Visualizzazione post con etichetta trapattoni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta trapattoni. Mostra tutti i post

venerdì 16 novembre 2012

Irlanda, Whelan: "Voglio i Mondiali. Trap? E' lui che comanda"

Glenn Whelan, mediano dello Stoke City, ha parlato con fiducia e ottimismo ai microfoni di bbc.co.uk, appoggiando pienamente l'esperimento di Trapattoni sul centrocampo a tre: "Non abbiamo tratto i dovuti benefici dal trio di centrocampo (dopo la sconfitta con la Germania per 1-6, ndr). Giocando tre contro due a centrocampo si possono avere buonissimi risultati, e son convinto che in futuro li avremo. Trapattoni? Noi facciamo quello che ci dice, non posso esimermi dal rispettare le sue parole: è lui il boss e se così non facessi non mi convocherebbe. C'è un po' di frustrazione per l'esito dell'Europeo ma pensiamo solamente a qualificarci per i prossimi Mondiali: è per questo che siamo qui". 

Pubblicato per TMW (BundesLigaPremier)

lunedì 28 novembre 2011

Juve, ma fai sul serio?

Quello che emerge dalla tredicesima giornata di campionato è un dato sempre più netto: la Juventus non è un fuoco di paglia, ma anzi è tra le più valide ed accreditate contendenti alla vittoria del campionato. La vittoria dell'Olimpico ha ulteriormente consolidato questa convinzione: la Juventus pare finalmente la squadra pronta e preparata che Marotta e Agnelli da tempo desideravano. Fuor di dubbio ormai che la squadra sia quantomeno allo stesso livello di altre potenziali outsider come Lazio, Napoli e Udinese. Questo sebbene a livello tattico continui a destare più di qualche perplessità, non essendo ancora straordinariamente fluida nelle sue manovre offensive, e questo non è necessariamente da tradursi come un'irrisoria abilità nel creare pericoli ed occasioni quanto piuttosto nell'organizzarli nel momento in cui chi si trova di fronte ha un atteggiamento particolarmente catenacciaro (Catania, Bologna e Chievo insegnano). In ogni caso la squadra di Conte guarda tutti dall'alto verso il basso ed è questo che conta di più. Non solo: è l'unica squadra ancora imbattuta. I meriti sono da suddividere equamente tra Marotta e Conte: il primo sta finalmente dimostrando che le critiche mossegli l'anno scorso erano del tutto infondate: nella condizione in cui Secco aveva lasciato la squadra non sarebbe stato bastevole investire tutto su un Dzeko o un Aguero per sbrogliare la matassa, era necessario invece, come il ds varesino ha brillantemente osservato, costruire una base nel quale inserire successivamente qualche elemento di spessore (proposto soddisfatto quest'anno con gli innesti di Vucinic e Vidal). Il secondo è stato fin ora efficacemente zelante nel sacrificare nomi eccellenti (Del Piero, Quagliarella e il desaparecido Elia) pur di soddisfare le esigenze tattiche del suo undici. Altra rinuncia: i piedi e le folgoranti qualità offensive che fecero di Vidal un autentico crack in Germania. Conte l'ha completamente riassettato: da centrocampista offensivo dallo spiccato senso del gol al più classico faticatore di centrocampo. E' anche merito di questa geniale metamorfosi se la Juve è lì dove si trova. Altra presenza chiave nello scacchiere juventino è quella di Marchisio. Il cosiddetto principino sta infatti attraversando un momento di grazia, indubbiamente il migliore della sua carriera. E finalmente sta congiungendo i suoi exploit con quella continuità che in passato non aveva mai raggiunto. Don't say cat if you have not it in the sack, Trapattoni ci insegna. La stagione è ancora molto lunga: occhio a darlo già per il nuovo Lampard, o, per i più ottimisti, il miglior centrocampista del mondo (?!?). Due mesi di ottime prestazioni non sono abbastanza per poter realmente definire il suo valore. Capitolo Chiellini: anche qui Conte ha fatto un'ottimo lavoro, mostrando quanto semplice da risolvere fosse in realtà il rebus terzino sinistro, che Marotta e Delneri avevano coraggiosamente provato a sbrigare con soggettoni come De Ceglie, Salihamidzic o addirittura, il sommo Traorè. Insomma, la Juventus è una grande squadra. Quanto possa effettivamente reggere il confronto col Milan, squadra considerata un po' da tutti sostanzialmente superiore per spessore e talento (a maggior ragione se mr. "rosicone" Tevez dovesse davvero arrivare a Milanello), ce lo dirà anche il big match di domani sera che opporrà i bianconeri al Napoli. Non esattamente ottimale l'atmosfera partenopea: nonostante il fantastico trionfo di martedì in coppa, le vicende extra-calcistiche (la moglie di Lavezzi definisce Napoli ciudad de mierda dopo la rapina a mano armata) stanno destabilizzando e non poco l'ambiente. Il match di martedì sarà un importante banco di prova anche per loro: potrà infatti stabilire se per il Napoli la porta delle prime posizioni è chiusa del tutto o se, viceversa, c'è ancora qualche spiraglio.
Ti piace il mio blog?

giovedì 13 ottobre 2011

Anche il trifoglio porta bene...

