inevitabilmente il Boxing Day, giorno in cui oltre a scartare i regali si è soliti, in nome di una tradizione secolare, guardare partite di calcio.
Il 26, di fatto, scenderanno in campo tutti i campionati britannici e la Premier League per l'occasione offrirà ben 7 match, con tanto di posticipo serale. Si parte da Stamford Bridge, con Chelsea-Fulham, si procederà con match non particolarmente spettacolari sulla carta (Liverpool-Blackburn, WBA-Man City e Man Utd-Wigan hanno tutta l'aria di essere partite già decise) fino all'incontro serale tra Stoke City e Aston Villa. Partite potenzialmente divertenti in realtà ci sono e sono essenzialmente due, prive però di copertura televisiva in Italia, riservata unicamente agli "esaltanti" match di Liverpool, Man Utd, Man City e Chelsea. Ma non c'è da disperarsi: saranno facilmente rintracciabili in streaming. Eccole:

SUNDERLAND-EVERTON- Il buono stato di forma mostrato dalle due squadre nelle ultime uscite sembra essere indice di una partita ricca di gol e spettacolo. Il Sunderland è parso rinsavito dopo l'avvicendamento di Martin O'Neill sulla panchina dei Black Cats: due vittorie e una partita persa col Tottenham che fa poco testo: White Hart Lane per come stanno giocando Bale e compagni è diventato qualcosa di molto simile a una fortezza. In particolare, la rocambolesca vittoria a Loftus Road offre spunti molto confortanti a O'Neill per la tenuta psicologica prima ancora che fisica e tecnica della squadra. I Toffees, invece, aspettando Donovan che sbarcherà a Liverpool il 4 gennaio, hanno trovato parzialmente il sorriso dopo il risicato successo sullo Swansea. Moyes sembra aver riottenuto la fluidità tipica del sistema di gioco che ha impiantato nel team della Merseyside, ma deve fare ancora i conti con i problemi relativi al suo attacco: l'Everton con solo 17 reti all'attivo ha il terzo peggior attacco della Premier. Nel dato ha una forte influenza l'evidente assenza di un centravanti prolifico, un problema con cui Moyes è costretto a convivere da tanto, troppo tempo. La rapidità e l'efficacia nel contropiede di giocatori come Coleman e Drenthe rende comunque la compagine diretta dal manager scozzese un osso duro anche in trasferta.


BOLTON-NEWCASTLE- Al Reebok Stadium va di scena l'affascinante incrocio tra la grande delusione e la grande sorpresa di quest'inizio di stagione: il Bolton e il Newcastle. Lo stato di forma dei due club è paradossalmente diverso dalle aspettative di qualche settimana fa: la vittoria a Blackburn ha dato un minimo di fiducia a Coyle mentre il giocattolo di Pardew inizia a scricchiolare dopo qualche sconfitta di troppo. Il successo a Ewood Park ha ridato speranza ai Wanderers, le cui possibilità di salvezza son ben lungi dall'essere compromesse. Per il Bolton restano evidenti le lacune offensive con Klasnic ma soprattutto N'Gog che stanno clamorosamente deludendo le aspettative. A Newcastle prende invece sempre più piede la convinzione corale che l'unico elemento degno del piazzamento attuale della squadra sia Demba Ba, la cui vena realizzativa non accenna a placarsi. Il Reebok Stadium potrà essere il teatro ideale per i Magpies per provare ad invertire il trend e a tornare a vincere. Il match, qualunque sia l'esito, sarà un'importante cartina al tornasole per appurare le effettive possibilità di Bolton e Newcastle di raggiungere i propri obiettivi, rispettivamente salvezza e piazzamento europeo. Lo spettacolo è assicurato.

Insomma, chi cercava una valida alternativa alla noia da facebook e divano è accontentato.