E' proprio la settimana di Giovanni Trapattoni. Dopo la fortunosa vittoria a spese della defraudata Armenia (almeno una decisione clamorosamente sfavorevole ai caucasici), la dea bendata non la smette più: l'urna di Cracovia è stata sicuramente benevola con i celtici che affronteranno, agli spareggi, l'Estonia. Non me ne vogliano gli amici baltici, ma era chiaro che un po' tutti avrebbero voluto misurarsi contro la nazionale guidata dall'ormai ultra-trentenne Andres Oper. Gli altri match che designeranno i restanti 3 biglietti utili per Polonia e Ucraina, si preannunciano decisamente più combattuti. La Turchia se la vedrà contro la Croazia, mentre il Montenegro sfiderà la Repubblica Ceca per raggiungere quello che sarebbe uno storico risultato. L'accoppiamento più affascinante è però quello che vede contrapporsi la Bosnia di Edin Dzeko e il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Non è così scontato che passino gli iberici, e in Francia lo sanno bene. Altre news: il dg dell'Anzhi Makachala risponde con la linguaccia alla provocatoria proposta dei media circa un ritorno temporaneo di Eto'o sotto il Duomo: me l'aspettavo. Tempi duri anche per Carlos Tevez: l'argentino si allenerà con le riserve, fino al trasferimento che otterrà a gennaio. A meno che, ma qui il Daily Mail pare l'abbia sparata, non grossa, di più, mr. mi-pagano-un-sacco-di-milioni-e-trovo-il-coraggio-di-lamentarmi (nome lunghetto, eh) non ritornerebbe al West Ham. Temo però che il suo smisurato orgoglio non sopporterebbe un simile colpo.

martedì 11 ottobre 2011

How do you like them nipples?

Con questo triste (per serbi, belgi e portoghesi) o se preferite felice (così la pensano irlandesi, estoni e turchi) martedì d'ottobre si chiude un lasso di tempo calcisticamente parlando poco esaltante e scarno di eventi, si ritorna per fortuna alle care realtà di club che tanto ci appassionano ed emozionano. Chi si sarà emozionato e tanto sarà Trapattoni che dopo la grande delusione di Parigi 2009 (il fallo di mano di Henry gli sbarrò le porte del Sudafrica), riesce a togliersi una bella soddisfazione qualificando la selezione irlandese agli spareggi. Di certo questa sera non parlerà di arbitri: lo spagnolo Iturralde ne combina di tutti i colori, prediligendone uno in particolare però, proprio il verde. E infatti i poveri calciatori caucasici hanno di cosa lamentarsi: l'espulsione di Berezovsky, frutto di un'azione partita dal fallo di mano originario di Simon Cox e peraltro scaturita da un fallo di mano molto rocambolesco (la palla rimbalza accidentalmente sul petto del portiere armeno) effettivamente desta molti dubbi. Una nemesi storica bella e buona; almeno non sentiremo più Tardelli o Trapattoni lamentarsi durante le loro sporadiche presenze nelle varie trasmissioni sportive italiane. Sarà molto difficile lamentarsi anche per Joachim Low, la sua nazionale (così come la Spagna che oggi ha regolato con un 3-1 la Scozia, per gli highlanders segna Goodwillie) chiude il suo girone a bottino pieno. Oggi per il giovane ed inesperto Belgio (che può però contare di ottime individualità come Lukaku, Hazard e l'autore del gol Fellaini) c'è stato ben poco da fare: la Germania ha mantenuto la promessa fatta alla Turchia dando prova di grande professionalità e grande, grande forza. E' il minimo inserirla nel lotto dei favoriti di questo europeo (come accade da ormai oltre 10 anni). Deutschland Uber Alles! (o quasi, forse c'è la Spagna un gradino più in alto). Si sentiva persino da qui il dolce e soffice odore del flagrante biscotto che Danimarca (nazionale a cui riescono particolarmente bene, eh) e Portogallo stavano preparando. Purtroppo per i portoghesi però non c'è stato niente da mangiare: nessun X e Danimarca in testa al girone. Avrebbe potuto capeggiare il suo girone anche la Bosnia, raggiunta al 78' dal rigore di Samir Nasri. Sarà Paperissima probabilmente a decidere quale tra l'autogol di McAuley e quello di Aleksanyan sia il più ridicolo...nel concorso inserirei anche la snervante esultanza mostrata due volte da Cassano, questa moda del pollice in bocca mi piace ben poco, anzi. Ah, il titolo (si tratta della frase clou del film, diventata una sorta di tormentone oltre oceano) c'entra poco col contenuto ma è un necessario omaggio a "Horrible Bosses- Come ammazzare il capo e vivere felici", che consiglio a tutti voi, la classica americanata? Forse. Però almeno fa ridere.