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sabato 17 dicembre 2011

Insoliti protagonisti

Jordan Rhodes, protagonista della giornata
In campo oggi non è scesa nessuna delle prime 5 di Premier League, eppure per gli appassionati di calcio inglese c'è stato eccome materiale per dilettarsi. Prima di narrare le vicende delle 10 squadre impegnate in Premier League quest'oggi, credo sia opportuno riservare qualche riga al match più bello della giornata, che fa capo a una realtà (quella della League One) che spesso passa colpevolmente inosservata, ma che per spettacolo offerto non varrebbe meno di campionati molto più idolatrati. Si tratta della partita tra Sheffield e Huddersfield, che per posizione di classifica, atmosfera e credo tattico dei rispettivi allenatori si preannunciava già alla vigilia più che spettacolare. Il Wednesday si presentava alla sfida con un invidiabile ruolino di marcia tra le mura amiche dell'Hillsborough (otto vittorie e due pareggi, nessuna sconfitta) mentre l'Huddersfield dopo ben 43 partite senza sconfitte, con cui aveva frantumato il precedente record del Forrest di Clough, la cui striscia d'imbattibilità contava 42 partite, aveva perso prima col Charlton e poi col Bournemouth. Pareva aver cambiato rotta la squadra di Lee Clark quando Rhodes aveva siglato una doppietta portando in vantaggio gli ospiti. Gli Owls però non sono rimasti a guardare e, prima col mastodontico Rob Jones e poi con Johnson, hanno trovato la via del gol. Il primo tempo si era concluso sul 2-2 e nessuno dei copiosi spettatori dell'Hillsborough avrebbe potuto dirsi annoiato. Non sapevano che quel primo tempo non si trattasse che di un antipasto di quello che sarebbe stato lo scoppiettante proseguo del match. Ben Marshall e la punta O'Grady portano in vantaggio gli Owls: è 4-2 e nessuno sembrava poter privare i tifosi dello Wednesday della prospettiva di una rimonta assolutamente epica. Rhodes però, non sembrava pensarla così e al 77' completa la tripletta accorciando le distanze per l'Huddersfield. Non finisce qui: Rhodes decide di entrare nella storia e segna ancora fissando il punteggio sul 4-4: questo l'epilogo di una partita assolutamente memorabile. Non si può usare lo stesso epiteto per il match del St James' Park (ufficialmente la "Sports Direct Arena" da qualche settimana; una mossa, quella del cambio di nome, che ha garantito non pochi quattrini alla proprietà dei Magpies) dove il Newcastle sfidava il Swansea per uscire da un periodo non particolarmente positivo (3 sconfitte e 1 pareggio nelle ultime 4). In realtà, anche per via delle numerose assenze tra le fila dei ragazzi guidati da Pardew, per il Newcastle s'è rivelato molto più ostico del previsto avere la meglio dello Swansea, che ha portato a casa un onesto 0-0. Era sceso in campo anche Santon, la cui prestazione di certo non passerà alla storia (come ingannevolmente avrà provato a farvi credere Roggero) però di certo potrà aiutarlo a ricucirsi un ruolo importante tra i piani di Pardew. Male invece l'altro giovane, Sammy, il fratellino del più noto e prolifico Shola Ameobi, che per quanto simpatico ha dato prova dei suoi limiti anche nello scampolo concessogli quest'oggi.
Nelle zone basse della classifica le sconfitte di Blackburn e Bolton rischiano di essere particolarmente deleterie per i rispettivi cammini in campionato. La squadra di Kean (ma quando lo cacciano?) perdendo 1-2 in casa dai Baggies di Hodgson resta penultima in classifica, mentre il Bolton colleziona l'ennesima sconfitta perdendo anche a Craven Cottage: Coyle adesso rischia seriamente per la sua panchina. Non rischia affatto invece Tony Pulis, che anzi meriterebbe un monumento dalle parti del Britannia Stadium. La straordinaria squadra che ha messo su con rara sapienza tattica e maestria nello scegliere i giusti interpreti, si conferma temibilissima anche in trasferta. Al Molineux trionfano i Potters anche grazie al clamoroso errore di Hennessey, che al primo tiro in porta dello Stoke si dimostra un portiere dalle dubbie qualità non riuscendo a respingere il calcio di punizione battuto da Huth e deviato da Doyle. A segnare la sconfitta del Wolverhampton ci pensa Crouch, ovviamente di testa, su un ottimo cross di Pennant.
Arrivati ormai in prossimità di Natale, il bilancio della squadra di Pulis è più che positivo, con un ottavo posto in campionato e un doppio incontro tutto da giocare agli ottavi in Europa League contro il Valencia. Considerando il materiale a disposizione, non proprio un pessimo risultato per Pulis. 

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lunedì 21 novembre 2011

Tre cose che abbiamo imparato in questo weekend

1) La furbata della settimana
Trovare qualcosa che non sia successo nello scoppiettante match tra Wigan e Blackburn è impresa davvero improba. Lo spettacolo non si limita infatti alle espulsioni, ai calci rotanti alla Chuck Norris in pieno volto e ai rigori otto minuti oltre il tempo regolamentare: qualcosa di persino più curioso e inusuale ha rubato la ribalta ai pur strabilianti eventi prima citati. Il gol del momentaneo 2-2 di Hoilett ha infatti una dinamica assolutamente singolare. Sulla lunetta del calcio d'angolo si era inizialmente appropinquato Yakubu che sistema con la mano la sfera sul vertice alto (come è costume ormai in ogni angolo del mondo) della lunetta senza toccarla in nessun modo coi piedi. Quel furbacchione di Morten Gamst Pedersen, l'uomo che non trova differenze nel battere le punizioni di destro o di sinistro, ha dimostrato per l'ennesima volta di saperne una più del diavolo. Avvicinatosi alla bandierina, mette in movimento al pallone sino al lato corto dell'area di rigore prima di servire il canadese Hoilett che, favorito dall'ipnosi generale che aveva ragionevolmente preso i difensori di Martinez, ha messo il pallone in rete. In Italia con la Roma di Spalletti  assistemmo a qualcosa di molto simile, la sostanziale differenza rispetto ad essa è che il gol di Hoilett è assolutamente irregolare come ha ribadito la moviola confermando i sospetti di Martinez ma anche dei commentatori televisivi, sinceramente sbalorditi da quanto stava accadendo.


2) Il mondo è ingiusto
A tenere banco tra giornali, trasmissioni e emittenti varie è lo straordinario gol segnato da Osvaldo, o meglio quello che avrebbe segnato se l'assistente non avesse inspiegabilmente alzato la bandierina segnalando il fuorigioco. L'italo-argentino aveva freddato Julio Sergio con una rovesciata a dir poco eccezionale. Com'è naturale, trattandosi dell'attaccante di una delle squadre dai bacini di utenza più copiosi d'Italia nonchè dell'uomo che pochi giorni prima esordiva da titolare nella Nazionale Italiana, il fatto ha avuto un riscontro sbalorditivo tra gli appassionati di questo sport. Tutti hanno sentito l'esigenza di manifestare la propria indignazione verso il guardalinee ma allo stesso tempo la propria ammirazione per l'ex centravanti dell'Espanyol. Tutto quello che non era successo poche settimane prima quando Riccardo Meggiorini, meno pagato, meno amato e (a questo punto) meno fortunato, s'era esibito in un gesto molto simile, guarda caso proprio contro il Lecce. Una rovesciata ugualmente spettacolare e annullata allo stesso modo. Ma nessuno parlò di un gol che avrebbe probabilmente cambiato la stagione, e forse addirittura la carriera all'ex Cittadella, che per il momento sta faticando a confermare tutte le belle parole dette sul suo conto in passato e a cui avrebbe dunque fatto molto comodo siglare un gol del genere. Osvaldo avrà un gol in meno nel conteggio statistico ma un sostanzioso ritorno a livello di immagine, e Meggiorini?

3) Boas non quaglia
L'esasperata filosofia del "calcio del futuro" del poco più che trentenne allenatore portoghese non si è rivelata esattamente un fattore in queste prime 12 giornate di Premier League. I punti dei blues sono 22 e il distacco dal Manchester City è ormai abissale (12 punti). Ieri è arrivata una dura lezione da King Kenny Dalglish che ha stroncato il suo vano idealismo calcistico con un football cinico e spietato. Il tecnico continua a ricordare che la fiducia di cui gode è del tutto incondizionata e che il suo è un progetto a lungo termine. Abramovich, in virtù delle ingenti somme scucite per accontentare il manager-prodigio, non sembra essere particolarmente d'accordo. Vedremo.

sabato 19 novembre 2011

Da leccarsi i baffi!

Il Saturday di calcio inglese si conferma ancora una volta garanzia di spettacolo assoluto. I fuochi d'artificio arrivano in particolare dal "derby della disperazione" tra Wigan e Blackburn: al JJB Stadium finisce 3-3 dopo il pareggio in extremis (98'!) di Yakubu. Un pareggio che avrà sicuramente divertito gli spettatori neutrali ma di cui, Blackburn e Wigan, proprio non necessitavano, viste le difficoltà di classifica. Difficile è anche il campionato del Bolton: dopo il trionfo di due settimane fa sullo Stoke, il West Bromwich lo batte complicando la vita a Owen Coyle, che adesso rischia seriamente l'esonero. Everton e City come da pronostico sbrigano (i Toffees -come al solito, tra le mura amiche- hanno faticato più del previsto in verità) le pratiche Wolverhampton e Newcastle. In Championship continuano a dominare Southampton e West Ham. I Saints infliggono un 3-0 i Seagulls di Poyet, che ha impresso un atteggiamento colpevolmente rinunciatario alla squadra. Gli Hammers espugnano la Ricoh Arena, battuto il Coventry in rimonta per 2-1. Sembra essersi conclusa la favola Derby: la banda di Nigel "di-mio-padre-ho-preso-poco" Clough perde anche con l'Hull City e s'incammina ormai inesorabilmente verso l'anonimato di metà classifica. Respira aria fresca invece Cotterill: il Forrest batte in rimonta l'Ipswich grazie ai centri di Lynch e dell'ex Sheffield Wednesday Tudgay.
Tutto lo spettacolo degli altri campi e molto altro ancora in termini di atmosfera al Britannia Stadium, dove i Delap Special e gli intensi sforzi offensivi del finale non sono bastati allo Stoke City per evitare la sconfitta. Il QPR deve i suoi 3 punti soprattutto all'atteggiamento gladiatorio di Helguson, che ha chiuso la partita con due gol e un inevitabile cartellino giallo. Warnock riesce quindi a sopperire alle assenze di Bothroyd (infortunato) e Taarabt (ormai chiaramente ai margini della squadra, il PSG è ormai più di un ipotesi per lui) orchestrando un undici rapido e astuto contro la strapotenza fisica degli uomini di Pulis. Lo Stoke è invece alla quarta sconfitta di  fila: il più che collaudato sistema di Pulis inizia a scricchiolare e accusa sempre più la mancanza di alternative tattiche al gioco dei campanili e dei traversoni in cui sono riassunte tutte le loro possibilità offensive. Aldilà dei lanci e delle rimesse di Delap, i Potters hanno mostrato grande difficoltà nel creare azioni da gol giocando palla a terra: un paio di piedi buoni a centrocampo servirebbe come il pane a questa squadra. 
Breve postilla sul titolo: il riferimento ai "baffi" non è esclusivamente un elogio allo spettacolo del sabato inglese ma anche una constatazione dei numerosissimi giocatori dello Stoke che li hanno, a memoria ne ricordo almeno 8 (Whelan, Huth, Walters, Higginbottham, Fuller, Wilikinson, Shawcross, Etherington). Non si tratta di un banale brand estetico bensì di una campagna promozionale per il tumore alla prostata, ecco perchè, per tutto il mese di Novembre (ribattezzato Movember, per omaggiare l'iniziativa), vedrete i baffi su ogni singolo giocatore dello Stoke City.
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sabato 5 novembre 2011

Tutto (o quasi) secondo pronostico

Ferguson festeggia con una vittoria i 25 anni alla guida dei Red Devils
La celebrazione dei 25 anni di Manchester United di Sir Alex Ferguson è stata sicuramente protagonista incontrastata di questo sabato britannico. Il fato ha voluto che a far visita all'Old Trafford ci fosse proprio quello Steve Bruce che anni fa è stato la colonna portante della prima dinastia che il manager scozzese plasmò con lo United. I Black Cats hanno fatto quello che hanno potuto, reggendo per tutto il primo tempo tenendo stoicamente testa allo United, ma poi sono stati traditi dall'autogol, anche qui il destino c'entra qualcosa, di Wes Brown, uno dei tanti ragazzi battezzati e cresimati da Ferguson. Il punteggio finale sorride ai Red Devils che non vanno oltre l'1-0 alla luce delle strepitose parate di Westwood, che l'anno scorso si era imposto come uno dei portieri più talentuosi con il Coventry City e che si è comportato egregiamente quest'oggi in sostituzione dell'infortunato Mignolet. Da segnalare anche il preoccupante infortunio alla caviglia che ha costretto Wickham ad uscire dopo soli 5 minuti: non sembra profilarsi nulla di buono per la talentuosa punta ex Ipswich. Si è assistito a qualcosa di simile a Ewood Park ma anche all'Emirates dove gli infortuni di Cech e Olsson hanno costretto i rispettivi arbitri a concedere un numero insolitamente abbondante di minuti di recupero alla fine del primo tempo. A proposito di Ewood Park: il confronto tra Kean, ormai a un passo dall'essere definitivamente ghigliottinato e Villas-Boas, nemmeno lui in un momento felicissimo, ha offerto tanti sbadigli e poco altro. Dopo un pessimo primo tempo, il portoghese decide di iniziare ad allenare schierando finalmente una formazione in grado di valorizzare tutto il talento offensivo di cui dispone. Fuori un rivedibile Malouda, dentro Torres, l'uomo più pagato nella storia del calcio inglese. Villas-Boas pesca il jolly: la squadra appare completamente trasformata ma è ancora Lampard a togliere le castagne dal fuoco: suo il gol che vale qualcosina in più di 3 punti per Villas-Boas ma soprattutto per la fiducia di cui gode a Stamford Bridge. All'Emirates invece, dopo la premiazione come giocatore del mese di Robin Van Persie, meritatissima dopo la splendida tripletta siglata proprio ai cugini in maglia blu ma in generale dopo i fantastici numeri che raccontano il suo inizio di stagione, l'Arsenal ha vinto ma soprattutto convinto contro il WBA, alla seconda sconfitta di fila. In gol anche Mikel Arteta, finalmente un fattore per la compagine diretta da Wenger. In gol anche Agbonlahor, letteralmente rigenerato da McLeish, che aiuta i Villans a trovare la vittoria nel match casalingo contro il Norwich. Continua intanto il sogno del Newcastle: i Magpies restano al terzo posto grazie alla vittoria arrivata per 2-1 contro l'Everton nonostante i duri infortuni pervenuti a Marveaux e Cabaye e che costringeranno Pardew a reinventarsi il centrocampo per le prossime uscite. Insomma, tutto secondo pronostico. O quasi. Dopo i Canaries di Lambert anche un altra neopromossa, e cioè lo Swansea, riesce a strappare un punto all'Anfield: per Gerrard e compagni non sono ancora maturi i tempi per poter lottare per il titolo.

martedì 25 ottobre 2011

Player Of The Week: Junior Hoilett


Junior Hoilett
# 23

Nel calcio inglese, le fasce laterali sono ormai sempre più ignorate per via dell'incalzante fisicità che ha pervaso schemi e modi di giocare anche in Inghilterra e che incentiva esclusivamente il gioco per vie centrali. Eppure, squadre come il Blackburn Rovers continuano a proporre il mai desueto 4-4-2, con tanto di esterni offensivi, anch'essi un'assoluta rarità nel panorama britannico oggi giorno. E' in questo contesto che la forza di David Wayne Junior Hoilett, o più semplicemente Junior Hoilett, diventa assolutamente determinante. Veloce, sgusciante, funambolico nel dribbling: il canadese non è effettivamente che la copia sputata di Wright-Philipps (o se preferite, di Aaron Lennon) con qualche centimetro in più d'altezza. L'esuberanza che mostra settimanalmente sul rettangolo di gioco è solo paragonabile alla folgorante iperattività che lo rendeva un asso in qualsiasi sport da bambino. Decise, saggiamente, di proseguire esclusivamente la carriera calcistica trasferendosi in Europa. Il Blackburn lo mise sotto contratto e, dopo due anni passati a giochicchiare tra Paderborn e St.Pauli, potè finalmente usufruire delle sue prestazioni sportive, grazie al permesso di lavoro finalmente garantitogli. Poco più che debuttante, guidò i Rovers alla vittoria nel match mozzafiato di coppa giocato contro il Chelsea nel Dicembre 2009. Dopo il rocambolesco 3-3, frutto del pareggio allo scadere siglato da Paulo Ferreira, sviluppatosi tra tempi regolamentari e supplementari è stato suo il rigore decisivo che garantì la vittoria al Blackburn. Poche apparizioni, e già i media lo accostavano ai più grandi club nazionali. Spettò al Blackburn troncare queste fastidiose voci: la società del Lancashire gli offrì un generoso contratto fino al 2012, che il talentuoso funambolo canadese accettò senza battere ciglio. No, non avete letto male: la scadenza del contratto di Hoilett è proprio il giugno 2012, non essendo (ad oggi) ancora stato sottoposto a mutazioni. Quindi, potrebbe rappresentare senz'altro un elemento di assoluto interesse per le prossime sessioni di mercato. Pare che il buon vecchio Pardew ci abbia già fatto un pensierino per rinfoltire il pacchetto esterni del Newcastle. Quello che è certo è che il talento nativo dell'Ontorio non sembra esattamente riluttante all'idea di trasferirsi altrove. Tant'è che ha espresso a chiare lettere l'obbligo d'inserire una sostanziosa clausola rescissoria qualora dovesse firmare il rinnovo, in caso, appunto, di qualche chiamata illustre. La prospettiva pare tutt'altro che remota. E' solo la terza stagione, questa che si appresta a giocare con la maglia dei Rovers, ma per la squadra dell'odiato (odiatissimo) Kean rappresenta già uno dei punti di riferimento nonchè il giocatore più talentuoso insieme all'argentino Formica. Con 21 anni e un bagaglio tecnico-tattico assolutamente raro in Gran Bretagna, Hoilett può sicuramente considerarsi uno dei talenti più appetibili per i top-club inglesi e non solo, in vista del prossimo mercato.

sabato 15 ottobre 2011

Sorpasso Citizens

Dopo due settimane di astinenza ci voleva proprio un bel sabato di football. E s'inizia: già dalle 13:45 con un affascinante antipasto, il più classico dei match di Premier League: Liverpool-Manchester United. Il primo tempo delude nettamente le aspettative, con Ferguson che fa coraggiosamente a meno sia di Rooney che di Nani e con Dalglish che lascia a sedere Carrol, sbloccatosi nel Merseyside Derby di due settimane fa per lasciare spazio a Gerrard, appena tornato da una snervante lungodegenza. Poca solidità a centrocampo per gli uomini di Ferguson: Fletcher e il jolly Jones non riescono a costruire gioco. Situazione simile per i Reds: Gerrard fatica inizialmente mentre Kuyt e Downing s'intestardiscono in improbabili serpentine ben controllate da Evra e Smalling (che comunque continua a non convincermi). Nel secondo tempo, assistiamo finalmente a un match degno del blasone e della storia dei due team: Gerrard su punizione e poi Hernandez fissano il punteggio sull'1-1, a nulla serve la prodezza di Henderson, sventata da De Gea nè il destraccio di Skrtel, che da posizione favorevolissima spedisce il pallone nella Kop. Il City si conferma una macchina da guerra: all'Etihad Stadium il match ha assunto le proporzioni di una simpatica merenda per gli uomini di Mancini che concedono una brusca imbarcata all'Aston Villa di McLeish (che finalmente si confronta con un top team), aperta dall'acrobazia di Balotelli e chiusa dal destro telecomandato dell'ex Milner. E' un successo che vale il sorpasso e quindi la prima posizione. Il Norwich aggancia lo Swansea a 8 punti, grazie a una doppietta di Pilkington. Il Bolton trova finalmente una vittoria, dopo uno sfortunato periodo di magra in cui ha sfidato e perso contro tutti i top team, niente da fare invece per i Rangers che a Loftus Road non vanno oltre l'1-1 contro il Blackburn. Lo Stoke City supera non senza difficoltà il Fulham di Jol grazie al gol di Walters, scaturito (guarda caso) dall'ennesima palla alta scaraventata in area di rigore. Bene anche Delap, che si dimostra bravo anche con i piedi (colpisce un palo dopo essersi brillantemente smarcato) ma soprattutto con la testa (sua l'incornata del definitivo 2-0). In Championship invece il West Ham approfitta del pareggio tra le prime due della classe (Derby e Southampton, segnano Robinson e Lambert) e si porta al secondo posto dopo un confortante 4-0 inflitto al Blackpool. Tra poco in campo il Chelsea di Villas-Boas, che può avvicinarsi allo United, l'incrocio è però pericolosissimo: a Stamford Bridge faranno visita i Toffees, avversari tradizionalmente ostici per i Blues.